Salve, sono un ragazzo di 26 anni. Da sempre mi capita di non riuscire sempre a tenere l'erezione fi
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Salve, sono un ragazzo di 26 anni. Da sempre mi capita di non riuscire sempre a tenere l'erezione fino alla fine del rapporto. Fino all'anno scorso non è stato un problema perchè la mia ragazza, con la quale ho avuto un rapporto di 8 anni, si è sempre dimostrata molto comprensiva. Ora che la nostra relazione è finita e sto frequentando altre ragazze ho molta paura di quando arriveremo a letto perchè temo di fare cilecca. Cosa posso fare per darmi sicurezza?
Salve, alla base del problema che descrive possono esserci molti fattori (non da ultimi anche psicologici) e solo attraverso un’attenta raccolta di informazioni sulla sua storia è possibile farsi un quadro chiaro. La fine della sua relazione può rappresentare una buona occasione per prendere di petto un problema che la accompagna da tempo. Purtroppo, per le problematiche sessuali non esistono rimedi che funzionano per tutti e l’intervento deve essere adattato alle specifiche variabili alla base del problema. La invito quindi a prendere contatti con un sessuologo che potrà approfondire la sua problematica e consigliarle l’intervento più adeguato.
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Il mio consiglio è consultare un sessuologo unitamente ad un andrologo per una doverosa diagnosi differenziale.
Salve
Il suo è un tipico disturbo di disfunzione erettile che si manifesta nella difficoltà di iniziare o portare a termine un rapporto, è un problema che troppo spesso l’uomo tende ad evitare di affrontare con i il rischio di un aggravamento in particolare quando non c’è più una relazione stabile che da maggiori sicurezze.
Quanto ha scritto è già sufficiente per indicarle un primo colloquio con psicosessuologo per approfondire il problema ed individuare quali sono gli interventi necessari, lo faccia al più presto per non cadere in meccanismi di evitamento che lo aggraverebbero ulteriormente.
Cordiali saluti
Il suo è un tipico disturbo di disfunzione erettile che si manifesta nella difficoltà di iniziare o portare a termine un rapporto, è un problema che troppo spesso l’uomo tende ad evitare di affrontare con i il rischio di un aggravamento in particolare quando non c’è più una relazione stabile che da maggiori sicurezze.
Quanto ha scritto è già sufficiente per indicarle un primo colloquio con psicosessuologo per approfondire il problema ed individuare quali sono gli interventi necessari, lo faccia al più presto per non cadere in meccanismi di evitamento che lo aggraverebbero ulteriormente.
Cordiali saluti
Buongiorno, concordo con il dott. Nesta.
Un Andrologo può aiutarla a vedere se c'è un problema fisiologico (se capisco bene lei ne ha sempre sofferto e non è da escludere una causa organica)
Di conseguenza le consiglio un percorso psicologico con un collega con competenze in sessuologia.
La saprà aiutare da l punto di vista dell'ansia e le saprà fornire indicazioni specifiche per l'aspetto prettamente sessuale.
Un Andrologo può aiutarla a vedere se c'è un problema fisiologico (se capisco bene lei ne ha sempre sofferto e non è da escludere una causa organica)
Di conseguenza le consiglio un percorso psicologico con un collega con competenze in sessuologia.
La saprà aiutare da l punto di vista dell'ansia e le saprà fornire indicazioni specifiche per l'aspetto prettamente sessuale.
Salve! Io ho avuto esperienze positive con i pazienti con problematiche simili alla sua insegnando loro tecniche di rilassamento per lo smorzamento dell'ansia abbinando anche una psicoterapia. Se vuole mi può contattare. Cordiali saluti. Dott. Lina Isardi
Gentile Utente,
La sua angoscia è comprensibile e rischia di generare un circolo vizioso di ansia, che le preclude la possibilità di affrontare serenamente una relazione.
Sente forse l'esigenza, dopo tanti anni, di recuperare una vita sessuale piena e serena.
Le suggerisco un consulto medico specialistico (andrologico) per verificare l'assenza di cause organiche e, di pari passo, una consulenza psicologica che la aiuti ad abbassare il livello di angoscia, sentirsi pronto per una nuova relazione ed affrontare le questioni psicologiche legate a questo sintomo, siano esse una causa o un vissuto ansioso associato ad una problematica fisica.
Cordialmente
La sua angoscia è comprensibile e rischia di generare un circolo vizioso di ansia, che le preclude la possibilità di affrontare serenamente una relazione.
Sente forse l'esigenza, dopo tanti anni, di recuperare una vita sessuale piena e serena.
Le suggerisco un consulto medico specialistico (andrologico) per verificare l'assenza di cause organiche e, di pari passo, una consulenza psicologica che la aiuti ad abbassare il livello di angoscia, sentirsi pronto per una nuova relazione ed affrontare le questioni psicologiche legate a questo sintomo, siano esse una causa o un vissuto ansioso associato ad una problematica fisica.
Cordialmente
Esistono consulenze "in tempi brevi" di matrice strategica e interazionista in grado di sbloccare questo tipo di problema in uno o pochi incontri.
Cordialmente,
Antonio Consiglio
Cordialmente,
Antonio Consiglio
Buonasera, sembrerebbe, se la diagnosi differenziale e' negativa e per fortuna quadi sempre lo e', un classico caso di "ansia da prestazione" che se non curata come affermano giustamente diversi colleghi puo' portare a serie conseguenze sociali fino all'isolamento. Questo a causa di circuiti cognitivi "viziosi" che le faranno produrre ancora piu' ansia col risultato di aggravare la situazione. Purtoppo l'ansia che e' un'emozione utilissima per la specie umana, se provata in eccesso prima o durante il rapporto fa proprio dei brutti scherzi, rischiando seriamente di andare in bianco. Non si abbatta ma le consiglio davvero di non perdere tempo e contattare uno psicoterapeura sessuologo. Questo genere di sofferenza per la mia esperienza e quella di diversi altri colleghi e' quasi sempre curabile. Per questo le suggerisco di non perdere tempo perche' se non si affronta in tempo questo problema questo puo' davvero divenire un vero tormento fino a compromettere seriamente le sue relazioni e i suoi obiettivi di vita. Spero di averla convinta ed essere stato un po' di aiuto. Cordialmente Ezio Vittorio Rebattini
Hai molta paura da non andarci?
Sai, quando si esce da una relazione, c'è un tempo tecnico dove si può insinuare la paura di cui tu parli, legata al confronto con una nuova conoscenza. Chi incontri non è perfetto, ha la sua storia ed esperienza che se non provi non riesci a capire.
Quindi, provaci e poi si vede.
Sul fatto di non riuscire a mantenere sempre l'erezione fino alla fine del rapporto, può significare tante cose e solo una buona diagnosi saprà darti le risposte che cerchi per poter fare bene i futuri nuovi rapporti. Disponibile per consulenza anche online dal mio sito. Saluti
Sai, quando si esce da una relazione, c'è un tempo tecnico dove si può insinuare la paura di cui tu parli, legata al confronto con una nuova conoscenza. Chi incontri non è perfetto, ha la sua storia ed esperienza che se non provi non riesci a capire.
Quindi, provaci e poi si vede.
Sul fatto di non riuscire a mantenere sempre l'erezione fino alla fine del rapporto, può significare tante cose e solo una buona diagnosi saprà darti le risposte che cerchi per poter fare bene i futuri nuovi rapporti. Disponibile per consulenza anche online dal mio sito. Saluti
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Buongiorno. Durante il rapporto sessuale è normale che l’erezione non sia sempre uguale. L’erezione oscilla. Quello che complica la situazione è spaventarsi per questo. Se ci si spaventa durante il rapporto o intervengono delle emozioni negative che interferiscono, si perde l’erezione e questo crea problematiche legate all’aspettativa che succeda di nuovo. In queste situazioni un aiuto psicologico può essere indicato. Chiara Tomassoni
Buonasera, la prima cosa che mi sento di dirle è che la paura di "fare cilecca" (come dice lei) è sempre un problema. Il punto è che, mentalmente, lei evoca e si prefigura la difficoltà. Porta il focus dell'attenzione sul pene: è duro? Quanto è duro? Quanto durerà? Nel frattempo, con questa preoccupazione, non accoglie le sensazioni erotiche collegate a carezze, sfioramenti, baci ecc. In questo modo, si pone nelle condizioni peggiori. Il rapporto sessuale deve essere goduto e assaporato. Spensieratamente. Se diventa un test di virilità, non può funzionare. Dunque, l'obiettivo terapeutico più importante è "nutrire" la sua fiducia sessuale. Un bravo specialista potrà esserle d'aiuto.
Rosella Latella
Rosella Latella
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