Salve , volevo sapere se fosse possibile che uno psicoterapeuta si affezioni al proprio paziente.

20 risposte
Salve , volevo sapere se fosse possibile che uno psicoterapeuta si affezioni al proprio paziente.
Dott.ssa Carla Chierchia
Psicologo, Psicoterapeuta
Castellammare di Stabia
Buon pomeriggio, certo ci affezioniamo ai nostri pazienti, è normale che accada, siamo esseri umani che lavorano con la relazione, e con le emozioni, elementi fondamentali del processo di cura. Ogni psicoterapeuta lavora su di sè per mantenere confini chiari e solidi ed impara ad utilizzare questi sentimenti ed emozioni (controtransfert) per il raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Un abbraccio

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Antonella Colantoni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Avezzano
Caro utente in un percorso terapeutico si parla di alleanza terapeutica in quanto senza la costruzione di un rapporto di fiducia e di empatia non può iniziare nulla. E' importante quindi che si crei un legame e che il paziente impari ad affidarsi e fidarsi del proprio terapeuta. Si parla anche di ascolto attivo che lo psicoterapeuta deve mettere in atto nei confronti del proprio paziente, ma si parla di due persone che provano ovviamente emozioni ed è pertanto inevitabile che ci si affezioni questo porterà a degli esiti positivi nella crescita del percorso e nel raggiungimento di risultati. Per qualsiasi chiarimento può contattarmi. un caro saluto
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno, È possibile, ma deve fare il conto con questa possibilità fin dall'inizio del suo lavoro
Sono disponibile per colloqui online .
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott. Luca Roveda
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Monza
Buongiorno, la terapia è innanzitutto un incontro tra persone in cui circolano pensieri, emozioni e sentimenti e in cui è possibile stabilire un legame anche di affetto. Saluti
Dott.ssa Micaela Bastia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Modena
Buongiorno, durante il percorso di terapia è fondamentale che si crei una buona alleanza terapeutica, in cui la persona possa sentirsi a suo agio nell'esprimere il proprio malessere e le proprie emozioni senza mai sentirsi giudicato. Chiaramente, anche da parte del terapeuta ci sono emozioni, sensazioni che fanno sì che egli si affezioni al paziente, ma in senso utile e sano che consenta un buon lavoro supportato da una buona alleanza. Se invece si intende un'affezione di tipo amichevole, romantico o comunque in senso stretto, questo di norma non dovrebbe accadere in quanto non porterebbe giovamento alla terapia (ma il terapeuta è anche formato perchè ciò non accada). Un caro saluto, dott.ssa Micaela Bastia
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, in che senso?
Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buongiorno,
Si, capita che ci si affezioni molto più spesso di quanto si pensi.
Dott.ssa Roberta Floris
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cagliari
Buongiorno, se per affezionarsi intende che il terapeuta mostra empatia e vicinanza emotiva, certo, perché è alla base di una buona relazione terapeutica e di una alleanza tra professionista e paziente. E' importante però che il terapeuta mantenga comunque i confini e il ruolo e sappia utilizzare nel setting tutte le emozioni che fluiscono (comprese le sue) per le finalità terapeutiche del caso. Cordiali saluti
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Buongiorno, si capita. Sarebbe curioso capire come mai le è venuta in mente questa domanda!
Cordiali saluti
AV
Dott.ssa Anna Marcella Pisani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
La sua domanda è molto complessa, una questione che ha riempito e continua a riempire diversi volumi di psicologia.
Pertanto, non avendo altre info più specifiche a riguardo, le posso dire che tra paziente e terapeuta si crea una relazione d'affetto, ma è una forma d'affetto molto particolare ed unica.
Detto ciò è importante che lei si chieda come mai si pone tale quesito. Ha svolto o sta svolgendo la psicoterapia? Ha provato su di sé quella forma di affetto tipica della relazione terapeutica?
Dott.ssa Irene Leo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Salve, si chieda perché ha bisogno di avere una risposta a questa domanda; quale paura o ansia si nasconde dietro. Siamo umani e come tali anche noi Psicoterapeuti proviamo emozioni e commozione di fronte ai vissuti dei nostri pazienti. La relazione di fiducia è essenziale per lo stesso processo terapeutico ma rimane il fatto che rimaniamo figure di passaggio e di supporto nel limite di un rapporto professionale.
Spero di essere stata utile, rimango a disposizione per altri consulti, anche online. Buona serata.
I.L.
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, ovviamente si crea un rapporto contraddistinto anche dall'affetto visto il tipo di rapporto che si va a stabilire. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Roberta Croatti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Santarcangelo di Romagna
Affezionarsi nel senso di prendersi cura della persona che ho di fronte. L'empatia è fondamentale nel percorso terapeutico.
Ma non si diventa amici dei propri pazienti !
Questo nuoce alla terapia
Dott. Paolo Mirri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Livorno
Siamo persone, sì, certo che è possibile. Tutto però all'interno del sistema di ruoli definito dal lavoro psicoterapeutico. Cordiali saluti, Paolo Mirri
Dott.ssa Arianna Corotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve, sì certo . Gli psicoterapeuti lavorano su se stessi per mantenere i sentimenti verso i pazienti entro ruoli ben circostanziati dal momento che, diversamente, il lavoro terapeutico fallirebbe.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Assolutamente si, aggiungo che lo psicoterapeuta ha fatto dei training perché questa affezione non sovrasti il rapporto terapeutico. Detto questo nella relazione terapeutica siamo assolutamente in due.
Saluti,dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, è certamente possibile.
Se però questo affetto incide sulla qualità del percorso, allora potrebbe rappresentare un problema.
Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

È possibile che uno psicoterapeuta sviluppi un'affezione o un sentimento di empatia verso il proprio paziente, in quanto il rapporto terapeutico si basa sulla connessione e sulla comprensione reciproca. Tuttavia, è fondamentale che il terapeuta mantenga un confine professionale chiaro. L'affetto che può nascere è legato all'umanità e alla connessione empatica, ma un buon terapeuta sa mantenere una relazione terapeutica sana e distaccata, centrata sul benessere del paziente e sul processo di guarigione. Se il terapeuta dovesse sviluppare sentimenti che mettono a rischio l'efficacia della terapia o la professionalità, sarebbe necessario affrontare la situazione con supervisione o consulto.
Dott.ssa Martina Simeone
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve, lo psicoterapeuta è una persona come tutte le altre, pertanto è normale che si crei un legame con il paziente. Tuttavia, questa relazione, è di tipo professionale e deve rispettare determinate caratteristiche limitate al suddetto tipo di relazione, senza sconfinare oltre la stanza di terapia.
Dott.ssa Fabiana Schilliro
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
certo, è possibile che uno psicoterapeuta provi affetto o una forma di vicinanza emotiva verso il proprio paziente: la relazione terapeutica è infatti un legame umano, basato su empatia, fiducia e comprensione. Tuttavia, è importante che il terapeuta mantenga sempre un atteggiamento professionale, affinché questi sentimenti restino al servizio del benessere del paziente.

Forse, però, può essere interessante domandarsi come mai questa domanda le nasce proprio ora, e che significato può avere per lei. A volte, le domande che emergono in terapia sono occasioni preziose per esplorare aspetti del proprio vissuto e dei propri legami affettivi.

Un caro saluto,
Dott.ssa Fabiana Francesca Schillirò
Psicologa – Psicoterapeuta

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.