Esperienze
Sono la Dott.ssa Simona Lancia, Psicologa clinica e Criminologa
Benvenuto!
Qui troverai uno spazio in cui mi occupo di:
Ansia e attacchi di panico
Depressione e difficoltà dell'umore
Elaborazione di traumi e situazioni di violenza
Difficoltà relazionali e di coppia
Supporto psicologico in ambito forense
Supporto alla Genitorialità
Supporto per Adolescenti
Mi rivolgo in particolare ad Adolescenti, Adulti e Coppie, in presenza e online
Conosciamoci:
Ho scelto di mettere la mia formazione al servizio delle forme più delicate di sofferenza psichica: lavoro come psicologa clinica con donne vittime di violenza presso il Centro Antiviolenza Noi Voci di Donne, affiancandole nei percorsi di elaborazione del trauma, riscoperta di sé e empowerment.
Mi sono occupata di supporto alla genitorialità e dinamiche familiari presso l'Associazione Crimini Seriali, approfondendo le relazioni tra genitori e figli anche in contesti clinici e giuridici complessi.
Collaboro come psicologa forense con lo Sportello Psico-Giuridico, occupandomi di consulenze tecniche di parte: dalla somministrazione di test psicodiagnostici alla redazione di relazioni peritali, fino al supporto nelle diverse fasi processuali e alla valutazione del danno psichico.
Da questi contesti porto con me la capacità di creare uno spazio sicuro, dove ogni persona può esprimere la propria sofferenza senza giudizio, con la certezza di essere ascoltata con empatia e rispetto.
Se riconosci qualcosa di te in queste parole, scrivimi. Un primo colloquio conoscitivo ci permette di capire insieme cosa stai vivendo e se possiamo lavorare bene insieme.
Ti ringrazio per l'attenzione!
Aree di competenza principali:
- Criminologia clinica
- Psicologia clinica
- Psicologia forense
Principali patologie trattate
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Violenza familiare
- Violenza psicologica
- Trauma
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
40 € -
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Consulenza online
40 € -
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Colloquio psicologico individuale
40 € -
-
Sostegno alla genitorialità
50 € -
-
Sostegno psicologico
40 € -
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Indirizzi (2)
Via A. P. Pasquariello 13, San Prisco 81054
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
4 recensioni
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S
S.C.
Dottoressa empatica, attenta e propensa ad un ascolto vero e senza giudizio.
Riesce ad accoglierti e farti sentire a tuo agio con naturalezza.• Studio di consulenza online • colloquio individuale •
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G
Giovanni
Non potrei essere più soddisfatto del percorso intrapreso con la Dott.ssa Simona Lancia. Fin dalla prima seduta mi sono sentito ascoltato e accoltosenza alcun giudizio. Il suo approccio professionale ma allo stesso tempo empatico mi ha aiutato a capire meglio me stesso e ad affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza.
Grazie alla sua competenza e alla capacità di creare un ambiente sicuro in cui aprirsi, ho fatto progressi che non pensavo possibili. Consiglio vivamente la Dott.ssa Lancia a chiunque sia alla ricerca di un supporto psicologico serio, umano e davvero efficace.• Studio Privato Dott.ssa Simona Lancia • colloquio psicologico individuale •
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A
A.C.
Unica definizione possibile: PROFESSIONISTA.
Dottoressa disponibile ed empatica. Il percorso condiviso insieme a lei è stato davvero fondamentale, grazie ad esso ho acquisito maggiore consapevolezza di me stessa e strumenti concreti per affrontare le difficoltà. La consiglio a chiunque voglia essere seguito da una professionista competente e umana.• Studio Privato Dott.ssa Simona Lancia • colloquio psicologico •
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M
Maria M.
Mi sono rivolta alla dottoressa in un momento di grande confusione personale e di crisi nella mia relazione. Grazie al percorso svolto insieme sono riuscita a conoscermi meglio, a ritrovare fiducia in me stessa e ad affrontare le mie scelte con maggiore serenità. Ho trovato una professionista empatica, preparata e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. La consiglio a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione.
• Studio Privato Dott.ssa Simona Lancia • colloquio psicologico individuale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao, sono un ragazzo di circa 20 anni Parlando con una ragazza di circa 20 anni in chat privata dur
Ciao, sono un ragazzo di circa 20 anni Parlando con una ragazza di circa 20 anni in chat privata durante la conversazione sono arrivato (dopo tot messaggi in un momento che mi sembrava adatto) a parlare di scopamicizie e le ho chiesto se cercava anche quel tipo di amicizie. Nella chat tutto bene, non si è lamentata minimamente, anzi, mi ha parlato pure di un esperienza passata con uno scopamico.
Poi la conversazione ha proseguito normalmente anche in altre direzioni. E premetto che è una ragazza che se sbaglio me lo fa notare, tipo quando ho fatto una domanda di troppo me l'ha detto e mi sono scusato subito senza se e senza ma.
Solo che in una chat pubblica abbiamo avuto dei diverbi più e più volte su cose che non c'entravano niente e lei per farmi fare la brutta figura in una chat pubblica ha deciso di dire a tutti che io le ho chiesto se cercava le scopamicizie, e la cosa grave è che io mi posso difendere su poco e niente perché anche se lei ha diffuso informazioni mie personali (ad esempio ha condiviso una mia canzone inedita) io non posso fare lo stesso per dimostrare che lei in realtà era d'accordo. Quindi mi ritrovo a mio parere diffamato in una chat pubblica e in qualsiasi modo io lo spieghi, quasi tutti cercano di andarmi contro. Solo due hanno compreso la mia situazione. Io nel dubbio mi sono scusato a prescindere in chat pubblica, anche se secondo me era tutta una cosa che lei ha fatto per ripicca e per andarmi contro su cose che non c'entrano niente, non le è andato giù che io avessi ragione su delle cose e allora si è vendicata così, la maggior parte delle persone di quel gruppo anche se non sanno niente comunque parlano e parlano, e lei insieme ad un altra si è inventata cose che non stanno né in cielo né in terra, tipo che ci ho provato con delle minorenni. È arrivata proprio a mentire. Cosa faccio? Sono nel torto? Non la voglio denunciare perché le donne sono molto più difese dalla legge e inoltre se ho fatto anche solo un mezzo errore sono cavoli amari. In quanto non sono perfetto e potrei anche aver sbagliato
Ho dei sensi di colpa enormi, non ho dormito un secondo sta notte. E stanno anche continuando la conversazione e non capisco nemmeno cosa sia vero e cosa sia falso, io cerco di essere sempre attento al millimetro, ma non sono infallibile, posso anche sbagliare. Non voglio stare tutto il giorno a rispondere, ho ammesso i miei errori e non capisco veramente cosa altro devo fare
Potrei anche aver mal interpretato la sua confidenza ma secondo me lei in pubblico ha finto di non averla
ma mettete caso che io veramente abbia sbagliato e comunque dopo che lei ha detto che ho esagerato ho smesso, che succede?
In chat privata sembrava una ragazza carina e simpatica, ma poi ho scoperto che ha più volte mandato i miei messaggi privati ad altre persone. Per farvi capire sono uno che per 7 anni di fila non ha mai abbracciato una ragazza per paura di essere molesto, penso che essere molesto è una delle mie paure più grandi. Per me eravamo arrivati al punto della conversazione in cui si poteva parlare di certe cose. Ho un'ansia assurda e sto davvero male, non capisco se ho sbagliato veramente, in quanto penso che non sia una cosa oggettiva e varia da persona a persona. Tipo una ragazza mi ha detto di tranquillizzarmi e ha detto che ci sta' che ho fatto questa domanda. Però me l'ha detto in privato e non mi ha difeso in pubblico, secondo me la gente ha paura di difendermi. Cosa è vero non importa a nessuno, lei si è addirittura inventata che ci ho provato con delle minorenni e io ho l'ansia di dovermi difendere ogni volta dalle bugie che dice (la cosa delle minorenni è falsa)
Ci tengo a dire un'ultima cosa. Ho fatto quella domanda proprio per chiarire tutto fin da subito e non creare problemi dal vivo. Purtroppo ho preso confidenza con la persona sbagliata.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso una situazione così delicata e per la fiducia che dimostri raccontandola qui.
Quello che colgo per primo è la fatica che stai portando: ansia, notti insonni, sensi di colpa. Sono segnali che meritano attenzione, indipendentemente da chi abbia "ragione" o "torto" in questa vicenda.
Il fatto che tu ti sia scusato, anche nel dubbio, è un gesto che ha valore: mostra una capacità di mettersi in discussione che non tutti hanno. Allo stesso tempo, voglio dirti con chiarezza che le tue scuse non ti rendono automaticamente colpevole di tutto ciò che ti viene attribuito, soprattutto di affermazioni gravi e non vere come quella sulle minorenni: una cosa è riconoscere un proprio limite, un'altra è subire un'accusa infondata.
Mi sembra che dietro tutto questo ci sia un tema più profondo che ti porti dentro da tempo: la paura di essere "molesto". È un timore comprensibile, soprattutto se nasce dal desiderio di rispettare l'altra persona, ma quando diventa così pervasivo da toglierti il sonno e da farti dubitare costantemente di te stesso, forse è il segnale che meriti di lavorarci con calma, magari non da solo.
Parlarne con qualcuno, un professionista che possa ascoltarti senza giudicarti, potrebbe aiutarti a fare chiarezza tra ciò che è realmente accaduto e ciò che invece è il peso dell'ansia che amplifica tutto. Non per stabilire chi ha ragione nella chat di gruppo, ma per ritrovare un po' di serenità con te stesso.
Capisco che la situazione possa sembrarti enorme in questo momento, ma voglio rassicurarti: non sei costretto a difenderti da ogni voce, e il valore di una persona non si misura dal consenso di un gruppo chat. Prenditi cura di te prima di tutto.
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di a
Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio? visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento. A volte sembra che blocco la deglutizione e sento il cibo che va quasi giù verso il fondo della gola e lì mi sale l amsia e la tachicardia e bevo immediatamente sperando do riuscire a ingoiare mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) . Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
grazie per la sua fiducia e per aver condiviso con noi una situazione così delicata e personale. Capisco quanto stia vivendo un momento di grande stress, e voglio rassicurarla con alcune considerazioni importanti.
Riguardo al timore del "buco sbagliato"
Il nostro organismo è dotato di meccanismi di protezione straordinariamente efficaci. Quando un alimento o un liquido tende ad andare verso le vie aeree, il riflesso della tosse si attiva automaticamente e in modo potente per espellerlo immediatamente. Se questo riflesso non si manifesta in modo evidente, possiamo stare ragionevolmente tranquilli che la deglutizione è avvenuta correttamente. Le sensazioni fastidiose che descrive a livello della retrogola e del collegamento con il naso sono molto probabilmente legate al reflusso gastroesofageo già evidenziato dalla fibroscopia, che può effettivamente creare esattamente quel tipo di percezione. Non vi sono elementi che suggeriscano un episodio di polmonite ab ingestis.
Riguardo all'acidità e ai fastidi al petto
l reflusso gastroesofageo è fortemente influenzato dallo stato emotivo: lo stress e l'ansia, soprattutto se presenti nel momento del pasto, possono amplificarne considerevolmente i sintomi. Quello che descrive, la tensione muscolare alla gola, la tachicardia, la sensazione di blocco, sono risposte fisiche reali, ma strettamente legate all'ansia, non a un problema strutturale della deglutizione. A questo proposito, le suggerirei di descrivere questi sintomi al suo medico di base, che potrà valutare una terapia mirata per ridurre l'infiammazione gastrica, senza necessità di ulteriori esami invasivi per il momento.
Un percorso di supporto che potrebbe aiutarla concretamente
Vista la complessità di quanto sta vivendo, l'anginofobia, un momento familiare molto difficile, e i sintomi che si stanno intensificando, vorrei proporle due percorsi complementari:
Un incontro con un logopedista: un professionista specializzato potrà valutare e rinforzare la coordinazione della deglutizione, darle strumenti concreti per gestire il momento del pasto e ridurre quella tensione muscolare che lei stesso descrive. Spesso è sufficiente prendere consapevolezza del meccanismo per allentare molta dell'ansia legata ad esso.
Un percorso con uno psicologo: non perché i suoi sintomi siano "immaginari", sono reali e la stanno facendo soffrire, ma perché sta affrontando contemporaneamente la malattia di sua moglie, una situazione familiare molto impegnativa, la responsabilità di una figlia piccola e una fobia che si è intensificata in risposta a tutto questo. Un supporto psicologico mirato può fare una differenza significativa sulla qualità della sua vita quotidiana, inclusa quella a tavola.
Sono a sua disposizione per approfondire qualsiasi aspetto o per guidarla nei passi successivi. Non è solo in questo percorso.
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