Salve, sono ansiosa da una vita e soffro di attacchi di panico da tantissimi anni (ne ho 42 ho inizi

Salve, sono ansiosa da una vita e soffro di attacchi di panico da tantissimi anni (ne ho 42 ho iniziato a 7). Diversi traumi nella vita. Da gennaio 2026 vari attacchi di tachicardia che non risulta patologica dopo vari controlli. Dopo 3 accessi al pronto soccorso in 2 settimane da gennaio 2026, ora (siamo a fine marzo) mi curo con bisoprololo due volte al giorno, magnesio integratore, mi avevano dato omeprazen gastroprotettore ma poi sospeso, mi avevano prescritto xanax poche gocce 3 volte al giorno e poi al bisogno (lo prendo da circa13 14 anni per via di ansia e panico da spostamento oltre i 20 km), e ora mi sento peggiorata dopo anche interruzione psicoterapia e una brusca interruzione non voluta da me di relazione. Continuo a indagare la tachicardia a livello medico, a supportarmi con cure fitoterapiche alchemiche, osteopatia, in sono in procinto di incontrare nuovo psicoterapeuta e psichiatra, ma sono scoppiata da 3 settimane e non riesco a trovare sollievo. Vorrei capire se il mix di farmaci al quale non sono abituata, può aver scatenato emozioni incontrollabili fino a soffrire enormemente per il lutto relazionale, in una misura che non riconosco. Oppure il tutto fa parte di un cambiamento che vivo in maniera esagerata e mi fa sentire stravolta, ma è normale?

4 risposte


Buongiorno, ha fatto bene a pensare di ricominciare al più presto il percorso con psicoterapeuta e psichiatra, le suggerisco di seguire questa strada per riuscire a gestire al meglio la sua sintomatologia. Dott.ssa Susanna Scainelli

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Gentile signora, lei racconta una storia di ansia molto lunga tanto da poter affermare che la sua ansia l’accompagna fin dalla sua infanzia. Il perdurare dell’ansia per così tanto tempo ha trasmesso al suo corpo la sensazione di uno stato perenne di allerta. La tachicardia e gli attacchi di panico potrebbero rappresentare la via in cui si esprimono le sue emozioni. La fine della relazione e l’interruzione della psicoterapia appaiono, in questo momento, come due perdite di contenimento. Sembra che in questo momento gli siano venuti meno due spazi che la aiutavano a dare un senso a ciò che sente. In questa condizione, ciò che era tenuto insieme può essersi “disorganizzato”, e il dolore per il lutto relazionale può essersi amplificato fino a diventare quasi irriconoscibile, perché tocca strati più antichi della tua storia affettiva. La tachicardia può rappresentare la messa in scena del suo mondo interno: una iperattivazione che non trova un contenitore psichico adeguato. I farmaci possono agire certamente sui sintomi corporei e sull’intensità emotiva, difficilmente possono contribuire a leggere e interpretare un vissuto così profondo come il suo. Quello che sta vivendo non è per nulla “esagerato”, invece sembra essere collegato al suo mondo interno. E’ come se una parte di lei fosse stata a lungo contenuta e ora chiede di essere vista in modo diretto. Fa piacere sentirle dire che sta cercando un altro professionista per chiedere sostegno, questo è molto importante. Non si tratta solo di risolvere o arginare i sintomi, ma di cercare un “luogo” in cui ciò che sperimenta possa essere pensato insieme a qualcun altro senza dover esprimersi solo attraverso il corpo. Può essere che lei sia davanti a un punto di svolta: qualcosa si è rotto per essere riorganizzato con maggiore consapevolezza. Questo lavoro, tuttavia, non può farlo da sola. Cerchi, dunque, qualcuno che l’accompagni in questo suo sforzo e vedrà che trovare giovamento.


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua situazione. Il peggioramento che descrive appare comprensibile alla luce della sua storia di ansia, degli episodi recenti di tachicardia e degli eventi emotivamente significativi degli ultimi mesi. In queste condizioni può verificarsi una fase di maggiore destabilizzazione e intensificazione dei vissuti. Anche l’uso prolungato di Alprazolam potrà essere utile rivalutarlo con lo specialista. Le confermo la mia disponibilità ad accoglierla in un percorso terapeutico. Se è d’accordo, possiamo fissare un primo colloquio nei prossimi giorni anche in videochiamata. Resto a disposizione.


Salve. Capisco quanto possa essere faticoso sentirsi così sopraffatta, soprattutto dopo settimane senza sollievo e in un momento di cambiamenti così importanti. Quello che descrive sembra il risultato di più fattori, che si stanno sommando: la sospensione della psicoterapia, la fine di una relazione, lo stress emotivo accumulato nel tempo e una condizione ansiosa presente sin dall'infanzia. Tutti questi eventi possono intensificare ansia, tachicardia, sensazione di perdita di controllo. Per quanto riguarda i farmaci e i rimedi che sta assumendo, è importante non trarre conclusioni da sola, tutto va valutato dal medico/psichiatra che la segue. Non modifichi autonomamente dosi o terapia. Sarebbe opportuno confrontarsi con il medico che le ha prescritto xanax e bisoprololo per rivalutare la situazione clinica. Da un punto di vista psicologico sappia che corpo e mente spesso reagiscono ai cambiamenti, alle interruzioni e cambiamenti di relazione aumentando i sintomi ansiosi. Più che chiedersi se sia colpa dei farmaci ha bisogno assolutamente di un supporto psicologico e medico. Non perché stia regredendo, ma perché sta attraversando una fase molto delicata che merita attenzione e cura. Resto a sua disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Vitalia Bartolotta

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