Esperienze
Sono una psicologa e psicoterapeuta, laureata in Psicologia Clinica e della Salute e specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e formata in EMDR (II livello).
Mi occupo principalmente di adulti che vivono ansia, stress o difficoltà emotive legate a esperienze traumatiche o eventi di vita significativi, con l’obiettivo di aiutarli a ritrovare maggiore stabilità emotiva e continuità nel quotidiano. Nel mio lavoro la terapia è un percorso collaborativo e concreto: definiamo insieme obiettivi chiari e lavoriamo passo dopo passo su ciò che mantiene la sofferenza, per individuare modalità più funzionali di affrontare le difficoltà emotive, relazionali e personali. Credo che ogni persona abbia delle risorse, anche quando fatica a riconoscerle. Il mio ruolo è aiutare a individuarle e a usarle in modo più efficace.
Aree principali di lavoro:
ansia, stress e attacchi di panico
depressione e umore altalenante
difficoltà relazionali e affettive
autostima, senso di inadeguatezza e perfezionismo
gestione delle emozioni e impulsività
difficoltà legate al lavoro o allo studio (burnout, blocchi, insoddisfazione)
transizioni di vita (cambiamenti, separazioni, lutti, decisioni importanti)
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'emergenza
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Disturbo post traumatico da stress
- Disturbi dell'umore
- +50 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Consulenza online
70 € -
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Bonus Psicologo - Consulenza Psicologica
70 € -
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Colloquio psicoterapeutico
70 € -
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Consulenza psicologica per infertilità e sterilità
70 € -
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Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Alfonso la Marmora 22, Firenze 50132
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Recensioni
18 recensioni
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F
F.A.
Professionista eccezionale, dotata di una sensibilità e un’empatia fuori dal comune. Grazie al percorso fatto insieme, sono riuscita a superare momenti difficili e a ritrovare una serenità che non provavo da tempo. Mi sono sentita accolta e mai giudicata fin dal primo incontro. La consiglio di cuore a chiunque desideri intraprendere un cambiamento profondo.
• Studio Privato • colloquio psicoterapeutico •
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M
M. R.
Ho iniziato a fare terapia per l'ansia e gli attacchi di panico che mi stavano rovinando le giornate. Mi ha messo subito a mio agio ed è sempre stata chiara e concreta. Con il percorso fatto insieme sto decisamente meglio e gli attacchi sono spariti. La consiglio senza dubbio a chi sta vivendo la stessa situazione.
• Studio Privato • colloquio psicoterapeutico •
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E
Elisa
Ho iniziato il percorso con la dottoressa da un paio d’anni. Mi sono sentita accolta e si è dimostrata fin da subito molto competente. Mi ha dato strumenti reali per gestire i disagi che ho portato in terapia.
• Studio Privato • colloquio psicoterapeutico •
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S
Simona
La dottoressa mi segue ormai da diversi anni e con lei ho fatto un percorso che non avrei mai pensato di fare. È profondamente empatica ed è riuscita sin dal primo momento, a farmi sentire a mio agio.
Consiglio fortemente
• Consulenza Online • colloquio psicoterapeutico •
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I
Isabella
Ho finito da un anno il mio percorso di terapia con la mia terapeuta precedente, ma avevo bisogno di una visione di insieme per una questione che non riuscivo a inquadrare. Ho prenotato una consulenza singola con la Dr.ssa Liperoti e mi sono trovata molto bene!
La Dr.ssa Liperoti è molto gentile e precisa nelle spiegazioni e mi ha dato una prospettiva diversa sul mio problema.
Attualmente non ho bisogno di un percorso di psicoterapia, ma non escludo in futuro di ritornare dalla Dr.ssa Liperoti per un altro consulto.
Questa modalità delle sedute singole è molto utile.• Consulenza Online • consulenza online •
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L
LG
Focalizzata e risolutiva, pone domande che spingono alla riflessione. Grazie
• Consulenza Online • consulenza online •
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S
SB
Fantastica La professionalità, la delicatezza! Altamente consigliata!
• Consulenza Online • consulenza online •
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N
NB
Mi sono sentita ascoltata e ho ricevuto l'aiuto di cui avevo bisogno
• Consulenza Online • consulenza online •
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C
Carmine
La dottoressa è stata gentilissima e molto empatica. Mi ha ascoltato molto e al momento opportuno ha fatto dei commenti sempre interessanti
• Consulenza Online • consulenza online •
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F
Federica
A piccoli passi sento che ho sempre più le capacità di riprendermi dagli avvenimenti che prima mi sgomentavano.
• Studio Privato • sostegno psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili dottori, dopo una amicizia tossica e di dipendenza affettiva con una mia amica e collega dell'università, ci siamo allontanati. Adesso sono due anni che non abbiamo più nessun tipo di contatto. Non ci parliamo, non ci salutiamo, non l'ho più contattata.
Adesso la situazione è ben diversa Ho una mia stabilità, sto cercando di socializzare con nuove persone, e in generale sto portando avanti il mio percorso.
Sono mesi ormai che vedo costantemente questa ragazza all'università, poiché siamo colleghi, lavoriamo con la stessa professoressa quindi di conseguenza frequentiamo lo stesso laboratorio e gli stessi ambienti.
La situazione però è sempre molto tesa, pesante, almeno per me punto entrambi ci evitiamo. Per quanto mi riguarda ho paura, disagio, vergogna, imbarazzo.
Sono tante le domande che mi passano per la mente, è arrabbiata con me, mi odia, la mia presenza le dà fastidio, non mi ha perdonato.
Il suo comportamento parla chiaro, mi sta dicendo che non vuole avere niente a che fare con me.
Lei abbassa lo sguardo mi evita non mi saluta, addirittura cambia strada pur di non passare di fronte a me.
Il punto è che noi siamo colleghi, abbiamo nei mesi passati frequentato delle situazioni comuni, abbiamo fatto una visita guidata a Roma, abbiamo seguito due seminari insieme, adesso ho mandato un messaggio alla professoressa per chiedere un aiuto e lei mi ha detto di passare nel laboratorio dove c'è proprio questa ragazza che mi poteva aiutare, ma io ho detto di non poter entrare nel laboratorio che magari risolvevo io da solo.
Il fatto che questa ragazza non mi saluta non mi guarda e addirittura mi evita ovviamente mi fa male, perché mi ferisce punto è come se annullasse tutto il percorso che io abbia fatto, certo tutto questo l'ho fatto per me ovviamente, ma fa anche piacere se una persona a cui io voglio bene e che comunque ci tengo, dimostrasse piacere o comunque dimostrasse una certa apertura nei confronti di una stabilità attuale.
Di conseguenza questa persona diventa un po' uno specchio, È come se quello che è successo in passato sia sempre una coppa, è come se io ogni volta che la vedo e vedo i suoi comportamenti e i suoi atteggiamenti nei miei confronti, ricevo una condanna per quello che ho fatto.
Testo A me dispiace perché sono successe tante cose ma non stavo affatto bene punto sono passati due anni e io comunque mi sto comportando benissimo, mi sono laureato sto facendo una magistrale faccio gli esami lavoro con la professoressa la tesi, ho iniziato un corso di teatro, sto cercando di socializzare. Ma più di questo che altro devo fare?
Questa situazione diventa un pochino pesante almeno per me punto perché avverto tensione avverto disagio punto Con che coraggio entro nel laboratorio dopo che noi non ci salutiamo nemmeno?
Allora la mia domanda è ma come faccio a gestire questa situazione?
Certamente non posso cambiare né percorso e né università, perché questo è il percorso che ho iniziato dal triennio, e lei che poi ha iniziato a lavorare con questa professoressa e quindi adesso ci siamo incrociati ma io sto semplicemente continuando un percorso iniziato anni fa punto e se lei invece pensa che io vado lì apposta per vederla per incontrarla?
E se lei non si fida di me ha paura?
Dato tutte le situazioni che si sentono di cronaca da parte dei ragazzi forse mi vuole allontanare per questo?
E allora mi chiedo è giusto che io parli con la mia professoressa e le dico che preferisco non avere interazione con alcune persone per motivi personali?
Così da evitare in futuro magari altri incontri e altri contatti.
Perché per esempio l'anno scorso poco prima della mia laurea La professoressa mi ha invitato a seguire un evento a Paestum e c'era anche questa ragazza.
Poi al termine mi ha invitato a mangiare una pizza insieme ma io ho rifiutato perché certamente non potevo stare insieme a questa ragazza.
Quindi si creano delle dinamiche di imbarazzo di ansia di disagio.
Come faccio?
È ovvio che oggi il mio unico intento era salutarci in maniera educata e magari se c'era l'occasione scambiare due parole punto non è che voglio tornare indietro e riavere un'amicizia.
Ma sono consapevole che anche questo non si possa fare, allora mi chiedo come gestisco questa situazione?
Quello che stai vivendo è una situazione molto delicata, perché tocca in modo profondo la tua storia emotiva e riattiva parti di te che hanno già sofferto. Potremmo ipotizzare che la presenza di questa persona riaccende un antico schema interpersonale. È come se ogni suo gesto (un mancato saluto, uno sguardo evitante) riattivasse in te un vissuto doloroso. Il punto non è tanto capire cosa pensi o provi lei, ma riconoscere cosa accade dentro di te quando lei è presente. Quella tensione, quel disagio, quella vergogna non parlano di lei, ma di una parte vulnerabile che teme di essere di nuovo respinta o fraintesa. Quando questa parte prende spazio, potresti sentire il bisogno di evitare, di giustificarti o di dimostrare che sei diverso, ma questi comportamenti rischiano di rinforzare proprio l’idea di te come persona che deve proteggersi o farsi accettare. Il lavoro, allora, consiste nel restare in contatto con quella vulnerabilità senza lasciarti guidare da essa: riconoscerla, darle un nome, ma poi rispondere da un sé più maturo e integrato, che sa di avere diritto a esistere e a occupare il proprio spazio indipendentemente dallo sguardo dell’altro. Non hai bisogno che lei confermi il tuo cambiamento perché il tuo percorso è reale, lo stai vivendo ogni giorno. Quando entri in laboratorio e senti il disagio, prova a dirti che quella emozione appartiene a una parte di te che in passato ha sofferto molto, ma che oggi puoi contenere. Non si tratta di forzarti a essere disinvolto, ma di non permettere che la paura governi le tue scelte. Ogni volta che resti fedele al tuo percorso senza evitare, stai dando a quella parte di te la prova che può fidarsi di nuovo: non devi riparare nulla, ma solo permettere a te stesso di esserci, con dignità, nel presente che hai costruito.
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