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Esperienze

Ho 63 anni, sposato con una collega coetanea, ho una figlia di 25, laureata in ingegneria. 

Vivo a Roma dalla nascita, con entrambi i genitori romani e i nonni di origini sarde. 

Mi piace passeggiare, la musica (suono uno strumento musicale), la convivialità e i viaggi. 

Pratico saltuariamente attività fisica, benché in passato ne abbia praticata di più.   

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicoterapia cognitivo comportamentale

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  • Consulenza online

    71 €

  • Colloquio psicologico online

    71 €

  • Colloquio psicologico telefonico

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  • Psicoterapia online

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  • Terapia cognitivo-comportamentale

    71 €

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4 recensioni

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  • E

    Professionista serio, competente e davvero efficace nel percorso terapeutico.

     • Studio Professionale psicoterapia  • 

    Dr. Roberto Ibba

    Grazie di cuore per le sue parole e per la fiducia. Sono felice che il percorso sia stato utile.


  • E

    Devo dire più che bene. Ho incontrato un professionista attento, accogliente, empatico; quindi non solo preparato, ma anche con quella sensibilità che ognuno vorrebbe trovare in un terapeuta.

     • Consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dr. Roberto Ibba

    Ti ringrazio sinceramente per tue sue parole e per la fiducia. Sono lieto che ti stia sentendo accolta e compresa nel percorso.


  • A

    Stata in terapia da ibba anni fa e ritornata x la sua empatia, bravura e serietà. Mi ha aiutata e mi sta di nuovo aiutando ad uscire dal tunnel e ci siamo quasi. Se potessi metterei 1000 stelle ma l'app ne consente solo 5.

     • Studio Professionale psicoterapia  • 

    Dr. Roberto Ibba

    Grazie Alessia, ho notato tuoi cambiamenti importanti


  • V

    Ho iniziato il mio percorso con Roberto in un periodo molto difficile in cui mi sentivo in forte disequilibrio. Fin dalle prime sedute ho trovato una persona estremamente umana, accogliente e nello stesso momento precisa e competente.

    Ho avuto subito fiducia in lui, mi ha trasmesso serenità e comprensione profonda. Il suo modo di lavorare è quasi "chirurgico", ogni incontro porta consapevolezze nuove e miglioramenti concreti e tangibili.

    Grazie a Roberto e al percorso insieme, mi sento una persona più consapevole e strutturata. Mi ha aiutata a comprendermi meglio e a rimettere ordine dentro di me!
    È un grande lavoro trasformativo.

    Consiglio a chiunque stia passando un momento complesso di rivolgersi ad una persona esperta, competente ed affidabile come Roberto. Per me è stato un punto di svolta.

     • Consulenza online psicoterapia online  • 

    Dr. Roberto Ibba

    Grazie Valeria, essere stato di sostegno per te è stato oltre che soddisfazione professionale, una fonte di apprendimento. Grazie.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Cari Dottori, buon pomeriggio.
Vorrei tornare su un tema che mi sta molto a cuore e che ho già affrontato più volte qui: il bypass gastrico e il disturbo ossessivo-compulsivo, in particolare il modo in cui, nella mia mente, alcuni **oggetti** diventano “centrali” e si caricano di un significato enorme.
Soffro di DOC da circa sedici anni (dall’età di 16 anni). Le mie ossessioni riguardano sia **pensieri intrusivi** sia compulsioni. In questo periodo, le ossessioni mi stanno facendo vivere male soprattutto perché si legano agli obiettivi che per me contano di più: dimagrimento e studio.
Mi spiego con esempi concreti. Ho acquistato un computer Apple e un tapis roulant (circa 600 euro). Il tapis roulant è nella mia cameretta e, nella mia testa, finisce quasi per essere “come un amico”, un oggetto a cui mi affeziono e che sento di dover proteggere. Ho paura che si rompa, ho paura che mia madre possa pulirlo passando uno straccio e che questo possa compromettere il suo funzionamento. So che possono sembrare paure irrazionali, e infatti **razionalmente so che lo sono**, però nella mia testa diventano vere, urgenti, incontestabili.
Il punto è che queste paure non riguardano davvero l’oggetto in sé, ma **la sua finalità**: nella mia mente il tapis roulant “significa dimagrimento”. E allora il pensiero diventa: “Se si rompe, io non dimagrirò più”. Stessa cosa con il computer: temo che si rompa e che io non riesca più a studiare, a rendere bene, a ottenere buoni voti (ad esempio, in un esame affrontato con impegno e dedizione ho preso 26). È come se, dietro, ci fosse una paura più grande: non riuscire a raggiungere i miei obiettivi.
Eppure, nei fatti, sto già dimagrendo: sono passata da 118 kg a 93 kg. So che il bypass ha un suo funzionamento (riduce l’introito e l’assorbimento) e che i risultati stanno arrivando. Ma nonostante questo, la mia mente continua a cercare “garanzie” negli oggetti, come se dovessi aggrapparmi a qualcosa di esterno per sentirmi al sicuro.
Un’altra cosa che noto è questa: ogni volta che entro in una fase in cui il corpo e il dimagrimento diventano il centro della mia vita, anche gli elementi quotidiani più piccoli e insignificanti diventano **inneschi enormi** di dubbi e drammi ossessivi. È come se la mente prendesse una minuzia e la trasformasse in un processo, un tribunale, una condanna.
La mia “rinascita” è iniziata il 14 ottobre 2025, quando mi sono operata. Dimagrendo — grazie all’intervento ma soprattutto grazie al mio impegno , sto riscoprendo parti di me: mi vedo diversa, mi piaccio di più, mi vesto con più libertà (jeans, gonne), mi apro di più con gli altri. Però allo stesso tempo sento che tutto ruota ancora troppo attorno al dimagrimento, e questo alimenta il DOC.
Vorrei anche essere trasparente su un punto: so che avrei bisogno di psicoterapia, ma al momento non posso permettermi un percorso privato. Con le strutture ASL ho avuto esperienze difficili e ho interrotto percorsi perché non stavo bene; mi sono sentita rimproverata e giudicata, e questo mi ha spinta ancora di più a usare il cibo come conforto e sfogo.
Quello che vorrei chiedervi è: **come posso iniziare a spezzare questo meccanismo**, anche con indicazioni pratiche? Perché mi rendo conto che il problema non è il tapis roulant, né il computer: è il fatto che io, nella mia mente, **delego agli oggetti** la responsabilità del risultato.
* Se vado bene all’università, non è “perché mi sono impegnata”, ma perché “c’era il computer”.
* Se dimagrisco, non è “perché sto facendo un percorso”, ma perché “c’è il tapis roulant”.
Io capisco che l’oggetto può aiutare, certo. Ma so anche che devo essere io, in primis, a guidare il percorso e a usare gli strumenti, senza trasformarli nel perno della mia serenità.
Cosa ne pensate? Avete qualche consiglio (anche piccolo) per iniziare a ridurre questa dipendenza mentale dagli oggetti e questa catena “se succede X allora fallisco”?
Grazie per l’attenzione.

Da quanto dici sembra come se non riconosca a te stessa dei meriti, delle responsabilità e delle qualità degne di essere riconosciute. Se dimagrisci è merito del bypass, se vai bene negli studi è grazie al computer ecc. La mente del DOC tende ad avere sì credenze disfunzionali associate però con sfiducia in se stessi e le proprie capacità. La psicoterapia dovrebbe aiutarti a ritrovare la tua autostima, educarti ad una sana cura verso te stessa, che significa essere gentili verso di sè. Inoltre per quanto riguarda i pensieri intrusivi un percorso basato sulla mindfulness ti aiuterebbe a stare di più nel memento presente (anche per sentirti più al sicuro) e meno nelle preoccupazioni per il futuro oppure sui problemi del passato.

Dr. Roberto Ibba

Salve sono fidanzata con un ragazzo di 25 io 45 abbiamo 20 anni di differenza lui dice sta bene con me e che mi ama ma delle volte quando litighiamo lui mi dice che abbiamo cose diverse e che lui voleva una relazione normale e non la convivenza noi abitiamo lontani lui della Puglia io Roma e volevo stare vocino a lui ma lui mi dice per ora non è possibile una convivenza per motivi economici lui prima non usciva ma ora esce con i suoi amici ed io non sono d’accordo e ci sto male io non so cosa fare però dice che mi ama molto

Salve, da quanto mi dici sembrerebbe che siete motivati da valori diversi. A quanto pare tu preferiresti una convivenza, forse nella prospettiva di creare una famiglia, mentre lui preferisce non impegnarsi troppo, almeno per ora, e continuare a vivere una vita libera da vincoli. Tuttavia credo che ci sia un'attrazione reciproca che vi unisce. Dal dialogo dovrebbe scaturire un chiarimento circa i progetti che intendete realizzare insieme. in tal senso un terapeuta di coppia potrebbe aiutarvi a procedere ad una maggiore chiarezza circa le vostre reciproci intenzioni.

Dr. Roberto Ibba

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