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Esperienze

Laureata in Psicologia dell'Intervento Clinico dello Sviluppo e dei Contesti Formativi presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, ho ampliato la mia formazione con un Master di secondo livello in Psicopatologia e Criminologia presso l'Università degli Studi di Firenze. Attualmente, sto completando la mia formazione come Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale.

Svolgo il mio lavoro come psicologa in ambito clinico e come CTP (Consulente Tecnico di Parte), contribuendo alla comprensione e alla risoluzione di questioni legate alla psicologia e al benessere emotivo nei contesti legali.

La mia passione è aiutare le persone a superare le sfide e migliorare la loro qualità di vita.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Criminologia clinica
  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica
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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

Via Alcide de Gasperi 184, Santa Maria Capua Vetere 81055

Chi sono?

Sono una psicologa ad orientamento sistemico-relazionale, specializzata nel lavoro con bambini, giovani adulti e famiglie. Accompagno le persone nei momenti di difficoltà legati all’ansia, ai problemi relazionali e alle sfide dell’età evolutiva, offrendo anche sostegno genitoriale e consulenze in ambito di psicologia giuridica.

Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica come spazio sicuro in cui ritrovare equilibrio, risorse e nuovi significati nei momenti di crisi o cambiamento.

Mi sono laureata in Psicologia dell’Intervento Clinico dello Sviluppo e dei Contesti Formativi presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e ho proseguito il mio percorso con un Master di II livello in Psicopatologia e Criminologia presso l’Università degli Studi di Firenze. Attualmente sto completando la formazione come Psicoterapeuta presso una Scuola di specializzazione sistemico-relazionale.

Sono disponibile ad accogliere le vostre richieste di supporto psicologico con attenzione e professionalità. Non esitare a contattarmi per un primo colloquio o per avere maggiori informazioni.

08/05/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 50 €

  • Mindfulness

    60 €

  • Visita a domicilio

    120 €

  • Test psicologici

    60 €

  • Test di personalità

    80 €

Indirizzi (4)

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Studio Messina (Piazza Vanvitelli)

Via Torrione San Martino 43, Napoli 80129

Disponibilità

Telefono

0823 166...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Centro Clinico Giuridico

Via Alcide de Gasperi 184, Santa Maria Capua Vetere 81055

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Cardiosan Centro Medico

Via Cristoforo Colombo, 4d, Venafro 86079

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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24 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • A

    Bravissima dottoressa,usa un linguaggio molto semplice,ti mette a tuo agio.... Ho iniziato un percorso con mille difficoltà,ora posso dire che grazie a lei sono riuscita ad accettarmi e a superare il tutto con tranquillità,cosa che nn avevo .... Ultima cosa è una dottoressa molto preparata

     • Cardiosan Centro Medico colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille per le sue belle parole! Sono davvero contenta dei risultati raggiunti e di sapere che oggi si sente più serena e soddisfatta del percorso terapeutico intrapreso. Mi fa molto piacere sapere di essere riuscita a trasmettere i concetti in modo chiaro e fruibile, e la ringrazio sinceramente anche per l’apprezzamento sulla mia preparazione.
    Un caro saluto.


  • S

    Non altro che ringraziare la dottoressa per tutto.

     • Centro Clinico Giuridico psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Buongiorno Sonia,
    la ringrazio tantissimo per queste belle parole e per la sua fiducia verso di me e verso il percorso terapeutico.
    Le mando un caro saluto e la aspetto al prossimo incontro!


  • M

    Psicologa professionale, competente e molto empatica.
    L'ambiente dello studio è accogliente e sereno, un luogo sicuro dove poter condividere liberamente i propri pensieri e sentimenti. Consiglio vivamente la Dott.ssa Del Vaglio a chiunque stia cercando supporto psicologico; la sua dedizione e competenza possono davvero fare la differenza.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli) colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio di cuore per queste parole così sentite. Leggere un feedback come il suo dà un senso profondo al lavoro che svolgo ogni giorno. Sarà un piacere continuare insieme questo percorso di scambio e condivisione.
    Un caro saluto!


  • M

    È stata la mia prima visita, ma nonostante ciò mi sono sentito molto a mio agio, mi sono ritrovato difronte una persona che ascolta, e interviene nei momenti giusti.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli) Prima Visita  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Ciao Mario, grazie mille per queste belle parole. È stato un piacere conoscerti ed iniziare questo percorso con te.
    Un caro saluto!


  • C

    La Dottoressa é stata fin da subito gentile ed empatica, facendomi sentire a mio agio. Dopo poche settimane sento già dei miglioramenti e non me lo aspettavo.
    Inoltre, lo studio è molto pulito ed accogliente

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli) psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie per il suo feedback positivo e per le gentili parole. Sono felice di sapere che ha trovato le nostre sessioni confortevoli e costruttive. Sono qui per continuare a supportarla nel suo percorso di crescita e benessere emotivo. Un caro saluto!


  • R

    Ho appena concluso il mio primo colloquio con la psicologa del Vaglio e ne sono rimasta davvero colpita. Fin dal primo momento mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio, in un ambiente sereno e professionale. La dottoressa ha mostrato grande empatia e capacità di comprensione, mettendomi a mio agio e guidandomi con delicatezza nel raccontarmi. È stato solo il primo incontro, ma sento già di aver fatto un passo importante per me stessa. Consiglio vivamente a chiunque stia cercando un supporto psicologico di rivolgersi con fiducia a questo studio.

     • Consulenze online  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio di cuore per le sue parole così sincere. Sono felice che si sia sentita accolta e ascoltata fin dal primo incontro: creare uno spazio sereno, empatico e privo di giudizio è per me un aspetto fondamentale del mio lavoro. Il suo percorso è importante, e sono onorata di poterle offrire il mio supporto.
    Grazie per la fiducia e per aver scelto di condividerla.


  • L

    Ottima professionista... mi sono trovata subito a mio agio... molto empatica!!!

     • Consulenze online  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille per la sua recensione, L. Sono davvero felice di sapere che si è sentita accolta e a suo agio. Spero di poter continuare il lavoro insieme. Un caro saluto!


  • C

    Mi sono sentita subito a mio agio con la Dottoressa, sono felice della mia scelta.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille Cristina per queste belle parole! Sono felice di sapere che si è sentita a duo agio. È un piacere poter lavorare insieme e accompagnarla in questo percorso. Un caro saluto


  • M

    Dottoressa attenta, gentile e professionale, studio accogliente. Assolutamente consigliata.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli) colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Cara Micaela,
    la ringrazio di cuore per le sue parole così gentili e per aver condiviso la sua esperienza. Sapere che si è trovata bene nel nostro percorso è per me motivo di grande soddisfazione e stimolo a continuare con dedizione il mio lavoro.

    Resto sempre a disposizione per qualsiasi necessità futura.

    Un caro saluto


  • E

    Consiglio vivamente la Dottoressa Maria Carla del Vaglio, per tanti motivi.
    E’ molto empatica e mette a proprio agio, questo rende semplice e naturale lasciarsi andare e poter condividere aspetti difficili della propria storia. Ma allo stesso tempo, riesce a dare quella scossa e quella carica, necessaria per compiere dei cambiamenti e per prendersi la responsabilità di agirli in prima persona.
    Ho avuto altre esperienze di terapie, ma non mi sono trovata bene ed ho abbandonato, ma grazie alla dottoressa del Vaglio, inizio a vedere dei grandi risultati.
    Grazie Dottoressa, non smetterò mai di esserle grata

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli) colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio di cuore per le sue parole così profonde e sentite. Sapere che il nostro percorso insieme le sta permettendo di affrontare e trasformare aspetti importanti della sua vita è per me una grande soddisfazione. La sua determinazione nel mettersi in gioco e nel prendersi la responsabilità dei cambiamenti è la chiave del successo di questo cammino. Sono onorata di poterla accompagnare in questo processo e grata per la fiducia che ripone nel nostro lavoro. Continueremo a lavorare insieme per raggiungere i suoi obiettivi e per consolidare i risultati già ottenuti. Grazie ancora per questa testimonianza così sincera.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 594 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, volevo chiedere un parere a voi dottori. Soffro di disturbo ossessivo compulsivo e ho problemi legati all'ansia. So che per il trattamento del DOC l'ideale sarebbe una terapia di tipo cognitivo-comportamentale, ma purtroppo nella mia zona di Napoli non trovo professionisti di questo tipo, ma trovo soprattutto esperti dell'approccio sistemico-relazionale oppure gestalt. Secondo voi sarebbe del tutto sbagliato affidarsi a questi professionisti? Non sarebbe utile per affrontare le mie problematiche? Pensate che non mi sarebbero di aiuto oppure magari possono aiutarmi lo stesso? So bene che ad oggi è possibile fare delle sedute online entrando in contatto anche con psicologi lontani, però mi trovo meglio con la modalità "in presenza" perché mi sento più libera di esprimermi, mentre da casa online non riuscirei ad aprirmi bene temendo di essere ascoltata. Diciamo che online non riuscirei a fare quell'esperienza di spazio protetto che invece di solito una seduta face to face può garantire. Quindi chiedo a voi se sia fattibile rivolgermi a dei professionisti che trattano il DOC senza però seguire l'approccio più consigliato cognitivo-comportamentale. Oppure spero possano rispondermi anche degli psicologi di Napoli che sappiano trattare il DOC, con situazioni legate anche all'ansia, che possano essermi di aiuto. Grazie mille!

Buonasera,
la sua riflessione è molto importante e tocca un punto centrale: non esiste un unico approccio “giusto” in assoluto. È vero che per il disturbo ossessivo-compulsivo le linee guida indicano la terapia cognitivo-comportamentale come trattamento di elezione, ma questo non significa che altri orientamenti non possano essere efficaci o utili.

Ogni modello terapeutico ha punti di forza e limiti, e molto dipende anche dalla persona che intraprende il percorso: ciò che funziona per qualcuno potrebbe non essere altrettanto utile per un altro. Il sentirsi accolti, compresi e al sicuro nello spazio terapeutico è un fattore determinante per il buon esito della terapia, e può essere trovato anche in un percorso sistemico-relazionale o gestaltico.

Se per lei la modalità in presenza rappresenta un requisito fondamentale per aprirsi e sentirsi protetta, questo è già un elemento importante da rispettare: scegliere un contesto in cui si sente a suo agio è prioritario.

Può quindi valutare serenamente di iniziare un percorso anche con un professionista di un orientamento diverso da quello cognitivo-comportamentale, senza temere che questo renda la terapia “meno valida”. Sarà il terapeuta, dopo un primo colloquio, a valutare con lei gli obiettivi e il tipo di intervento più adatto.

Rimango a disposizione se desidera un ulteriore confronto o indicazioni più specifiche.

Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

Mi chiamo Sara, ho quasi 26 anni e il mio fidanzato 31, sto vivendo una relazione che da circa un anno e mezzo mi provoca confusione, tristezza e una forte stanchezza emotiva, sono anche felice ovviamente, ma ci sono dubbi che non riesco a risolvere.
Scrivo perché non riesco più a capire se il problema sono io, se sto esagerando, o se invece mi sto adattando troppo a una relazione che non mi fa sentire davvero vista e compresa a livello mentale.
Fin dall’inizio io sono stata la parte più coinvolta emotivamente. Avevo paura di perderlo e tendevo a cercarlo molto e a voler risolvere se c'erano discussioni spesso mettendo da parte me stessa pur di non crearne altre. Con il tempo ho cercato di lavorare su questo: oggi sono più paziente, meno impulsiva e meno reattiva rispetto all’inizio. Tuttavia, più cerco di controllarmi, più mi sento spenta e svuotata.

Una delle difficoltà principali riguarda la comunicazione emotiva. Io sento il bisogno di confrontarmi quando qualcosa mi ferisce. Non cerco lo scontro, ma il chiarimento. Lui invece tende a evitare i conflitti: non ama discutere, non ama le domande, non ama parlare di sé. Quando provo a fargli notare qualcosa che mi ha fatta stare male, spesso si chiude, minimizza oppure conclude dicendo frasi come “hai ragione tu”, “basta così”, “non andiamo avanti giorni su ste cose”.
Questo atteggiamento mi fa sentire non ascoltata e non capita, perché la discussione si chiude senza che io mi senta davvero compresa.

Ho notato che per lui “litigare” e “discutere” coincidono, mentre per me sono due cose diverse: discutere significa cercare di capirsi, non attaccarsi. Io non voglio litigare continuamente, ma sento il bisogno di un confronto quando qualcosa si ripete nel tempo.

Un altro aspetto importante è che fa fatica a modificare comportamenti che sa già mi danno fastidio. Un esempio sono i “like” sui social (soprattutto lo scorso anno): anche dopo avergli spiegato che per me erano fonte di disagio, ha fatto fatica a smettere, facendomi sentire esagerata o insicura. Questo mi ha fatto sentire poco considerata nei miei limiti.

In generale, racconta pochissimo di sé, del suo passato, delle sue emozioni. Odia le domande e spesso, quando provo a conoscerlo più a fondo, si infastidisce o si chiude. Questo crea in me una distanza emotiva: mi sembra di stare con una persona che tengo per mano, ma che non mi fa davvero entrare dentro il suo mondo.
Un tema ricorrente nella relazione è lo sbilanciamento negli sforzi. Nella quotidianità e soprattutto nei weekend, sono quasi sempre io a muovermi per vederlo, ad andare a dormire da lui. Da quando vive da solo, lui viene molto raramente da me. Se io non prendo l’iniziativa, spesso lui non propone di vederci. Anche quando discutiamo, non è mai lui a dirmi “vengo da te così ne parliamo”. Al contrario, tende a chiudersi nel silenzio, ad aspettare che passi, oppure a darmi ragione pur di chiudere il discorso e se mi aspetto che venga lui verso di me, sia durante una discussione o vederci normalmente, mi dice che è più comodo stare a casa sua

Questo atteggiamento mi fa sentire sola nella gestione dei problemi di coppia. Ho la sensazione che il peso emotivo della relazione ricada più su di me, mentre lui preferisce evitare qualsiasi tensione, anche a costo di non affrontare davvero ciò che non va.

Nel tempo ho iniziato a chiudermi io per prima, perché so già che parlare con lui spesso porta a un muro o a una chiusura. Ho paura del confronto, perché quando provo ad aprirmi temo che lui si spenga, si allontani o minimizzi. Questo mi porta a trattenermi, a non dire tutto, e a somatizzare molta frustrazione.

In una recente videochiamata, scherzando, mi ha chiesto quando andrò a vivere da lui. Io ho risposto che vorrei sentirmi pronta, sia a livello personale (lavoro, stabilità) sia a livello di coppia. Ho espresso il bisogno di una base emotiva più solida, dove anche lui venga verso di me nei momenti di difficoltà. Lui ha risposto che se me la vivo così, “non me la vivo più”. Questa frase non mi ha rassicurata, anzi mi ha fatta sentire sbagliata nel mio modo di sentire.

Non so più se sto chiedendo troppo o se, al contrario, sto chiedendo il minimo indispensabile in una relazione.
Chiedo aiuto per capire cosa mi sta succedendo, se i miei bisogni sono legittimi e come posso muovermi senza annullarmi ulteriormente.
Dicendo così sembra quasi che lui non faccia niente, lui dimostra molto a gesti, cosa rara oggi, è molto tenero, rispettoso, educato, fisicamente è sempre attaccato a me e sembra davvero un orsacchiotto. Il problema diventa se ci sono discorsi seri, diventa un'altra persona. Mi son posta la domanda, dovessi andar a convivere con lui, quando ci sarà la pioggia starà sotto con me o dovrò cercare l'ombrello da sola?

Gentile Sara,
da ciò che descrive emerge un vissuto di profonda stanchezza emotiva, più che una semplice fase di dubbio. La confusione che prova non sembra derivare da una sua “esagerazione”, ma dal tentativo prolungato di adattarsi a una relazione in cui i bisogni emotivi dei partner appaiono molto diversi.

Lei descrive un lavoro importante su di sé: ha ridotto l’impulsività, ha imparato a contenersi, a non cercare il confronto in modo reattivo. Tuttavia, quando il contenimento diventa costante rinuncia a sé stessa, il risultato non è equilibrio, ma svuotamento. Questo è un segnale clinicamente rilevante: una relazione che richiede di spegnere parti di sé per poter funzionare genera, nel tempo, tristezza e senso di solitudine, anche in presenza di affetto e tenerezza.

Un nodo centrale riguarda la comunicazione emotiva. Per lei discutere significa cercare comprensione e riparazione del legame; per il suo partner, invece, il confronto viene vissuto come conflitto da evitare. Questa differenza non è di per sé patologica, ma diventa problematica quando uno dei due si ritrova sistematicamente non ascoltato. Le risposte che lei riporta (“hai ragione tu”, “basta così”) chiudono formalmente il dialogo senza offrire un reale riconoscimento emotivo, lasciandola sola con ciò che sente.

Anche il tema dello sbilanciamento negli sforzi appare significativo. Non si tratta solo di chi si sposta fisicamente, ma di chi si muove emotivamente verso l’altro. Quando il peso della cura della relazione ricade quasi sempre su una sola persona, è comprensibile che emergano frustrazione, ritiro e somatizzazione.

È importante sottolineare che il fatto che il suo partner sia affettuoso, rispettoso e presente sul piano fisico non invalida le sue difficoltà. Le relazioni non si nutrono solo di gesti, ma anche di disponibilità a stare nei momenti di “pioggia”, come lei stessa ha efficacemente rappresentato. La sua domanda sulla convivenza non è un’anticipazione catastrofica, ma una riflessione matura sulla tenuta emotiva del legame.

I suoi bisogni non appaiono eccessivi: chiedere ascolto, reciprocità e possibilità di confronto rientra nel minimo indispensabile di una relazione sufficientemente sicura. Il punto non è stabilire chi ha torto o ragione, ma riconoscere che, allo stato attuale, lei sta pagando un costo emotivo elevato per mantenere l’equilibrio di coppia.

Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a chiarire meglio i suoi bisogni, i suoi limiti e a capire se questa relazione può evolvere verso una maggiore reciprocità o se, invece, il rischio è quello di continuare ad adattarsi perdendo progressivamente contatto con sé stessa. Non per cambiare lui, ma per capire cosa è sostenibile per lei.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
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