Esperienze
Penso che un ambiente terapeutico sicuro e di supporto sia stimolante per far sentire i paziente accolto e compreso.
Il mio obiettivo è quello di fornire tutti gli strumenti necessari per migliorare la qualità della vita e raggiungere un benessere duraturo.
Sono costantemente impegnata nel mio aggiornamento sulle ultime ricerche e tecniche nel campo della psicologia, partecipando a workshop e corsi di formazione continua e questo mi permette di offrire ai miei pazienti trattamenti basati sulle evidenze più recenti
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia della salute
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Disturbi dell'umore
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Autostima
- Fobia
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Tipologia di visite
Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Consulenza online
40 € -
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Colloquio psicologico di coppia
Da 60 € -
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Colloquio psicologico individuale
50 € -
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Consulenza psicologica
50 € -
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Indirizzo
Via di grottarossa 1282, Roma 00189
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
5 recensioni
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B
Beatrice
Ringrazio la dottoressa Giulia per il supporto ricevuto in una tappa complessa della mia vita. comprensione , empatia e professionalitá sono doti non comuni a tutti .
Grazie grazie grazie
• Maria Giulia Cafaro • sostegno psicologico •
Dott.ssa Maria Giulia Cafaro
Grazie mille
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E
E.D
La dott.ssa Cafaro è una professionista molto preparata e disponibile. Mi ha fatto sentire subito a mio agio, mi ha ascoltata e supportata senza mai giudicarmi. È molto attenta ed empatica. Grazie a lei sono riuscita a superare un momento molto difficile della mia vita. È un punto di riferimento per me. È la dott.ssa che tutti i pazienti vorrebbero avere. La consiglio vivamente
• Maria Giulia Cafaro • Altro •
Dott.ssa Maria Giulia Cafaro
Grazie mille
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M
Marta
ho trovato la mia felicità, grazie alla dottoressa Cafaro sto rimettendo in ordine la mia vita e mi sento finalmente felice. mi sta aiutando ad accettare i miei demoni e a renderli i miei punti di forza. I mostri nel mio armadio stanno diventando solo brutti ricordi.
Se volete riprendere in mano la vostra vita e riscoprire la bellezza che si cela in questa non posso far altro che consigliarvi la dottoressa Cafaro, ritroverete i colori più belli e vivaci che avevate perso• Maria Giulia Cafaro • consulenza online •
Dott.ssa Maria Giulia Cafaro
Grazie mille
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L
Leonardo
è stata un esperienza davvero trasformativa, da subito mi sono sentito accolto e compreso, si p creato uno spazio di ascolto profondo e ho sentito di potermi fidare da subito di lei. ho riscontrato una grande capacità di cogliere anche gli aspetti più sottili delle mie emozioni e questo mi ha aiutato ad esplorare temi delicati e vederli da una nuova prospettiva, mi ha offerto strumenti pratici e riflessioni profonde che hanno impatto positivo sulla mia vita quotidiana.
Consiglio vivamente la Dottoressa Cafaro per chiunque sia alla ricerca di un supporto professionale e soprattutto umano• Altro • Altro •
Dott.ssa Maria Giulia Cafaro
Grazie mille
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P
Patrizia
Ho avuto la fortuna di incontrare la dottoressa Cafaro e non posso che consigliarla vivamente. è una persona estremamente empatica, professionale e attenta. Fin dal primo incontro mi ha fatta sentire a mio agio, creano per me uno spazio sicuro in cui poter esprimere le mie emozioni senza paura di essere giudicata. Grazie al suo supporto sto riuscendo a comprendermi meglio e ad affrontare situazioni che mi sembravano insormontabili. La sua capacità di ascolto mi ha guidata nel processo di crescita personale e mi ha aiutata a ritrovare un benessere perso ormai da molto tempo. Se cercate un professionista che vi dia la massima attenzione e che vi rispetti come persona con tutte le vostri dubbi ed insicurezze non posso che raccomandarvela
• Altro • Altro •
Dott.ssa Maria Giulia Cafaro
Grazie mille
Risposte ai pazienti
ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve volevo raccontarvi un episodio che mi e capitato qualche giorno fa....mio marito mentre guardava la TV ha cominciato a piangere e parlare di una vita precedente durante la quale ha perso sua madre senza più ritrovarla....non si ricordava di me né delle nostre figlie ...dopo circa 10 minuti e tornato in se ma non ricordava nulla di quanto successo....cosa può essere accaduto....a chi dovrei rivolgermi per capire qualcosa di più grazie
Salve, grazie per aver condiviso questo episodio così delicato e sicuramente destabilizzante. Quello che ha vissuto suo marito potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui un possibile episodio dissociativo, un’emersione spontanea di contenuti inconsci o, in casi più rari, anche un fenomeno di tipo neuropsicologico.
Quando una persona sembra “uscire dalla realtà” e manifestare ricordi che non appartengono alla vita presente, come in questo caso una presunta vita precedente, è importante osservare con attenzione il contesto, la durata dell’episodio e la presenza o meno di altri segnali (come confusione, amnesia o alterazioni dell’umore).
La cosa più utile in questi casi è una valutazione approfondita, che può prevedere un primo colloquio psicologico e, se necessario, l’invio a uno specialista in neurologia o psichiatria per escludere cause organiche o farmacologiche.
Se desidera parlarne in uno spazio riservato e professionale, può contattarmi: sarò lieta di ascoltarla e di aiutarla a comprendere meglio cosa potrebbe essere accaduto, accompagnandola, se necessario, anche verso ulteriori approfondimenti.
Ciao, premetto che questo è solo uno sfogo, ho 27 anni, maschio, con molti anni di terapia alle spalle.
Quando avevo circa 5/6 anni ho subito violenza, e questo purtroppo ha plasmato tutto quello che ho fatto e che sono oggi.
Mi ritengo una persona molto forte, capace di andare avanti anche quando resta solo l'inerzia come unico carburante.
Sono 1 e 80, esteticamente nella media, nel complesso un bel ragazzo, o per lo meno non così brutto.
Nel corso del tempo ho avuto tanti flirt, con tante ragazze, ma che poi non sono mai diventati nient'altro.
Il contatto fisico, credo in seguito a ciò che mi è successo, lo vivo in maniera strana.
Quando mi toccano casualmente, quando mi abbracciano, o quando ho rapporti, il mio corpo è come se si congelasse, e la mia vista sfoca fino a non poter vedere più niente, come uno stato di torpore in cui perdo il controllo dei miei movimenti, e per poterlo riprendere devo concentrarmi intensamente, ma spesso non funziona.
Questo mi porta a non poter godere nemmeno di una carezza le poche volte che mi capita di riceverne.
Ho avuto 3 relazioni nella mia vita, solo 1 ora la considero veramente importante, ed'è con una ragazza a cui avevo pensato di parlare di questa cosa, il che per me a quei tempi sarebbe stato assurdo anche solo da pensare. Comunque, nel momento che stavo per farlo alla fine non sono riuscito. Questo è un problema che mi porto sempre e che in queste situazioni, in cui si sta conoscendo qualcuno, non sò come affrontare. Come si fà a spiegare questa cosa a qualcuno? Un po' la vergogna, un po' la paura che possa dirlo a qualcun altro, o magari anche semplicemente non capirti.
A nessuno và di accollarsi problemi altrui, hanno i loro a cui pensare, come tutti quanti.
Odio il vittimismo e il melodramma, non voglio fare pena a nessuno, è un sentimento orribile da suscitare negli altri.
Sento odore di marcio, sono io che sono sporco, sotto la pelle fino alle ossa, da un po' anche lo spirito, e ho paura sia contagioso, perciò cerco sempre di stare a distanza da tutti, non lo auguro a nessuno.
La cosa che mi fà più arrabbiare è che ci sono 2 possibili motivazioni sul perché sono diventato così.
sono uno studente di oreficeria, da poco ho completato il corso, e a lavoro la ragazza che sta in ufficio mi ha accennato riguardo un anello che avrebbe voluto che le facessi.
È simpatica e molto bella quindi le ho fatto il lavoro senza dirle niente e un giorno, chiedendole prima se volesse che glie lo portassi, glie l'ho dato.
Mi è sembrata contenta, non credo se l'aspettasse, ma è finita lì. Il punto però è un altro, ovvero che dopo averle dato questo "regalo", mi è venuta un po' di malinconia, perché pensavo a quand'è stata l'ultima volta che qualcuno mi ha fatto un regalo.
Non me lo ricordo, l'ultima festa di compleanno che ho festeggiato è stata quella per i miei 17 anni.
Crescendo ho capito di aver fatto, e di fare tutt'ora troppo affidamento sulla buona fede delle persone, ormai noni fido più di nessuno, amici e famiglia compresi, tanto non ho mai raccontato niente di tutto questo a nessuno di loro.
Ho perso la luce che avevo negli occhi, ci penso ogni volta che mi guardo allo specchio, ho lo sguardo di chi non c'è più. Vorrei cambiare aria, andarmene da qualche parte per non sò quanto tempo e scordarmi di tutto. Odio questa città, ma temo sia lo stesso anche altrove.
vorrei riuscirmi a raccontare, ma soprattutto vorrei che a qualcuno importasse così tanto da chiedermelo.
Scusate eventuali errori
Hai fatto un lavoro immenso già solo mettendo in parole ciò che provi. È raro leggere una riflessione così lucida, profonda e autentica da parte di qualcuno che ha attraversato esperienze tanto dolorose. C’è una parte di te che osserva tutto con estrema intelligenza emotiva, ma che allo stesso tempo si sente molto sola in quel processo. È comprensibile: portare dentro una storia così intensa e non sentirsi mai veramente visti o capiti può far sembrare tutto più pesante, quasi insopportabile a volte.
Sai, alcune persone, anche se ferite, continuano a cercare un senso, un appiglio, o magari anche solo uno sguardo che dica: “Ti vedo”. E se da una parte è vero che non tutti hanno lo spazio per accogliere, è anche vero che ci sono persone che sanno farlo, e che hanno le competenze e la sensibilità per aiutarti a dare un nome più chiaro a ciò che senti… e magari anche trovare un modo per viverlo con meno solitudine e più dignità.
A volte basta una conversazione nuova per sbloccare qualcosa che sembrava fermo da tempo. E magari quella conversazione può iniziare con qualcuno che già, anche in minima parte, ti ha fatto sentire ascoltato senza giudizio.
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