Dr.
Francesco Natrella
Neurochirurgo
·
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Monteriggioni 19 indirizzi
Esperienze
Sono il Dott. Francesco Natrella, Neurochirurgo con una particolare specializzazione nella chirurgia della colonna vertebrale.
Nel corso della mia attività ho dedicato gran parte della mia esperienza alla diagnosi e al trattamento delle patologie della colonna, con l'obiettivo di offrire a ogni paziente un percorso personalizzato, basato sulle sue reali necessità.
Mi occupo in particolare di ernia del disco, stenosi spinale, patologie degenerative della colonna, spondilolistesi e altre condizioni che possono provocare dolore, limitazione dei movimenti o disturbi neurologici.
Una parte importante della mia attività riguarda inoltre le tecniche chirurgiche avanzate e la chirurgia robotica della colonna, che possono consentire di affrontare determinati interventi con un elevato livello di precisione e pianificazione.
Credo però che la tecnologia, da sola, non sia sufficiente. Prima di qualsiasi decisione terapeutica è fondamentale ascoltare il paziente, comprendere i suoi sintomi e valutare attentamente esami diagnostici e condizioni cliniche.
Durante la visita mi impegno quindi a spiegare in modo chiaro da cosa può dipendere il problema, quali sono le possibili alternative e, quando indicato, se un intervento chirurgico può rappresentare una soluzione.
Se soffri di mal di schiena persistente, ernia del disco, stenosi della colonna o ti è stato consigliato un intervento vertebrale e desideri un parere neurochirurgico specialistico, puoi prenotare una visita per valutare insieme il tuo caso.
Il primo passo per capire quale sia la soluzione più adatta a te è una valutazione specialistica.
Hai già una diagnosi o un problema alla colonna che ti preoccupa? Prenota una visita specialistica per valutare il tuo caso e capire quali sono le possibilità di trattamento.
Aree di competenza principali:
- Neurochirurgia
Principali patologie trattate
- Ernia del disco
- Spondilolistesi
- Cervicoartrosi
- Sciatalgia
- Dolore
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Tipologia di visite
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Visita neurochirurgica
Da 120 € -
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Visita neurochirurgica di controllo
Da 90 € -
-
Prima visita neurochirurgica
160 € -
-
Neurochirurgia
Da 160 € -
Indirizzi (19)
SS 222 Chiantigiana Località Colombaio, Monteriggioni 53035
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Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Recensioni
174 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Spiegazioni dettagliate
- Attenzione durante la visita
- Puntualità
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E
Emiliano
Molto professionale rassicurante nelle spiegazioni sono rimasto contento della visita
• Poliambulatorio Calamita Viterbo • Altro •
-
P
Panaro Angelo
Persona. DISTINTA eccellente
Dal punto di Vista Professionale Tecnico
E deciso .
Pienamente soddisfatto.
• Casa Di Cura Rizzola • visita neurochirurgica •
-
B
B.M.
Professionista serio, gentile ed esaustivo nelle spiegazioni.
• Casa Di Cura Rizzola • visita neurochirurgica •
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M
Mirella Didoni
Mi sono rivolta a questo dottore per un problema alla schiena e sono stata pienamente soddisfatta.
• Casa Di Cura Rizzola • Altro •
-
S
S.C.
Professionista preparato e cordiale. Scrupoloso e attento.
• Casa Di Cura Rizzola • visita neurochirurgica •
-
T
Tamara
Sono stata molto contenta della visita che ho fatto con il Dottor Natrella, sia sotto il profilo puramente fisico che per la risposta dettagliata e spiegata molto bene senza paroloni non comprensibili. Grazie.
• Casa Di Cura Rizzola • neurochirurgia •
-
A
Armando Barazzutti
Medico molto attento nel spiegare come affrontare i problemi che mi preoccupano con un linguaggio semplice. Ottima visita.
• Casa Di Cura Rizzola • visita neurochirurgica •
-
M
Mauro Tama
Ottimo approccio, gentilissimo e preparato. Molto competente e disponibile. Ottimo specialista
• Casa Di Cura Rizzola • visita neurochirurgica •
-
M
Marco Maschiella
Dottore con alta professionalità e competenza ottima la disponibilità verso i pazienti durante tutto il periodo di cura
• Poliambulatorio Calamita Viterbo • Altro •
-
S
S.L.
E’ molto serio, professionale, esaustivo e disponibile.
Lo consiglio vivamente.• Poliambulatorio Calamita Viterbo • visita neurochirurgica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve posso sapere i tempi di recupero totale dopo aver fatto un intervento microinvasivo in anestes
Salve posso sapere i tempi di recupero totale dopo aver fatto un intervento microinvasivo in anestesia locale di foraminotomia l5 s1 .
Sono 30 giorni e sento formicolio alla gamba , rigidità lombare è un dolorino nel punto lombare operato
Devo attendere altro tempo?
Grazie anticipatamente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
se il formicolio era presente prima dell'intervento è possibile che ci vogliano dai 2 ai 6 mesi prima che regredisca. La rigidità e il dolore a livello lombare, nel punto operato, dopo 30 giorni sono generalmente nella norma. Se dovessero persistere oltre i 2 mesi occorrerà un controllo clinico.
Salve, sono una ragazza di 28 anni, qualche anno fa dopo un blocco più brutto del solito alla schien
Salve, sono una ragazza di 28 anni, qualche anno fa dopo un blocco più brutto del solito alla schiena e terapia farmacologica fallimentare a base di fans e cortisonici, mi hanno diagnosticato una voluminosa ernia fiscale L4-L5 con due protrusioni alle vertebre superiori L3-L4 e inferiori L5-S1. Il mio neurochirurgo, vista la persistenza del dolore per più di 3 mesi nonostante la terapia farmacologica e la zoppia ormai permanente, mi ha messo in lista d'attesa per l'intervento. Accusavo ridotta sensibilità e formicolii persistenti alla gamba sinistra. Tuttavia una terapia antalgica a base di Tecar terapia, tens e massaggi da lui consigliata nel frattempo per migliorare il dolore in attesa dell'intervento si è rivelata particolarmente efficiente per cui il dolore è diminuito e con l'ausilio di esercizi di riabilitazione mi sono ripresa nell'arco di ulteriori 3 mesi. Il dottore dunque mi ha sconsigliato di intervenire dato l'improvviso miglioramento dei sintomi quindi non mi sono più operata. Da allora, sono stata bene per circa un anno, ho ripreso gradualmente a fare tutti i movimenti e ho seguito un corso di pilates come unica attività fisica, insieme a lunghe passeggiate. L'anno scorso, sempre in estate, come il blocco originario, ho avuto di nuovo un episodio di forte blocco durato circa una settimana, risoltosi pero con iniezione di cortisonici dato che i normali FANS sono del tutto inefficaci. Ho pensato che fosse perché stavo sostenendo dei ritmi di lavoro assurdi e lavoravo come commessa, per cui non stavo riuscendo nemmeno a fare ginnastica come avrei dovuto, e mi trascinavo un po' di rigidità lombare e dolore da un po', fino a bloccarmi del tutto. La ripresa è stata più rapida del primo episodio e nel giro di poco ho cambiato lavoro e iniziato di nuovo a seguire pilates. Sono stata bene tutto l'inverno, ora lavoro in un laboratorio chimico, dove non sto sempre seduta, anzi cammino molto (circa 8 Mila passi in una giornata di lavoro) e non mi sento affaticata potendo avere dei ritmi abbastanza normali. Nonostante ciò, sempre in estate, circa 8 giorni fa sono andata a dormire con una leggera tensione alla zona lombare, comparsa improvvisamente, e mi sono svegliata completamente bloccata, come mai prima d'ora. Schiena in posizione antalgica a circa 45° a sinistra, dolore e rigidità tali da avere difficoltà a girarmi nel letto, o a scendervi per andare in bagno o mangiare. Mettere i piedi per terra e sostenere il peso del mio corpo (peso 65 kg, e sono alta 1.63 m, quindi non eccessivamente in sovrappeso) mi procurava dolori lancinanti. Inizio subito cure con voltaren e muscoril, per 6 giorni, completamente inutili osservando riposo assoluto, il dolore aumenta di intensità e dalla iniziale sola contrattura dei muscoli lombari sento chiaramente che l'ernia paramediana sinistra espulsa si è fortemente infiammata, tanto da non poter contare più sulla gamba sinistra per alzarmi dal letto o camminare, e tanto da rendere la deambulazione ancora più difficile. Contatto il mio neurochirurgo, che visto l'intensificarsi del dolore mi ha prescritto una terapia a base di due infiltrazioni al giorno di cortisone e due Tachipirina 1000 per 5 giorni. Ora sono al terzo giorno e devo dire che da quando ho iniziato il cortisone sto molto meglio. La tensione al livello lombare è diminuita, la schiena è tornata dritta, ma la pressione dell'ernia sul nervo è ancora presente, causandomi difficoltà a camminare, dovendo trascinare la gamba sinistra. Ora ho dolore localizzato sul gluteo sinistro che si estende alla gamba se cerco di flettere la schiena o il collo anche di poco (ad esempio per chiamarmi leggermente verso la forchetta mentre sono seduta a tavola o quando cerco di legarmi i capelli). Perdonate il preambolo, ma la mia domanda è questa, è possibile che dato il volume dell'ernia e la sua posizione, il normale processo di guarigione sia limitato? Cioè, è normale avere ricadute così frequenti dopo la guarigione spontanea? L'intervento può essere risolutivo ed evitare le ricadute, sempre a patto di mantenere il benessere della mia schiena con opportuni accorgimenti (esercizi posturali ecc)? Ho 28 anni, e praticamente negli ultimi 3 anni mi sono bloccata ogni estate, con tempi di guarigione lunghi, e spesso trascinando il dolore per mesi prima di sentirmi di nuovo al 100%. Per me fare attività normali come stare tutto il giorno fuori o pulire approfonditamente casa sono attività sempre a rischio mal di schiena. È vero che ho una vita frenetica, ma sono anche tanto giovane e vorrei poter condurre una vita normale senza la costante paura di avere una ricaduta, che spesso avviene perché mi sono quasi "abituata" al dolore o quanto meno alla tensione lombare. Vorrei capire se bisogna convivere con questa patologia magari cercando di fare dei massaggi con cadenza regolare per mantenere elastica la zona e osservando esercizi per la schiena, ma non nascondo di avere molta paura per il futuro. Ora sono giovane e anche se con difficoltà ho tempo per fare tutto ciò che serve, ma con una gravidanza ho il terrore di restare bloccata per sempre a letto, con dei figli futuri da gestire, da tenere in braccio anche quando sono pesanti, ho paura che questo problema possa influenzare tutta la mia vita. Chiedo quindi se l'intervento potrebbe essere risolutivo ed evitare ricadute così frequenti o permettermi di condurre una vita più normale, oppure se la costanza e l'impegno per tenere a bada i sintomi questi primi anni dopo la scoperta dell'ernia siano a lungo termine equiparabili ad un intervento in termini di qualità di vita.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
proverò a rispondere alla tua domanda basandomi sulla tua storia e, non avendo dati clinici e radiologici a disposizione, a darti la mia opinione, invitandoti a prendere una decisione insieme al tuo neurochirurgo di fiducia.
La tua situazione clinica è piuttosto lunga e travagliata, considerando la giovane età. Ritengo che tu debba prendere in seria considerazione una soluzione chirurgica al tuo problema, anche perché essere "abituati" al dolore non è normale, a qualunque età. La tua qualità di vita non è accettabile, perciò credo che il problema vada affrontato con decisione, considerato anche il notevole impegno che hai profuso per trattare la tua patologia in maniera conservativa. Nella mia esperienza un'ernia del disco espulsa deve essere asportata nella maggior parte dei casi, anche per evitare possibili deficit, e va trattata, a seconda dei casi, anche l'instabilità vertebrale che spesso è la causa dell'ernia.
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