Esperienze
Sono il Dr. Michele Mezzino, psicologo ad orientamento psicoanalitico.
Lavoro come libero professionista a Bologna dove offro percorsi di consulenza e sostegno psicologico, in presenza e online, per adulti, giovani adulti ed adolescenti.
Ritengo imprescindibile considerare la persona nella sua totalità e trattare i sintomi come un modo che ha il paziente per cercare di comunicare un disagio, e, attraverso quanto vissuto, co-costruire un percorso che miri al miglioramento del benessere, ad una nuova consapevolezza di sé e alla possibilità di affrontare al meglio le sfide quotidiane.
Credo profondamente nella possibilità di guarigione e crescita della persona attraverso l'utilizzo della parola. Nel mio studio troverai uno spazio sicuro, confortevole e scevro da qualsiasi giudizio.
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Borderline
- Depressione
- Ipocondria
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
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Colloquio individuale
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Colloquio psicologico individuale
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Consulenza psicologica
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Francesco Rocchi 9, Bologna 40138
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Recensioni
7 recensioni
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C
Chiara
Michele ha subito individuato e compreso la mia problematica. In breve tempo grazie alla sua professionalità, ma soprattutto empatia, sono riuscita a comprendermi meglio e a capire che alle volte basta solo un punto di vista differente e una maggiore consapevolezza per ricominciare a stare bene. Grazie di cuore dottore!
• Studio Di Psicologia • colloquio psicologico •
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L
L. P
Per le difficoltà importanti che non mi lasciavano più tranquillo e sereno ho intrapreso un percorso personale con il dott. Mezzino. Posso dire di aver trovato un professionista molto accogliente, preparato e capace di accogliermi, anche nelle mie iniziali reticenze e titubanze. È stato in grado di farlo senza giudizio e con grande tatto, qualità che mi hanno fatto sentire a mio agio e compreso. Sono molto soddisfatto del cammino fatto insieme. Oggi vedo un miglioramento concreto nella qualità della mia vita, nelle scelte che compio e nella mia capacità di comprensione e conoscenza di me stesso e delle relazioni. Sento davvero grandi cambiamenti e posso affermare che grazie al dott. Mezzino tutto questo è stato possibile. Un professionista molto valido. Altamente consigliato.
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I
I. M.
Sono estremamente grata al Dottor Mezzino per avermi aiutata a modificare modalità disfunzionali che rendevano la mia vita un incubo.
La sua empatia e le sue competenze mi hanno consentito di acquisire gli strumenti necessari per conoscermi e cambiare nel profondo il mio modo di rapportarmi a me stessa e agli altri.
Grazie Dottore, la consiglio vivamente.• Studio Di Psicologia • colloquio psicologico •
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V
Vittoria
Ho trovato nel dott. Mezzino un valido aiuto nell'affrontare i miei antichi e consolidati problemi di indecisione, insicurezza ed ansia. In ogni incontro abbiamo messo a fuoco le cause che si trascinavano fin dalla mia infanzia. La consapevolezza raggiunta mi aiuta ad affrontare con spirito diverso gli ostacoli che mi producevano frustrazione ed insoddisfazione. Continueremo su questo percorso fino al raggiungimento degli obiettivi.
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G
Giuseppe
Da qualche mese ho iniziato il mio percorso terapeutico con il dr. Mezzino. Da subito ho trovato una grande sensibilità insieme ad una non comune capacità di ascolto. Molto pragmatico nelle sue considerazioni ho percepito già un miglioramento sulle mie problematiche affettive e lavorative.
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D
D.L.
Il dottore è stato molto attento prestando sempre la massima attenzione, mi sono sentito accolto sin da subito. Una persona che mi ha trasmesso tranquillità dal primo momento. Mi ha aiutato in momento di difficoltà personale e sto ancora continuando il percorso con lui. Sempre puntuale e disponibile.
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S
Sergio
Ottima prima impressione. Empatia, cordialità, grande capacità d’ascolto e serenità nell’esporre le proprie strategie. Continuerò.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentilissimi, non so se la mia domanda sta in realtà cercando una risposta filosofica, ma vorrei comunque provare a porvela.
Sono donna e ho 31 anni. Premetto che so di essere una persona molto ansiosa, estremamente pensierosa, con tendenze seppur "sotto controllo" all'overthinking. Seguo già una psicologa.
Io credo di avere un problema (forse generazionale) con il tempo. Il tempo, o meglio la mancanza di tempo, sono certa che sia il filo conduttore che accompagna tutte le mie ansie.
Cerco di spiegarvi portando in sintesi e all'estremo i pensieri che faccio, volutamente per trasmettervi la sensazione della mia ansia su questo tema.
Se mi agito per questioni lavorative (il lavoro che faccio mi piace ma è precario, non so fare nient'altro che questo e ormai è troppo tardi per buttarmi in qualcosa di nuovo, non ho studi abbastanza specialistici per fare "carriera") sento che il problema principale è che non ho già più tempo, che ormai ho 31 anni e devo capire immediatamente come uscire da questa situazione perchè poi sarà troppo tardi. Perchè poi non avrò più alternative.
Se mi agito per questioni amorose (sono single, ho 31 anni, ormai è troppo tardi, o conosco qualcuno adesso o sarà troppo tardi per tutto) è sempre una questione di tempo. Considerato che è difficilissimo, per me, trovare qualcuno con cui io mi senta pronta a costruire qualcosa, devo calcolare una media di 3 anni per conoscere qualcuno... ne avrò 34! e se poi andrà male? sarà ancora più tardi per tutto, irrimediabilmente tardi!
E quando mi agito perchè (a causa del mio lavoro che mi porta a spostarmi spesso) sento che devo sbrigarmi a capire dove voglio vivere per avere il tempo di costruirmi una situazione, un luogo che posso chiamare casa, perchè poi sarà troppo tardi, perchè non lo posso fare a 40 anni, perchè poi fare amicizie è più difficile, perchè poi saranno già tutti sposati con figli... e qui si ricollega la questione amorosa: devo sbrigarmi, sbrigarmi perchè non c'è più tempo!!
Voglio dire, se io avessi 20 anni, cioè dieci anni in meno, non avrei modo di sentirmi così preoccupata. Mi sento sempre vigile, in tensione, faccio calcoli matematici assurdi che nulla hanno a che vedere con l'imprevedibilità del nostro destino, concetto che grazie alla mia esperienza avrei in teoria già dovuto apprendere, ma che invece rimane lontanissimo da me. Certamente l'ansia mi porta anche ad assumere un arrogante pretesa di "controllo".
La domanda che voglio farvi quindi è: esiste questo tempo? è vero che dopo sarà tutto irrimediabilmente più difficile? perchè "i grandi" che considero saggi proprio per via della loro età e del loro vissuto, spesso partecipano a questo discorso ("fallo ora che poi non potrai più")?
Certamente possiamo parlare di ansie sociali, un discorso silenzioso che ci dice come dovremmo essere e in quale momento esatto della nostra vita. Ma siamo sicuri che sia così sbagliato, se tutti intorno a te effettivamente adempiono a quello schema? La presenza degli altri e di quello che fanno gli altri è un altro grande tema. Immaginiamo un mondo dove tutti sono single alla mia età, e in cui tutti hanno un lavoro precario senza certezze; o un mondo in cui le donne possano fare figli solo dai 35 anni in su: cambierebbe tutta la mia prospettiva!
Il tempo, il tempo, vi assicuro che è il mio più grande problema! E nel frattempo lo vedo passare sotto al mio sguardo, gli anni corrono velocissimi e io comunque non mi sento "dentro" in nulla.
Se non lo pensassi in questi termini, potrei essere felice di quello che ho, di dove sono, del lavoro che faccio, del fatto che sono sola e non ho un compagno. Mentre scrivo si chiariscono anche alcune cose, questo è ciò che si intende con "vivere il presente". Ma mi è così impossibile! Faccio così tanti pensieri sulla mancanza di tempo, che non utilizzo lo spazio che il presente mi mette a disposizione. Sembra una condanna! Ed è tutta una grande contraddizione: io perdo in realtà tantissimo tempo a farmi questi pensieri, quando lo potrei utilizzare per fare altre cose.
Vi ringrazio per lo spazio di sfogo e aspetto con molto interesse le vostre risposte e riflessioni!
Buongiorno,
la sua riflessione è molto lucida e tocca un tema che accomuna molte persone oggi: la percezione del tempo come qualcosa che sfugge, da cui bisogna continuamente “recuperare terreno”.
Quello che descrive — l’ansia legata all’idea di “essere in ritardo” rispetto a tappe sociali o personali — è spesso collegato al bisogno di controllo e alla difficoltà di sostare nel presente. La mente ansiosa tende a proiettarsi in avanti per evitare l’incertezza, ma paradossalmente così perde proprio il tempo che cerca di salvare.
Non è una questione solo “filosofica”: è un’esperienza emotiva reale, che nasce dall’incontro tra vissuti personali e pressioni culturali (l’idea di dover avere tutto “a posto” entro una certa età, ad esempio).
È importante riconoscere che il tempo della vita non è uguale per tutti, e che sentirsi “fuori tempo” non significa davvero esserlo — significa piuttosto essere troppo sintonizzati sul ritmo degli altri, e poco sul proprio.
Sta già facendo un ottimo lavoro nel portare queste riflessioni in terapia: condividere con la sua psicologa proprio questi pensieri — la paura di “non avere più tempo” e la fatica a vivere il presente — può aprire uno spazio prezioso per comprendere come questa urgenza si è costruita nella sua storia e come può trovare un ritmo più suo, più autentico.
Un caro saluto,
Dr. Michele Mezzino
Salve, mi servirebbe il parere di un buono psicologo. Da qualche anno soffro di sporadici attacchi d'ansia che sono cominciati con l'arrivo di alcuni problemi di salute, e purtroppo, seppure riesco a gestirli avvalendomi di grande forza mentale, molta positività e (mi piace pensare) intelligenza... sono peggiorati, penso a causa del peggioramento del mio stile di vita e dieta. Ho smesso di allenarmi da circa 4 anni, trascorro molto tempo in casa per via del mio lavoro e la mia dieta non è più variegata come una volta. So che il cibo che assumiamo può avere un forte impatto sui livelli d'ansia e depressione e che la dieta mediterranea in genere è molto consigliata dagli psicologi. Tuttavia vorrei fare degli esami per conoscere meglio le necessità del mio corpo: sapere cosa il mio organismo assorbe, o no, se ci sono carenze di vitamine, controllare la serotonina e gli ormoni. Quali valori, nello specifico, devo controllare per avere un quadro generale della situazione del mio organismo in correlazione all'ansia? Gradirei avere una risposta esaustiva, che sia d'aiuto. Grazie in anticipo
Buongiorno — grazie della domanda attenta.
Gli attacchi d’ansia possono essere influenzati anche da fattori medici e nutrizionali: per questo è ragionevole fare alcuni esami di screening per escludere carenze o condizioni metaboliche che possono peggiorare ansia e stanchezza.
Le consiglio di parlarne con il suo medico di famiglia per far prescrivere gli esami e, se lo desidera, si può associare un percorso psicologico per lavorare su altri ambiti della sua vita non rilevabile tramite esami medici.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Mezzino
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