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Esperienze

Sono Simone Feriti, psicologo e psicoterapeuta ad orientamento integrato.

Rivolgersi a uno psicologo può nascere da un momento di difficoltà, di confusione o di cambiamento, ma anche dal desiderio di conoscersi meglio e prendersi cura di sé. A volte sentiamo che qualcosa non funziona come vorremmo, altre volte facciamo fatica a dare un nome al nostro disagio: in entrambi i casi, fermarsi e chiedere aiuto può essere il primo passo verso un maggiore benessere.

Lavoro principalmente con giovani adulti e adulti che stanno attraversando periodi complessi della propria vita o che sentono il bisogno di essere accompagnati in un momento di fragilità. Mi occupo di difficoltà legate all’ansia, all’umore depresso, alla gestione della rabbia, ai problemi relazionali e di coppia, alle difficoltà nella relazione genitori-figli e nella gestione dei figli, ai momenti di smarrimento personale e/o professionale, così come alle difficoltà legate alla sfera della sessualità.

Il mio lavoro è orientato al supporto psicologico e al potenziamento delle risorse personali, emotive e relazionali, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza di sé e un miglior equilibrio nella vita quotidiana. Il percorso terapeutico è un cammino di esplorazione e di crescita, che permette di comprendere più a fondo il proprio modo di sentire, pensare e relazionarsi, e può essere intrapreso anche da chi desidera semplicemente conoscersi meglio.

Al centro del mio approccio metto la persona e la relazione terapeutica, intesa come uno spazio sicuro, accogliente e rispettoso, in cui potersi sentire ascoltati senza giudizio. Attraverso l’empatia e l’ascolto, accompagno la persona nell’affrontare tematiche anche dolorose, favorendone la rielaborazione e promuovendo un cambiamento che possa tradursi in una migliore qualità di vita.

Chiedere aiuto è un gesto di cura verso sé stessi. Se senti che questo può essere il momento giusto, possiamo iniziare insieme questo percorso.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia della salute
  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia
  • Sessuologia
  • Approccio terapeutico
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  • Colloquio psicologico

    65 € - 70 €

  • Colloquio psicologico clinico

    65 € - 70 €

  • Psicoterapia

    70 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    90 €

  • Colloquio psicologico individuale

    70 €

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Studio Psicologico

Passaggio dei Canonici Lateranensi, 4, Scala B, Piano “, Bergamo 24121

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24 recensioni

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  • D

    Ho intrapreso un percorso con questo psicologo per affrontare una forte ansia da prestazione legata al lavoro, che da tempo influenzava negativamente sia la mia serenità che le mie performance.

    Fin dai primi incontri mi sono sentito ascoltato senza giudizio e compreso nelle difficoltà che stavo vivendo. Il percorso è stato strutturato in modo chiaro e concreto, aiutandomi a riconoscere i meccanismi che alimentavano l’ansia e a sviluppare strumenti pratici per gestirla nella quotidianità lavorativa. Ho trovato uno spazio empatico e questo mi ha consentito di riuscire ad affrontare le situazioni che primo temevo

     • Studio Psicologico colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le sue parole


  • S

    Con il dottor Feriti mi sono sentita accolta fin da subito perché si è dimostrato un professionista empatico. Il suo supporto è stato importante per superare un momento delicato della mia relazione. Lo consiglio per il suo approccio attento e competente

     • Studio Psicologico colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le sue parole


  • E

    Mi sono rivolto al dott. Feriti perché mi rendevo conto di vivere le relazioni con una forte dipendenza affettiva (avevo paura di essere lasciato, mettevo sempre i bisogni dell’altro prima dei miei e facevo fatica a stare bene da solo). Questa dinamica mi causava sofferenza e insicurezza costante.
    Fin dal primo incontro ho trovato uno spazio accogliente e privo di giudizio, dove poter raccontare anche gli aspetti di me che più mi mettevano in difficoltà. L’empatia e la sensibilità dimostrate mi hanno fatto sentire compreso, senza mai sentirmi etichettato o colpevolizzato.
    Con grande professionalità, il percorso mi ha aiutato a riconoscere i miei schemi relazionali e a comprendere da dove nascessero. Ho imparato gradualmente a mettere confini più sani, ad ascoltare i miei bisogni e a costruire relazioni più equilibrate.
    Oggi mi sento più autonomo e più sereno nel vivere i rapporti affettivi.
    Consiglio vivamente.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le sue parole


  • F

    Mi sono rivolto al dott. Feriti per lavorare su un problema specifico di autostima e un costante senso di inadeguatezza che mi accompagnava nelle relazioni e nel lavoro. Anche nei contesti in cui ero competente, mi sentivo sempre “non abbastanza”.

    Fin dai primi incontri ho trovato uno spazio accogliente e privo di giudizio, dove poter esprimere liberamente le mie insicurezze senza paura di essere sminuito. L’empatia e l’ascolto attento mi hanno aiutato a sentirmi compreso.

    Ho imparato a riconoscere i pensieri autosvalutanti, a ridimensionarli e a valorizzare le mie risorse. Oggi mi sento più consapevole, più sicuro e meno condizionato dal giudizio (soprattutto il mio).

    Consiglio questo percorso a chi desidera lavorare in modo mirato su autostima e senso di inadeguatezza, con un supporto competente e rispettoso.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le sue parole!


  • C

    Mi sono rivolta al dott. Feriti in un momento di intensa ansia, in cui persino le attività più semplici mi sembravano difficili da affrontare.
    Vivevo in uno stato di costante tensione, con la mente sempre piena di pensieri e preoccupazioni.
    Fin dal primo incontro, ho percepito un ambiente accogliente e privo di giudizio, che mi ha dato la possibilità di esprimere anche le paure che faticavo ad ammettere. La sua empatia e la capacità di ascolto mi hanno fatto sentire realmente compresa.
    Il percorso mi ha permesso di riconoscere e comprendere meglio ciò che stavo attraversando, oltre a sviluppare strumenti pratici per gestire l’ansia.
    Incontro dopo incontro ho ritrovato maggiore equilibrio e fiducia nelle mie capacità.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per il percorso svolto insieme


  • R

    Mi sono rivolto al dott. Feriti per affrontare ansia e stress legati al lavoro. Sin dal primo incontro ho trovato un ambiente accogliente e sicuro, dove poter parlare liberamente senza alcun giudizio. L’empatia e la sensibilità mostrate mi hanno permesso di esplorare le mie emozioni e capire le radici delle mie difficoltà.
    Il lavoro è stato guidato con attenzione e strumenti concreti, pur rispettando i miei tempi. Grazie a questo percorso ho imparato a gestire meglio l’ansia e a ritrovare equilibrio nella vita quotidiana. Consiglio vivamente questa psicoterapia a chi cerca supporto autentico e umano, oltre che competente.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per il suo impegno in terapia! E le auguro una buona fortuna per i suoi traguardi futuri!


  • C

    Ho intrapreso questo percorso di psicoterapia in un momento particolarmente delicato della mia vita e posso dire con sincerità che è stata un’esperienza profondamente trasformativa. Fin dal primo incontro ho trovato un ambiente accogliente, sicuro e rispettoso, in cui mi sono sentito ascoltato davvero.

    L’empatia è stata l’aspetto che mi ha colpito di più: ogni mia emozione, anche la più difficile da esprimere, è stata accolta con sensibilità e comprensione autentica. Non mi sono mai sentito giudicato, ma sempre libero di raccontarmi per ciò che sono, con le mie fragilità e le mie paure.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le sue parole e per il percorso svolto insieme


  • M

    Con il dott. Feriti mi sono trovata sin da subito molto a mio agio. Grazie al percorso svolto insieme sono riuscita a convivere meglio con il difficile periodo che stavo attraversando. La ringrazio ancora molto per il supporto.

     • Studio Psicologico colloquio psicologico  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per la fiducia e per aver avuto la forza di affrontare cio che stava vivendo


  • Un bel percorso svolto, seguito da Simone, persona professionale che fin da subito mi ha messo a mio agio ed ascoltato, esperienza molto positiva.

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    Dott. Simone Feriti

    Ti ringrazio per le belle parole


  • S

    Simone è una persona preparata e dotata di grande capacità di ascolto. Con lui mi sono trovato a mio agio sin dall'inizio di un percorso per me non semplice. Lo posso solo ringraziare.

     • Altro Altro  • 

    Dott. Simone Feriti

    La ringrazio per le parole e per quanto condiviso nel percorso!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 80 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve a tutti, sono una studentessa universitaria che ora più che mai sta avendo a che fare con pensieri che definirei "ossessivi" per quanto riguarda le relazioni sociali (amicizie, conoscenze, ecc.): dopo ogni interazione non sentita al 100% riuscita, riavvolgo continuamente nella mia testa ogni piccolo dettaglio della situazione per capire cosa avrei potuto sbagliare, cercando continue rassicurazioni, e spendendoci la notte in pianti. Oltre a questo, sospetto da sempre di essere neurodivergente/essere nello spettro autistico.
Mi sto chiedendo quindi se non sia necessario partire da una valutazione psicodiagnostica per l'autismo/AuDHD. Ho il forte sospetto che i miei pensieri ossessivi siano il risultato di un sovraccarico cognitivo dovuto al masking e alla mancanza di strumenti adatti al mio funzionamento reale. Temo che un percorso generico, non formato sulla neurodivergenza, possa rivelarsi inefficace o invalidante, come già accaduto in passato. Dunque, quale percorso pensate sia meglio affrontare per prima (a fronte dei soldi)? Un percorso "generico" per risolvere inanzitutto i miei pensieri ossessivi, o un percorso psicodiagnostico (forse un po' più lungo?) per partire dalla radice?

Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso questi suoi dubbi.
Parto dal presupposto che per rispondere alla sua domanda avrei bisogno di avere molti più dettagli dalla sua storia.
Le neurodivergenze sono delle condizioni che si hanno dalla nascita con una storia eziopatogenetica che comprende un cluster di sintomi presenti da sempre.
Il fatto che nella sua crescita nessuno lo abbia notato è un dato da tenere a mente in vista di una diagnosi differenziale.
Quello che descrive sembrano processo ossessivi o ruminativi in ambito sociale.
La riflessione che fa rispetto alla possibile neurodivergenza sono elementi che si è possibile ricollocare in queste etichette, ma non è un passaggio automatico. Anche persone senza neurodivergenza possono vivere situazioni simili alle sue.
Sul dove partire le posso lasciare una riflessione. Cosa per lei è più importante? Provare a ridurre la sofferenza o dare un nome al suo funzionamento?
Nella Sua situazione, potrebbe risultare più funzionale iniziare con un percorso terapeutico mirato a lavorare proprio su questi meccanismi ossessivi e ruminativi. Non si tratterebbe di un percorso “generico”, ma di un lavoro specifico, orientato a comprendere e ridurre il bisogno di controllo, la ricerca di certezza e l’iper-analisi delle interazioni sociali. Parallelamente, sarebbe importante che il professionista scelto abbia una sensibilità rispetto al tema della neurodivergenza, così da non invalidare il Suo vissuto e da poter eventualmente integrare questo aspetto nel lavoro terapeutico.
Una volta che il livello di sofferenza sarà più gestibile, potrà essere più semplice e utile anche affrontare una eventuale valutazione psicodiagnostica, qualora il dubbio sulla neurodivergenza resti significativo. In questo modo, la diagnosi non diventa un punto di partenza urgente sotto pressione, ma uno strumento di maggiore comprensione di sé.
Un ultimo aspetto che può esserLe utile tenere a mente riguarda il funzionamento dei pensieri che descrive. Dopo un’interazione sociale, il cervello tende a convincerLa che sta cercando di “capire cosa è andato storto”. In realtà, molto spesso ciò che sta cercando non è una comprensione realistica, ma una certezza assoluta di non aver sbagliato. Ed è proprio questa ricerca di certezza che alimenta il ciclo del rimuginio, rendendolo sempre più difficile da interrompere.
Rispetto al processo valutativo esistono alcuni centri pubblici dove è possibile effettuare una valutazione (e quindi senza un costo), provi a cercare se nella sua zona ci sono ambulatori per la disabilità adulta/ADHD per capire se il percorso valutativo può farlo in ambito pubblico.
Cordiali saluti

Dott. Simone Feriti

Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare

Buongiorno, quello che descrive è molto comprensibile, anche se per lei è confuso e doloroso.
Lei si è lasciata da poco tempo da una relazione importante, con una forte componente emotiva e probabilmente anche di dipendenza. È normale in questi casi che il legame non si interrompa subito. Sembra che non abbia ancora elaborato la separazione.
Il senso di colpa riguarda il legame ancora attivo con il suo ex e la frase “se succedeva qualcosa allora lo avrei perso” è di fatto una forma di controllo emotivo che mantiene il legame attivo e la tiene bloccata.
Da un lato desidera avvicinarsi a qualcuno, dall’altro questo significa tradire il legame ancora attivo con il suo ex.
Lei dice non riesco ad andare avanti, ma la domanda che le porrei è cosa rappresenta per lei perderlo? Spesso dietro questa paura ci sono: bisogno di approvazione, paura di restare soli, dinamiche di dipendenza affettiva.
Non è possibile, con i dati a disposizione, dire se si tratta o meno di dipendenza affettiva, ma ci sono sicuramente dei segnali: difficoltà a staccarsi, condizionamento dalle sue parole, paura di perderlo anche dopo la fine, senso di colpa nel vivere altro.
Il problema sembra che per lei oggi non ci sia uno spazio emotivo libero per andare verso altre relazioni. E la domanda a cui deve rispondere è: sono davvero pronta a lasciare il mio ex?
Valuti se, da sola può iniziare a mettere una distanza reale dal suo ex, non per punirlo, ma per permettersi di staccarsi davvero. Inoltre deve iniziare a convivere con il senso di colpa, che non è una bussola morale e non le sta dicendo che sta facendo qualcosa di sbagliato.
Non è obbligatorio vivere subito qualcosa con qualcun altro, si dia del tempo per elaborare questa chiusura.
Qualora da sola faccia fatica a staccarsi le consiglio di valutare un percorso psicologico per sostenerla in questi passaggi e per aiutarla ad elaborare la perdita.
Cordiali saluti

Dott. Simone Feriti
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