Via Rosa Jemma 50, Battipaglia 84091
Per le visite per i pazienti assicurazioni c'è la formula indiretta
Leggi di più01/07/2025
Esperto in Malattie delle Tiroide e delle Paratiroidi - Specialista in Chirurgia Generale con Skill Expertise in Endocrinochirurgia, Chirurgia delle Ernie della Parete addominale, Chirurgia Generale e Chirurgia d'Urgenza
Via Rosa Jemma 50, Battipaglia 84091
Per le visite per i pazienti assicurazioni c'è la formula indiretta
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5 recensioni
Il medico è stato professionale, attento e molto chiaro nelle spiegazioni. Mi sono sentita ascoltata e seguita con grande disponibilità. Esperienza decisamente positiva.
Dott. Giuseppe Santangelo
Grazie infinite Angela D
Il Dottore Santangelo, oltre ad essere un valido professionista, è una persona empatica e disponibile. Sempre pronto a rispondere ai dubbi e a venire incontro alle esigenze dei pazienti. Anche se non ho più la tiroide, per qualsiasi necessità lui c'è, sempre pronto ad indicare la terapia giusta. Consigliatissimo
Dott. Giuseppe Santangelo
Grazie di cuore
Sono seguita da anni dal dott Giuseppe Santangelo che mi ha diagnosticato un carcinoma papillare della tiroide. Mi ha prontamente operato, mi ha giudata in tutte le fasi post operatorie dalla radioiodioterapia al follow up con umanità estrema e grande empatia.Saro' sempre grata al dottore per avermi salvato la vita!
Dott. Giuseppe Santangelo
Grazie di cuore F.O.
Ho avuto il piacere di essere seguita dal Dott. Santangelo e posso dire con certezza che è un medico estremamente competente, preciso e disponibile. Ha gestito ogni fase, dalla prima visita all'intervento e al post-operatorio, con grande attenzione e professionalità. Mi sono sentita sempre in ottime mani. Un dottore preparato e umano, davvero eccellente su tutto.
Lo consiglio con fiducia.
Dott. Giuseppe Santangelo
Grazie di cuore VC
Ho avuto il piacere di effettuare una visita specialistica presso lo studio del dott. Giuseppe Santangelo e non posso che esprimere la mia più sincera soddisfazione. Il dottore si è dimostrato estremamente professionale, competente e attento sin dal primo momento. Ha ascoltato con grande disponibilità le mie problematiche, fornendo spiegazioni chiare e dettagliate, con un approccio umano e rassicurante che raramente si trova.
La visita è stata accurata e svolta con grande attenzione ai dettagli. Ho apprezzato particolarmente la sua capacità di mettere il paziente a proprio agio e di trasmettere fiducia grazie a una profonda preparazione e a un'esperienza evidente.
Lo studio è moderno, accogliente e ben organizzato, con personale cortese e tempi di attesa minimi.
Consiglio vivamente il dott. Santangelo a chiunque cerchi un chirurgo di alto livello, sia per la professionalità che per la qualità dell'assistenza offerta.
Dott. Giuseppe Santangelo
Grazie T.F.
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Quanto dura la resistenza della rete dopo l'operazione di ernia inguinale? Può capitare che si rompa con l'andare del tempo?
Gentile utente, la "durata" della rete varia in base ai materiali di cui è composta.
Le protesi, comunemente chiamate reti, possono essere generalmente classificate in: non riassorbibili, parzialmente riassorbibili e riassorbibili, a seconda del destino che il materiale di cui sono composte subisce in seguito alla reazione allo stesso da parte dell'organismo.
Il principio essenziale su cui si fonda l'intervento di ernioalloplastica (plastica erniaria con protesi), è quello di rinforzare la resistenza della parete addominale nel sito anatomico in cui viene inserita. Tale risultato si ottiene per effetto della risposta biologica dell'organismo (fibrosi), che è innescata dalla presenza stessa della protesi (rete) ed è percio generalmente efficace a prescindere dalla tipologia di protesi utilizzata.
Indipendentemente dal tipo di protesi utilizzata, comunque, la recidiva dell'ernia è una delle possibili complicanze a medio e lungo termine dell'intervento, la cui frequenza si è drasticamente ridotta con le tecniche chirurgiche moderne tension free, ma che si attesta mediamente intorno al 3% e non è statisticamente azzerabile.
Salve
Il 25 giugno dopo un anno e mezzo di attesa mi sono operata per la cisti pilonidale
Mi è stato effettuato un taglio piuttosto lungo a losanga e esportazione en bloc di tessuto fino al piano fasciale.
L’intervento è stato effettuato in day hospital e la ferita è stata suturata
sono stata rimandata a casa con una terapia di solo paracetamolo.
La prima medicazione mi è stata effettuata 7 giorni dopo e li è apparsa la prima infezione.
Per questa infezione mi è stato prescritto Augmentin senza però fare un tampone
Il giorno dopo torno in pronto soccorso con la seconda infezione e decidono di effettuare il tampone
Risultato escherichia coli resistente ad Augmentin
Inizio Ciproxin che finalmente mi aiuta ma ahimè mi devono rimuovere tutti i punti e inserire lo zaffo
È stata gestita bene la situazione?
Ho il terrore di avere altre infezioni
Non so neanche se il batterio è andato via
Gentile utente, l'asportazione della cisti pilonidale prevede l'escissione di una losanga cutanea, circoscrivente la lesione, profonda fino al piano della fascia sacrale, come correttamente fatto dai colleghi.
La chiusura della ferita con punti di sutura è un giusto tentativo che si fa nei casi di lesione non complessa, perché, quando va a buon fine, consente la guarigione in circa 10 giorni. L'alternativa è quella di lasciare aperta la ferita fin dall'inizio e zaffarla per poi lasciarla guarire per seconda intenzione con tempi decisamente più lunghi.
Purtroppo la regione sacrale è una sede in cui le forze di tensione sono elevate e la vicinanza all'orificio anale è un fattore di rischio di infezione e pertanto in una buona percentuale di casi si verifica deiscenza della ferita chirurgica, come accaduto a lei. Ciò comporta la necessità di riaprire la ferita, zaffarla e poi medicarla ogni 2-3 giorni fino alla completa guarigione per seconda intenzione. La riapertura della ferita consente di per se stessa la guarigione dell'infezione, che andrà via definitivamente quando la guarigione della ferita sarà terminata senza alcun esito.
Purtroppo lei è rientrata in quella discreta percentuale di casi in cui la guarigione per prima intenzione non è andata a buon fine, ma la gestione è stata assolutamente corretta.
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