Dott.ssa
Serena Danti
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Firenze 1 indirizzo
Esperienze
Mi occupo della prevenzione e riabilitazione di disturbi depressivi, come attacchi di panico, disturbi post traumatici, disordini alimentari, riequilibrio delle emozioni, ansia, disturbi della sessualità, per l'età adulta e per l'adolescenza, con l' obiettivo di recuperare il benessere psicologico e il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Depressione
- Dispareunia
- Menopausa
- Crisi
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Recensioni
29 recensioni
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S
S.B
Mi sono rivolta a questa psicologa per un problema di ansia e fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e compresa.
Si distingue per grande professionalità, empatia e serietà.
È una persona estremamente competente, capace di ascoltare senza giudizio e di mettere a proprio agio anche nei momenti più difficili.
Durante il percorso ho percepito sempre affidabilità e attenzione, oltre a una reale capacità di comprendere le mie esigenze e guidarmi con delicatezza ma anche con metodo.
Grazie al suo supporto ho acquisito maggiore consapevolezza e strumenti concreti per gestire l’ansia.
La consiglio sinceramente a chiunque cerchi una professionista preparata, umana e attenta.
Un sincero GRAZIE.
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D
D.D.
Massima professionalità, competenza e disponibilità. Consigliata.
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
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T
T.T.
Mi sono trovato bene da subito, colloquio molto positivo. Consiglio assolutamente.
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Serena Danti
La ringrazio molto.
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A
Anonimo
Brava ! È veramente competente e professionale. :)
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Serena Danti
Grazie per la sua restituzione.
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J
J.M
E stato un appoggio serio ed approfondito con delle conclusioni incisivi
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Dott.ssa Serena Danti
Grazie per la sua recensione.
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T
TS
Professionista seria e attenta, molto
Competente ok• Studio medico Afrodite • consulenza psicologica •
Dott.ssa Serena Danti
Grazie per la sua recensione!
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E
E.V.
La dottoressa oltre ad essere professionale ed accogliente è per me molto empatica … Top
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Serena Danti
Grazie per il suo feedback!
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P
Paola M
La dr.ssa è stata molto accogliente, ha compreso la mia richiesta e mi ha aiutato in maniera efficace, è l’inizio di un rapporto
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Serena Danti
La ringrazio molto.
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G
G.P.
Mi sono rivolto a lei e ho trovato un professionista attento, empatico e preparato. Mi sono sentito accolto e senza giudizio e accompagnato con grande rispetto dei miei tempi. Grazie al percorso fatto insieme sto ritrovando equilibrio e strumenti concreti per stare meglio. Lo consiglio con fiducia.
• Studio medico Afrodite • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Serena Danti
La ringrazio molto.
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S
Serena
Professionista che mette a proprio agio il paziente.
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Dott.ssa Serena Danti
Grazie mille!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutt*.
Sono una ragazza o donna di 28 anni.
Ultimamente mi sto spegnendo lentamente. La vita ha iniziato a diventare pesante.
Avrei bisogno di supporto psicologico ma non posso permetterlo.
Oggi l’ennesima batosta per cose stupide penseranno gli altri ma per me sta diventando difficile.
Anni fa cambiai finalmente auto con quei contratti che ti fregano (mi hanno già dato della stupida, so di esserlo) dopo tre anni o la tieni o cambi e in poche parole facendo leva ovviamente sui soldi cercano di fartela cambiare.
Tre anni fa era diverso. Stavo cercando lavoro dopo aver lasciato il mio prima (esperienza terribile che mi fece arrivare ai limiti del burnout ma almeno avevo un lavoro). Ero convinta che avrei lavorato e che non avrei avuto problemi… invece…
Non sono qui per far tenerezza a nessuno men che meno a chi mi ha venduto l’auto è che mi rendo conto quanto “le piccole cose” mi segnino.
Rabbia e tristezza sono le emozioni che provo di più.
Non voglio entrare nel dettaglio di tutto, non mi va tanto ma ho perso la speranza di una vita migliore.
Non sono riuscita a costruire niente. Ho una cara amica, l’unica che mi ascolta e sa della mia situazione, mi dispiace perché so anche di non essere una brava amica la carico e le vomito addosso tanto quando ha già i suoi problemi mi sento anche in colpa nel farlo ma lei mi dice spesso (e forse voglio sentirmelo dire anche se non ci credo) “non è colpa tua”. Almeno due o tre volte a settimana me lo dice.
Eppure a me sembra che sia colpa mia.
Una laurea fuoricorso, un corpo stanco e mal curato, nessun lavoro.
Non mi sono impegnata abbastanza. Non sono brava abbastanza.
Sono un peso per la mia famiglia.
Piango spesso e ho perso la speranza di costruire qualcosa.
A volte mi sembra di cercare scuse per i fallimenti della mia vita. Altre volte mi sembra che qualcosa non vada.
Gli altri hanno tutte le risposte fanno le cose giuste io sono così confusa e persa.
Sono pentita sento di aver sbagliato tutto nel mio passato.
Oggi all’amica che citavo prima ho scritto “non so a volte non capisco cosa sto al mondo a fare solo boh per pagare per fare schifo per farmi compatire” e lo penso.
Vedo tutto nero senza uno scopo. Non penso di non voler vivere perché ti sopravvivo ma a volte è tutto così pesante.
Non so se sono qui per risposte forse sono qui solo per fare una domanda che non può avere una risposta. Non potete dirmi se andrà meglio purtroppo non si può leggere il futuro così come non si può aggiustare il passato.
Vorrei sapere se la terapia possa aiutarmi davvero o se è solo l’ennesimo tentativo di trovare un senso, di aggrapparsi a qualcosa per stare meglio.
Gentilissima,
la terapia è un percorso che può aiutare a trovare le sue risorse, a scoprire quale sia o siano quei nuclei profondi che hanno contribuito ad avere una situazione di questo tipo. Le vicende avverse credo vadano contestualizzate e penso che un ascolto attento possa aiutarla a recuperare il suo "senso".
Buongiorno.
Scrivo perché preoccupata per la mia nipotina di 8 anni.
È una bimba molto attiva, e da sempre minuta.
Da qualche tempo, però, non riesce più a mangiare; a volte mangia qualche cucchiaiata, poi comincia a masticare a lungo facendo fatica a deglutire e mangiando quindi molto poco e lentamente.
Se qualcuno le fa pressione, si blocca completamente.
Questo comporta che a scuola, nei due giorni di rientro pomeridiano, praticamente non mangia; già faticava prima, perché il cibo non le era molto gradito, però ora salta il pasto, probabilmente perché si sente pressata dal tempo a disposizione.
Durante il giorno poi cerca sempre qualcosa da mangiare, grissini, formaggio tenero, gelato, yogurt ... ma sono ripieghi che non costituiscono una alimentazione completa.
Quando sente la bocca "troppo piena" non riesce a mandare giù il boccone, e chiede di sputarlo.
Lei dice di aver fame, ma di aver paura che il cibo la soffochi.
È una bambina che parla molto poco delle sue emozioni, ma una sera ha espresso anche la paura di morire durante la notte. Infine, durante una trasmissione TV si è vista un'ambulanza e ha chiesto di spegnere perché le faceva paura.
Con me ha inoltre confidato che non sopporta quando le chiedono se a scuola ha mangiato, cosa e quanto ha mangiato... Insomma, non vuole sentirsi "attenzionata" sull'argomento.
Specifico che le visite e gli esami medici non hanno riscontrato problemi fisici.
La preoccupazione è grande perché sta calando di peso velocemente, in un fisico che comunque era già leggermente sottopeso rispetto alla sua età.
Non riusciamo a capire cosa possa aver scatenato queste paure, sembra quasi abbia subito un trauma, ma non sappiamo a causa di che evento.
Come potremmo fare per aiutarla a superare questo momento, oltre a cercare di preparare quello che le piace, a distrarla in modo "allegro" mentre sta mangiando, a non farle pesare la nostra ansia (parlo anche per i genitori) nel momento dei pasti? Grazie mille.
Buongiorno,
provo a risponderle nel tentativo di aiutarla a prendere un direzione che possa essere utile a lei e alla sua famiglia.
Il controllo sul cibo sembrerebbe uno strumento per attivare una comunicazione indiretta nel tentativo di mascherare uno stato di ansia e di paura. Se "ingoia" si sente in pericolo, se "perde il controllo" si sente soffocare e ha paura di morire. Se la pressione esterna aumenta, la paura diventa ancora più grande.
La cosa importante è spostare la vostra attenzione dal cibo, non usare frasi come :"Su, mangia" o anche :"Oggi ho preparato una cosa buonissima proprio per te". Evitare anche di fare domande su quanto ha mangiato o cosa. Il momento del pasto deve ritornare un luogo sicuro, non fonte di minaccia e di paura. L'attenzione andrebbe spostata su di lei e la modalità gioco potrebbe essere di aiuto ma, ignorando il cibo.
Provare così a comprendere il fatto che a lei possa fare paura e normalizzare il comportamento. Capisco benissimo che quello che le sto dicendo sia molto difficile da realizzare soprattutto quando si vede la propria figlia o nipote in un disagio così significativo. Consiglierei una terapia da uno psicologo infantile per la bambina e un supporto alla genitorialità per i genitori, così da essere seguiti in questa situazione delicata passo per passo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o consigli.
Un caro saluto,
Dott.ssa Serena Danti
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