Sono un ragazzo di 23 anni e soffro di parapsoriasi da quando avevo circa 17 anni. Conosco abbastanz
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Sono un ragazzo di 23 anni e soffro di parapsoriasi da quando avevo circa 17 anni. Conosco abbastanza bene l’andamento della malattia: alterna periodi in cui è più evidente sulla pelle ad altri in cui è molto attenuata o quasi assente. Negli anni ho imparato ad accettarla, anche se a livello estetico mi crea ancora disagio. Le macchie non sono molte e non sempre danno prurito, quindi nel complesso è una condizione “sopportabile”.
Conduco uno stile di vita abbastanza sano: non bevo alcol, non ho mai fumato e cerco di seguire un’alimentazione equilibrata, anche se negli ultimi mesi ho mangiato in modo più disordinato, soprattutto saltando pasti.
Da ottobre a febbraio ho lavorato come magazziniere, facendo turni notturni di circa 8 ore quasi tutti i giorni. È stato un periodo molto stressante: dormivo male, mangiavo male ed ero spesso irritato. Durante questo periodo mi è comparsa dermatite seborroica al cuoio capelluto (non l’avevo mai avuta prima).
Mi è stata prescritta una terapia con Zirtec per 30 giorni per il prurito in testa, uno shampoo specifico (Melis) da usare 3 volte a settimana e una crema (Eurocort) da applicare su una zona con crosta per la dermatite seborroica che ho/ ho avuto solo in testa. Dopo circa due mesi di cura, la situazione del cuoio capelluto è migliorata: non ho più croste e non noto più caduta attiva di capelli.
Tuttavia, ho notato un diradamento dei capelli, in particolare nella zona frontale e sul vertice, ma in generale un po’ su tutta la testa. Sono tornato all’IDI e un’altra dermatologa mi ha detto che la perdita di capelli non è collegata alla dermatite seborroica, ma sarebbe dovuta ad alopecia androgenetica.
Questa diagnosi mi ha lasciato perplesso, perché leggendo informazioni online ho trovato che la dermatite seborroica può causare una caduta temporanea dei capelli, con possibile ricrescita nel tempo. Inoltre, attualmente non noto più caduta attiva.
Ho in mente di andare a farmi visitare da un dermatologo tricologo per conoscere la vera causa di questa perdita di capelli, se alopecia androgenetica o appunto (spero) dermatite seborroica. Nel caso dell’ultima, i capelli dovrebbero ricrescere da soli, confermate?
Mi chiedo quindi:
-È possibile che la dermatologa si sia sbagliata?
-La perdita di capelli potrebbe essere stata temporanea e legata allo stress e alla dermatite seborroica?
-In questi casi è possibile una ricrescita autonoma dei capelli senza dover fare una terapia?
Avrei anche altre domande, se qualcuno può aiutarmi:
-So che la parapsoriasi è una condizione cronica, ma esistono creme o trattamenti che posso usare quando compaiono le macchie, per ridurre l’aspetto visivo e il leggero prurito? So che le creme a base di cortisone, se usate a lungo, possono avere effetti collaterali, quindi vorrei capire se ci sono alternative più sicure nel tempo.
-Per quanto riguarda la dermatite seborroica, anche questa so che è cronica: dovrei continuare a usare shampoo specifici come il Melis anche a lungo termine, magari a scopo preventivo, per evitare che ritorni?
Dal punto di vista emotivo sto vivendo questa situazione con molta difficoltà. Sono molto triste e questa cosa mi ha colpito tanto, anche psicologicamente. Porto i capelli lunghi e non rasati, quindi il diradamento per me è ancora più evidente e difficile da accettare.
Sono giovane e dover affrontare già da ora questo tipo di problemi mi pesa molto. Spero davvero che si tratti di una situazione temporanea, legata allo stress e alla dermatite seborroica, e che i capelli possano ricrescere con il tempo.
Un grazie sincero a qualsiasi dottore o dottoressa che vorrà rispondermi.
Conduco uno stile di vita abbastanza sano: non bevo alcol, non ho mai fumato e cerco di seguire un’alimentazione equilibrata, anche se negli ultimi mesi ho mangiato in modo più disordinato, soprattutto saltando pasti.
Da ottobre a febbraio ho lavorato come magazziniere, facendo turni notturni di circa 8 ore quasi tutti i giorni. È stato un periodo molto stressante: dormivo male, mangiavo male ed ero spesso irritato. Durante questo periodo mi è comparsa dermatite seborroica al cuoio capelluto (non l’avevo mai avuta prima).
Mi è stata prescritta una terapia con Zirtec per 30 giorni per il prurito in testa, uno shampoo specifico (Melis) da usare 3 volte a settimana e una crema (Eurocort) da applicare su una zona con crosta per la dermatite seborroica che ho/ ho avuto solo in testa. Dopo circa due mesi di cura, la situazione del cuoio capelluto è migliorata: non ho più croste e non noto più caduta attiva di capelli.
Tuttavia, ho notato un diradamento dei capelli, in particolare nella zona frontale e sul vertice, ma in generale un po’ su tutta la testa. Sono tornato all’IDI e un’altra dermatologa mi ha detto che la perdita di capelli non è collegata alla dermatite seborroica, ma sarebbe dovuta ad alopecia androgenetica.
Questa diagnosi mi ha lasciato perplesso, perché leggendo informazioni online ho trovato che la dermatite seborroica può causare una caduta temporanea dei capelli, con possibile ricrescita nel tempo. Inoltre, attualmente non noto più caduta attiva.
Ho in mente di andare a farmi visitare da un dermatologo tricologo per conoscere la vera causa di questa perdita di capelli, se alopecia androgenetica o appunto (spero) dermatite seborroica. Nel caso dell’ultima, i capelli dovrebbero ricrescere da soli, confermate?
Mi chiedo quindi:
-È possibile che la dermatologa si sia sbagliata?
-La perdita di capelli potrebbe essere stata temporanea e legata allo stress e alla dermatite seborroica?
-In questi casi è possibile una ricrescita autonoma dei capelli senza dover fare una terapia?
Avrei anche altre domande, se qualcuno può aiutarmi:
-So che la parapsoriasi è una condizione cronica, ma esistono creme o trattamenti che posso usare quando compaiono le macchie, per ridurre l’aspetto visivo e il leggero prurito? So che le creme a base di cortisone, se usate a lungo, possono avere effetti collaterali, quindi vorrei capire se ci sono alternative più sicure nel tempo.
-Per quanto riguarda la dermatite seborroica, anche questa so che è cronica: dovrei continuare a usare shampoo specifici come il Melis anche a lungo termine, magari a scopo preventivo, per evitare che ritorni?
Dal punto di vista emotivo sto vivendo questa situazione con molta difficoltà. Sono molto triste e questa cosa mi ha colpito tanto, anche psicologicamente. Porto i capelli lunghi e non rasati, quindi il diradamento per me è ancora più evidente e difficile da accettare.
Sono giovane e dover affrontare già da ora questo tipo di problemi mi pesa molto. Spero davvero che si tratti di una situazione temporanea, legata allo stress e alla dermatite seborroica, e che i capelli possano ricrescere con il tempo.
Un grazie sincero a qualsiasi dottore o dottoressa che vorrà rispondermi.
Buonasera,
la capisco davvero: quello che sta vivendo è più che comprensibile, soprattutto alla sua età. I capelli hanno un impatto importante sull’immagine di sé, e vedere un cambiamento così improvviso può destabilizzare, anche emotivamente.
Da quello che racconta, la sua situazione merita di essere letta nel complesso. Ha attraversato un periodo molto intenso, con stress importante, turni notturni, sonno irregolare e alimentazione poco equilibrata: tutte condizioni che, molto spesso, portano a una caduta temporanea dei capelli. In questi casi i capelli entrano in una fase “di riposo” e, dopo qualche tempo, possono diradarsi in modo diffuso, proprio come descrive lei. La cosa rassicurante è che questo tipo di caduta è nella maggior parte dei casi reversibile, quindi i capelli tendono a ricrescere.
Anche la dermatite seborroica può aver contribuito: non causa una perdita definitiva, ma può indebolire temporaneamente i capelli e peggiorare la situazione generale del cuoio capelluto. Il fatto che ora sia migliorata è sicuramente un segnale positivo.
Per quanto riguarda invece l’alopecia androgenetica, è una diagnosi che va fatta con attenzione. È possibile, ma nel suo caso non è qualcosa che darei per scontato senza un approfondimento: a volte situazioni come la sua possono essere interpretate in modo un po’ troppo rapido, mentre è importante distinguere bene tra una caduta temporanea e una condizione cronica.
Sì, quindi: è assolutamente possibile che la sua sia stata una perdita legata allo stress e che ci sia una ricrescita spontanea. Allo stesso tempo, però, è importante capire se c’è anche una minima componente androgenetica, perché in quel caso intervenire presto fa davvero la differenza.
Per la parapsoriasi, esistono diverse opzioni per gestire le fasi in cui le macchie sono più evidenti: non solo cortisonici (che vanno comunque usati con criterio), ma anche trattamenti più delicati che aiutano a controllare prurito e aspetto della pelle.
Per la dermatite seborroica, invece, sì: ha senso continuare con uno shampoo specifico anche nel tempo, magari riducendo la frequenza, proprio per mantenere la situazione stabile ed evitare ricadute.
Il punto, però, è che nel suo caso ci sono più elementi insieme, e affrontarli uno per uno senza una visione d’insieme rischia di creare solo più confusione e ansia.
Per questo le consiglio davvero di effettuare una visita dermatologica tricologica presso il mio studio: potremo valutare con precisione la situazione del cuoio capelluto, capire esattamente la causa del diradamento e darle indicazioni chiare e mirate. Spesso già avere una diagnosi precisa aiuta anche a vivere tutto questo con molta più tranquillità.
la capisco davvero: quello che sta vivendo è più che comprensibile, soprattutto alla sua età. I capelli hanno un impatto importante sull’immagine di sé, e vedere un cambiamento così improvviso può destabilizzare, anche emotivamente.
Da quello che racconta, la sua situazione merita di essere letta nel complesso. Ha attraversato un periodo molto intenso, con stress importante, turni notturni, sonno irregolare e alimentazione poco equilibrata: tutte condizioni che, molto spesso, portano a una caduta temporanea dei capelli. In questi casi i capelli entrano in una fase “di riposo” e, dopo qualche tempo, possono diradarsi in modo diffuso, proprio come descrive lei. La cosa rassicurante è che questo tipo di caduta è nella maggior parte dei casi reversibile, quindi i capelli tendono a ricrescere.
Anche la dermatite seborroica può aver contribuito: non causa una perdita definitiva, ma può indebolire temporaneamente i capelli e peggiorare la situazione generale del cuoio capelluto. Il fatto che ora sia migliorata è sicuramente un segnale positivo.
Per quanto riguarda invece l’alopecia androgenetica, è una diagnosi che va fatta con attenzione. È possibile, ma nel suo caso non è qualcosa che darei per scontato senza un approfondimento: a volte situazioni come la sua possono essere interpretate in modo un po’ troppo rapido, mentre è importante distinguere bene tra una caduta temporanea e una condizione cronica.
Sì, quindi: è assolutamente possibile che la sua sia stata una perdita legata allo stress e che ci sia una ricrescita spontanea. Allo stesso tempo, però, è importante capire se c’è anche una minima componente androgenetica, perché in quel caso intervenire presto fa davvero la differenza.
Per la parapsoriasi, esistono diverse opzioni per gestire le fasi in cui le macchie sono più evidenti: non solo cortisonici (che vanno comunque usati con criterio), ma anche trattamenti più delicati che aiutano a controllare prurito e aspetto della pelle.
Per la dermatite seborroica, invece, sì: ha senso continuare con uno shampoo specifico anche nel tempo, magari riducendo la frequenza, proprio per mantenere la situazione stabile ed evitare ricadute.
Il punto, però, è che nel suo caso ci sono più elementi insieme, e affrontarli uno per uno senza una visione d’insieme rischia di creare solo più confusione e ansia.
Per questo le consiglio davvero di effettuare una visita dermatologica tricologica presso il mio studio: potremo valutare con precisione la situazione del cuoio capelluto, capire esattamente la causa del diradamento e darle indicazioni chiare e mirate. Spesso già avere una diagnosi precisa aiuta anche a vivere tutto questo con molta più tranquillità.
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