Salve, soffro di dermatite atopica (diagnosticata) da più di due anni su bene o male tutto il corpo.

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Salve, soffro di dermatite atopica (diagnosticata) da più di due anni su bene o male tutto il corpo. Da un anno, inoltre, la zona labbra e contorno labbra è diventa un altro luogo dei sintomi peggiorando drasticamente la qualità della mia vita, soprattutto psicologicamente. Non senza un gran fatica e angoscia la riesco a gestire con Elidel pimecrolimus(a volte nemmeno e i sintomi si presentano anche durante l'applicazione)sospendendo i sintomi che tornano puntuali 2-3 giorni dopo l'interruzione di cicli di 5 giorni circa. In altre zone del corpo invece le remissioni sono molto lunghe, anche per molti mesi, fino ad un anno di assenza di sintomi. Se non applico Elidel per più di 4 giorni la situazione diventa gravissima. Oltre a questa condizione atopica, sono a risultato allergico, secondo Alex test, al massimo livello rispetto agli acari della polvere, che però sono dappertutto. Con questi presupposti mi chiedo che margini di azioni ho, anche per questa allergia in relazioni agli eczemi. Ho sentito molto parlare di nuovi farmaci biologici per forme moderate e severe di dermatite. So che, essendo molto costosi, ci so dei criteri di prescrizione molto rigidi e dunque mi chiedo se con le condizioni cliniche che ho scritto sopra posso risultare idoneo alla prescrizione.Ringrazio tutti coloro che avranno la pazienza e la cortesia di leggermi. Cordiali saluti
Salve, mi dispiace molto per la situazione che descrive, perché la dermatite atopica, soprattutto quando interessa labbra e contorno labbra, può diventare davvero molto pesante da gestire anche dal punto di vista psicologico e della qualità della vita quotidiana. Da quello che racconta, il quadro sembrerebbe compatibile con una dermatite atopica particolarmente persistente a livello periorale. È una zona molto delicata, continuamente esposta a saliva, sfregamenti, alimenti, dentifrici, cosmetici e irritazioni varie, quindi purtroppo tende spesso ad essere più difficile da stabilizzare rispetto ad altre aree del corpo.
Il fatto che Elidel riesca comunque a controllare almeno in parte i sintomi è coerente con una componente eczematosa/atopica, anche se la rapida ripresa dopo la sospensione fa pensare ad una barriera cutanea ancora molto fragile e reattiva in quella sede.
Per quanto riguarda gli acari, è importante chiarire una cosa: la positività elevata all’Alex Test non significa automaticamente che tutta la dermatite sia causata dagli acari. Nella dermatite atopica esiste già una predisposizione infiammatoria e una disfunzione della barriera cutanea; gli allergeni ambientali, compresi gli acari, possono contribuire a mantenere o peggiorare il quadro, ma raramente rappresentano l’unica causa del problema.
Ridurre l’esposizione agli acari può comunque avere senso (coprimaterassi antiacaro, attenzione alla polvere, lavaggi frequenti ecc.), pur sapendo che eliminarli completamente è impossibile.
Per quanto riguarda invece le nuove terapie biologiche e sistemiche: sì, oggi esistono farmaci molto efficaci che hanno cambiato enormemente la gestione delle dermatiti atopiche moderate-severe. La valutazione però non si basa soltanto su “quanta pelle” sia coinvolta, ma anche su:
- sede delle lesioni,
- frequenza delle riacutizzazioni,
- impatto sulla qualità della vita,
- necessità continua di terapia,
- prurito,
- disturbo del sonno,
- difficoltà nel controllo con le sole terapie topiche.
Quindi anche un interessamento particolarmente cronico e invalidante del volto o delle labbra può avere un peso importante nella valutazione terapeutica.
Naturalmente serve una visita specialistica dedicata, anche perché nelle forme periorali persistenti spesso è utile valutare se coesistano anche altre componenti, ad esempio irritative o allergiche da contatto.
La cosa che mi sento però di dirle è questa: oggi fortunatamente le possibilità terapeutiche sono molte più rispetto a qualche anno fa. Quindi non pensi automaticamente che dovrà convivere per sempre con una situazione così instabile o così impattante. Nei casi selezionati esistono percorsi terapeutici che possono davvero migliorare molto la qualità della vita.

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