Esperienze
Sono la Dottoressa Camilla Tentoni, Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna.
La mia pratica clinica è dedicata alla valutazione e al trattamento neuropsicologico, con un focus particolare sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e sui disturbi del neurosviluppo (BES,ADHD). Credo fermamente che ogni percorso di apprendimento, così come ogni percorso di crescita emotiva, debba essere costruito su misura per la persona.
Il mio percorso formativo e clinico Il mio approccio unisce rigore scientifico ed empatia. Dopo la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica, ho conseguito un Master di II livello in Valutazione e Trattamento Neuropsicologico dei DSA presso l'Università degli Studi della Repubblica di San Marino, concluso con il massimo dei voti (lode).
Questa formazione specialistica mi ha permesso di affiancare alla teoria una solida pratica sul campo, maturando competenze specifiche in:
Valutazioni neuropsicologiche accurate e tempestive.
Impostazione di percorsi di potenziamento personalizzati.
Supporto emotivo e gestione dell'ansia legata alla prestazione scolastica.
Supporto allo studio e ripetizioni
Oltre all'attività clinica, offro servizi di potenziamento del metodo di studio rivolti a studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Il mio obiettivo è aiutare i ragazzi a trovare il proprio stile di apprendimento, migliorando l'organizzazione e l'autonomia. Offro inoltre supporto per ripetizioni mirate e assistenza specifica per il superamento degli esami di recupero del debito formativo scolastico.
Il mio approccio Nel mio lavoro, integro strumenti clinici avanzati con una visione olistica della persona. Ispirandomi anche a modelli educativi , il mio obiettivo è favorire non solo il potenziamento delle abilità, ma anche la promozione dell'autonomia, della resilienza e della fiducia in sé stessi.
Che si tratti di un percorso di diagnosi, di un progetto di potenziamento o di un aiuto concreto per affrontare le sfide scolastiche, sarò felice di accompagnarvi in un percorso volto a trasformare le difficoltà in nuove possibilità di apprendimento.
Per prenotare una consulenza o richiedere maggiori informazioni, non esitate a contattarmi direttamente qui su MioDottore.
Dott.ssa Camilla Tentoni
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia scolastica
- Esperto in dsa
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
50 € -
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Colloquio psicologico età evolutiva
50 € -
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Consulenza psicologica
50 € -
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Test di valutazione per disturbi specifici dell'apprendimento
Da 70 € -
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Trattamento DSA
Da 30 € -
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Recensioni
5 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Spiegazioni dettagliate
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A
Albi
Ho avuto il piacere di affidarmi alla Dott.ssa e mi sono trovata benissimo.
Professionale, competente e molto disponibile.
Ha saputo creare un percorso chiaro e personalizzato, trasmettendo fiducia e supporto in ogni fase.• Studio privato - Dr.ssa Camilla Tentoni • Altro •
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M
Marilena G.
Dottoressa giovane, ma molto ben preparata, mette a proprio agio le persone grandi e piccoli ,mi sono trovata molto bene.
La consiglio.• Studio privato - Dr.ssa Camilla Tentoni • test di valutazione per disturbi specifici dell'apprendimento •
Dott.ssa Camilla Tentoni
Gentile Marilena,
la ringrazio per le sue parole.
È fondamentale per me creare un ambiente in cui tutti, grandi e piccoli, possano sentirsi a proprio agio.
Sarà un piacere risentirla!
Un caro saluto,
Dott.ssa Camilla Tentoni
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C
Claudia Tiraferri
Ottima professionista e bravissima persona. Siamo rimasti super contenti del suo approccio e della sua disponibilità.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Camilla Tentoni
Gentile,
grazie mille per la recensione e per la fiducia.
Sono davvero contenta che il nostro percorso sia stato positivo e che vi siate sentiti seguiti e supportati.
Un caro saluto,
Dott.ssa Camilla Tentoni
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S
Silvia
Esperienza molto positiva. Mio figlio di 14 anni è stato seguito durante l’inverno per imparare un metodo di studio e i risultati si sono visti fin da subito. Oltre a migliorare il rendimento scolastico, ha acquisito maggiore sicurezza e autonomia nello studio. Una professionista competente, disponibile e attenta alle esigenze dei ragazzi. La consiglio vivamente.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Camilla Tentoni
Gentilissima,
la ringrazio per la fiducia che ha riposto nel mio lavoro.
Sono felice di sapere che il percorso ha aiutato suo figlio non solo a migliorare il rendimento, ma anche a guadagnare sicurezza e autonomia.
Questi sono per me i risultati più importanti.
Grazie ancora per la sua recensione e per la stima dimostrata.
Dott.ssa Camilla Tentoni
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S
S.B.
Grazie alla Dott.ssa Camilla: competente nei disturbi dell'apprendimento, sensibile e concreta. Un supporto eccellente che consiglio di cuore!
• Studio privato - Dr.ssa Camilla Tentoni • test di valutazione per disturbi specifici dell'apprendimento •
Dott.ssa Camilla Tentoni
Gentile,
la ringrazio per la recensione.
Sono davvero contenta di aver potuto offrire un supporto concreto.
La sua fiducia è per me molto importante.
Dott.ssa Camilla Tentoni
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori, sono un uomo di quasi 43 anni, scrivo per un problema di mia moglie, un problema
Buongiorno dottori, sono un uomo di quasi 43 anni, scrivo per un problema di mia moglie, un problema che si ripercuote in parte anche su di me, dicevo. Mia moglie pensa di avere il disturbo dell'attenzione, ADHD se non erro così si dice, il problema è che non riesce ad organizzare il lavoro di casa e non solo nella vita di tutti i giorni, passa spesso tempo sul divano davanti alla TV, , io personalmente cerco di non pressarla, ma ogni tanto con i dovuti modi cerco di farglielo notare, lei spesso si scusa, mi dice che stare lì davanti alla TV è l'unico modo per distrarsi e non pensare le cose che ci sarebbero da fare tutti i giorni, più si accumulano le cose da fare più gli viene l'ansia e di conseguenza per non pensarci si mette davanti la TV, lei vorrebbe uscire da questo circolo vizioso ma non riesce, io non so come aiutarla, ci provo in tutti i modi ma con scarsi risultati, magari per qualche giorno migliora poi passati quei giorni ritorna punto e a capo, tante volte gli ho proposto di intraprendere un percorso con un psicologo, lei vorrebbe anche ma poi come al solito si blocca. Grazie, cordiali saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signore,
la situazione che descrive potrebbe suggerire un disallineamento tra le richieste della quotidianità e il modo in cui sua moglie gestisce le attività. Senza poter formulare una diagnosi – che richiede necessariamente una valutazione clinica diretta – è possibile osservare alcuni meccanismi che potrebbero presentarsi in situazioni di forte sovraccarico.
Ecco alcuni processi che potrebbero spiegare quanto osserva:
• Difficoltà nel gestire il carico organizzativo: Gestire la casa richiede una sequenza complessa di micro-decisioni ("da dove inizio?", "cosa faccio prima?"). Per alcune persone, questo tipo di attività non è un automatismo, ma richiede un enorme sforzo di pianificazione che, se protratto, può portare a una rapida saturazione mentale.
• Esaurimento del carico mentale: È possibile che sua moglie, dovendo investire molta più energia rispetto ad altri per compiti di routine, arrivi a uno stato di esaurimento che rende il riposo passivo (come guardare la TV) una necessità per "staccare" da una stanchezza invisibile ma reale.
• L'evitamento come risposta al sovraccarico: Quando le incombenze si accumulano, l'ansia può diventare paralizzante. Il ricorso a stimoli passivi può diventare una strategia involontaria per trovare sollievo immediato, creando però un circolo vizioso in cui il compito diventa sempre più difficile da affrontare.
• L'ostacolo nel cercare supporto: Il fatto che sua moglie esprima il desiderio di un cambiamento ma fatichi a concretizzarlo è un aspetto che osservo spesso: la ricerca e l'organizzazione di un supporto professionale richiedono, di per sé, un carico organizzativo che può risultare troppo oneroso nel momento di maggiore affaticamento.
In un’ottica di gestione pratica, potreste valutare se:
• Semplificare l'approccio: Sperimentare la scomposizione delle attività in micro-obiettivi (es. dedicarsi a un singolo ripiano per pochi minuti) potrebbe aiutare a rendere il compito meno "minaccioso".
• Valorizzare i progressi: Spostare l'attenzione sui piccoli passi riusciti, anziché sul volume totale del lavoro, può aiutare a ridurre il carico emotivo legato al senso di colpa e favorire una maggiore disponibilità all'azione. Il successo genera naturalmente la voglia di ripetere l'azione.
Qualora queste fatiche dovessero perdurare e generare sofferenza, una valutazione clinica strutturata potrebbe aiutare sua moglie a capire meglio come funziona il suo specifico profilo. L'obiettivo di un tale percorso non sarebbe quello di dare un'etichetta, ma di costruire insieme un "manuale d’istruzioni" personalizzato, identificando strategie che possano rendere la quotidianità più serena.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Camilla Tentoni
Buongiorno, sono un genitore di un ragazzo adulto a cui è stata diagnosticata adhd. Purtroppo lui mi
Buongiorno, sono un genitore di un ragazzo adulto a cui è stata diagnosticata adhd. Purtroppo lui mi vuole tener fuori e vuole gestire tutto da solo. Non so come comportarmi e come aiutarlo. Quando era bambino non abbiamo mai avuto nessun sentore in merito e purtroppo non siamo intervenuti prima. Da quando ho saputo che mio figlio soffre di adhd ho un tarlo fisso di capire come poter intervenire per aiutarlo e non commettere errori che possano influire sulla sua situazione. Specifico che sta gestendo da solo le visite per la prognosi e tutto il resto. L'unica cosa dove mi ha fatto partecipe è il fatto che gli è stata diagnosticata.
Chiedo gentilmente un consiglio in merito.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Genitore,
comprendo profondamente il suo disorientamento, tuttavia la scelta di suo figlio di gestire in autonomia la diagnosi di ADHD rappresenta un importante segnale di autodeterminazione e un passo fondamentale nella costruzione della sua identità adulta.
Vorrei offrirle alcuni spunti per guardare a questa situazione da una prospettiva nuova e trovare un modo autentico di essergli vicino:
1. Perché la diagnosi arriva ora?
Non deve sentirsi in colpa per non averlo notato prima. Molti ragazzi con grandi risorse intellettive riescono a compensare le proprie difficoltà per gran parte del percorso scolastico. Spesso i segnali emergono chiaramente solo in età adulta, quando le richieste esterne superano le strategie messe in atto finora. Quella che da piccoli poteva sembrare semplice irrequietezza, da grandi si trasforma spesso in una fatica invisibile legata all'organizzazione e alla gestione dello sforzo mentale.
2. Essere "proprietari" della propria vita
In questa fase, suo figlio sta rivendicando il diritto di essere il protagonista assoluto del proprio percorso. Possiamo immaginarlo così:
-Il cervello è la struttura, la stanza.
-La mente (attenzione, memoria) è l'arredamento.
-La persona (suo figlio) è l'unico proprietario che può decidere come disporre i mobili e quale direzione dare alla propria vita.
Per un adulto, dare un nome a fatiche vissute è spesso un momento di grande liberazione.
3. Trasformare il ruolo: da guida a "porto sicuro"
Dato che suo figlio è ormai adulto, il suo ruolo di genitore è chiamato a evolversi, passando dal controllo alla vicinanza affettiva:
-Diventi un punto di riferimento: Invece di intervenire direttamente sulla gestione clinica, si metta a disposizione per accogliere le sue emozioni senza giudizio.
-Valorizzi i suoi punti di forza: Chi riceve una diagnosi in età adulta porta spesso con sé anni di piccole frustrazioni. Riconoscere i suoi successi è il modo migliore per aiutarlo a ritrovare fiducia in se stesso.
-Si informi sui meccanismi dell'ADHD: Comprendere concetti come la fatica mentale accumulata dopo un grande sforzo o la difficoltà a tollerare le attese le permetterà di non scambiare mai certi comportamenti per pigrizia o disinteresse.
4. Un piccolo suggerimento pratico
Il miglior modo per aiutarlo è fargli sentire che la sua autonomia è rispettata. Potrebbe dirgli semplicemente: "Ho capito che questa è una tua sfida e rispetto profondamente il modo in cui la stai affrontando. Io sono qui, non per dirti cosa fare, ma per sostenerti se e quando lo vorrai".
Essere una presenza accogliente e rispettosa è oggi il dono più grande che possa fargli.
Un caro saluto, dott.ssa Camilla Tentoni
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