Salve, sono un'uomo di 38 anni, da diversi anni convivo con un'ipertrofia prostatica benigna, che vi

Salve, sono un'uomo di 38 anni, da diversi anni convivo con un'ipertrofia prostatica benigna, che viene fuori soprattutto quando sono seduto per diverso tempo e diversi giorni, ho un'autofficina e raramente sono seduto, ma tipo in questo periodo che sono in ferie a casa a riposo giorno per giorno il fastidio aumenta, dolore nella zona, alcune mattine che mi sveglio non riesco ad urinare, devo aspettare che si "sblocca" ma ovviamente urino con pochissima pressione che va ad aumentare piano piano, negli anni ho consultato diversi specialisti, la j risulta ahimè sono sempre momentanei, ho fatto cicli di antibiotici con supposte di topster, ma tutto molto palliativo, certo andava meglio ma non come prima che avessi la patologia, ora oggi sono stato dell'ennesimo urologo che mi ha ripetuto che è un problema da cui non si guarisce, voleva farmi la flussometria ma non ci siamo riusciti, e mi ha prescritto lo xatral per sbloccare la situazione e tra 2 settimane ripetiamo la flussometria, la cosa che mi preoccupa e che lui mi ha detto che il fatto che non riuscivo ad urinarie a volte lo preoccupava ma senza specificare il motivo, e mi ha detto che le soluzioni fondamentalmente sono 2 l'intervento che lui ovviamente a questa età sconsiglia, o un farmaco da prendere a vita... mi domando può essere che a 38 anni ho la prostata di un 60 enne praticamente? Possibile che non ci siano alternative?

2 risposte


Lei ha un quadro di persistente e consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica, magari associato ad IPB anche se a ciò credo decisamente poco, proprio in ragione della sintomatologia che descrive. La uroflussometria non servirà a nulla: è già arcinoto ha ha una riduzione del flusso minzionale... dire che siano 7 o 10 o 15 ml serve a poco o nulla, sempre che riesca a farla: la tensione emotiva in sede di esame influenza parecchio l'esame e non è per nulla detto che il periodo di alfa-litico aiuti l'esito dell'esame. In tali condizioni gli antibiotici e il cortisone non servono a nulla, come quanto riporta dimostra.Ho l'impressione che la questione sia da riprendere in mano per bene sul fronte diagnostico a partire dalle valutazioni genitali per poi decidere per quelle più generali (si può anche fare l'intero pacchetto in una unica giornata) che servono a definire le cause della forte congestione infiammatoria. Dai dati attentamente valutati si ptrà impostare un vero percorso terapeutico e non solo uno sintomatologico come quello fatto sinora.

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Buongiorno, capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto perché parliamo di una situazione che dura da anni e che incide sulla qualità della vita, e alla sua età è normale chiedersi se sia davvero tutto “normale”. Prima di tutto è importante dire una cosa: a 38 anni una vera ipertrofia prostatica benigna come quella tipica dei 60-70 anni è piuttosto rara. Molto più spesso, nei pazienti giovani con i sintomi che descrive (difficoltà a iniziare la minzione, getto debole, peggioramento quando si sta seduti a lungo, fastidio pelvico), il problema può essere legato anche a una prostatite cronica o a una disfunzione del pavimento pelvico, condizioni che possono simulare i sintomi dell’IPB. Il fatto che il collega voglia eseguire una flussometria è corretto, perché serve a capire quanto è realmente ostruito il flusso urinario. Anche il farmaco che le ha prescritto (alfuzosina – Xatral) viene spesso usato proprio per rilassare il collo vescicale e la prostata e facilitare la minzione. Quando il collega le ha detto che lo preoccupa il fatto che a volte non riesce a urinare, probabilmente si riferiva al rischio di ritenzione urinaria, cioè quando la vescica fatica a svuotarsi completamente. Per questo è importante completare gli accertamenti. La cosa positiva è che prima di parlare di intervento chirurgico esistono diversi passaggi diagnostici e terapeutici, e alla sua età l’intervento è davvero l’ultima opzione. Le consiglierei di valutare, se non già fatto: - flussometria con residuo post-minzionale - ecografia prostatica - uretrocistoscopia flessibile - eventualmente una valutazione del pavimento pelvico Molti pazienti giovani con sintomi simili migliorano con terapia mirata e con il giusto inquadramento del problema. Non si scoraggi: la cosa più importante adesso è capire esattamente la causa dei sintomi, perché non sempre si tratta di una vera “prostata da sessantenne”.

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