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Esperienze

Sono una psicologa specializzata in psicoterapia psicoanalitica, da oltre vent’anni mi occupo di adolescenti e adulti accompagnandoli nei momenti di difficoltà.
Mi sono laureata in Psicologia clinica e di Comunità presso l'Università La Sapienza di Roma, ho conseguito la Specializzazione in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicoanalitica presso la scuola di specializzazione SIRPIDI di Roma.
Sono iscritta all'Albo degli Psicologi del Lazio con il nr. 6879 ed esercito come libero professionista presso uno studio di psicologi.
Mi occupo di adulti ed adolescenti a partire dai 14 anni offrendo consulenza psicologica e psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico.
Parallelamente alla formazione accademica, la mia esperienza formativa si è arricchita e completata con un’analisi personale con un analista della SPI ( società psicoanalitica italiana) e si è consolidata soprattutto attraverso un continuo confronto scientifico con i colleghi per discutere e riflettere sui pazienti e sulle nostre esperienze con loro. Tale condivisione si è rivelata un formidabile stimolo ad aggiornarmi e migliorarmi come professionista della salute mentale.

Attraverso il lavoro psicoterapeutico le persone, facendo esperienza della scoperta del proprio mondo interno e relazionale, acquisiscono o riscoprono la capacità di affrontare in modo efficace eventi critici e dolore mentale che talvolta possono compromettere, anche in modo severo, le capacità affettive e relazionali e la qualità stessa della vita.
Tale compromissione, spesso, si traduce in segni e sintomi che riportano a caratteristiche di funzionamento mentale che convenzionalmente si riconducono a disturbi di varia natura.
A titolo esemplificativo rimando al paragrafo "patologie trattate" quelli con cui mi è capitato di lavorare più frequentemente.
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  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Psicoterapia

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Studio Privato

Via Gregorio VII 221, Roma 00165

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06 9763...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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13 recensioni

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  • S

    Gli incontri con la dottoressa sono stati un aiuto efficace in un periodo molto pesante e confuso nella mia condizione di caregiver. La sua affidabilità, l'ascolto attento e accogliente, la sua competenza mi hanno alleggerito e anche sorpreso, quando ho scoperto parti di me di cui non ero consapevole.Un percorso che mi ha sostenuto e rafforzato in tempi abbastanza brevi

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    la ringrazio per la fiducia e la stima


  • C

    Ho sempre nutrito delle forti resistenze nei confronti della terapia di parola. Mi sono imbattuta nella Dottoressa Pinto per caso, nell'autunno del 2019, in un momento di bivio della mia vita, in seguito alla pubblicità di alcuni colloqui psicologico/conoscitivi offerti nella farmacia di quartiere. Da allora, nei periodi critici e di rivalutazioni profonde, è a lei che mi rivolgo senza indugi. Il percorso intrapreso assieme mi ha notevolmente arricchito, donandomi una sempre maggiore consapevolezza di me e dei meccanismi complessi che regolano i miei funzionamenti. Sono felice di aver incontrato sul mio cammino una terapeuta con tale esperienza e apertura: sagace, spiritosa, sensibile e capace di infondermi fiducia verso questo tipo di accompagnamento.

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    Dott.ssa Giovanna Pinto

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  • M

    Ottima, spiegazioni chiare sul tipo di terapia. Si respira aria di esperienza. Lo studio é molto curato

     • Studio Privato colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • E

    La dottoressa Pinto molto brava ti ascolta con attenzione e si riesce a parlare di tutto mi trovo molto bene. La consiglio.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto


    La ringrazio per la fiducia e la stima.


  • C

    La dottoressa è sempre puntuale ed attentissima, ho iniziato con lei un percorso da poco tempo e penso di aver fatto la scelta giusta. Sa sempre come mettermi a mio agio.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • G

    Ottima puntualità; si ha tutto il tempo che serve per parlare e sfogarsi, buona attenzione durante tutta la durata della seduta e buoni consigli.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • M

    Ottima terapista, orientata al paziente. Ottimo studio, facilmente raggiungibile. Consiglio vivamente.

     • Studio Privato colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • G

    Dottoressa seria, cortese e disponibile. Mi ha guidato in un percorso difficile e dai risultati insperati. Eccezionale.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • R

    Cortese, puntuale e sempre disponibile.
    Per essere la mia prima esperienza di terapia, la Dott.ssa mi sta aiutando più di quanto non mi aspettassi. Il nostro incontro settimanale è una valvola di sfogo che mi ha dato la possibilità di ammettere ad alta voce pensieri che non avevo mai sviluppato più di tanto.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

    La ringrazio per la fiducia e la stima


  • V

    Sono in terapia con la dottoressa Pinto da alcuni anni. Mi ha supportata nei momenti più complessi della vita, il suo ascolto attento, la sua competenza e la capacità di stare con me nelle trasformazioni, sono state di grande aiuto. Con lei ho conosciuto e scoperto molte parti di me ancora sconosciute e sono diventata adulta.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott.ssa Giovanna Pinto

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 18 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono una ragazza di 23 anni e da più di due mesi, a seguito di un evento stressante (che credevo potesse compromettere la mia vita) convivo con uno stato di ansia grave circa la mia salute psichica e fisica. Ho avuto alcune somatizzazioni, ed è stato inizialmente difficile ricondurle all’ansia, nonostante medici e contro-medici non avessero riscontrato in me alcun problema organico. Non capivo come potesse essere possibile! Quando ho preso atto del mio malessere emotivo che era alla base di ogni sintomo fisico (quindi rassegnandomi all’idea di non essere malata fisicamente), ho iniziato a prestare attenzione a tutta una serie di paure e di pensieri catastrofici e automatici che non avevo mai avuto prima, e che mi stanno “buttando sempre più giù”. La mia vita è cambiata totalmente: al mattino mi sveglio già triste, ho perso la mia verve e sto iniziando a pensare che la vita non sia più “fatta per me”. Sono sempre stata solare e piena di gratitudine, adesso non mi sento più me stessa e nessuno è in grado di darmi una spiegazione! Ho iniziato un percorso di psicoterapia e già so che a breve andrò a sviscerare alcuni fatti del mio passato che, a quanto pare, non ho metabolizzato e che sembrano essere la causa del mio malessere odierno. Non voglio sembrare irrispettosa… ho fiducia in questo processo, tuttavia mi sembra tutto così astratto! È davvero possibile l’ansia provochi anche disturbi visivi? È normale sentirsi in questa situazione in qualche modo “ovattati” rispetto alla realtà e agli altri, in una propria bolla? È normale (in questa situazione) avere delle sensazioni che modificano la mia percezione di me stessa, della realtà? Mi sento in qualche modo disconnessa: non pienamente qui, non pienamente lì, non pienamente me. Ho paura di non ricordare. Ho paura di vivere in modo non-partecipante…e questa sorta di “ottundimento” dei sensi per me è una cosa infernale. Proprio perché ricordo di aver sempre vissuto con leggerezza e naturalezza, a 360 gradi, in modo fedele a me stessa, e adesso pare che io non sia più in grado neanche di rilassarmi sul MIO letto, in camera MIA, nella MIA amorevole casa di infanzia! Come fa l’ansia a rubare la tua personalità? Io riconosco i miei cari, riconosco i miei luoghi, non mi sono mai sentita “fuori dal mio corpo” o estranea a me stessa, ma mi sento costantemente distaccata dal circostante. Come se fossi sorda, ma non sono sorda. Come se fossi cieca, ma non sono cieca. In qualche modo, sento di avere un problema, un qualcosa che in me “non va”, e che non mi consente di vivere a pieno le mie esperienze, neanche le più ordinarie. È triste!!! Sono così triste! Io amo la vita e ho sempre amato me stessa, adesso mi sembra di aver perso tutto!
È chiaro che percepire questo disagio non fa che peggiorare le cose. Sono diventata iper-analitica: in una situazione in cui tutto mi fa temere di poter perdere il controllo, agganciarmi alle singole sensazioni e provare a tentare di capirle e sviscerarle è l’unica cosa che mi illude di ritrovare un “contatto” con me stessa. Quindi passo giorni interi a interrogarmi e a notare ogni mia singola manifestazione mentale e fisica. Ma sono sempre più confusa, confusa, confusa. Cerco dentro me stessa e non trovo risposte! Cerco su Internet e mi angoscio ancora di più! Posso chiedere soltanto la vostra opinione sulla mia situazione? Questo ottundimento dei sensi, questa paura di perdere il contatto con la realtà e di perdere la mia personalità, i miei ricordi, sono sintomi dell’ansia destinati a passare una volta ottenuti dei progressi con la psicoterapia oppure vanno imputati a disturbi più gravi? Passeranno davvero? Sono normali? Sto diventando pazza? È successo qualcosa di chimico all’interno del mio cervello che non mi consente di vivere normalmente? Grazie!

Buongiorno, capisco il suo allarme. L'ansia, come già detto dai miei colleghi può assumere tante forme, anche quelle che descrive Lei. Continui a confrontarsi con il suo terapeuta, si affidi. Se sta troppo male può pensare a combinare la psicoterapia con una terapia farmacologica, naturalmente parlandone con il suo terapeuta.
Non molli!
Un saluto, Giovanna Pinto

Dott.ssa Giovanna Pinto

Salve a tutt*,

sono una ragazza di 20 anni, in Erasmus da due mesi (e ne ho ancora per altri tre). Sono stata insieme al mio ragazzo per due anni, ci sono stati spesso dei problemi ma comunque la nostra relazione andava avanti e stavamo benissimo insieme ed eravamo felici. È stata la mia prima relazione. Parlo al passato perché, due giorni fa, ci siamo o meglio dire, si è fatto lasciare.

Prima che partissi per l’erasmus, aveva conosciuto una ragazza (che già sapeva chi era), per due sere ci aveva fumato una sigaretta fuori da un bar ma c’erano anche gli amici e quindi io gliel’ho fatta passare liscia… anche se nel momento in cui me l’ha raccontato (perché evidentemente con questa ragazza ci è stato bene) stavamo quasi per lasciarci.

Poi tutto come prima, tutto bellissimo, tuto magico come sempre. Parto per l’erasmus a settembre (lui all’inizio scettico, poi convinto che potessimo stare insieme aveva già comprato i biglietti per venire qua a novembre) passa un mese e litighiamo, ci stavamo per lasciare perché le cose non andavano bene, ma io so che lo amavo e di amarlo tutt’ora e per me non dovevamo lasciarci e infatti non lo abbiamo fatto. Adesso arriva il problema, qualche giorno fa una amica mia lo vede al ristorante con una ragazza, la mattina dopo io vengo a saperlo dalla mia amica (io sapevo che lui sarebbe stato a cena fuori con i suoi amici) e allora inizio a fargli tante domande, e nega. Finché poi lo chiamo, e ammette. Ci sono voluti tre giorni per farmi dire tutta la verità. Mi ha detto che un mese fa era uscito con un suo amico e l’aveva conosciuta e lei le aveva chiesto il numero però solo dopo un mese, lei gli ha scritto per vedersi (cena fuori, un drink … un appuntamento vero e proprio!!!) e poi anche il bacio finale. Quindi si, sono stata tradita.

mi sento ferita e delusa, perché mi ha mentito invece di avermi detto subito come erano andate le cose, lui dice che era già dalla pausa del mese precedente che stava pensando se mi amasse veramente o no, ma si era autoconvinto di si. Non sa perché ha fatto tutto questo ma non si è dimostrato pentito, a volte mi rideva istericamente mentre io al telefono piangevo disperata, mi trattava come se io non esistessi più, non voleva rispondermi al telefono, o ai messaggi.

In tutto questo, ho paura di avere una dipendenza da lui, so che sono passati pochi giorni ma è la mia prima relazione e anche la prima separazione da una persona così vicina a me e io lo amo, non riesco a fare niente, a studiare, a godermi questa esperienza, io lo avrei perdonato, io gliel’ho detto che sarei tornata con lui, il problema è che lui non sa più se mi ama e ora come ora non vuole tornare con me. Io sono distrutta, perché non so come superare e accettare questa perdita, ho passato due anni bellissimi e adesso mi trovo nella fase del dolore in cui iniziò a colpevolizzare me stessa quando è stato lui a fare un atto così e quindi a volermi dimostrare che voleva esser lasciato insomma.

mi manca, poi sono lontana e non posso vederlo. Vorrei scrivergli che lo amo ancora ma ho paura che risulterei ossessiva, vorrei rivederlo a dicembre quando torno ma ho paura che lui non proverà più niente per me. Io mi sto arrampicando sulla convinzione futura che lui si rinnamorerà di me e questo non mi fa passare il dolore che provo per non averlo più per me da un giorno a un altro. Vi prego, vorrei ricevere qualche consiglio, perché in questi giorni non riesco neanche ad alzarmi dal letto, a mangiare, a dormire… penso solo a lui e a volergli scrivere.

Salve, quando si perde qualcuno che amiamo è normale stare male. Si dia un pò di tempo e valuti la possibilità di un percorso psicoterapeutico ( anche online ) per essere accompagnata in questo momento così doloroso per lei.
Un saluto. Giovanna Pinto

Dott.ssa Giovanna Pinto
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