Via Fratelli Oscar e Olves di Prata 25, Brescia 25135
Per prenotare un colloquio con la dott.ssa Paola Taddeolini:
- Scrivere su whatsapp al numero 3465340899
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23/12/2025
Sono la Dott.ssa Paola Taddeolini, Psicologa, Neuropsicologa del Benessere e Psicoterapeuta in formazione con indirizzo psicodinamico adleriano.
Dopo la laurea magistrale conseguita in Psicologia Clinica e Neuropsicologia ho conseguito un master in Neuropsicologia del Benessere.
Offro consulenza e sostegno psicologico ad adolescenti, adulti e coppie, sia in presenza che online.
Mi occupo prevalentemente di:
Problematiche legate al rapporto con il corpo, alla dipendenza da fitness e al rapporto con il cibo;
Difficoltà relazionali e isolamento sociale;
Ansia, attacchi di panico e depressione;
Perfezionismo, disturbi ossessivi e tendenza all’ipercontrollo;
Stress lavoro-correlato e burnout;
Crisi adolescenziali, orientamento scolastico e lavorativo;
Lutto e difficoltà legate alla separazione genitoriale;
Sostegno genitoriale.
Il mio approccio è centrato sulla persona: attraverso il colloquio psicologico costruisco percorsi personalizzati, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza di sé e la capacità di riconoscere e utilizzare le proprie risorse interiori. Accompagno le persone a sviluppare nuove modalità per affrontare le difficoltà e costruire uno stile di vita più equilibrato e soddisfacente.
Per maggiori informazioni potete contattarmi al numero 3465340899.
Via Fratelli Oscar e Olves di Prata 25, Brescia 25135
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23/12/2025
Accettato
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16 recensioni
Ho iniziato il percorso con la Dott.ssa Taddeolini in un momento molto delicato della mia vita, segnato da difficoltà personali e dal cambio di università. Mi sono sentito ascoltato, compreso e sostenuto con grande professionalità e umanità. Un percorso che mi ha aiutato davvero a stare meglio.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Grazie per aver condiviso la tua esperienza e per le parole che hai scritto. Sono contenta che il percorso fatto insieme ti abbia aiutato a conoscerti meglio e a stare più in contatto con ciò che per te è importante. Ti auguro di continuare a prenderti cura di te e a proseguire nel tuo percorso di vita portando con te quanto emerso nel lavoro svolto. Un caro saluto.
Ho iniziato ad andare dalla psicologa per il mio problema con il cibo e con il corpo. All’inizio ero molto chiuso e diffidente ma fin dai primi incontri mi sono sentito accolto e mai giudicato.
Poco per volta ho iniziato a capire meglio me stesso, i miei comportamenti, le mie emozioni e il rapporto che avevo con il mio corpo. Ci sono stati momenti difficili, ma con la dottoressa mi sono sentito sostenuto e aiutato.
La dottoressa è una molto attenta, si può parlare liberamente e sentirsi davvero ascoltati. Mi ha aiutato ad accettarmi di più e a capire cosa è davvero importante per me.
Mi sento cambiato. Sono più consapevole, più stabile, più in pace con me stesso e mi tratto con meno durezza. Consiglio questo percorso a chi si sente male per qualsiasi motivo perchè si può imparare davvero tanto e stare molto meglio.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Ti ringrazio sinceramente per aver condiviso la tua esperienza. Leggere parole che restituiscono un percorso di maggiore consapevolezza, accettazione e cura di sé è per me molto significativo. Il lavoro terapeutico richiede impegno e disponibilità a mettersi in discussione, e il cambiamento che descrivi è frutto anche delle risorse che hai saputo attivare. Ti auguro di continuare a coltivare questo rapporto più gentile e autentico con te stesso.
Una professionista seria di cui ci si può fidare. Sa ascoltare e mettere a proprio agio. Consiglio fortemente un percorso con lei.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Ti ringrazio per il feedback. Per me è importante e prezioso ricevere un tuo riscontro.
Ero molto agitata all'idea di parlare dei miei problemi con una sconosciuta, ma la dottoressa mi ha messa subito a mio agio e ho scoperto quanto avessi bisogno di parlare di me. Inaspettatamente sono riuscita ad aprirmi e a sentirmi accolta e capita. Ero molto dubbiosa ma ora sono sicura di voler continuare con il percorso perchè mi ha aiutata molto. Penso che gli incontri siano molto utili perchè già mi sento più sollevata. Grazie!
Dott.ssa Paola Taddeolini
Buongiorno Paola, sono contenta che tu riconosca di aver già ricavato un beneficio dagli incontri. Parlare di sè e di ciò che non va può essere molto difficile ma, nonostante la fatica, ci sei riuscita.
Ti ringrazio molto per le tue parole. A presto.
Piu che sentirmi capita, mi sento letta e analizzata. È come se qualcuno finalmente sappia cogliere la vera me, sappia e abbia voglia di ascoltarmi. E poi, dopo avermi ascoltata mi spiega ed espone quello che succede veramente.
Ho intrapreso questo percorso da non molto, ma sono già contenta del lavoro che la Dottoressa sta svolgendo e di quello che verrà.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Buongiorno Miriam, sono molto contenta di sapere che hai fiducia nel percorso che hai intrapreso. Ti stai impegnando molto in questo lavoro di introspezione e sono sicura che riuscirai a ricavarne una migliore conoscenza di te stessa e a raggiungere i tuoi obiettivi!
A presto.
La dottoressa Paola Taddeolini ha un approccio molto equilibrato: è in grado di ascoltare attentamente e di offrire spunti di riflessione che mi hanno portato a profondi momenti di consapevolezza. Grazie a lei, mi sento più sicura e capace di gestire l’ansia e lo stress. Per chiunque stia cercando un terapeuta competente e empatico, consiglio vivamente la Paola Taddeolini."
Dott.ssa Paola Taddeolini
Per me è importante ricevere un feedback sul percorso, sono contenta del tuo riscontro. Grazie mille!
Dopo anni di indecisione ho sentito che era arrivato il momento giusto per iniziare un percorso di terapia. Con la Dottoressa mi sono trovato bene fin dall'inizio, molto disponibile, attenta e mi ha fatto sentire subito a mio agio. Dopo ogni incontro sento di essere più consapevole e soddisfatto della scelta che ho fatto. Mi sta aiutando molto sotto diversi aspetti.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Davvero molte grazie. Sono contenta del suo feedback.
Ho trovato la dottoressa molto attenta e sinceramente interessata ad aiutarmi. Trovo gli incontri molto utili perché mi sto conoscendo meglio e sto capendo come gestire le mie emozioni e i miei pensieri. Da quando ho iniziato mi sento decisamente molto meglio!
Dott.ssa Paola Taddeolini
Molte Grazie!
Sono entrata subito in empatia con la Dottoressa Taddeolini. Attenta ma comprensiva da subito. Già dalla prima seduta mi sono sentita compresa e meno oppressa. Grazie
Dott.ssa Paola Taddeolini
Grazie mille!
Dottoressa cordiale, disponibile, attenta e competente.
Dott.ssa Paola Taddeolini
Molte grazie!
ha risposto a 20 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, vorrei esporre un mio problema. Sono una ragazza di 22 anni, studentessa fuorisede al secondo anno di psicologia. Non so più cosa fare: non riesco a studiare. Puntualmente, ogni volta che si avvicina la data dell’esame, non tocco libro fino al giorno prima in cui, ovviamente, non concludo nulla. Non trovo nessuno scopo nello studiare e non riesco a dare gli esami. Ho accumulato esami su esami in questo modo. Questo mi porta ad uno stato mentale di annientamento totale: mi sento un fallimento, un peso sulle spalle della mia famiglia e soprattutto una delusione. Ho anche pensato che possa essere magari il corso di studi, ma amo così tanto il mondo della psicologia e ció che lo circonda. Aiutatemi perfavore almeno a capire dove sbaglio e cosa posso fare. Grazie. <3
Buonasera,
quello che descrivi è un vissuto molto doloroso e, allo stesso tempo, più frequente di quanto si immagini, soprattutto nei percorsi universitari impegnativi e carichi di aspettative come il tuo. La sensazione di blocco, di vuoto di senso e di autosvalutazione che emerge dalle tue parole merita di essere presa sul serio.
Ciò che stai vivendo non è pigrizia né mancanza di interesse, ma sembra piuttosto un meccanismo di evitamento legato a un forte carico emotivo. Quando lo studio diventa il luogo in cui si concentrano paura di fallire, senso di colpa, aspettative familiari e giudizio su di te, il blocco può diventare una forma, dolorosa, di protezione. Rimandare permette temporaneamente di non confrontarti con l’idea di non essere all’altezza, ma nel tempo alimenta proprio quel senso di fallimento che ti fa stare così male.
Quando poi qualcosa è davvero importante per noi, l’ansia di non riuscire può paralizzare. Non è raro che chi sente di dover riuscire a tutti i costi finisca per non riuscire affatto, non per incapacità, ma per l’eccessiva pressione interna.
L’accumularsi degli esami, poi, non è solo un dato oggettivo, ma diventa una prova costante contro di te, che erode l’autostima e rafforza l’idea di essere un peso o una delusione. Tuttavia, queste conclusioni non descrivono chi sei, ma lo stato di sofferenza in cui ti trovi ora.
Più che chiederti “dove sbaglio?”, può essere utile spostare la domanda su “cosa mi sta succedendo?”. Spesso dietro il blocco c’è una difficoltà più profonda legata all’identità, al senso di valore personale, alla paura di deludere o di non trovare una direzione. Comprendere questo è il primo passo per sbloccare anche lo studio, che difficilmente può ripartire solo con strategie organizzative se la mente è in uno stato di annientamento.
Un supporto psicologico, in questo momento, potrebbe aiutarti a dare significato a ciò che stai vivendo, a ridurre il carico di autosvalutazione e a ricostruire un rapporto più sostenibile con lo studio e con te stessa. Non come segno di fallimento, ma come atto di responsabilità verso il tuo benessere.
Tu non sei il tuo blocco, né i tuoi esami arretrati. Stai attraversando una fase difficile, ma comprensibile. Capirla e prendertene cura è molto più efficace che continuare a colpevolizzarti.
Ti saluto,
Dott.ssa Paola Taddeolini
Dottori forse sono strana o non riesco a capire bene come funziona la terapia, un percorso psicologico, ma io quando vado da un professionista e mi si chiede il perché al primo incontro, poi nei successivi incontri cosa si fa? ci si conosce? O si parla di quel problema per cui si è andati, cioe come funziona, se io espongo il perché, vorrei risolvere quei problemi che mi portano ad andare, e allora poi si continua però a parlare di me, o io posso continuare a parlare di ciò che mi turba, del problema, su cosa ci si concentra? Sulla persona? Perché forse sono io che pretendo di essere capita subito e di avere la soluzione? È un percorso davvero che deve andare piano? Perché non so cosa fare, se continuare o lasciare perdere e tenermi i problemi..premetto che è il secondo incontro ma ho questi pensieri..
Buongiorno,
i dubbi che esprime sono molto comuni, soprattutto all’inizio di un percorso, e non indicano che lei sia “strana” o che stia sbagliando qualcosa. Al contrario, mostrano un bisogno legittimo di capire dove sta andando e cosa aspettarsi.
In genere il primo incontro serve a portare il motivo della richiesta: ciò che fa soffrire, ciò che ha spinto a chiedere aiuto. Nei colloqui successivi non si abbandona quel problema, ma lo si esplora in modo più ampio, cercando di comprenderne il significato all’interno della sua storia, del suo modo di sentire, di reagire e di stare nelle relazioni. Per questo spesso si parla “di lei”: non per allontanarsi dal problema, ma per capire come quel problema si è costruito e perché oggi si ripresenta.
Il lavoro terapeutico non è una conversazione generica né una semplice raccolta di informazioni, ma un processo graduale. All’inizio si costruisce una conoscenza reciproca e un clima di fiducia; parallelamente, lei può continuare a portare ciò che la turba, gli episodi concreti, i pensieri, le emozioni. Non c’è un unico focus rigido perchè la persona e il problema che porta non sono separati, ma intrecciati.
È comprensibile desiderare di essere capiti subito e di ricevere una soluzione rapida, soprattutto quando si sta male. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il cambiamento richiede tempo, perché non si tratta di capire solo cosa fare, ma anche il modo in cui si vivono certe difficoltà. Questo non significa restare fermi o parlare a vuoto, ma procedere con un ritmo che permetta una comprensione più profonda e duratura.
Il fatto che al secondo incontro lei abbia questi pensieri è normale. Può essere molto utile portarli direttamente al professionista con cui sta lavorando. Parlare delle sue aspettative, dei suoi dubbi e delle sue perplessità fa parte del percorso stesso.
Smettere ora per tenersi i problemi rischia di lasciarla sola con le stesse domande. Darsi un po’ di tempo, o qualche incontro in più, può aiutarla a capire se questo spazio può davvero diventare utile per lei. La terapia non è una corsa, ma un processo al quale serve tempo, soprattutto all'inizio serve tempo per orientarsi.
La saluto,
Dott.ssa Paola Taddeolini
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