Salve, sono una ragazza di 22 anni. Faccio una introduzione per quanto la mia distruzione familiare

24 risposte
Salve, sono una ragazza di 22 anni. Faccio una introduzione per quanto la mia distruzione familiare che sicuro potrebbe aiutare: sono figlia unica, mia madre (48 anni) si è separata con mio madre quando avevo all’incirca 15/16 anni. Abbiamo passato brutti periodi causa mio padre (che tra l’altro da due anni ho chiuso rapporti). Mi sono dedicata a lei h24 in quel periodo, mettendo da parte tutta la mia vita, le mie uscite, i miei desideri per starle vicino e lo rifarei 1000 volte. Poi ha conosciuto una persona deliziosa ma inizialmente sono stata davvero tanto male perché da essere in due sempre sempre insieme, ho dovuto dividere mia madre con un’altra persona. Oggi come oggi conviviamo insieme e sono felice per lei. Non mi ha mai negato nulla, ma questo perché secondo me le mie richieste sono state sempre mai esagerate. Sono sempre stata super responsabile, non ho mai creato grossi problemi, non mi piace passare del tempo in locali, discoteche, non bevo, non fumo.. le mie uniche uscite sono all’università e girare per mostre o cose così (faccio Accademia di belle arti). Nell’ultimo anno la mia routine è cambiata drasticamente. Mi dedico molto più a me, capita che esco la mattina e torno la sera, ma i miei giri sono sempre quelli. Molto tranquilli. Non ho mai avuto un ragazzo e da due mesi mi sono fidanzata con questo ragazzo di 30 che conoscevo da un anno e mezzo. Per mia madre l’età non è per niente un problema, anzi! La questione è che abbiamo il desiderio di dormire insieme (a casa sua e abito solo) ma mia madre prima dice si, poi dice no.. è molto incoerente sotto questo punto di vista e non capisco perché NON voglia farmi andare da lui la notte. Sa che comunque lo abbiamo già fatto quindi il problema non è nemmeno quello. Lei dice che vuole conoscerlo, ci stiamo organizzando. Ma qualcosa mi dice che non basterà nemmeno quello e ricomincerà con le pretese. Deve capire che a 22 anni è ora di tagliare il cordone ombelicale e che ora non c’è solo lei come 6/7 anni fa. Come mi devo comportare?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Irene Gorrino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Cara Utente, mi dispiace per questa situazione. Non dev'essere stato facile decidere di dedicarsi al sostegno di sua madre così giovane. E anche ora posso solo immaginare la fatica nel sentirsi giustamente pronta a un'indipendenza che però in qualche modo viene ostacolata.
La invito a riflettere che lei oramai è adulta e per quanto sia comprensibile voler trovare la giusta soluzione per gestire la situazione in modo sereno per sua madre, non ha bisogno di permessi, anche se vive con lei.
Comprendo ovviamente la difficoltà insita nelle mie parole, per questo la invito a intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a mettere a fuoco questi temi e a sostenerla in questa nuova fase della sua vita.
Per eventuali chiarificazioni, resto a disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Irene Gorrino
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Comprendo che lei stia attraversando un momento difficile, in cui la sua madre sembra avere difficoltà ad accettare il fatto che lei sia una persona adulta che vuole vivere la propria vita. È normale per i genitori abbiano difficoltà a lasciare andare i propri figli, ma ci sono dei limiti da rispettare.
Penso che lei debba iniziare a parlare con sua madre apertamente e con rispetto riguardo alle sue esigenze e desideri come persona adulta. Potrebbe dirle che capisce che le sue preoccupazioni sono sincere, ma che è anche pronta a gestire la tua vita in autonomia. Può anche rassicurarla dicendole che non vuole allontanarsi da lei, ma che vuole solo la possibilità di esplorare il mondo e fare le tue esperienze.
Potrebbe anche essere utile coinvolgere il suo ragazzo nella situazione, in modo che sua madre possa conoscerlo meglio e sentirsi più a suo agio con lui. Potrebbe organizzare una cena o un'uscita tutti insieme, in modo da dare a sua madre l'opportunità di conoscere meglio il suo partner e rafforzare la fiducia che ha in te.
Io se volesse sono qui per darle supporto. La sua situazione sembra essere piuttosto complessa, ma sono sicura che possiamo trovare una soluzione insieme.
Innanzitutto, è importante capire che il legame tra madre e figlia può essere molto forte e difficile da rompere, soprattutto dopo un'esperienza traumatica come la separazione dei genitori. Tuttavia, come ha detto, sei diventata adulta e hai bisogno di prendere le tue decisioni e gestire la tua vita.
Vorrei lavorare con lei e sua madre per aiutarla a comunicare e comprendere meglio i rispettivi punti di vista. Potrebbe essere utile esplorare il ruolo che ha assunto nella vita di sua madre dopo la separazione, e come questo ha influenzato il rapporto tra di voi nel tempo. Inoltre, potrei aiutare sua madre a comprendere il suo bisogno di indipendenza e di assumere maggiori responsabilità nella tua vita.
Una soluzione potrebbe essere quella di avere un confronto aperto e rispettoso con sua madre, spiegando i suoi sentimenti e le sue esigenze. Potrebbe essere utile fare questo sotto la mia supervisione per creare uno spazio sicuro e neutrale in cui esprimere i propri pensieri.
In ogni caso, è importante ricordare che ogni situazione è unica e richiede un approccio personalizzato. Spero che questa risposta ti abbia dato un'idea di come potrei aiutarla a risolvere il problema. La invito a contattarmi tramite chat per approfondire.
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Dott.ssa Federica Marino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Cara! Che brutta situazione che hai descritto! non deve essere stata una passeggiata nè per te nè per la tua famiglia affrontare una separazione e poi ciò che ne deriva. Se provo a immaginarti ragazzina e già piena di pesi e responsabilità di ogni genere, provo molta tenerezza nei tuoi confronti e mi viene spontaneo riflettere sul fatto che tu abbia dovuto strutturare ( un po' come tu stessa racconti) una personalità molto solida, matura e ahimè anche molto "inquadrata". Sicuramente ti è tornato utile imparare a farti carico di co"cose" anche "più grandi di te"...Ma tu sei molto di più di questo...e ti trovi in una fase del tuo ciclo di vita che dovrebbe per sua stessa definizione essere molto fruttuoso. Allora forse dovresti sperimentare e conoscere nuovi aspetti di te e adattarti alle novità in modi nuovi, destrutturando quegli aspetti che, pur essendo stati "utili", adesso forse risultano insufficienti o anche molto" castranti"( come per es. sentirsi liberi di opporsi alla volontà di tua madre senza per questo sentirsi in colpa o aver paura di ferirla irrimediabilmente).
e' chiaro che si ratta però di un processo altrettanto delicato della tua vita che non è detto che tu sappia affrontare da sola, vuoi perchè non ti senti abbastanza sostenuta, vuoi perchè l' aiuto di un professionista può facilitare enormemente il lavoro che dovresti fare su di te. tuttavia, ritengo sia possibile prevedere sbocchi inediti e soluzioni sufficientemente indolore per entrambe. Avete fatto squadra finora e potete continuare a farlo! Forse però serve fare un reset, potersi guardare in faccia e dirsi come state serenamente, senza omissioni o inibizioni di sorta! Che ne pensi? Sarebbe bello, no?
Ecco cosa un percorso psicoterapeutico potrebbe darti. In oni caso, spero di aver risposto alla tua domanda aprendoti altre domande che possano essere per te stimolo per nove riflessioni e consapevolezze. per qualsiasi cosa, resto a tua disposizione eventualmente online. mi trovi in piattaforma! Intanto in bocca al lupo per il tuo amore e per tutto! Hai il mondo nelle mani! Forza!
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, doversi confrontare con i propri genitori e battersi per acquisire nuove libertà e autonomie fa parte del processo che porta a diventare adulti e indipendenti. E' possibile che avendo avuto un rapporto molto stretto con sua madre ed essendo state solo voi due per molto tempo, ora ci sia una maggiore fatica nello staccarsi. Il mio consiglio è di farsi forza e prepararsi ad altri scontri, perchè necessari per la sua crescita personale. Un percorso psicologico può aiutarla a non affrontare tutto questo da sola, fornendole uno spazio dove esprimere la sua fatica e dove cercare delle modalità per gestire le preoccupazioni materne. Resto a disposizione in caso voglia provare ad approfondire la questione in un colloquio, anche in modalità online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Dott.ssa Giulia Remondini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lecco
Buonasera, mi spiace stia vivendo questa fatica al posto di una situazione più appagante e serena. Detto questo cosa spero lei decida di iniziare un suo percorso psicologico e di capire quindi cosa questa situazione porta a galla in lei e quali strategie utilizzare. La ringrazio per aver condiviso parte della sua storia con noi, è sicuramente indice di come ha imparato a vivere ed a gestirsi. Rimango a disposizione e le auguro il meglio, dott.ssa Giulia Remondini
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Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Psicologo, Psicoterapeuta
Pozzuoli
Salve e grazie di essersi rivolto a noi. Senz'altro una situazione disagevole che si insinua continuamente nel suo quotidiano. Potrebbe esserle più che utile una consulenza psicologica per completare il suo racconto con ulteriori dettagli, soffermandosi sui pensieri e sui vissuti emotivi legati alla vicenda e individuare le risorse necessarie. Mi chiami per una consulenza. Cordialmente Dott. Tiziana Vecchiarini
Dott.ssa Francesca Coricelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Roma
Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi la sua esperienza. Ci ha fornito una descrizione molto dettagliata, nonostante questo però, penso che sia opportuno occuparsi di questi suoi vissuti in uno spazio privato, in un percorso psicologico, insieme ad un* professionista che sappia supportarla in questo periodo critico, affrontando i vissuti emotivi collegati a questa situazione, ma soprattutto ricostruire insieme la sua storia personale, per andare a ricostruire il rapporto che ha instaurato con sua madre, così da comprendere meglio la situazione del presente.
Resto a disposizione per qualsiasi domanda, anche online.
Un caro saluto
Francesca Coricelli - Psicologa
Dott.ssa Federica Emiliani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pescara
Buongiorno, la ringrazio per la sua condivisione. Da ciò che riporta, posso comprendere come la situazione che stia vivendo possa essere complessa e dolorosa. I cambiamenti, specialmente se drastici come lei ha descritto, possono essere difficili da accettare. Posso comprendere come sia frustrante scontrarsi con la difficoltà di non essere riconosciuta come un'adulta che sta costruendo la propria vita separatamente da quella di sua madre. D'altro canto, è necessario riconoscere come le reazioni e i comportamenti degli altri, purtroppo, non possono essere controllate o modificate in accordo con ciò che vorremmo noi. Per questo motivo, la inviterei a riflettere sulla possibilità di intraprendere lei stessa un percorso psicologico, proprio al fine di comprendere e affinare le sue potenzialità e competenze; per riuscire a far fronte in maniera più funzionale a tali momenti di frustrazione e sofferenza. Qualora decidesse di approfondire tali tematiche, resto a disposizione. Anche con modalità online.
Un caro saluto, le auguro una splendida giornata.
Dottoressa Federica Emiliani.
Dott.ssa Giuditta Fagnani
Psicoterapeuta, Psicologo
Scandicci
Carissima, la parte del suo racconto che mi ha colpita di più è quando scrive "ricomincerà con le pretese" perché nella parte precedente della storia non sembrava che ci fossero pretese ma solo un'offerta di supporto da parte sua. Evidentemente c'erano già delle pretese anche se non così dichiarate? Penso che sarebbe utile esplorare questo vissuto per comprendere meglio alcune dinamiche che si sono create fra di voi, per poter conquistare maggiore spazio di libertà e autonomia con la certezza che questo non comprometterà la vostra relazione ma anzi la farà evolvere verso una condizione di adulta reciprocità. Questo è quello che mi sento di poterle dire tramite messaggio, trovi il modo di esplorare questa relazione e le sue possibilità con l'aiuto di un professionista. Un caro saluto
Dott.ssa Giuditta Fagnani
Dott.ssa Anna Laura Cavagnoli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ponteranica
Carissima, posso comprendere come sia difficile affrontare un cambiamento relazionale, anzi due: la trasformazione della relazione con la mamma e quella con il ragazzo, con l'annesso bisogno di ridefinire i confini dalla sua prospettiva e bisogno di sicurezza da parte della mamma. Quello che sta accadendo è naturale nel ciclo di vita di ogni diede mamma-figlia. La possibilità di esplorare i vissuti emotivi, le aspettative e i bisogni reciproci in un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a comprendere in che modo migliore muoversi. Un caro saluto Dott.ssa Anna Laura Cavagnoli
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
A 22 anni hai tutto il diritto di vivere liberamente la tua vita sentimentale e sessuale. Possiamo chiederci mille volte perchè per tua madre sia così difficile vederti adulta e lasciarti andare, se dipende dal vostro passato che vi ha unito molto, o se caratterialmente sia proprio così, se sia un bisogno di protezione o una sorta di gelosia nei tuoi confronti... ma servirebbe a poco. Devi capire che ora tocca a te prenderti i tuoi spazi, combattere per averli e reclamare il tuo diritto a fare le tue esperienze, al di là del perchè tua mamma abbia questo tipo di resistenze. Spetta a te ora recidere quel cordone che vi lega e capire che questa separazione non può che migliorare il vostro rapporto, rendendovi due adulte che si confrontano. Parla con tua madre e mettila di fronte al fatto compiuto: sei adulta e puoi decidere da sola dove e con chi passare la notte. Un percorso di terapia ti permetterebbe di capire le tue difficoltà, di superarle e questo permetterebbe a tua madre di capire che tocca anche a lei crescere, che deve vederti come l'adulta che sei. Un saluto
Dr. Federico Paparozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve
mi spiace molto per la situazione che ha vissuto e che sta vivendo in questo momento. Dover prendersi cura di se stessi e del proprio genitore non deve essere stato facile. Come non lo è il sentirsi privati della propria libertà.
Ciò che ha scritto nel finale della sua domanda ("Deve capire che a 22 anni è ora di tagliare il cordone ombelicale e che ora non c’è solo lei come 6/7 anni fa."), possa essere un ottimo incipit per una terapia psicologica. Mettere dei confini con la propria famiglia è un passaggio molto importante rispetto a quella che è la propria indipendenza. La fiducia verso se stessi, la fiducia da parte dell'altro (in questo caso sua madre), sono tematiche importanti
Un caro saluto, Federico Paparozzi
Dott.ssa Vittoria Campo
Psicologo, Psicologo clinico
Ragusa
Salve, comprendo che è stato e che è una situazione molto difficile, una buona terapia psicologia la potrebbe senz'altro aiutare a gestire in modo ottimale il suo rapporto con sua madre e col suo fidanzato, e finalmente ritrovare la pace perduta.
Cordialmente
Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
La sensazione che ho avuto leggendo quello che ha scritto è che il suo racconto sia solo una descrizione superficiale della situazione e che ci siano altri elementi, più profondi, che varrebbe la pena approfondire.
Un rapporto madre figlia così stretto può facilmente sfociare in dinamiche difficili da districare. Mi sembra che la vostra relazione sia connessa anche con una dinamica di potere. Il potere di dire sì e no, che lei ha cercato di esercitare quando sua madre ha trovato un compagno e che sua madre sta cercando di esercitare adesso che lei ha trovato un compagno. Sarebbe interessante capire insieme cosa può fare lei per sottrarsi alla dinamica di potere e portare la relazione su un altro piano. Se è interessata, sono disponibile per una seduta.
Dott.ssa Chiara Anselmi
Psicologo clinico, Psicologo
Ravenna
Buongiorno,
Dal suo racconto si intuisce immediatamente lo stretto legame che ha con sua madre e quanto, gli eventi della vita vi abbiano unite per molti anni. In un momento così delicato come quello della sua adolescenza, in cui doveva esplorare e divertirsi si è occupata di una relazione interna alle mura domestiche.
La sua domande circa la situazione attuale non dovrebbe interessare i motivi di sua madre e perché dice di no o come mai possa cambiare idea. La cosa più interessante da esplorare per lei sarebbe chiedersi come mai a 22 anni necessita dell'approvazione di sua madre per trascorrere una notte fuori? come mai è così importante?
Leggo inoltre nel suo messaggio un grande desiderio di essere riconosciuta come adulta e di mettere dei confini nel rapporto tra lei e sua madre.
Se è interessata ad approfondire queste tematiche le posso consigliare uno spazio di ascolto personale o uno spazio di terapia familiare di cui anche sua madre gioverebbe. Potrebbe essere un occasione per stabilire nuovi equilibri nel vostro rapporto.

Saluti
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Sembra che tu stia vivendo una situazione in cui stai cercando di bilanciare le tue esigenze personali e il desiderio di una relazione romantica con il bisogno di mantenere una buona relazione con tua madre. È comprensibile che queste situazioni possano essere complesse, ma è possibile affrontarle con comunicazione e comprensione reciproca.

Ecco alcune considerazioni su come potresti gestire questa situazione:

Comunicazione aperta: La chiave per affrontare queste dinamiche familiari è la comunicazione aperta e onesta. Parla sinceramente con tua madre riguardo ai tuoi sentimenti e alle tue esigenze. Esprimi il desiderio di avere la sua fiducia e indipendenza, ma anche il desiderio di mantenere una relazione forte con lei.
Comprensione: Cerca di comprendere le preoccupazioni di tua madre. Potrebbe avere paura che la tua nuova relazione possa influenzare il vostro legame o potrebbe essere preoccupata per la tua sicurezza. Ascolta le sue preoccupazioni con attenzione e rispetto.
Tempo per l'adattamento: Il cambiamento può richiedere tempo. Se tua madre sta cercando di conoscerlo meglio prima di farti passare la notte da lui, potrebbe essere utile rispettare questa richiesta per un po' di tempo. La pazienza può aiutare a dissipare le preoccupazioni.
Comunicazione con il tuo ragazzo: Parla con il tuo ragazzo della situazione e assicurati che sia comprensivo e paziente. È importante che anche lui sia coinvolto nella comunicazione e nel rispetto delle esigenze di tua madre.
Rispetto reciproco: Mantieni sempre il rispetto reciproco tra te e tua madre, ma anche tra te e il tuo ragazzo. Assicuratevi entrambi di comportarvi in modo rispettoso e maturamente durante il processo di adattamento.
Crescita e indipendenza: È normale cercare di ottenere indipendenza dai genitori durante la tua età adulta. Tuttavia, ricorda che c'è un equilibrio da trovare tra la tua indipendenza e il mantenimento di un rapporto sano con la famiglia.
Supporto esterno: Se la situazione continua a essere difficile da gestire, potresti considerare la possibilità di coinvolgere un consulente familiare o uno psicologo per facilitare la comunicazione e affrontare eventuali problemi.
In definitiva, la chiave è la comunicazione aperta, il rispetto reciproco e la comprensione delle esigenze e delle preoccupazioni di entrambe le parti. Con il tempo e lo sforzo, è possibile trovare un equilibrio tra la tua indipendenza e il mantenimento di una buona relazione con tua madre.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere altre domande, o desiderasse ricevere ulteriori informazioni, non esiti e chiedere.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Ciao,
posso immaginare che ad oggi tua mamma stia passando ciò che hai passato tu quando lei portò un nuovo elemento nella vostra famiglia a due.
Ha forse un pò paura di perderti, non ti ha mai "condivisa" con nessuno fino ad ora, l'equilibrio è stato "stabile" per molto tempo.
Dalle fiducia, dalla a te stessa e serve ne possiamo parlare insieme.
Un caro saluto
Lavinia
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Dott.ssa Fiorenza Scagnetto
Psicologo, Psicologo clinico
Mira
Gentilissima, lei descrive se stessa come un figlio genitoriale ovvero un figlio che si è preso cura del proprio genitore rinunciando anche alla propria vita. Posso ipotizzare che lei non abbia di fatto vissuto l’adolescenza mettendo in atto quei comrpotamenti volti a favorire un processo di differenziazione con la sua famiglia di origine. Ed oggi, a 20 anni, sta prendendo in mano la sua vita e vuole giustamente vivere quelle esperienze che non ha potuto vivere perché a 17 anni era molto preoccupata per la mamma. Per la mamma è certamente difficile ma è giusto che lei prosegua lungo la sua strada, la mamma faticherà all’inizio ma sono certa che comprenderà i suoi bisogni e desideri. In bocca al lupo cordialmente Dott.ssa Scagnetto
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Grazie per aver condiviso la sua esperienza, immagino quanto possa essere frustrante trovarsi in questa situazione. Da quello che racconta, sembra che il legame con sua madre sia stato molto intenso e che, per anni, lei abbia messo da parte se stessa per starle vicino. Ora che sta costruendo una vita più indipendente, è comprensibile che sua madre fatichi ad accettare il cambiamento, anche se razionalmente sa che è normale e giusto.

Forse la sua incoerenza nasce proprio da questa difficoltà: da un lato sa che deve lasciarla andare, dall’altro fa fatica ad accettarlo emotivamente. Potrebbe aiutarla a sentirsi più sicura coinvolgendola gradualmente, magari parlandole apertamente di ciò che prova e di quanto per lei sia importante essere rispettata nelle sue scelte. Pensa che sua madre possa avere timori specifici legati a questa relazione o più in generale alla sua crescente indipendenza?
Dott.ssa Giulia Rosati
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,

delle sue parole mi colpisce quanto lei si sia spesa per dare amore e supporto emotivo a sua madre, conoscendo presto il sacrificio ed il costo di questa preziosa cura.

Il suo bisogno di coltivare un nuovo legame sentimentale e stabilire un confine più chiaro nella relazione con sua madre è sano e consono alla sua età. Dare ascolto alle sue nuove esigenze di crescita è un movimento di cura importante che lei sta facendo per sé stessa. Ciò può richiedere allo stesso tempo di dover trasformare il legame con sua madre in un rapporto maggiormente paritario e adulto.

Immagino che per sua madre possa essere difficile condividere un pezzetto di sua figlia con un'altra persona, tanto quanto per lei possa essere stato difficile scegliere di dedicare più tempo a sé e meno a sua madre. L'incoerenza di sua madre potrebbe parlare di una paura nel vedere sua figlia crescere e nell'accettare che possa allontanarsi da lei.

Provare a comprendere la paura di sua madre potrebbe avvicinarla a lei, senza per questo dover rinunciare al suo legittimo bisogno di indipendenza.

Un caro saluto,

Dott.ssa Giulia Rosati
Buongiorno,
dalle sue parole emerge una grande maturità e una forte sensibilità nei confronti di sua madre. È comprensibile che, dopo aver condiviso con lei momenti così difficili e un legame tanto stretto, ora il passaggio verso una maggiore autonomia generi tensioni da entrambe le parti.
Sua madre probabilmente fatica a riconoscere che lei sta crescendo e che la sua vicinanza, un tempo indispensabile, oggi può trasformarsi in una relazione più adulta e libera. La sua incoerenza (dire sì e poi tirarsi indietro) può essere un modo per esprimere la paura di “perderla”.
Provi a parlarle con calma, non per convincerla, ma per aiutarla a capire che il suo bisogno di indipendenza non toglie nulla all’amore che prova per lei. Mostrarsi ferma ma affettuosa può aiutarla ad accettare questo cambiamento.
Dott.ssa Arianna De Vivo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Ciao, in quanto psicologa e psicoterapeuta i.f., sento di dirti che un rapporto esclusivo ed univoco non comporta solo simbiosi ma anche tanti carichi e richieste, il fatto che tu stia stravolgendo la tua routine e vivendo la tua età è qualcosa che appartiene al cambiamento e alla crescita, prova ad implementare il dialogo con tua madre e a spiegare le ragioni delle tue esigenze. In rapporti così così esclusivi quando uno dei due membri prova a spostarsi un pò anche al di fuori l'altra persona la vive come una minaccia per cui è essenziale la comprensione e il dialogo, accogliendo le paure dell'altro e ristabilendo i confini.

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