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Esperienze

Cosa ci si può aspettare quando si chiede supporto e/o consulenza psicologica?
Ci sono alcune credenze erronee su questo lavoro. Un esempio emblematico: chi è in difficoltà con stati ansiosi può desiderare che lavorando con lo psicologo l’ansia venga tolta dalla sua vita. Gli stati emotivi e cognitivi che possono essere avvertiti come spiacevoli, come l’ansia appunto, non sono soggetti a “eliminazione”. Ognuna di queste condizioni ha una sua funzione fondamentale per il buon funzionamento della persona e tutte sono frutto di centinaia di migliaia di anni di evoluzione della specie.
Il percorso psicologico spesso si fonda, piuttosto, sul fornire uno spazio di sicurezza e libertà dove poter gestire tutti i complessi turbamenti cognitivi, emotivi e/o somatici che una persona può esperire nel tentativo di affrontare la sofferenza di base o le emozioni più spiacevoli.
In altre parole, il dolore che noi proviamo in quanto esseri umani può essere considerato come una freccia che ci colpisce. Soffriamo fisicamente, proviamo un insieme complesso di emozioni e formuliamo domande, pensieri, idee. In alcuni casi, per una serie variegata di cause e motivi, la nostra mente può aver appreso a reagire in modi disfunzionali o disregolati a questa sofferenza, cercando di ignorarla, combatterla o altri modi. Queste dinamiche potrebbero favorire la nascita di un ulteriore dolore, una sorta di sofferenza “superflua” o una seconda freccia che ci colpisce. In queste condizioni, siamo portati ad agganciarci a credenze o significati rispetto alla situazione o a noi stessi (“me lo merito”, “sono troppo debole”, “questo dolore non può finire”, ecc.) che alimentano questo ciclo di sofferenza.
La possibilità di confrontarsi con uno psicologo può offrire la possibilità di portare alla luce queste dinamiche, costruire nuovi sensi e un significato in base alla propria storia e, così, assumere una nuova comprensione di se stessi di fronte al dolore, maggiormente libera e in potere di scegliere il modo in cui adattarsi all’ambiente interno ed esterno e prendersi cura di sé e delle persone a noi care.
Un percorso di questo tipo è rivolto sempre verso la comprensione di sé stessi, la quale facilita la presa di posizione rispetto al cambiamento. Non una mera conoscenza statica di “come siamo fatti” (in quanto la nostra mente e coscienza cambia sempre) e non un mero atto di cieco affidamento all’intervento tecnico; quanto il creare le condizioni per poterci sentire liberi di mettere in atto dei cambiamenti e sentire di avere le risorse per farne frutto della benevolenza e compassione verso noi stessi.
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  • Psicologia clinica
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Il Faro studio psicologico

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46 recensioni

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  • S

    Mi ha seguita in un periodo complesso dal punto di vista lavorativo. Ho apprezzato la professionalità, la disponibilità e la sua attenzione durante il percorso.

     • Il Faro studio psicologico trattamento dello stress  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie per il feedback!


  • D

    Affidabile e comprensivo. Un lungo percorso ma soddisfacente.

     • Il Faro studio psicologico terapia cognitivo-comportamentale  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie per il feedback!


  • Y

    Gentilezza ma anche trasparenza. Aperto a un confronto schietto.

     • Il Faro studio psicologico terapia cognitivo-comportamentale  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie per il feedback


  • Z

    Ho dovuto fare molto sforzo a prendermi del tempo per costruire dei gesti di compassione verso di me. Ora è la parte preferita della mia giornata.

     • Il Faro studio psicologico superamento di eventi traumatici  • 

    Dr. Lorenzo Cella

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  • F

    Una buona esperienza. Bisogna però abbandonare l'idea che il migliorare sia lineare. Si passa attraverso periodi in cui ci si sente peggio ed è importante.

     • Il Faro studio psicologico terapia cognitivo-comportamentale  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie per il feedback


  • P

    Mi sono dovuta esercitare molto a casa. è un impegno che ha dato i suoi frutti.

     • Il Faro studio psicologico psicoterapia della depressione  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie per il feedback


  • L

    Bella esperienza. Sono riuscito ad ampliare la mia finestra di tolleranza alle emozioni travolgenti.

     • Il Faro studio psicologico trattamento bulimia  • 

    Dr. Lorenzo Cella

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  • V

    E' stato un risultato cercato assieme. Ci serve qualcuno che ti accompagni nel fare degli sforzi verso il riattivarsi.

     • Il Faro studio psicologico psicoterapia della depressione  • 

    Dr. Lorenzo Cella

    Grazie mille per il feedback!



  • V

    Rispetto. Non è possibile parlarsi con totale onesta e trasparenza senza un ascolto rispettoso.

     • Il Faro studio psicologico psicoterapia della depressione  • 

    Dr. Lorenzo Cella

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  • A

    Puntuale e affidabile. Ci sono sempre te, tisana e caramelle.

     • Il Faro studio psicologico psicoterapia della depressione  • 

    Dr. Lorenzo Cella

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 96 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, scrivo perché mi sento davvero bloccato. La mia vita sembra davvero pessima, ho 27 anni, nella mia famiglia non mi sento compreso, non ho mai avuto amicizie vere, e con la mia fidanzata la situazione è un incubo. Stiamo insieme da ormai 6 anni ma il tutto è precipitato 2 anni e mezzo fa a seguito della scoperta da parte sua di alcune chat mie con una collega universitaria. Da quel momento il tutto è completamente precipitato. La nostra relazione è rimasta bloccata a quel episodio, e quasi quotidianamente ci confrontiamo sul contenuto di quelle chat non riuscendo ad andare più avanti, ma allo stesso tempo neanche a lasciarci. Abbiamo provato 3 terapie di coppia con esiti negativi, ma vorremmo ancora una volta fare un tentativo per capire se c'è la possibilità di venirne davvero a capo. La mia ragazza dice che l'unico modo per farlo, sarebbe quello di capire davvero il contenuto di quelle chat e dimostrare che non siano cosi negative come invece lei vede, ma sembra che in varie terapie questa strada non sia stata seguita non dando quindi buoni risultati. A dire la verità la situazione da 2 anni a questa parte è andata via via a peggiorare arrivando come detto a parlarne ogni giorno, per via di continui pensieri ossessivi della mia fidanzata. Sono davvero stanco e sconcertato, sono anche io in terapia per problemi personali da circa 1 anno e mezzo ma davvero mi sembra come se non ci fosse una via di uscita.
C'è qualcuno che può aiutarmi/ci?

a ciò che racconta, quell’evento non è rimasto semplicemente un conflitto del passato, ma è diventato una sorta di “evento congelato” nella vostra storia: la relazione sembra essersi fermata lì, con tentativi ripetuti di chiarimento che però non producono una reale elaborazione. In queste situazioni accade spesso che il tentativo di trovare una spiegazione definitiva, capace di convincere l’altro o di chiudere il discorso, finisca paradossalmente per mantenere vivo il problema. Ogni nuova analisi dell’episodio, ogni tentativo di dimostrare cosa sia realmente accaduto o cosa significassero quelle parole, tende a riattivare le stesse emozioni di ferita, sfiducia e difesa che si sono create allora.
Quando una coppia entra in questo tipo di dinamica, spesso non è tanto il fatto originario a mantenere la sofferenza, quanto il modo in cui entrambi cercano di gestirlo nel presente. La sua fidanzata, da ciò che racconta, sembra essere rimasta in uno stato di allarme e di bisogno di certezza: il desiderio di comprendere pienamente il significato di quelle chat può rappresentare il tentativo di ristabilire un senso di sicurezza che si è incrinato. Tuttavia la ricerca di una spiegazione totalmente rassicurante tende a non trovare mai una risposta sufficiente, e questo può alimentare pensieri intrusivi e rimuginazioni continue.
Un altro aspetto che emerge dal suo racconto è la sensazione di essere rimasto progressivamente senza spazi di respiro: la coppia appare occupata quasi esclusivamente da questo conflitto quotidiano. Quando una relazione diventa il luogo principale in cui si esprime la sofferenza, è comprensibile che si sviluppi la percezione di non avere vie d’uscita. In questi casi diventa importante anche recuperare una dimensione più ampia della propria vita personale: interessi, relazioni, spazi di autonomia emotiva. Non perché la coppia non sia importante, ma perché nessuna relazione può reggere a lungo se diventa l’unico contenitore di tutto il malessere.

Dr. Lorenzo Cella

Salve
Sono un ragazzo di 24 anni. Nell'ultimo periodo sto notando una cosa che non va nel mio corpo. Anche se probabilmente leggeranno tante dottoresse donne lo dico comunque, mi masturbo con tanta frequenza al giorno arrivando anche a 4 o 5 volte nell'arco della giornata. Molto.mi capita soprattutto nei periodi di forte stress ma soprattutto per combattere la noia e la rabbia, trovo sfogo in questo e per un po' mi rilasso però ormai sono da anni che è diventata come un abitudine per me. Premetto che non ho mai avuto e tutt'ora non ho problemi sessuali, le volte che ho fatto un rapporto è sempre andato tutto bene anche a livello di erezione ecc mai avuto problemi eccetto le volte in cui stavo male o mi sentivo troppo stanco. Sto notando che faccio un po' più fatica a masturbarmi sulle ragazze, di solito quando ne faccio di meno non ho troppi problemi ma da almeno 3 anni le faccio in continuazione . Non è che all'improvviso sto cambiando gusti sessuali? Cioè non mi sono mai piaciuti uomini, ho sempre avuto ragazze e tutt'ora voglio solo ragazze, scusatemi se sembro omofobo però non posso proprio accettare una cosa del genere. Forse è una cosa dettata dalla paura o da un gesto ossessivo compulsivo contro rabbia stress e ansia? Ve ne sarei grato in caso di risposta alla mia domanda

Nel suo racconto si intrecciano quindi almeno tre piani: la funzione regolativa della masturbazione rispetto alle emozioni, l’abitudine comportamentale che si è consolidata negli anni e la preoccupazione ansiosa legata al significato che attribuisce a queste sensazioni. Partirei da un punto che può forse aiutarla a ridimensionare una parte della preoccupazione. L’orientamento sessuale non si manifesta improvvisamente come effetto di una fase di masturbazione più intensa. È un aspetto profondo e stabile dell’identità affettiva e relazionale della persona, che riguarda verso chi si prova attrazione emotiva, romantica e sessuale nel tempo. Dal modo in cui lei racconta la sua esperienza, emerge con chiarezza che la sua attrazione è sempre stata rivolta alle donne e che nelle relazioni reali non ha avuto difficoltà né dubbi su questo piano. La fatica che descrive nel masturbarsi pensando alle ragazze è molto più plausibilmente legata a fattori di abitudine, saturazione dello stimolo o stato mentale, piuttosto che a un cambiamento dell’orientamento.
Se un sistema di gratificazione viene stimolato molto frequentemente, la risposta può diventare meno intensa e richiedere stimoli più vari o semplicemente più tempo per attivarsi. È un fenomeno molto comune in molte abitudini legate al piacere, e spesso si ridimensiona spontaneamente quando la frequenza del comportamento diminuisce e quando la sessualità torna a essere inserita in un contesto più relazionale e meno automatico.

Dr. Lorenzo Cella
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