Dott.ssa
Sabrina Farda
Psicologa
·
Professional counselor
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sulle specializzazioni
Roma 1 indirizzo
Esperienze
Pratico counseling psicologico ad indirizzo umanistico. Insieme al cliente individuo la meta da raggiungere e percorriamo il cammino insieme. Per circa 20 anni sono stata insegnante di sostegno e referente scolastico per DSA e BES. Ho molta esperienza nel rapporto con adolescenti e genitori.
Mi riconosco nelle parole di Terenzio "humanum nihil a me alienum puto", nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
- Psicologia scolastica
- Counseling individuale
Principali patologie trattate
- Ipocondria
- Somatizzazione
- Problemi comportamentali
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
- Difficoltà relazionali
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Recensioni
3 recensioni
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A
Andrea
Professionista di grande esperienza, ha saputo subito individuare il problema di mio figlio e ha indicato un percorso utile e fattibile. Veramente da consigliare
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A
Alessio C.
Ho avuto l'impressione di avere davanti una professionista competente e motivata, e un'interlocutrice disponibile, attenta e accogliente verso le mie richieste.
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D
D.P
La d.ssa Farda mi è sembrata fin da subito una professionista competente, esperta e preparata. Si è dimostrata accogliente ed empatica con le mia richieste.
• Studio Privato - Psicologa counselor Sabrina Farda • colloquio psicologico clinico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao, sono una ragazza di 30 anni e sono stata lasciata pochi giorni fa dopo una relazione di 6 anni. Il mio attualmente ex è più piccolo di me di 1 anno e mezzo circa.
È stata la mia storia più importante, quella in cui per la prima volta mi sono aperta totalmente. Lui sostiene di non amarmi più, di non stare più bene con me, che non riusciva a vedere un futuro e di essere convinto della scelta. Durante i mesi scorsi prima della rottura, l'ho visto molto freddo e tra le nuvole e ogni volta che ho provato a chiedere cosa non andasse mi rifilava scuse di ogni tipo finché a furia di fare pressioni ho avuto finalmente la dura verità. Io però sento ancora una connessione profondissima nelle viscere e non riesco ad accettare che sia finita così, specialmente dopo aver visto che durante il confronto faccia a faccia, momenti dove lui appariva commosso e incapace di guardarmi negli occhi.
Mi sento in un limbo: da un lato la sua freddezza a parole, dall'altro quello che sento io e che ho visto nei suoi occhi. Sono rimasta colpita soprattutto dalle lacrime perché è una di quelle persone che difficilmente esterna le sue emozioni così e dal fatto che non riusciva a guardarmi negli occhi, mi fà pensare che forse non ha scavato fino in fondo.. Vorrei capire come gestire questo dubbio costante e il dolore di essere stata allontanata così bruscamente dopo tanti anni. Dice di essere convinto della scelta e che questi mesi dove era strano, è perché già ci stava pensando ma potrebbe esserci un ritorno da parte sua? Io purtroppo nutro ancora un sentimento
Ciao, penso sia importante dare credito a ciò che le persone dicono. La commozione che tu hai visto nel tuo ex può essere dovuta a molti fattori, compreso il fatto che ti vuole ancora bene, si, ma non nel modo che tu desideri. Accetta il dolore, in tutte le sue fasi, e nel tempo passerà. Può aiutarti prenderti cura di te , e frequentare persone con cui stai bene e ti puoi confidare.
Salve,
sono a raccontarvi la situazione che sto vivendo in questo momento. Ho una relazione con un ragazzo da circa 4 anni e l'anno scorso, a seguito di un suo trasferimento in un'altra città, ho scoperto che per qualche giorno ha intrattenuto conversazioni con una ragazza che poi ha anche incontrato e avuto qualche effusione. Io scopro il tutto ma la verità mi viene raccontata dall'altra persona. Le giustificazioni a questo atto sono state "un momento di fragilità" "mancato supporto da parte mia" "momento di confusione" sfogato in questo modo non essendo riuscito a parlamene. Da allora, ad oggi, stiamo provando ad andare avanti ma con grande difficoltà in quanto da parte mia c'è totalmente annullamento di me stessa e provo costantemente ansia e agitazione legato a ciò che è accaduto. Mancanza di fiducia. Visione diversa dell'altro. Il mio ragazzo invece sta avendo una reazione opposta, si mostra forte, sta bene ma non so in fondo cosa pensa perché non è aperto al dialogo... di nessun tipo. Ciò che gli ho chiesto da allora è di lavorare proprio sul dialogo, sull'ascolto e la comprensione ma gli viene difficile, riconosce che non è aperto a queste cose ma mi dice che "lui è così". A questo si aggiunge una mancanza di empatia rispetto a come sto vivendo io il momento, si comporta normalmente come se nulla fosse accaduto e non accetta che io stia male (probabilmente perché non ha capito quanto è stato doloroso). Non si interessa di come io stia vivendo i miei momenti e gli da fastidio se mi espongo quindi è come se dovessi tenermi tutto dentro. Io vedendo questi atteggiamenti tutto mi trasmettono tranne che stabilità, fiducia e chiarezza, sono sempre più nel panico con lui (in quanto divento ossessiva e ripetitiva e ovviamente a lui non sta bene) e con me stessa. Sto iniziando a mettere in dubbio me stessa. Gli ho anche proposto una terapia di coppia ma inizialmente mi è stato detto che doveva capire prima se stesso ora invece non è più propenso e mi dice che sono cose nostre ed è una sconfitta che debba aiutarci qualcun altro. Lui nel mentre va da uno psicologo ma per quel che mi racconta non affronta quei lati comportamentali che probabilmente in questo momento portano ancora più scompiglio.
Salve, nelle sue parole traspare molto dolore e molto del suo rapporto con questo ragazzo, ma non c'è nulla di lei, di come è aldilà di questo rapporto. Le consiglio di intraprendere un percorso che la aiuti nella comprensione e accettazione di se stessa, e di conseguenza la fortifichi.
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