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122 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Mercoledì ho avuto la mia prima seduta con la dottoressa, ero molto ansiosa e un po’ preoccupata ma lei é riuscita subito a mettermi a mio agio, a farmi sentire capita e a carpire piccole dettagli e sfaccettature della mia persona e della mia vita che mi ha lasciata senza parole. Sono uscita dal suo studio sentendomi un po’ più leggera. Continuerò certamente il mio percorso di rinascita con lei!
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Consiglio davvero a tutti davvero competente in materia. gentile e molto preparata
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Un' eccellenza del mondo della Psicologia. Consiglio davvero a tutti davvero competente in materia.
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Un' eccellenza del mondo della Psicologia. Consiglio davvero a tutti davvero competente in materia.
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
È bravissima mi capisce alla perfezione e molto simpatica e mi fa ragionare sui discordanti
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Sono rimasto molto contento dell'incontro. Trasmette tranquillità è attenta e sa ascoltare.
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Dottoressa fantastica e molto diretta, ti mette a proprio agio.
Dott.ssa Angela Barbera
Grazie
Sin da subito mi sono sentita a mio agio, compresa e durante il colloquio ricorda ogni dettaglio e fornisce spunti e consigli pratici. Un esperienza straordinaria e seguirò il percorso con lei
Dott.ssa Angela Barbera
La ringrazio molto per le sue parole. Sono felice di sapere che si è sentita a suo agio e supportata durante il colloquio. Sarà un piacere accompagnarla nel percorso e lavorare insieme per raggiungere i suoi obiettivi.”
Purtroppo ho dovuto spostare appuntamento ma dopo averle fatto spostare l'appuntamento per colpa mia pensavo "non mi vorrà ricevere" invece ho capito che è una persona veramente disponibile gentile e squisita so della sua professionalità e bravura ero preoccupata che non di non incontrarla per la figura che ho fatto invece ho trovato in lei quello che molti medici non hanno "disponibilità e desiderio di aiutare le persone" Grazie Dottoressa Angela. Ci vediamo il giorno stabilito sono sicura che avrò nel percorso di guarigione una persona unica
Dott.ssa Angela Barbera
la ringrazio di cuore per le sue parole, che ho letto con sincera gratitudine. Capisco perfettamente che gli imprevisti possano accadere, e non c’è stata alcuna difficoltà nel riorganizzare l’appuntamento.
Mi fa molto piacere sapere che si è sentita accolta e compresa: per me è fondamentale instaurare un rapporto di fiducia e disponibilità con chi si affida alle mie cure.
La aspetto con serenità nel giorno concordato. Inizieremo insieme questo percorso con impegno e dedizione.
Un caro saluto
Malissimo abbiamo fatto 2 sedute di cui una disdetta per colpa mia ma con largo anticipo,prima mi ha proposto un ricovero ospedaliero,poi aspettavo una sua chiamata per fissare una seduta e mi fa chiamare da un uomo non ho capito a quale scopo,risultato problema non risolto non ci ho capito nulla io ma quello che è peggio nulla di nulla lei,esperienza pessima!
Dott.ssa Angela Barbera
I miei pazienti conoscono bene la mia professionalità e il modo in cui conduco le sedute.
Capisco che tu stia attraversando un momento difficile, ma commenti personali e fuori luogo non modificano né la mia immagine né il mio lavoro.
Mi auguro davvero che tu possa trovare al più presto un equilibrio, superare ciò che stai vivendo e tornare in armonia con te stesso, con gli altri e con ciò che ti circonda
Cordialmente
Dr.ssa Angela Barbera
ha risposto a 33 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sono una ragazza di 26 anni, fidanzata con un ragazzo di 30. Lavoriamo insieme nella sua pic
Salve, sono una ragazza di 26 anni, fidanzata con un ragazzo di 30.
Lavoriamo insieme nella sua piccola azineda, ieri nel pomeriggio va da una cliente una ragazzina di 15 anni e con non chalanche va a dire “devi dire alla mamma che e’ una bella donna” , la ragazzina a sua volta risponde “no non vado a dirlo altrimenti *** si arrabbia “ (riferendosi a me) lui allora appena vede la mamma glielo dice lui stesso davanti la figlia e l’amica della figlia, aggiungendo “ se non fossi fidanzato con *** mi metterei con lei.”
La signora in questione e’ divorziata e ha 45 anni circa, e l’ha vista solo 3 volte e io forse una volta .
Lui come se niente fosse viene a raccontarlo a me come se io dovevo quasi ridere o capire lo scherzo, ovviamente mi sono arrabbiata , e lui ma io scherzavo mai mi metterei con una donna grande , per me esisti tu, non sai stare allo scherzo , sei immatura.
Io non credo queste siano battute di scherzo da fare , per me e’ irrispettoso e mi rende ridicola davanti alla gente,soprattutto davanti ai clienti.
Adesso mi ha inviato audio in cui piange e mi chiede scusa, che lui scherza e lo fa senza malizia o secondi fini ,io sono molto arrabbiata e delusa , soprattutto perché mi ha ferita consapevolmente e anche la ragazzina ha capito che era sbagliato il suo atteggiamento.
La signora cosa puo’ pensare? Cosa puo’ andare a dire in giro? Che il mio ragazzo ci prova con lei? O la stessa ragazzina cosa puo’ andare a dire in giro che lui ci prova con la madre avendo una fidanzata?
Sono arrabbiatissima, e delusa.
Dopo 6 anni di relazione in cui le cose non vanno benissimo nell’ultimo periodo.
In cui all’inizio fidanzati mi ha tradita, intratteneva rapporti con la sua ex telefonici, o trovavo tanti porno nel suo cellulare.
Sono stanca , lo vorrei fuori dalla mia vita, mi fa sentire male , io gli do tutto l’amore che riesco a dare, gli ho sempre dato delle possibilità , perché ho sempre creduto nella coppia, pero’ sono stanca di questi atteggiamenti.
O sono esagerata? Non so piu’ cosa dire o pensare .
Scusate se mi sono dilungata
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconti, non mi soffermerei tanto sulla battuta in sé, ma sul contesto in cui è avvenuta.
Se una battuta ferisce il partner, lo espone al ridicolo davanti ad altre persone e tocca un tema delicato come il rispetto nella coppia, è comprensibile che possa generare rabbia. Non credo che tu sia "esagerata" per esserti sentita umiliata. Allo stesso tempo, non possiamo sapere con certezza cosa abbiano pensato la signora o la figlia: rischiare di immaginare tutti gli scenari possibili finisce solo per aumentare la sofferenza. Quello che mi colpisce è che questo episodio non arriva nel vuoto. Tu stessa racconti di un tradimento all'inizio della relazione, dei contatti con l'ex, di altre situazioni che hanno incrinato la fiducia. Per questo motivo è probabile che la tua reazione non sia dovuta soltanto a quella frase, ma al fatto che si inserisce in una storia in cui ti sei già sentita ferita e poco tutelata.
Le sue scuse e il suo pianto possono essere sinceri, ma la domanda più importante non è se fosse una battuta o meno. La domanda è: dopo sei anni, questa relazione ti fa sentire al sicuro, rispettata e valorizzata? Oppure ti ritrovi spesso a dover perdonare comportamenti che ti fanno stare male? A volte il problema non è il singolo episodio, ma il ripetersi di dinamiche che consumano lentamente la fiducia. Se oggi ti senti arrivata a dire "lo vorrei fuori dalla mia vita", forse vale la pena ascoltare quel sentimento senza liquidarlo come un momento di rabbia.
Una relazione sana non richiede di non sbagliare mai, ma di costruire nel tempo rispetto, affidabilità e serenità. Chiediti se, guardando ai fatti e non solo alle promesse, questa relazione ti sta offrendo davvero tutto questo.
Buongiorno, sono un ragazzo che sta per compiere 21 anni e oggi ho deciso di confidarmi con voi su u
Buongiorno, sono un ragazzo che sta per compiere 21 anni e oggi ho deciso di confidarmi con voi su una questione importante. Vi confesso che dare tutto questo peso a questa vicenda mi fa sentire quasi sconfitto dentro, poiché ho tentato a lungo di ignorare il problema sperando che il tempo lo cancellasse. Purtroppo non è andata così, e arriva un momento in cui bisogna guardare in faccia la realtà e sfogarsi. Per questo mi rivolgo a voi, che nei momenti di difficoltà mi avete sempre sostenuto concretamente, e vi ringrazio fin da ora.
Il nocciolo della questione è la mia ex ragazza. Per permettervi di inquadrare al meglio la situazione attuale, vorrei ripercorrere brevemente la nostra storia dall'inizio. Il nostro legame è nato durante l'ultimo anno di liceo: suonavamo nella medesima band, l'attrazione è stata immediata e, dopo qualche mese di conoscenza, ci siamo innamorati. La nostra prima relazione è durata 8 mesi, interrotta poi per decisione sua a causa di una profonda incompatibilità caratteriale. Io sono una persona decisamente introversa, mentre lei è l'esatto opposto; questa dinamica era alla base di ogni problema ma, per farla breve, lei riteneva che certe divergenze fossero insormontabili. Così, nonostante un periodo di 8 mesi splendidi, ci siamo lasciati quasi all'improvviso, malgrado lei mi assicurasse che i suoi sentimenti non erano cambiati, ma che non vedeva un futuro per noi. Ho tentato di farle capire che con un po' di impegno reciproco avremmo potuto farcela, ma non ha voluto sentire ragioni, aggiungendo che il momento terribile che stava vivendo non faceva che peggiorare le cose. Tutto questo accadeva tra agosto e settembre.
Nelle settimane successive, subito dopo il diploma, siamo rimasti molto in contatto sia perché condividevamo ancora il gruppo musicale, sia perché capitava di vederci spesso. Lei stava attraversando un periodo davvero buio e io, spinto dal forte sentimento che provavo ancora, ho fatto di tutto per rimanerle accanto, anche se questo mi faceva del male. A un certo punto, però, mi sono reso conto di non farcela più a starle vicino continuando a sperare in un ritorno, quindi ho deciso di troncare i rapporti, cercando di isolarmi persino durante le prove musicali. Questo distacco totale è durato circa due mesi. Poi abbiamo trascorso il Capodanno insieme e da quella notte abbiamo ricominciato a sentirci. C'è stata un'ulteriore fase di instabilità: ci siamo baciati una sera, ma subito dopo ho preferito chiudere di nuovo per un breve periodo, frenato dal timore che lei si stesse prendendo gioco di me.
Nonostante tutto, a marzo abbiamo ripreso a frequentarci seriamente come coppia ed ero al settimo cielo. In quell'occasione lei mi ha confidato che, un mese dopo la nostra prima rottura, aveva iniziato a vedersi con il suo migliore amico; quella storia però era finita subito sia perché non provava attrazione, sia perché era ancora legata a me. Mi disse anche che i due avevano interrotto i rapporti poiché quel ragazzo si era rivelato molto diverso da come pensava. Questa notizia mi ha dato parecchio fastidio, dato che lui era già presente quando stavamo insieme io e lei e io, sotto sotto, avevo sempre过 percepito l'interesse di lui nei suoi confronti; ad ogni modo, superati i vari chiarimenti, siamo tornati ufficialmente insieme.
I mesi sono passati e siamo arrivati a luglio, ma nell'ultimo periodo le cose tra noi non andavano per il verso giusto e i litigi erano continui. Affrontando il discorso con molta maturità, le ho fatto presente che nell'ultimo periodo non stavamo molto bene insieme e che dovevamo cercare di trovare dei punti di incontro, altrimenti non sarebbe più stato bello stare insieme. Le dissi questa cosa per dire "dai, proviamoci", non per lasciare tutto, anche perché avevamo fatto così tanta fatica a ritrovarci che non volevo abbandonare tutto così facilmente. Passa poco meno di una settimana e abbiamo una grande discussione, tutta nata da una sciocchezza, in cui non ci diciamo cose neanche troppo carine. Lei inizia a dire che forse le cose non vanno più così e altre cose; ci vediamo e mi chiede se per me abbia senso fare una pausa in alternativa a chiuderla direttamente. Io, sinceramente, non credo molto nelle pause, soprattutto in queste situazioni, quindi le dico che se non ha più fiducia nella relazione preferisco chiuderla lì. Questo a luglio dell'anno scorso.
Dopo di che parliamo qualche volta e lei mi dice che sua mamma sta passando un brutto periodo e che stava male, che aveva capito che dopo un po' per lei stare in una relazione quando le cose non vanno diventa difficile e scappa sempre, così come aveva fatto la volta prima, e che non riusciva a capire il perché; però diceva che mi amava ancora mentre piangeva. Io le dissi che non avrei potuto aspettare per sempre, così le diedi una specie di data di scadenza in cui mi avrebbe dovuto dire le cose come stavano, e quella fu l'ultima volta che ci vedemmo da soli.
Quel giorno non mi scrisse, così lo feci io. Sua mamma stava ancora male e mi disse che al momento aveva quello come chiodo fisso; parlammo comunque e mi disse che non era giusto che io continuassi ad aspettare qualcuno che deve sempre andar via. Mi ringraziò di tante cose in cui l'avevo aiutata, per esserle stato sempre vicino e che voleva che stessi sempre bene; questo era il 6 agosto. Da lì non ci sentimmo più né ci vedemmo (non suonavamo più insieme già da qualche mese).
Intanto io ricominciai il corso (un corso di 8 ore al giorno, 5 giorni su 5, che avevo iniziato su consiglio dei miei) e quello fu, penso, il periodo più duro della mia vita: lasciarci mi aveva fatto capire quanto quel corso non mi piacesse per nulla e che me lo stavo facendo andar bene solo perché in amore ero felice (so che sembra ingenuo, ma è così). Tornavo a casa tutti i giorni in lacrime, avevo iniziato a fare dei brutti pensieri, avevo bisogno di parlare con qualcuno e, oltre al mio migliore amico, non c'era nessuno di cui mi fidassi di più di lei. Così, dopo un mese circa dall'ultima volta che ci sentimmo, le riscrissi dicendo che avevo bisogno di parlarle.
Notai subito il modo distaccato con cui rispondeva e scriveva. Mi disse che le dispiaceva e che avrei trovato un modo, ma, seppur per messaggio, non potevo fare a meno di carpire quella freddezza. Cercai di chiederle come andava e di parlare di qualcosa, ma vedevo proprio che non le andava di parlare e tutto ciò mi stava facendo ammattire. Le dissi che, nonostante tutto, io provavo sempre le stesse cose e che in fondo ancora ci speravo; lei mi disse che in quel mese era stata meglio e che aveva capito che uno dei motivi per cui se ne era andata era che sentiva che quello non era il suo posto, e che si era resa conto di non essere più riuscita a provare tutto l'amore che aveva provato nei mesi prima. Mi disse che non era ancora pronta per parlare come amici e quella fu l'ultima volta che parlammo. Il fatto che mi dicesse delle cose così significative solo dopo che le avevo parlato sinceramente mi distrusse.
Dopo scoprii che da lì a poco aveva iniziato a frequentarsi con lo stesso ragazzo con cui mi aveva "rimpiazzato" dopo un mese, di nuovo in pratica dopo un mese. E probabilmente, quando le scrissi quella volta, già si sentivano e questo può sicuramente aver influito su ciò che mi disse e su ciò che provava (io non sono un esperto, ma un amore non svanisce nel giro di 3 o 4 settimane). Fatto sta che si mette con questo ragazzo. Sono passati 8 mesi da quell'ultimo messaggio in pratica e lei da allora cerca di evitarmi in tutti i modi: prima la vedevo sempre, ora evita tutti i posti in cui sa che potrebbe trovarmi. Una volta è entrata in un bar in cui ero e, appena mi ha visto, è uscita pensando che non l'avessi vista... Un sacco di volte è successo che salutasse i miei amici appena mi allontanassi da loro per evitare di vedermi. Una volta un mio amico mi portò per scherzo a vedere un suo concerto in un club e penso che mi vide, anche se questo non lo so. Ma da lì a poco si lasciò con quel ragazzo. Da quello che so, a detta di suoi amici che abbiamo in comune, non le piaceva neppure all'inizio, poi non so, ma questo non mi riguarda.
Ed arriviamo ad oggi. Sono qui a parlarvene proprio perché, a distanza di quasi 10 mesi, la cosa non mi è ancora del tutto uscita dalla testa. Ogni tanto faccio ancora sogni in cui c'è lei e mi capita di pensarci molto più spesso di quanto vorrei. Vorrei capire perché si è comportata così e perché mi evita in questo modo. Una volta ne parlai con delle mie amiche e mi dissero che una persona che si comporta così è perché ci pensa ancora. Se fosse indifferente non avrebbe problemi perlomeno a salutarmi, penso, no?
Voglio aggiungere che lei é una ragazza che ne ha passante tante nella vita ed é sempre stata incasinata.
Ma la cosa che odio di più è il fatto che, in primo luogo, ci pensi ancora e, in secondo luogo, che provi così tanto risentimento verso di lei. Una persona a cui ho voluto così tanto bene e che sa più di ogni persona di me, e viceversa. Mi spiego: sembra che le stiano andando bene le cose in generale, soprattutto con la musica e il suo gruppo, e c'è una maledetta vocina dentro la mia testa che spera che le cose non vadano così bene. So che è orribile, come so anche che non si è comportata bene con me, ma non è qualcosa che vorrei provare. È come se ci fosse una competizione. Questo è stato un anno molto duro per me, in cui ho lavorato molto su me stesso e penso di essere maturato molto, e lo è tuttora; tutta questa situazione si aggiunge e diventa molto pesante. È come se sentissi che ci siano ancora dei conti in sospeso, infatti non nego che a volte spero di trovarci nello stesso posto, in quanto abbiamo molti amici in comune, per vedere come andrebbe.
Vi chiedo di darmi una mano per capire come superare questa cosa e andare avanti con la mia vita al meglio. Vi ringrazio in anticipo perché è lungo come messaggio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che emerge dal tuo racconto non è tanto l'incapacità di dimenticare la tua ex, quanto il fatto che una parte di te sia rimasta impegnata a cercare una risposta a domande che probabilmente lei non ti darà mai: "Perché è cambiata?", "Perché mi evita?", "Ha mai smesso davvero di amarmi?", "Ci pensa ancora?".
Il problema è che ogni volta che provi a rispondere a queste domande, la tua mente riapre il legame invece di chiuderlo. È un meccanismo molto comune: quando una relazione termina senza un senso che ci soddisfi, cerchiamo continuamente di ricostruire la storia nella speranza di trovare la spiegazione definitiva. Ma quella spiegazione, spesso, non arriva. Mi colpisce anche un altro aspetto: tu dici di provare risentimento e ti senti in colpa per questo. In realtà il risentimento, dopo una delusione importante, è spesso il segnale che una parte di noi sta ancora cercando di ristabilire un equilibrio. Non significa che tu sia una cattiva persona o che tu le voglia davvero del male.
Per quanto riguarda il fatto che lei ti eviti, le possibilità sono molte: potrebbe provare imbarazzo, senso di colpa, il desiderio di non riaprire una ferita oppure semplicemente voler mantenere le distanze. Cercare di capire quale sia la spiegazione corretta rischia solo di alimentare il dubbio, senza portarti alcun beneficio concreto. La domanda che farei a te è un'altra: quanto tempo della tua vita vuoi ancora dedicare a una persona che, indipendentemente dai motivi, oggi ha scelto di non esserci?
Il lavoro più importante, adesso, non è comprendere lei, ma smettere di mettere la tua serenità nelle mani delle risposte che lei potrebbe o non potrebbe darti. La chiusura emotiva raramente arriva dall'altra persona: arriva quando smettiamo di inseguire ciò che non possiamo controllare e iniziamo a investire nuovamente su noi stessi. Da come scrivi emerge una grande capacità di amare e di metterti in gioco. Sarebbe un peccato continuare a rivolgere queste energie verso una relazione che appartiene al passato, invece di usarle per costruire il tuo futuro. La vera conclusione non arriverà quando capirai perché lei si è comportata così, ma quando quella domanda smetterà di essere necessaria per stare bene.
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