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Sono tornato a casa con il catetere. E adesso?
Succede quasi sempre allo stesso modo: da settimane urinare è diventato difficile, poi una sera non esce più nulla. Dolore, pancia tesa, pronto soccorso. Il catetere risolve in pochi minuti un'urgenza vera, e si torna a casa con una sacca e nessuna spiegazione di cosa verrà dopo.
La prima cosa da sapere è che quel catetere, nella maggior parte dei casi, non è definitivo. La seconda è che non va nemmeno tenuto a lungo sperando che la situazione si risolva da sola.
Di solito si prova a rimuoverlo dopo alcuni giorni, spesso dopo aver avviato una terapia che rilassa il collo vescicale. In una parte degli uomini la minzione riprende: si è guadagnato tempo per decidere con calma. In un'altra parte il tentativo non riesce, e allora la domanda non è più se trattare l'ostruzione, ma come e quando.
È qui che conta non rimandare. La vescica è un muscolo: quando lavora per mesi contro un ostacolo si affatica, e oltre un certo punto il danno diventa difficile da recuperare anche rimuovendo l'ostruzione. Tornare a urinare bene dopo l'intervento dipende anche da quanto la si è lasciata forzare prima.
Due cose che vengono chieste spesso. Il catetere non impedisce di camminare, guidare, lavorare: esistono sacche da gamba che nessuno vede sotto i pantaloni. E prendere anticoagulanti non preclude l'intervento — la gestione dei farmaci si concorda con lo specialista che li ha prescritti.
Cosa si valuta prima di decidere, e quali sono oggi le possibilità: michelecolicchia.com
12/09/2026