Esperienze

Ciao a tutti, sono una Psicologa, Psicoterapeuta, Neuropsicologa e Practitioner EMDR.
Nel mio lavoro accolgo le persone con rispetto, ascolto profondo e uno sguardo attento alla loro storia, ai legami, ai traumi e alle risorse interiori spesso dimenticate.
Mi occupo in particolare di dipendenze emotive e comportamentali, sostenendo chi si sente intrappolato in legami disfunzionali, abitudini compulsive o cicli ripetitivi di sofferenza.
Utilizzo l’approccio EMDR per elaborare esperienze dolorose del passato, sbloccare emozioni cristallizzate e facilitare un nuovo equilibrio interiore. Questo metodo si è dimostrato particolarmente efficace anche in caso di traumi relazionali precoci, perdite, abusi o vissuti legati al rifiuto e all’abbandono.
Integro nella mia pratica strumenti di psicologia positiva, mindfulness, valutazione neuropsicologica e supporto motivazionale, con l’obiettivo di accompagnare ogni persona verso un cambiamento autentico, radicato e duraturo.
Credo in una psicoterapia che onori la persona nella sua interezza, che non si limiti a “curare il sintomo”, ma che aiuti a riscoprire il valore di sé, la direzione e il senso.
“Ogni ferita può diventare una porta verso una nuova possibilità di vita, se accolta con cura, ascolto e verità.”
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Ipnoterapia
  • Neuropsicologia del benessere e salute mentale

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico


Indirizzo

Nicoleta Pop Span
Studio Privato

., Asti 14100

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Disponibilità

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ha risposto a 30 domande da parte di pazienti di MioDottore

Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio? A luglio ho studiato molto per un

Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio?

A luglio ho studiato molto per un esame, arrivando anche a diverse ore al giorno, ma dopo essere stato bocciato più volte presentandomi a ogni appello ho avuto una forte reazione di rabbia e saturazione. Da allora faccio molta fatica anche solo a iniziare a studiare: il pensiero dello studio mi provoca subito nervosismo, senso di costrizione e voglia di evitarlo.
Spesso finisco per scrollare, leggere altro o fare qualsiasi cosa pur di non iniziare, anche quando so di avere un esame vicino. Il problema non è solo la concentrazione: è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà.

Vorrei capire come affrontare concretamente questo evitamento e riuscire a riprendere a studiare senza entrare subito in quella reazione di rabbia e rifiuto.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Nicoleta Pop Span

Da ciò che descrive, non sembra trattarsi semplicemente di un problema di concentrazione o di mancanza di volontà. Dopo un periodo di studio molto intenso e diverse bocciature, è possibile che si sia creata un'associazione tra **studio, pressione, frustrazione e senso di fallimento**.

L'evitamento può diventare una risposta di protezione: quando pensa di studiare compare il disagio, evita il compito e nell'immediato prova un certo sollievo. Proprio questo sollievo, però, può mantenere nel tempo il meccanismo.

Per questo non credo sia utile affrontare il problema soltanto imponendosi di studiare di più. Sarebbe importante riprendere gradualmente, con obiettivi piccoli e realistici, ma soprattutto comprendere **che cosa viene attivato emotivamente dallo studio e dalla possibilità di un nuovo fallimento**.

Spesso i comportamenti di evitamento sono collegati anche alle nostre esperienze precedenti e alle strategie che abbiamo imparato per proteggerci da emozioni difficili, come paura, rabbia, vergogna o senso di inadeguatezza.

Un percorso psicoterapeutico può aiutare a comprendere l'origine e il funzionamento di questo meccanismo e, contemporaneamente, a costruire modalità più efficaci per affrontare lo studio. L'obiettivo non è soltanto preparare il prossimo esame, ma riuscire progressivamente a separare lo studio dalla sensazione di minaccia, costrizione e fallimento.


Buongiorno . Vorrei iniziare un percorso di terapia per il mio stato mentale, ma non trovo il coragg

Buongiorno .
Vorrei iniziare un percorso di terapia per il mio stato mentale, ma non trovo il coraggio di prendere un appuntamento, mi sento in colpa a parlare agli altri dei problemi che ho citando alcune persone a me care.
Ho problemi di ansia, stress generalizzato, ho vissuto delle situazioni traumatiche che mi hanno lasciato il segno e , anche se ora tutto bene, influiscono sulle mie attività quotidiane, sul mio benessere e quello della mia famiglia e dei miei figli.
Mi sento costantemente sotto pressione, sotto stress, sono in sovraccarico mentale. Il mio fisico regge ancora bene la stanchezza, ma la mia mente è veramente stanca. Grazie a chi mi darà un consiglio.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Nicoleta Pop Span

Buongiorno, da quello che scrive sembra che una parte di lei abbia già riconosciuto il bisogno di chiedere aiuto, mentre un'altra parte si senta ancora in colpa o abbia paura delle conseguenze del raccontare ciò che ha vissuto.

Vorrei rassicurarla su un punto: iniziare una psicoterapia non significa accusare, giudicare o parlare male delle persone a cui vuole bene. Significa poter raccontare ,,come determinate esperienze sono state vissute da lei e quale traccia hanno lasciato nel presente''. Inoltre, ciò che viene condiviso in terapia è tutelato dal segreto professionale.

Ansia, sovraccarico mentale, stress costante e conseguenze di esperienze traumatiche possono essere affrontati all'interno di un percorso psicoterapeutico. Il fatto che oggi alcune situazioni appartengano al passato non significa necessariamente che anche il nostro sistema emotivo abbia smesso di reagire a ciò che è accaduto.

Non deve nemmeno raccontare tutto durante il primo incontro. La terapia procede gradualmente, rispettando i suoi tempi e ciò che in quel momento si sente pronta ad affrontare. Il primo colloquio può servire semplicemente per conoscersi, comprendere meglio la situazione e valutare insieme come procedere.

Se desidera, può contattarmi anche per un primo colloquio conoscitivo: prendere un appuntamento non la obbliga a iniziare un percorso, ma può essere un primo passo per capire se si sente sufficientemente al sicuro e a suo agio per iniziare questo lavoro.


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