Salve. Sono un uomo di 54 anni. Ho avuto episodi di febbricola Senza veri e propri sintomi fino a ch
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Salve. Sono un uomo di 54 anni. Ho avuto episodi di febbricola Senza veri e propri sintomi fino a che, per il dolore che tirava fino al ventre, mi sono recato in ospedale. Lì mi hanno diagnosticato una probabile cistite (anche se nell' uomo la cistite non esiste) e mi hanno dato la cura di ciproxin. Dopo pochi giorni mi reco da un' urologo e riscontra la prostata leggermente ingrossata. Mi prescrive una serie di integratori. Una settimana dopo accuso dolore al testicolo e gonfiore e un' altro urologo mi prescrive un antibiotico di 3 giorni per febbre alta, punture di Voltaren e Bentelan. Dopo 4 giorni vengo ricoverato in ospedale poiché la febbre alta continua con brividi e dolore acuto allo scroto. Lì riscontrano infezione(quasi passata nel sangue) e iniziano classici cicli di antibiotico ad ampio spettro (rocefin, bassado ecc) nessuno sembra fare effetto finché rilevano il batterio "escheria coli". Dopo 15 giorni di antibiotico in endovena la situazione rientra e vengo dimesso. Procedo con tutti gli altri controlli privatamente. Mi reco da un nuovo urologo perché il testicolo nonostante il riposo e ghiaccio non da segni di ridimensionarsi. A oggi è ancora duro e ingrossato. L'ultimo urologo mi prescrive integratori e cortisone (claridon e deflan)e brufen per ben due visite!! ma niente sembra fare effetto. Non so più a chi rivolgermi e cosa fare per fare passare questa situazione. Preciso che ho provveduto a fare le analisi del sangue sui market tumorali e sono tutti nel range.La mia domanda è che altro step devo fare. Come intervenire e se questa orchite/epidimite è ancora causata da questo batterio che ho beccato.. e sapere in che modo posso averlo preso. Grazie
Per quanto descrive sembra essere una consistente e persistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica con estensione all'area testicolare. Lascia un po' di dubbi la rilevazione di un coli dopo tutto quel massacro di antibiotici... vero che esistono le forme fortemente resistenti a tutto, ma queste vengono selezionate proprio dall'eccesso di antibiotici, anche se poi magari soccombono come sembra essere accaduto (ma a quale prezzo per l'organismo?). Lei ha avuto una persistente terapia senza mai aver avuto una diagnosi di causa del problema. Integratori quali? magari la serenoa che poco o nulla aiuta in tali casi. Poi un sacco di cortisone senza alcun effetto utile ed era difficiel che lo avesse, salvo solo squilibrare la reattività immunitaria. Ora è il caso di smetterla di inseguire il sintomo, ma deve trovare un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, riveda gli esami svolti e poi con alta probabilità rifaccia tutto quanto è necessario a livello genitale (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Oltre al profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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