Dott.ssa

Manuela D'Ostilio

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Psichiatra, Psicoterapeuta

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La dott.ssa D'Ostilio attualmente lavora come libera professionista, in qualità di psichiatra e psicoterapeuta, presso uno studio privato a Bologna, in via delle Donzelle 1, 40126 Bologna.… Altro

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Punteggio generale
11 recensioni

  • Puntualità
  • Attenzione
  • Struttura e attrezzature
  • L
    Presso: Studio Privato

    Mi sono trovata benissimo, è riuscita ad aiutarmi nonostante fossi una causa persa...la consiglio vivamente!

  • G
    Presso: Studio Privato

    Ha risolto i miei problemi, dopo tanti tentativi con medici di tutti i tipi. Brava, professionale,simpatica e molto competente. Un piacere partecipare alle sue sedute.

  • F
    Visita prenotata su MioDottore.it
    Presso: Studio Privato

    Sostanzialmente tutto bene. Era il primo appuntamento ma buone sensazioni, credo che continuerò.
    E poi lo studio è oggettivamente in pieno centro e super collegato, su questo non ho proprio nulla da eccepire.

  • O

    l meglio: il modo in cui si è interessata al mio caso, adesso dopo quasi sei mesi mi sento molto meglio....grazie mille dottoressa

  • O

    Si è interessata al mio caso, adesso dopo quasi sei mesi mi sento molto meglio....grazie mille dottoressa

  • G

    Sono in cura della Dottoressa D'ostilio da un anno. Credo di fare un progresso passo dopo passo. La dottoressa e' una persona molto carina, cordiale, eccezionalmente amichevole. Generalmente sono molto soddisfatta e sto meglio giorno dopo giorno. Forse per la prossima volta la chiedero' di fare qualcosa di nuovo... Incrocio le dite per voi ragazzi.

  • P

    Bravissima!!!

  • O

    Anche io sono in cura con la Dott.ssa da più di un anno, direi che di passi avanti ne ho fatti..(credo)Cmq brava anche se mi piacerebbe sperimentare qualcosa di nuovo,qualche test o giochino o tecnica di rilassamento..che ne so.. molto troppo tradizionale l'approccio.

  • A

    Anche io sono in cura con la Dott.ssa da più di un anno, direi che di passi avanti ne ho fatti..(credo)Cmq brava anche se mi piacerebbe sperimentare qualcosa di nuovo,qualche test o giochino o tecnica di rilassamento..che ne so.. molto troppo tradizionale l'approccio.

  • A

    Sono seguita da più di un anno da questa persona che ha fin da subito mostrato empatia, ascolto attivo, comprensione, stimolo ed è per me un aiuto prezioso ed indispensabile nel lungo e tortuoso cammino che sto affrontando.

Chi sono

Su di me

  • La dott.ssa D'Ostilio attualmente lavora come libera professionista, in qualità di psichiatra e psicoterapeuta, presso uno studio privato a Bologna, in via delle Donzelle 1, 40126 Bologna.

    E' stata la consulente psichiatra di Casa Dolce e Villa Giada a Casalecchio di Reno e di due strutture psichiatriche riabilitative diurne, Peter Pan e Lanterna di Diogene. Inoltre, ha prestato assistenza clinica presso il centro Mood a Bologna e a Cento (FE) e presso la Casa di Cura ai Colli in Via San Mamolo 158.
    E’ membro socio e presidente della sede bolognese di AISPED, associazione di promozione sociale che ha come oggetto specifico lo svolgimento di attività di accoglienza, informazione, prevenzione, sensibilizzazione e beneficienza nell’ambito dei disturbi alimentari.
    Il suo gruppo di lavoro è composto da professionisti che lavorano nell’ambito della psicologia e della psichiatria. La formazione nelle istituzioni pubbliche e private ha consentito di sperimentare il valore dell’integrazione di differenti discipline ed orientamenti psicoterapeutici. Ha scelto, dunque, di esercitare le competenze acquisite in uno spazio privato, dove è possibile ottenere una maggiore qualità e tempo a disposizione per la gestione del paziente, organizzando percorsi di cura e di consulenza di tipo psicologico, psicoterapeutico e farmacologico, secondo programmi terapeutici personalizzati, commisurati cioè al tipo di bisogno e di obiettivi di ogni singola persona.
    L'approccio utilizzato si fonda su una approfondita conoscenza della realtà soggettiva della persona mediante l'analisi delle possibili variabili, che contribuiscono al suo malessere. Viene, in seguito, fornita una attenta e chiara informazione al paziente e la discussione del programma terapeutico più idoneo e praticabile per risolvere le sue personali difficoltà, tenendo conto della genesi bio-psico-sociale di ogni forma di sofferenza umana.
    Il principale strumento terapeutico utilizzato è la psicoterapia, attraverso la quale si cerca una comprensione profonda delle difficoltà emotive della persona. Durante il colloquio con il terapeuta, il paziente viene aiutato a individuare ed esprimere i propri sentimenti, stati d'animo, affetti, legati ai pensieri e ai comportamenti che considera inadeguati a certe situazioni della sua vita. Lo scopo della psicoterapia è aiutare il paziente a costruire un'immagine diversa e più ricca di sé. Essa è adatta a persone con difficoltà che riguardano le relazioni familiari, del lavoro, delle amicizie, o con un proprio disagio emotivo-esistenziale, che può esprimersi con ansia, sconforto, insicurezza, insonnia, bassa autostima, incapacità di prendere decisioni o iniziative, che il paziente vuole affrontare senza ricorrere a farmaci. Inoltre, la terapia psicologica è adatta a coloro che soffrono di disturbi emotivi, in abbinamento ai farmaci, per aumentarne l'efficacia. Si tratta di una modalità di trattamento individuale, di coppia o di gruppo, in cui lo psicoterapeuta e il/i paziente/i lavorano insieme, per cambiare una situazione di sofferenza psicologica. La psicoterapia può avere cadenza settimanale o bisettimanale; in altri casi, in cui è necessario soprattuto un supporto psicologico durante un momento difficile della persona, potrà non essere strutturata in modo sistematico e gli incontri saranno più diradati. La durata della terapia è assolutamente variabile; in alcuni casi si può avere un approccio tipo Problem-Solving, cioè di breve termine e centrato su una specifica problematica (es. terapia attacchi di panico, lutto, separazione, etc.).

    PRINCIPALI AREE DI COMPETENZA

    - DIPENDENZE PATOLOGICHE da Sostanze e Dipendenze Affettive (Problemi alimentari con dipendenza dal cibo, Personalità dipendenti con incapacità a star soli, Alcolismo, uso di Droghe, Shopping Compulsivo, Gioco d’Azzardo, Dipendenza da Internet o da Social Network, Dipendenza dal telefonino, Teledipendenza, Pornodipendenza, Dipendenza dal mangiar sano (Ortoressia), Fitnessdipendenza (Vigoressia), Lavoro-dipendenza

    - DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA)

    - GESTIONE MULTIDISCIPLINARE dello STRESS, dell’ANSIA e degli ATTACCHI DI PANICO

    - TERAPIA psicologica e/o farmacologica dei DISTURBI DEPRESSIVI

    - TERAPIA specifica per i DISTURBI DEL SONNO

    - SOSTEGNO ALLE COPPIE IN DIFFICOLTA', attraverso lo sviluppo di una comunicazione efficace e meno aggressiva

    - SOSTEGNO psicologico nelle diverse fasi DELLA GENITORIALITA' (dal concepimento al momento del distacco, passando dallo smarrimento legato alla fase adolescenziale dei figli)

    - PROBLEMI ADOLESCENZIALI

    - GESTIONE DEI CASI DI GIOVANI CON RITIRO in casa, SINTOMI PSICOTICI RECENTI O STATO MENTALE A RISCHIO, con problemi scolatici, deterioramento dei rapporti sociali e predominanza del tempo trascorso in internet, conflittualità con i genitori o difficoltà a comunicare il proprio disagio, uso di sostanze, familiarità per problemi psicologici, etc.

    TERAPIA DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE
    Negli ultimi decenni il fenomeno della dipendenza è in aumento costante ed esponenziale. Oltre che da sostanza stupefacenti o alcol, tantissime persone soffrono per la presenza di tratti di fragilità nella loro personalità, che portano alla dipendenza da persone o attività, con comportamenti patologici: il craving, desiderio incontenibile caratterizzato dalla impossibilità di resistere all’attuazione del comportamento; il continuare a perpetrare la condotta nonostante gli evidenti segni di malessere collegati; l’ossessione nei confronti dell’oggetto e la preoccupazione relativa all’ottenimento della soddisfazione desiderata; il tentativo di cercare di smettere senza riuscirvi; la tolleranza, che porta a dover aumentare la "dose" o il tempo impiegato nell'attività o nella frequentazione per ottenere lo stesso effetto; l’astinenza o il tentativo di separarsi da una persona, che portano una costellazione di sintomi tra i quali ansia, angoscia e agitazione; un sistema di difese (razionalizzazione, negazione, proiezion) per proteggere la propria dipendenza. Essere ossessionati o comunque emotivamente molto coinvolti, desiderare e dedicare un tempo eccessivo e prolungato ad un’attività o al dover stare con una persona (bere, lavorare, giocare a carte, fumare, fare sport, navigare su internet, comprare, etc.), tanto da impedire o limitare troppo altre relazioni, le amicizie, lo studio o il lavoro, sono segno che qualcosa non va. Così avviene nella dipendenza affettiva, cioè da persone: può capitare di non riuscire a lasciare il partner anche se si ritiene che la relazione sia finita o non produca più per entrambi benessere e serenità, senza che insorgano sentimenti di angoscia, senso di colpa, vuoto o abbandono. E' fondamentale chiedere un aiuto ad un esperto per rafforzare la vostra autonomia ed identità.

    TERAPIA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
    Con il termine disturbi alimentari (DCA) si fa abitualmente riferimento ad un disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. Accanto all’alterazione del comportamento alimentare è presente, infatti, un’alterata valutazione delle proprie forme corporee, con la sensazione di essere grassi o brutti o “sproporzionati” e, quindi, socialmente non accettabili. Sono spesso sotto-diagnosticati o diagnosticati tardivamente rispetto all’esordio dei sintomi, in quanto tipicamente gli individui affetti non cercano trattamento psicologico specifico e si rivolgono prevalentemente ad altre figure professionali, ad esempio dietologo, estetista, chirurgo estetico, chirurgo bariatrico, allungando la durata di malattia e favorendo la cronicizzazione. La nostra equipe formata primariamente da dietologo, psichiatra, psicoterapeuta , che soltamente prevede la presa in carico d'equipe medico, psicoterapeuta e dietologa (www.defilippisnutrizione.it/) offre un aiuto per riscoprire ed incrementare gli strumenti utili ad affrontare la sofferenza di coloro che non riescono ad avere un rapporto sereno e privo di conflitti con il cibo e sé stessi. I Disturbi del Comportamento Alimentare comprendono l’Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa e i Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati (DCA-NAS), ovvero un gruppo di patologie, la cui incidenza annuale è in aumento esponenziale ed in cui rientrano tutti quei casi di rapporto disturbato con l’alimentazione o con il proprio corpo, che non soddisfano i criteri diagnostici per le precedenti categorie: ne sono un esempio l’iperfagia emotiva, il sovrappeso per eccessiva alimentazione, la tendenza alla restrizione alimentare con normale BMI corporeo, la presenza di sporadiche abbuffate alimentari senza puntuali condotte compensatorie come il vomito autoindotto, la precisione nel “mangiar sano”, con eccessiva attenzione all’alimentazione (Ortoressia), la Fitness-dipendenza (Vigoressia), la dieta vegetariana stretta (Vegani), la preoccupazione, più frequente nei maschi, di avere una certa massa muscolare (Sarcoressia o Anoressia Inversa), etc. E’ prevista la prossima inclusione nei manuali diagnostici di disturbi alimentari aggiuntivi in qualità di categorie primarie: il Disturbo da Abbuffate Compulsive o Binge Eating Disorder (BED), con due sottogruppi diagnostici, ovvero laSindrome da Alimentazione Notturna - Night Eating Sindrome (NES) e l’Obesità con Componenti Psicologiche o Comportamentali. Le cause dei disturbi alimentari possono essere di vario genere ed entità ed il cibo diventa l’anestetico che permette di non sentire la sofferenza, un’auto-cura per non pensare. In questo modo, però, il dolore permane e la vita non viene vissuta a pieno. I disturbi alimentari sottendono, infatti, disagi psicologici profondi e sono un modo per comunicare sofferenze e paure. Essi consentono di trovare una forma mentale di rifugio e di protezione che non si saprebbe trovare altrove, in un dato momento della propria esistenza: paradossalmente, offrono un senso di sicurezza e di controllo totale del mondo di vissuti di sofferenza sottostanti. Accade spesso, oggi, che accanto ai disordini alimentari vi siano altre sintomatologie: depressione, disturbi d'ansia, dipendenza da sostanze. Il problemi col cibo ed il sovrappeso non sono mode o opinioni, bensì malattie e pertanto vanno assolutamente curate. Il percorso terapeutico inizia con dei colloqui conoscitivi: incontri preliminari, finalizzati ad accogliere la richiesta di aiuto di ogni persona, a ricostruire insieme le possibili cause del disagio, a conoscersi e a creare il cammino di cura più idoneo. A seguito dei colloqui preliminari, laddove esista l’indicazione è possibile intraprendere un percorso di psicoterapia e/o la riabilitazione nutrizionale. La psicoterapia individuale è il trattamento di elezione dei disturbi alimentari, un’esperienza relazionale significativa in cui ciascuno possa conoscersi, costruendo un modo nuovo di viversi, partendo dall’incontro di altre persone con cui poter "digerire" la propria storia.

    TERAPIA DEI DISTURBI D’ANSIA
    I Disturbi d’Ansia comprendono uno spettro di patologie tra cui Disturbo d’Ansia Generalizzata, Disturbo da Attacchi di Panico, Fobia Sociale, Fobie Specifiche, Agorafobia, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Acuto da Stress, Disturbo Post-traumatico da Stress, Disturbo d’Ansia indotto da Sostanze (es. cortisonici, cocaina) o da malattia medica (es. ipertiroidimo). L' approccio ai disturbi dello spettro ansioso è un problema di notevole rilevanza in medicina generale per l'alta prevalenza di questi disturbi. Si tratta di patologie che incidono molto sulla performance del soggetto, compromettendone il suo benessere globale, la sua funzionalità lavorativa e relazionale, e che inducono disturbi psicosomatici, frequenti richieste di consulti medici e frequente ricorso a strutture o farmaci di emergenza. L’ansia immotivata e in eccesso, che sembra non avere cause, e l’ansia fobica, hanno sempre origini nascoste, che la mente umana ha rimosso. Il miglior rimedio per poter trovare un maggior benessere psico-fisico ed evitare conseguenze secondarie avverse, consiste nel parlare del problema con un esperto, medico o psicologo. Ci sono due modi, entrambi efficaci, di trattare i disturbi ansiosi: laPsicoterapia e la Farmacoterapia. La scelta dell’uno o dell’altro tipo di trattamento dipende dalle risorse psicofisiche del paziente, dall’eventuale presenza di malattie fisiche concomitanti o di stato gravidico, dalla disponibilità di tempo e di denaro. Il secondo metodo (farmacoterapia) non dovrebbe mai essere intrapreso senza uno stretto controllo da parte del medico. In entrambi i tipi di intervento, si assiste ad un miglioramento clamoroso dei sintomi ansiosi entro quattro settimane dall’inizio della terapia, pressocchè nella totalità dei casi. I farmaci sedativi possono aiutare riducendo in modo rapido l’ansia: una dose adeguata, per esempio, può mettere in condizione di volare chi ha la fobia dell’aereo. La terapia farmacologica, basata sulla somministrazione di ansiolitici, è però indicata solo provvisoriamente, come palliativo, nei casi in cui il paziente deve affrontare una situazione capace di generare l’ansia, ovvero al bisogno, o mentre un farmaco specifico e curativo (antidepressivo serotoninergico) viene gradualmente aumentato, fino a raggiungere il dosaggio giornaliero efficace. Per l’ansia acuta immotivata, come nel Disturbo da Attacchi di Panico, la somministrazione di farmaci è fortemente consigliata. Per un risultato più durevole è, altresì, importante cercare di rendersi conto da dove provengono i propri timori, attraverso un percorso di psicoterapia. In alcuni casi, viene consigliato un Intervento Combinato di Farmaci e Psicoterapia.

    TERAPIA DEI DISTURBI DEPRESSIVI
    La depressione è una malattia. Pertanto, non si cura con la volontà o "sforzandosi di reagire", come spesso veniamo esortati a fare da chi ci sta attorno. E' necessaria una cura medica specifica per ritrovare il benesse psichico e fisico.
    Esistono diversi approcci terapeutici ai disturbi depressivi, di cui i principali sono il trattamento di tipo psicologico e farmacoterapia. La Psicoterapia è particolarmente indicata nelle forme lievi e moderate; nelle forme gravi, invece, il trattamento farmacologico rimane il punto basilare del trattamento, pur beneficiando di un approccio psicologico di supporto. Il tipo di trattamento più indicato viene scelto, tenendo conto delle preferenze del paziente, oltre che di variabili cliniche.
    In senso generale, le psicoterapie agiscono nel modificare alcune convinzioni o pensieri o attitudini (comportamenti) errati e a sostenere in modo continuativo l’individuo, al fine di migliorare le relazioni interpersonali e la stima di sé. Può essere particolarmente indicato un approccio psicoterapico nelle forme depressive cosiddette reattive o situazionali, scatenate cioè da eventi specifici e limitati nel tempo (stress, lutti, conflitti personali e relazionali). La psicoterapia non va considerata una alternativa alla farmacoterapia nella depressione grave e comunque, qualunque sia l’approccio, va sempre consigliato da uno specialista psichiatra. LaTerapia Integrata con Farmaci Antidepressivi e Psicoterapia ha una sua particolare indicazione nelle forme di depressione protratte, che mostrano la persistenza di sintomi residui tra un episodio e l’altro e nelle forme in cui farmaci o psicoterapia da sola non si siano dimostrati efficaci.
    I Trattamenti Farmacologici Antidepressivi sono risultati molto efficaci nel trattamento della depressione: la ricerca scientifica indica che oltre due terzi delle persone che soffrono di depressione risponde positivamente, quando le cure sono prescritte in dosi corrette e per la durata necessaria. Qualora non vi fosse una risposta soddisfacente al primo tentativo di cura antidepressiva è corretto provare un diverso antidepressivo. Sono attualmente disponibili differenti tipi di farmaci antidepressivi utilizzabili nel trattamento della depressione; ciascuna di queste classi di farmaci funziona in modo un po’ differente. In sintesi, questi farmaci facilitano un aumento dei neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina) a livello degli spazi sinaptici e conseguentemente anche a livello dei recettori che ne sono in tal modo stimolati. Questi farmaci svolgono quindi una correzione di meccanismi neurotrasmettitoriali, laddove essi sono alterati. Il loro meccanismo d’azione non solo potenzia i neurotrasmettitori implicati nella malattia (effetto desiderato), ma provoca anche alcune azioni negative (effetti collaterali), che in ogni caso sono temporanee e transitorie e dipendenti dalla dose. Sono comunque farmaci efficaci che vanno scelti in maniera mirata e assunti in modo regolare secondo regole precise e per una durata sufficiente di tempo. Anche se tutti i farmaci sono potenzialmente efficaci la risposta ad ogni molecola è individuale. Il trattamento va personalizzato sulla base del profilo clinico presentato dal paziente, della sua età, nonché dell’eventuale presenza di altre patologie, del livello di sedazione richiesto e dagli effetti collaterali del farmaco. Gli antidepressivi consentono il ritorno ad uno stato di benessere nel giro di 2 o 3 settimane. E’ necessario però un lungo periodo di mantenimento del farmaco alla dose terapeutica al fine di stabilizzare la risposta antidepressiva e prevenire eventuali ricadute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di iniziare una terapia di mantenimento per 6/9 mesi dopo la scomparsa dei sintomi depressivi.
    Sono farmaci efficaci e sicuri, ma solo l’esperienza di un medico, dopo la diagnosi, può orientare la scelta di un farmaco piuttosto che di un altro. Il farmaco va assunto secondo le indicazioni di dose, di orario e di durata prescritti. La terapia non deve essere sospesa o modificata senza una previa consultazione medica. L’assunzione di farmaci per altre terapie va segnalata per evitare eventuali interazioni. Eventuali fastidi durante il trattamento vanno comunicati. Se ci si accorge di aver saltato una dose dopo 6/8 ore, assumere la dose successiva non raddoppiandola. Contenere il consumo di caffè, thè, bevande contenenti caffeina, e ridurre al massimo l’assunzione di vino, birra, alcolici in genere. Durante la terapia con antidepressivi possono essere assunti contraccettivi orali.

    TERAPIA DELLA DEPRESSIONE NELL’ANZIANO
    La depressione nell’anziano ha una frequenza del 13-25%. Spesso è in compresenza di una malattia organica e questa può essere influenzata dal decorso della depressione . I soggetti anziani sono talora in trattamento con più farmaci: per questo motivo è particolarmente importante tenere conto sia delle modificate capacità metaboliche, che delle interazioni farmacologiche con altre molecole, in particolare con steroidi, antiaritmici, anticoagulanti, antiasmatici. Per tale motivo, è consigliabile utilizzare per il trattamento SSRI o SNRI piuttosto che antidepressivi triciclici. Inoltre, questi ultimi possono, a causa della loro azione, indurre disturbi dell’attenzione, concentrazione e memoria con ulteriore peggioramento delle capacità prestazionali, funzionali e relazionali dell’anziano, compromettendone in ultima analisi la sua qualità della vita. Al contrario, l’uso degli SSRI o SNRI oltre ad una specificazione sulla depressione sembra svolgere una funzione positiva a livello delle funzioni cognitive.

    TERAPIA DEI DISTURBI DEL SONNO
    Nel corso di questi anni la dott.ssa D'OStilio ha sviluppato tecniche specifiche ed individualizzate per la terapia delle varie forme di disturbi del sonno (difficoltà nell'addormentamento, risvegli durante il sonno, insonnia terminale con risveglio precoce, etc.), tutti collegabili ad una ben precisa condizione psicopatologica del paziente. Non c'è insonnia che non possa esser curata ed è necessario farlo, perchè la qualità di vita realmente migliori e per non rischiare di incorrere in conseguenze secondarie, quali scarsa performance sociale, familiare o lavorativa, nervosismo, depressione, nonchè eventi avversi sulla salute fisica.

Specializzazioni

  • Psichiatria
  • Psicoterapia
  • Psichiatria pediatrica e adolescenziale

Formazione

  • Università di Bologna – Facoltà di Medicina e Chirurgia
  • The Tavistock and Portman NHS Trust and the University of East London / Centro Studi Martha Harris di Firenze – Sede di Bologna (

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Premi e riconoscimenti

  • Membro socio e Presidente di AISPED (sede di Bologna)

Competenze linguistiche

  • Italiano
  • Inglese

Tirocini

  • UOC-SPDC Ovest del Dipartimento di Salute Mentale – AUSL di Bologna
  • UOS-CSM-Scalo / UOC-CSM Ovest del Dipartimento di Salute Mentale – AUSL di Bologna
  • UOS-CSM-Tiarini / UOC-CSM Ovest del Dipartimento di Salute Mentale – AUSL di Bologna
  • Unità di Diagnosi e Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare” presso l’Istituto di Psichiatria “P. Ottonello” – Università di Bologna
  • ”Unità di Psicoterapia” (UPT) c/o Centro di Salute Mentale “Scalo” della AUSL Bologna Ovest (responsabile Dott.ssa Maria Gabriella Minenna)
Altro

Patologie trattate

  • Dipendenza
  • Depressione
  • Bulimia
  • Disturbo d'ansia generalizzato
  • Fobia
  • Cefalea
  • Stress
  • Alcolismo
  • Uso di droghe
  • Shopping Compulsivo
  • Gioco d’Azzardo
  • Dipendenza da Internet o da Social Network
  • Dipendenza dal telefonino
  • Teledipendenza
  • Pornodipendenza
  • Dipendenza dal mangiar sano (Ortoressia)
  • Fitnessdipendenza (Vigoressia)
  • Lavoro-dipendenza
  • Disturbi del comportamento alimentare (DCA)
  • Disturbi del sonno
  • Agorafobia
  • Anoressia nervosa
  • Attacco di panico
  • Dipendenza affettiva
  • Psiconevrosi
Altro

Abilitazione

  • Iscritto all'ordine dei: Ordine dei Medici di Bologna
  • Numero di iscrizione all'Ordine: 15626

Articoli