Salve sono una mamma che a mio figlio 18 enne da quando a preso il covid a marzo 2021 non gli e anco

24 risposte
Salve sono una mamma che a mio figlio 18 enne da quando a preso il covid a marzo 2021 non gli e ancora venuto il gusto ,poi a avuto ansia un mese ,si e tolta e ora sta male dice che vede puntini poi non si sente il corpo poi sta nervoso in depressione ,non so cosa fare
Dice di avere nebbie visiva
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso da suo figlio.
Ritengo che sia importante per il ragazzo un parere medico per quanto concerne le conseguenze fisiche ed organiche del covid al fine di poter ottenere le informazioni che cercate.
Per quanto concerne, invece, le difficoltà psicologiche ritengo fondamentale che l ragazzo intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che possa essere per lui utile ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione riportata.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Pamela Cornacchia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, innanzitutto le consiglio di rivolgersi al vostro medico curante per escludere cause organiche alla base dei sintomi di suo figlio. Parallelamente a questo, dalle poche notizie che ci ha fornito, potrebbe essere utile proporre a suo figlio la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo per parlare del disagio che sta vivendo in questo periodo.
Resto a disposizione. Un cordiale saluto, Dott.ssa Pamela Cornacchia
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, credo che sia più opportuno rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia, vedrà che l’aiuterà.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Gianna Labriola
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
buon pomeriggio, posso immaginare che questa situazione le crea qualche domanda su cosa fare; in prima battuta ne parlerei con il suo medico di base in modo da valutare i sintomi che suo figlio riporta e valutare la situazione dal punto di vista medico. Se persistono aspetti di ansia, parallelamente al consulto medico, potrebbe valutare con suo figlio la possibilità di iniziare un percorso di supporto psicologico nel quale affrontare con un professionista il momento di disagio che sta vivendo. Resto a disposizione se dovesse aver bisogno di ulteriori informazioni o un confronto per un percorso. Cordiali saluti, dott.ssa G.Labriola
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, mi dispiace per questo periodo difficile e faticoso per lei e suo figlio.
Parli con il vostro medico di base, per capire se i sintomi hanno cause fisiche.
Le consiglio anche di proporre a suo figlio di parlare con uno psicologo, per approfondire il tema dell'ansia e di questi altri sintomi che vive
Un caro saluto ,
Dott.ssa Alice Carbone
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Per quanto riguarda i postumi del covid, sarebbe meglio rivolgersi al medico di fiducia.
Per gli aspetti psicologici e l'ansia che derivano da questa sintomatologia un percorso psicoterapeutico che possa lavorare anche sul piano corporeo potrebbe aiutarlo a recuperare le sensazioni. Distinti saluti
Gentile mamma, comprendo la sua preoccupazione.
Delle manifestazioni che riporta, alcune hanno un’impronta che andrebbe valutata dal medico, mentre altre sono più di pertinenza di uno psicologo.
Si rivolga ad entrambi per le valutazioni e gli approfondimenti del caso.
Tanti auguri per suo figlio!
Dottoressa mg Fanciulli
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Signora,
posso comprendere la sua preoccupazione! Il COVID può lasciare dei problemi anche dopo essere passato. E' importante che consulti il suo medico, che faccia degli accertamenti. Solo dopo che si saranno esclusi problemi fisici, potremo pensare a un percorso psicologico.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Angela Giangreco
Psicologo
Agrigento
Cara Signora faccia fare a suo figlio tutte le visite del caso per escludere fattori fisici che possono essere legati ai postumi del covid.. Del quale ancora poco si sa purtroppo
Dopodiché esclusi fattori fisiologici gli proponga un percorso psicologico che gli permetta di elaborare i vissuti e le paure che magari sono legati alla paura della malattia o che semplicemente il. Covid ha mesao in risalfo
Vi auguro il meglio
Dott. Ssa Giangreco
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno, senta prima il parere del medico di base.

Cordialità

MT
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera Signora, contatti prima di tutto il medico curante segnalando quanto ha descritto. In un secondo momento può valutare delle strade, qualora persista ancora, l'umore depresso Un saluto
Gentile Utente, mi dispiace molto per la situazione che descrive. Intuisco il malessere di suo figlio ma ancora di più colgo la sua preoccupazione come madre. Ritengo utile che innanzitutto riferisca quanto ha scritto al medico di famiglia o ad uno specialista di riferimento. Al contempo, potrebbe conoscere un* psicolog* a cui affidarsi per essere sostenuta in un periodo di tale difficoltà. Così come suo figlio manifesta a lei i suoi sintomi, sarebbe importante che lei si permettesse a sua volta di dare voce alla sua sofferenza. Resto pertanto a sua disposizione, dott.ssa Valentina Cecchi
Dott.ssa Paola Tucci
Psicologo
Roma
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo suo figlio. Ritengo opportuno contattare il medico curante per escludere eventuali cause organiche e successivamente si può pensare ad un supporto psicologico per aiutarlo ad elaborare il suo vissuto.
Resto a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Paola Tucci
Dott.ssa Viola Vigani
Psicologo, Psicologo clinico
Credaro
Salve. Come indicato dai colleghi provi a contattare il medico di base per presentargli la situazione, purtroppo la pandemia ha messo a dura prova non solo il corpo. Suo figlio può valutare la possibilità di iniziare un percorso psicologico per esprimere quanto ha vissuto e quanto sente ora. Cordialmente, dott.ssa Vigani Viola
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,
le sue domande vanno rivolte al medico. In alcuni casi è lungo il percorso di ripresa dal Covid e occorrono interventi specifici. Se il suo medico lo riterrà utile potrà chiedere un consuto psicologico e offrire a suo figlio un supporto anche da questo punto di vista, ma credo che si debba partire dal consultare il medico di fiducia. Cordialmente. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Giuseppina Mangano
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve. Per quanto riguarda i postumi del covid, sarebbe meglio rivolgersi al medico di base. Per gli aspetti psicologici e l'ansia che derivano da questa sintomatologia si può proporre un percorso psicologico che gli permetta di elaborare le paure che sono legati alla paura della malattia o che il Covid ha portato alla luce
Dott.ssa Laura Di Cesare
Psicologo, Psicologo clinico
L'Aquila
Salve signora, mi dispiace molto per le difficoltà riferite da suo figlio, e immagino la sua preoccupazione. La problematica riferita ha un doppio aspetto, la parte medica, per la quale potrebbe rivolgersi al medico di famiglia o uno specialista. La parte psicologica invece è importante venga affrontata sia da un punto di vista valutativo, come una valutazione neuropsicologica per evidenziare eventuali difficoltà riguardo le funzioni cognitive, ma anche dal punto di vista di un percorso psicologico per comprendere e fronteggiare il nervosismo e gli stati emotivi che sta vivendo suo figlio.
A disposizione, saluti
Dott.ssa Laura Di Cesare
Dott.ssa Francesca Colomo
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Buonasera signora, posso immaginare la preoccupazione nel vedere suo figlio in una condizione di malessere generale. Come le hanno suggerito i colleghi e le colleghe, il medico curante potrà fornirvi un quadro generale relativo ai passaggi più funzionali per la ripresa. Diversi pazienti che hanno contratto il virus, di fronte alle incertezze di una patologia ancora in fase di studio, si sono trovati in una condizione di disagio emotivo importante e i loro i familiari spesso hanno avuto necessità di punti di riferimento professionali per orientare pensieri ed azioni. Valuti insieme a suo figlio, e al medico curante, se delle consulenze psicologiche potrebbero essere di sostegno all'intero nucleo familiare.
Cordiali saluti.
Dot.ssa Francesca Colomo
Dott.ssa Chiara Spirandelli
Psicologo, Psicologo clinico
Mestre
Le consiglierei di proporre a suo figlio di contattare un/una psicologa nel caso abbia voglia di affrontare questi aspetti di ansia/depressione di cui parla. Nel caso in cui il ragazzo non voglia, bisogna rispettare comunque la sua scelta.
Per quanto riguarda gli altri aspetti che descrive, come la mancanza del gusto e le nebbie visive, potrebbe contattare il suo medico di base, eventualmente sarà il medico a proporre accertamenti.
Cordiali saluti
Dott. Marco Di Trapani
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve gentile utente

consiglio a suo figlio di approfondire la sintomatologia descritta attraverso degli esami strumentali utili ad escludere eventuali patologie organiche. Potrebbe trattarsi di long-covid, una condizione che può svilupparsi successivamente al COVID19 caratterizzata dalla persistenza di alcuni sintomi quali l'assenza del gusto, un affaticamento generale, variazioni del tono dell'umore. Consiglio anche di cominciare un percorso psicologico/psicoterapeutico di supporto allo stato ansioso/depressivo descritto che probabilmente fanno riferimento ai cambiamenti che suo figlio ha avvertito nel proprio corpo e nel suo stare nel mondo.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. Marco Di Trapani

Dott.ssa Tatiana Pasino
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Gentile, i medici che cosa dicono?
Sarebbero necessari dei controlli medici approfonditi. In caso fosse tutto ok, potrebbe essere utile svolgere un colloquio con un professionista della salute mentale per comprendere se i sintomi provati abbiano origine psicologica se non vi è riscontro fisiologico. Resto a disposizione qualora lo desiderasse, un caro saluto
Dott.ssa Chiara Roselletti
Psicologo, Psicologo clinico
San Sisto
Gentile utente,
Le consiglierei in primis si svolgere tutti gli accertamenti medici del caso per escludere patologie fisiche e in seguito potrebbe essere opportuno contattare un professionista psicologo/psicoterapeuta per valutare se può essere presente una componente psicosomatica
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Buongiorno, comprendo molto bene la sua preoccupazione: quello che descrive è sicuramente difficile da vivere sia per suo figlio sia per voi come genitori. Dal suo racconto emergono diversi elementi che meritano attenzione: la perdita del gusto dopo il Covid, un episodio di ansia, e ora sintomi come visione di puntini, sensazioni di distacco dal corpo, irritabilità e depressione, accompagnati dalla percezione di “nebbia visiva”.
È importante distinguere tra ciò che può avere una causa organica e ciò che può essere legato allo stato emotivo. La perdita del gusto prolungata post-Covid è stata riportata in alcuni pazienti, e talvolta si accompagna a sintomi neurologici o sensoriali; i sintomi visivi e di distacco corporeo, così come l’umore depresso e l’ansia, possono essere sia un effetto post-virale che una risposta psicologica legata allo stress e al cambiamento della percezione corporea.
Il passo più prudente è rivolgersi prima a un medico di base o a un neurologo per escludere eventuali cause organiche che possano spiegare i puntini o la “nebbia visiva”, così come la perdita del gusto persistente. Parallelamente, data la presenza di ansia marcata, depressione e distacco corporeo, sarebbe molto utile il supporto di uno psicologo o neuropsicologo, che possa aiutare suo figlio a comprendere e gestire le sensazioni che lo spaventano e l’umore depresso, e lavorare su strategie per riportare equilibrio e presenza corporea.
Un percorso integrato, in cui si affrontano sia le possibili componenti fisiche sia quelle emotive, permette di affrontare i sintomi in modo completo, ridurre la paura e il nervosismo e aiutare suo figlio a ritrovare sicurezza nel corpo e nella mente. Non è raro che dopo eventi importanti come una malattia ci siano sintomi fisici percepiti come strani o ansiosi: con il giusto supporto si può recuperare benessere e fiducia nella propria esperienza corporea.
Saluti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, dalle sue parole si percepisce chiaramente quanto sia preoccupata e quanto si senta impotente davanti alla sofferenza di suo figlio. Quando un ragazzo giovane cambia improvvisamente dopo un periodo di malattia o dopo un evento che ha segnato la sua vita, per un genitore è molto difficile capire cosa stia succedendo e soprattutto come poterlo aiutare davvero. La sua preoccupazione è comprensibile e racconta quanto lei sia attenta a lui. Da ciò che descrive sembra che suo figlio stia vivendo un insieme di esperienze molto destabilizzanti. La perdita del gusto, le sensazioni strane nel corpo, la percezione di puntini o di una sorta di nebbia visiva, unite all’ansia e al nervosismo, possono spaventare molto chi le prova. Quando una persona non riconosce più bene il proprio corpo o le proprie percezioni può iniziare a sentirsi fragile, confusa e anche molto sola. Spesso la mente cerca di dare un senso a queste sensazioni e questo tentativo continuo di controllare cosa succede aumenta ulteriormente la tensione e la paura. È importante ricordare che a diciotto anni si è in una fase delicata, in cui identità, autonomia e sicurezza personale sono ancora in costruzione. Vivere sintomi fisici o percettivi persistenti può far nascere pensieri molto negativi su di sé e sul futuro. La depressione e il nervosismo che lei osserva potrebbero essere anche la conseguenza della fatica di convivere ogni giorno con qualcosa che lui non riesce a spiegarsi o a controllare. In questi momenti una delle cose più preziose che un genitore può fare è offrire una presenza calma e accogliente, evitando di minimizzare ma anche di trasmettere eccessivo allarme. A volte, quando si ama molto qualcuno, si tende a fare tante domande o a cercare continuamente rassicurazioni, ma per un ragazzo può diventare un’ulteriore pressione. Può essere utile invece mostrarsi disponibile ad ascoltarlo quando vuole parlare, senza forzarlo, facendogli sentire che qualunque cosa provi non è sbagliata e che non deve affrontarla da solo. Anche incoraggiarlo gradualmente a mantenere piccoli momenti di quotidianità può aiutarlo. Non servono grandi obiettivi. Uscire per una breve passeggiata, mantenere orari regolari, avere qualche attività semplice durante la giornata permette alla mente di non restare concentrata solo sui sintomi. Quando si rimane troppo chiusi in casa o troppo focalizzati sulle sensazioni fisiche, queste tendono ad amplificarsi. Lei scrive di non sapere cosa fare, ed è una sensazione molto comune nei genitori quando vedono un figlio soffrire. Chiedere un supporto psicologico può essere una scelta molto utile, soprattutto perché un ragazzo della sua età potrebbe avere bisogno di uno spazio tutto suo dove raccontare liberamente paure e pensieri senza sentirsi osservato o preoccupare la famiglia. Non significa che la situazione sia grave o senza soluzione, ma semplicemente che merita attenzione e accompagnamento. Cerchi anche di prendersi cura di sé stessa mentre lo sostiene. La preoccupazione continua rischia di consumare molte energie e suo figlio ha bisogno di una mamma che riesca a restare stabile e fiduciosa. A volte basta trasmettere il messaggio che insieme, passo dopo passo, si può capire cosa sta succedendo per ridurre già una parte della paura. Non è sola in questa difficoltà e il fatto che stia cercando aiuto dimostra quanto tenga al benessere di suo figlio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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