Dr.
Adriano Trono
Psicologo
·
Psicologo clinico
Psicoterapeuta
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Taranto 6 indirizzi
Esperienze
Sono il Dottor Adriano Trono, psicologo clinico e psicoterapeuta di orientamento cognitivo-comportamentale e sono di Taranto, ma lavoro anche online con pazienti da tutta Italia. Ho conseguito la laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche presso l'Unisalento con sede a Lecce, per poi continuare gli studi in psicologia clinica all'Alma Mater Studiorum di Bologna ed abilitarmi alla pratica professionale. Successivamente ho deciso di concludere il percorso formativo frequentando la scuola di specializzazione cognitivo comportamentale della durata di 4 anni per diventare psicoterapeuta nella medesima branca. A livello lavorativo ho avuto la possibilitá di lavorare al CSM dell'ASL di Lecce, al UOSD Disturbi del Comportamento Alimentare all'ASLdi Taranto, nel reparto oncologico dell'ospedale di Martina Franca, e al Ser.D. a Taranto. In aggiunta sono stato assistente specialistico per l'integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, ho fatto sostegno e reinserimento lavorativo presso l'I.N.F.A.P., ho prestato servizio volontario presso l'A.N.F. (Associazione Nazionale Famiglie), ho lavorato come operatore di comunitá al CUFRAD presso Sommariva del Bosco (CN) prima di tornare nuovamente a Taranto dove ho collaborato con la sezione Ionica dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Nella pratica clinica mi pongo l'obiettivo di far stare bene le persone e aiutarle a superare le difficoltá e le sofferenze che incontrano nel lungo e tortuoso cammino che é la vita
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- +32 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Consulenza online
70 € -
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Psicoterapia individuale
70 € -
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Psicoterapia della dipendenza affettiva
70 € -
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Psicoterapia per adolescenti
70 € -
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Indirizzi (7)
Disponibilità
Telefono
Via Attilio Friggeri 111, Roma 00136
Disponibilità
Telefono
Via Vittorio Veneto, 122, Belluno 32100
Disponibilità
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Via Cesare Battisti, 98, Padova 35121
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Via Cesare Battisti 329, Taranto 74121
Disponibilità
Telefono
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Recensioni
63 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
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M
M.M.
Il mio percorso è stato davvero utile. Ho trovato una persona competente, empatica e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Il percorso mi hanno aiutato a capire meglio me stesso e ad affrontare situazioni che prima mi sembravano difficili da gestire. Apprezzo molto la sua capacità di ascoltare senza giudicare e di offrire strumenti concreti per stare meglio nella vita quotidiana. Un professionista serio che consiglio con fiducia e a cui devo tanto.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Ottimo studio
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Dr. Adriano Trono
Ti ringrazio veramente tanto per le belle parola
-
G
G.T.
Quando ho iniziato questo percorso, mi sentivo confuso e sopraffatto da emozioni che non riuscivo a gestire. Con il tempo, grazie alla professionalità e alla sensibilità del dottore, ho imparato a comprendere meglio me stesso, a riconoscere i miei bisogni e a dare un significato diverso alle difficoltà che vivevo.
Le sedute sono sempre state uno spazio sicuro, accogliente e senza giudizio, dove poter parlare liberamente e riflettere con sincerità. Ho apprezzato molto la capacità del dottore di accompagnarmi con rispetto, aiutandomi a trovare da solo le mie risposte, senza forzature.
Oggi mi sento più consapevole, sereno e capace di affrontare le sfide quotidiane con uno sguardo più equilibrato. Posso dire che questo percorso ha rappresentato un vero investimento su di me, e lo consiglierei a chiunque senta il bisogno di ritrovare chiarezza e benessere interiore.- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
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Dr. Adriano Trono
La ringrazio per la recensione
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S
S.D.
Il Dottor Trono è un professionista molto empatico e competente, capace fin da subito di metterti a tuo agio e di capire i tuoi problemi.
Sono stato da lui diverse volte e posso con estrema sincerità affermare che è stato per me veramente di grande aiuto nel superare alcune difficoltà che la vita mi ha posto davanti.
Grazie davvero- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
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Dr. Adriano Trono
Grazie a te per le belle parole e per la fiducia riposta
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G
G. T.
Una persona ed un terapeuta veramente attento, empatico e preciso. Soffro di problematiche ansiose e il dottore è stato capace non solo di spiegarmi il problema, ma a darmi le strategie per risolverlo
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Dr. Adriano Trono
Sono contento che ti sia trovato bene
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M
M.S.
Il dottore è stato attento, empatico e pratico nel conseguire l'obiettivo terapeutico prefissato. Grazie
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
- Puntualità
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Dr. Adriano Trono
Grazie a te per la recensione
-
M
M.S
Consiglio vivamente lo psicologo Adriano Trono data la sua grande professionalità in materia, e lo denoto dal fatto che, in ogni colloquio psicologico che ho avuto, ho notato come ogni sua parola riuscisse a raggiungermi, sin da subito, nel profondo, e come il suo approccio al dialogo mi abbia permesso di comprendere meglio me stesso.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Ottimo studio
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Dr. Adriano Trono
Ti ringrazio tantissimo veramente
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M
Mz
È la mia prima esperienza in questo campo , sono alla quinta seduta e noto già dei piccoli miglioramenti, sicuramente andrà sempre meglio.
Consigliatissimo anche perché sa fare bene il suo lavoro.
Grazie doctor- Attenzione durante la visita
- Ottimo studio
- Puntualità
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Dr. Adriano Trono
Grazie mille per il pensiero
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G
Gemma
Mi sto affidando al dottore da qualche mese e mi trovo davvero bene. È empatico, accogliente e sa creare un clima di fiducia fin dal primo incontro. Le sedute mi stanno aiutando molto nel mio percorso personale. Consiglio vivamente il suo supporto, senza esitazioni.
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
- Puntualità
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Dr. Adriano Trono
Ti ringrazio vivamente per il bellissimo feedback
-
A
A. O.
Dottore paziente e disponibile, sa mettere a proprio agio, competente e visibilmente appassionato
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
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Dr. Adriano Trono
Sono contento che ti stia trovando bene
-
M
Manuel
Sedute sempre entusiasmanti, spero che questo percorso mi aiuti
- Spiegazioni dettagliate
• Adriano Trono • consulenza online •
Dr. Adriano Trono
Grazie tante per le belle parole
Risposte ai pazienti
ha risposto a 36 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio?
visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo
se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà
il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento.
mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso. Come posso gestire tutto questo? Vi ringrazio.
Da ciò che racconta, non emerge tanto il quadro di una grave difficoltà organica della deglutizione, quanto quello di una forte angoscia focalizzata sul controllo del corpo e sul timore di soffocare. L’anginofobia spesso porta la persona a monitorare continuamente ogni movimento della gola, trasformando un atto normalmente automatico — deglutire — in qualcosa di estremamente controllato e faticoso.
Nel suo caso c’è anche un elemento importante: l’aggravamento coincide con un periodo di forte stress emotivo e senso di precarietà. La malattia di sua moglie rappresenta un evento profondamente destabilizzante e può aver amplificato il bisogno di controllo e l’ipervigilanza verso il corpo. Quando ci sentiamo emotivamente sopraffatti, l’ansia tende spesso a “spostarsi” su funzioni corporee fondamentali come respirazione, battito cardiaco e deglutizione.
Quello che descrive — irrigidire la gola, trattenere il passaggio del cibo, fare movimenti o versi “protettivi”, percepire il cibo nel punto sbagliato — è compatibile con un circolo ansioso molto tipico: più cerca di controllare la deglutizione per evitare il pericolo, più il gesto perde naturalezza e aumenta la sensazione di rischio.
La visita ORL con fibroscopia già effettuata e l’assenza di elementi clinici importanti sono aspetti rassicuranti. Nelle disfagie organiche severe il quadro tende generalmente a essere progressivo e accompagnato da segni clinici più evidenti. Qui invece il sintomo sembra fortemente modulato dall’ansia, dalla tensione muscolare e dal contesto emotivo.
Il rischio che teme — “morire bevendo acqua” o andare incontro facilmente a una polmonite ab ingestis — nella situazione che descrive appare più legato alla paura che a un pericolo concreto. Il nostro organismo possiede riflessi di protezione molto efficaci, e il fatto stesso che lei sia così ipercontrollante sulla deglutizione indica quanto il sistema di allarme sia attivato.
Credo che il punto centrale oggi non sia continuare a inseguire esami alla ricerca di una conferma assoluta, ma prendersi cura del livello di sofferenza psicologica che sta vivendo. Lei sta affrontando contemporaneamente:
una lunga storia di ansia ipocondriaca,
una paura specifica legata al soffocamento,
una situazione matrimoniale dolorosa,
la malattia di sua moglie,
un senso di solitudine e vergogna sempre più forte.
Tutto questo può far collassare il senso di sicurezza personale e portare il corpo a diventare il luogo dove l’angoscia si manifesta.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla non solo a ridurre la paura della deglutizione, ma soprattutto a comprendere e contenere il livello di tensione interna che oggi il suo organismo sta esprimendo attraverso questi sintomi.
Gentili dottori, mi trovo in una situazione difficile da cui non riesco ad uscirne.
Ho 29 anni, sono laureato in Beni Culturali e attualmente studio archeologia alla magistrale.
Nel mio palazzo c'è uno studio dentistico, il dottore lo conosco da molti anni.
Un giorno mi fermo' e mi chiese se qualche volta, la mattina potevo scendere per aiutarlo al computer con l'hard disk. Da lì è iniziata questa situazione. Piano piano sono passato ad aprire la porta, rispondere al telefono, fare servizi sino a diventare un dentista a tutti gli effetti. Adesso sto alla poltrona, aspiro il sangue, con lo specchietto e cose così.
Ovviamente mi dà una ricompensa ma io ho comunque il mio percorso e le mie attività. Nonostante ciò mi ha preso anche la divisa e vuole farmi scendere anche il pomeriggio.
La cosa che mi dà fastidio è che prima di tutto io non sono un dentista, sono un archeologo. Seconda cosa il dottore non recepisce.
Sia io sia mio padre gli diciamo che ho l'università che devo continuare, fare esami e attività, nonostante questo mi fa andare continuamente.
Una volta dice siamo da soli fai uno sforzo scendi, l'altra volta mi ha detto non puoi fare un'eccezione?
Non è perché io non voglio lavorare ma ho il mio percorso, la mia vita, la devo interrompere per fare il dentista?
Che cosa c'entra un Archeologo in uno studio dentistico?
Come faccio ad uscire da questa situazione?
Anche mio padre ha parlato con lui dicendo che ho l'università, devo seguire i corsi, ma il dottore non recepisce nonostante questo mi fa venire. Se io dico allora domani inizio l'università e lui mi risponde ah domani? Ci metti in difficoltà, non puoi fare un'eccezione?
Vi sembra normale?
Posso mai dire no non mi va più?
Se io sapevo dall'inizio tutto questo non avrei accettato, ma è partita semplicemente come un aiuto al computer.
Quello che descrivi accade più spesso di quanto si pensi: una richiesta piccola, apparentemente innocua, che lentamente si trasforma in qualcosa di molto più grande. Non perché la persona sia “debole”, ma perché molte relazioni si costruiscono anche su aspettative implicite, senso di responsabilità e difficoltà a dire no.
Nel tuo racconto emerge un punto importante: tu hai un’identità, un percorso e un progetto di vita ben definiti. Stai studiando archeologia, investi energie nell’università e nella tua formazione. Il problema quindi non è il lavoro in sé, ma il fatto che ti venga chiesto continuamente di mettere da parte ciò che senti tuo per rispondere ai bisogni di qualcun altro.
Quando una persona continua a chiedere “solo un’eccezione”, spesso mette l’altro nella posizione psicologica di sentirsi egoista se si tira indietro. Ma stabilire un confine non significa essere ingrati o cattivi. Significa riconoscere i propri limiti e proteggere la propria direzione di vita.
A volte il passaggio più difficile non è capire cosa vogliamo fare, ma autorizzarci a dirlo chiaramente senza sentirci in colpa.
Puoi essere educato e rispettoso, ma anche fermo:
“Non riesco più a conciliare questo impegno con il mio percorso universitario.”
Non serve convincere l’altro. Serve che il tuo confine diventi chiaro anche per te.
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