Esperienze
Sono Psicologa Clinica e Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico Lacaniano, con formazione in Psicodramma Freudiano. Il mio percorso professionale nasce dall’incontro tra una solida esperienza nelle organizzazioni internazionali e una formazione clinica approfondita, radicata nello studio della psicoanalisi e sostenuta da un costante lavoro di analisi personale e supervisione.
L’esperienza maturata in contesti istituzionali complessi mi ha permesso di sviluppare una particolare sensibilità verso le dinamiche relazionali, i conflitti organizzativi e le problematiche legate allo stress lavoro-correlato e al burnout. Parallelamente, la collaborazione con un Centro Antiviolenza ha rappresentato un passaggio fondamentale nella mia crescita professionale, consolidando competenze nell’ascolto clinico, nell’accoglienza del trauma e nell’accompagnamento terapeutico in situazioni di fragilità e vulnerabilità. Nel mio lavoro offro uno spazio di ascolto orientato alla comprensione profonda della storia personale e del modo unico in cui ciascuno vive la propria sofferenza.
Lavoro con adolescenti, adulti e anziani, offrendo percorsi di sostegno psicologico, psicoterapia individuale e gruppi esperienziali di psicodramma. Ricevo in presenza e online, con l’obiettivo di rendere la psicoterapia accessibile e adattabile alle esigenze della persona.
Sono membro associato del Centro Didattico di Psicoanalisi e Psicodramma Analitico di Roma, della S.I.P.S.A Società Italiana Psicodramma Analitico, della S.E.P.T. Société d'Études du Psychodrame pratique et Théorique e della IAGP International Association for Group Psychotherapy and Group Processes.
Il mio orientamento clinico pone al centro la singolarità della persona e il valore della parola come strumento di trasformazione e consapevolezza.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica-dinamica
- Psicoterapia
- Terapia di gruppo
Principali patologie trattate
- Depressione
- Attacco di panico
- Mobbing
- Disturbi dell'umore
- Ansia
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia
60 € -
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Colloquio psicologico individuale
60 € -
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Consulenza genitoriale
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Psicoterapia di gruppo
Prestazione gratuita -
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Indirizzi (3)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Assicurazioni
Via Ajani 36, Frascati 00044
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Dandolo 51, Roma 00153
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
8 recensioni
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O
O.B.
La dottoressa Alessia è stata un vero punto di svolta per me. Il suo approccio empatico e professionale mi ha fatto sentire subito a mio agio, permettendomi di aprirmi e lavorare sui miei problemi con fiducia.
• Studio Medico • psicoterapia •
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C
Cristiana
Persona presente in ogni momento e attenta alle emozioni in profondità ,esperienza super positiva
• Spazio Moderno • psicoterapia di gruppo •
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S
Simona Mauro
Ho avuto il piacere di sperimentare lo psicodramma, sessione tenuta dalla dottoressa Alessia Vietti. Grande competenza, il gruppo è stato gestito con capacità e professionalità .Il gioco dei ruoli è stato molto interessante. Esperienza consigliata vivamente. Simona Mauro
• Studio Medico • Altro •
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B
Barbara
Professionista attenta e competente, risultati tangibili!
• Studio Di Psicologia • psicoterapia •
Dott.ssa Alessia Vietti
Grazie per il feedback positivo!
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D
Davide
Alessia è stata formidabile nell’aiutarmi a superare un momento particolarmente difficile. Mi ha saputo ascoltare senza che io mi sentissi giudicato.
• Studio Di Psicologia • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Alessia Vietti
Grazie per il feedback positivo!
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G
GF
La dottoressa Vietti e' professionale, empatica ed estremamente ben preparata. Il suo ascolto e' stato e continua ad essere prezioso per me e per chi mi e' vicino.
• Studio Di Psicologia • psicoterapia •
Dott.ssa Alessia Vietti
Grazie per il feedback positivo
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A
A.V.
Mi sto trovando molto bene con la dott.ssa Vietti, molto professionale attenta alle problematiche portate e accogliente. La consiglio vivamente.
• Studio Di Psicologia • psicoterapia •
Dott.ssa Alessia Vietti
Grazie per il suo feedback positivo
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C
C.R.
Sto seguendo un percorso terapeutico c
on la Dr.ssa Vietti da alcuni mesi. È stata molto attenta sin dal primo colloquio. La stanza dello studio è accogliente e mi trovo a mio agio. Sto avendo dei miglioramenti rispetto alla mia situazione di disagio in cui mi trovavo quando ho incontrato per la prima volta la Dr.ssa Vietti. È puntuale e precisa negli appuntamenti. La consiglio come psicoterapeuta• Studio Di Psicologia • psicoterapia •
Dott.ssa Alessia Vietti
Grazie per il feedback positivo
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
sono un ragazzo di 26 anni e vorrei esporre una difficoltà personale che sto cercando di affrontare con serietà, anche perché non so davvero come comportarmi.
Ho conseguito la patente diversi anni fa, ma nel tempo non ho mai sviluppato un’abitudine costante alla guida. Mi sono sempre limitato a percorrere tragitti brevi all’interno del mio paese o comunque in luoghi ben conosciuti. Non ho mai approfondito in modo solido le basi teoriche e pratiche della guida, e questo, col tempo, ha contribuito a creare un senso di insicurezza.
Attualmente riesco a guidare da solo solo in zone che conosco bene, anche in presenza di segnaletica. In questi casi mi muovo facendo tutto in modo meccanico, andando a memoria, e riconosco alcuni segnali solo perché ormai li ho visti e memorizzati nel tempo. Non si tratta quindi di una reale comprensione delle regole o della situazione, ma di automatismi legati all’abitudine.
Il problema emerge con forza non appena devo percorrere anche solo pochi chilometri in un luogo per me sconosciuto: vado completamente in blocco, perdo lucidità e sicurezza, e faccio fatica anche con le azioni più semplici, come svoltare per fare rifornimento, leggere correttamente la segnaletica o comprendere un divieto d’accesso.
Questa difficoltà si attenua ma non scompare del tutto quando sono in compagnia: in questi casi riesco a mantenere un po’ più di concentrazione e controllo, anche se permane la sensazione di non essere pienamente in grado di gestire la situazione.
Negli ultimi anni ho preso coscienza del fatto che questa problematica ha iniziato a condizionare pesantemente la mia vita, sia sul piano lavorativo che personale e relazionale. È diventata quasi un pensiero ossessivo, tanto che non riesco nemmeno a prendere in considerazione l’idea di acquistare una macchina. Mi sento fuori luogo e inadeguato in tutto ciò che riguarda la guida, e questa sensazione sta diventando sempre più presente.
Il mio desiderio è quello di affrontare questa paura in modo serio e risolutivo, per arrivare a guidare in autonomia, con serenità, fiducia e sicurezza, anche in contesti nuovi o non familiari.
Chiedo gentilmente un vostro parere su come poter iniziare un percorso efficace per superare questo blocco: quali strumenti, approcci o percorsi terapeutici potrebbero essere più adatti alla mia situazione?
Vi ringrazio per l’attenzione e per l’eventuale supporto che potrete offrirmi.
Un cordiale saluto.
Buongiorno, intanto mi sembra cosa buona che voglia affrontare questa sua difficolta'con impegno e serieta', questo e'gia'un buon inizio. Il problema, come lei stesso ha ben descrittoo, emerge quando deve recarsi in luoghi sconosciuti e in particolare quando e'solo. Sembrerebbe che si abbia a che fare con una fobia che le sta molto limitando le sue possibilita' di fare esperienze nella sua vita impedendole di scegliere dove andare. Sarebbe utile esplorare questa condizione attraverso dei colloqui, che possano offrirle uno spazio in cui mettere in parola le emozioni, i pensieri o le immagini che emergono e che, in quei momenti, la bloccano.
Potrebbe essere un percorso importante per lei dove questa stessa “difficolta’” potrebbe aiutarla a capire meglio se stesso e in quale posizione si trova in questo momento della sua vita.
Buongiorno,
Sono un "ragazzo" di 34 anni, vorrei migliorare un aspetto decisamente sgradevole della mia persona: sono poco incline a gestire lo stress (specie sul lavoro, dove lo stress ha purtroppo la S maiuscola) o le situazioni negative in generale, e quando il mio cervello ritiene di aver raggiunto il massimo grado di sopportazione sono preda di attacchi di ira in cui mi lascio andare a urla ed espressioni volgari che spesso feriscono/lasciano attonito chi mi sta intorno. Per esempio proprio oggi a lavoro, dopo essere stato interrotto nella mia attività qualcosa come 10 volte in 3 minuti da richieste di collaboratori/telefonate/ecc. ho dato spettacolo di ostilità verbale e volgarità. E puntualmente, a mente fredda e ragionando in seguito sulla mie reazione, la ritengo eccessiva e me ne vergogno. Il problema è che quando "mi gira il boccino" più cerco di controllarmi e più mi innervosisco.
C'è qualche Vostra tecnica che si potrebbe usare per migliorare, o è sufficiente prendere a pugni un sacco da boxe?
Caro utente, partirei dalla fine del suo messaggio per dirle che, purtroppo, non conosco tecniche risolutive pronte all’uso, e se esistono non appartengono alla mia formazione. Quello che posso fare, però, è provare ad ascoltare e pensare insieme a lei a ciò che sta accadendo.
Intanto trovo il suo discorso molto interessante, perché mostra che lei ha già una buona consapevolezza del proprio funzionamento. Riconosce, infatti, che esiste una soglia – un “massimo grado di sopportazione” – oltre la quale perde il controllo, come se si trovasse in balia di un meccanismo che si attiva senza che lei riesca più a gestirlo. E dice anche che questo schema si ripete, soprattutto sul lavoro.
Mi viene da chiederle: Cosa pensa di questa soglia che, una volta superata, fa “saltare il boccino”? È possibile che l’asticella sia particolarmente bassa?
È evidente che essere interrotti ripetutamente durante un’attività richieda uno sforzo notevole per chiunque, soprattutto quando si lavora sotto pressione e i tempi sono stretti. Tuttavia, c’è anche un altro punto che mi ha colpito del suo racconto: il senso di vergogna che arriva dopo l’esplosione insieme a giudizi severi ed al rammarico. Forse si potrebbe lavorare su questo scarto, su questo tempo in cui la reazione prende il sopravvento.
Forse non si tratta di reprimere la rabbia, ma di darle un altro modo per esprimersi, più sostenibile per lei e per gli altri.
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