Dott.ssa
Marialetizia proia
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Psicologa clinica
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Esperienze
Sono una psicologa e psicoterapeuta, con formazione EMDR, e lavoro principalmente con adulti e giovani adulti che attraversano momenti di difficoltà emotiva, relazionale o di cambiamento.
Mi occupo di ansia, stress, difficoltà emotive, bassa autostima, problemi relazionali e affettivi, oltre che di temi legati alla genitorialità, alla gestione dei ruoli familiari e alle fasi di transizione della vita (separazioni, scelte importanti, carichi emotivi elevati).
Lavoro anche con genitori che desiderano comprendere meglio i bisogni emotivi dei propri figli e trovare modalità più efficaci e serene di relazione.
Il mio approccio integra una solida attenzione alla relazione terapeutica con strumenti evidence-based, come l’EMDR, e si fonda sull’ascolto, sul rispetto dei tempi della persona e sulla costruzione condivisa del percorso.
Il mio obiettivo è offrire uno spazio sicuro e non giudicante, in cui la persona possa sentirsi accolta e accompagnata nel dare senso alla propria esperienza e nel ritrovare equilibrio e risorse personali.
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
- Psicologia clinica-dinamica
- Psicologia giuridica
- Psiconcologia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbo post traumatico da stress
- Disturbi dell'umore
- Crisi di coppia
- Lutto
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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono Federica una ragazza di 32 anni e da quasi 3 anni convivo con il mio ragazzo. Da un paio di mesi penso di non sopportarlo più, tant’è che quando cerca di avere un contatto fisico ( per intenderci anche solo una carezza o un abbraccio quando siamo a letto ) io mi scosto.
Non ho mai desiderato stare con una persona diversa o che rispettasse dei canoni perfetti e per tale motivo entrambi ci siamo accettati con i nostri difetti ma con il tempo sto realizzando che il mio ragazzo è manchevole di ciò che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto: il supporto.
Io mi sento davvero sola, a casa le faccende le faccio praticamente io, e seppur lui in parte contribuisce lo fa quasi sempre quando viene “delegato” a farlo e questo mi infastidisce, dovergli dire sempre cosa c’è da fare senza che sia lui a prendere l’iniziativa. È estenuante…
Quando mi apro con lui e cerco di spiegare cosa c’è che non va non ricevo alcun tipo di supporto emotivo. Anziché ascoltare le mie parole e focalizzarsi sul fatto che ciò che gli dico mi ferisce lui si concentra più sul fatto che si sente accusato e quindi mette su un muro. Le mie intenzioni sono sempre state quelle di crescere insieme affinché il rapporto potesse essere più solido e l’ho spronato a fare lo stesso con me, dicendomi se potessi migliorare in qualche aspetto che magari a lui non piaceva. Risultato? Lo ha fatto soltanto per replicare a ciò che io gli facevo notare.
Inoltre di recente mi sono aperta riguardo un trauma fatto di abusi quando ero piccola e non è stato facile.
La sua reazione è stata che non sapeva cosa dire, mi ha solamente accarezzato la gamba e detto “non ci pensare”.
Capisco il fatto di essere stati catapultati all’improvviso in una situazione particolare e delicata in cui insomma è difficile stabilire cosa dire e non dire ma mentre io piangevo mi sentivo sola in quella stanza.
Certamente non mi aspettavo neanche un supporto di tipo psicologico, infatti dopo anni di tentennamenti mi sto convincendo ad andare da un professionista che possa aiutarmi ma non credo di sbagliare a desiderare una presenza che non sia soltanto fisica.
Un’altra cosa di cui mi sono resa conto è che non ci conosciamo bene. Non ci sono mai momenti in cui ci apriamo apertamente l’uno con l’altra su qualsiasi cosa e mi manca stabilire una connessione che non sia soltanto fisica.
Lui è un ragazzo introverso forse un po’ troppo, dolce, paziente, mi fa ridere però adesso sto iniziando a farmi mille domande e i dubbi sono anche tanti poiché non c’è una crescita nel nostro rapporto e vorrei capire se ci si può lavorare su oppure se siamo incompatibili.
Inoltre non usciamo da mesi, se non per andare a fare la spesa. Non mi capacito di come lui possa vedere questa relazione come normale.
uongiorno Federica,
da ciò che descrive emerge un senso di solitudine emotiva all’interno della relazione, che sembra andare oltre le difficoltà pratiche quotidiane. Quando viene meno la percezione di supporto, ascolto e condivisione, può essere naturale che anche il contatto fisico diventi faticoso o venga vissuto con distanza.
Il fatto che lei abbia provato ad aprirsi, anche su temi molto delicati come un trauma passato, e si sia sentita sola in quel momento, è un aspetto significativo. Non sempre il partner dispone delle competenze emotive per accogliere contenuti così profondi, ma il bisogno di sentirsi sostenuti e compresi resta legittimo.
Le dinamiche che descrive – la difficoltà nel dialogo, la sensazione di dover “delegare” continuamente, l’assenza di crescita condivisa e di momenti di connessione – possono nel tempo generare dubbi sulla compatibilità e sulla possibilità di evoluzione del rapporto.
Più che chiedersi subito se siate incompatibili, potrebbe essere utile comprendere con maggiore chiarezza cosa per lei è irrinunciabile in una relazione e quanto oggi si senta vista e riconosciuta nei suoi bisogni emotivi. Uno spazio di supporto psicologico può aiutarla a mettere a fuoco questi aspetti e a prendere decisioni più consapevoli, indipendentemente dall’esito della relazione.
Un saluto.
Buonasera. Qualche tempo fa mi è capitato un episodio particolare. Io ho l’abitudine di rilassarmi scrollando i social e toccandomi, le due cose non sono collegate, il tocco non è proprio volto o dato dall’eccitazione è più un gesto regolatorio che ho sempre fatto. Fin qui niente di strano. Il problema nasce in una circostanza in cui, nei giorni prima del ciclo, durante un episodio del genere tra i video che mi sono spuntati scrollando sui social c’erano anche quelli di cuccioli di cane. In quella circostanza io ho provato una fortissima tenerezza (amplificata dalla sensibilità che provo spesso durante il preciclo) ma questa fortissima tenerezza nel contesto in cui mi stavo già toccando come gesto regolatorio mi ha portato al raggiungimento dell’orgasmo. Io pur essendo sicura di non aver provato desiderio sessuale in quel momento, non riesco a fare a meno di ripensare a quell’episodio preoccupandomi. Mi chiedevo se c’è qualche spiegazione in merito, magari che riesca a placarmi questa angoscia. Grazie
Buonasera,
da ciò che descrive non emergono elementi che facciano pensare a un desiderio sessuale rivolto al contenuto visualizzato. Il corpo può attivarsi in modo automatico quando coesistono stimolazione fisica, stato emotivo intenso e variazioni ormonali legate al ciclo.
La risposta orgasmica non è sempre collegata a un’intenzione erotica consapevole, ma può dipendere da una combinazione di fattori fisiologici ed emotivi. In questo senso, quanto accaduto può essere letto come una coincidenza di attivazione corporea ed emotiva, più che come indicatore di un significato particolare.
Se l’episodio è rimasto isolato, può rientrare nella normale variabilità delle risposte del corpo. Qualora il pensiero continui a generare disagio o preoccupazione, un confronto con un professionista può aiutare a chiarire meglio ciò che si è attivato sul piano emotivo.
Un saluto.
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