Salve. Scrivo perché ho sinceri dubbi riguardo al parere del mio dottore. Vengo da una storia di a
Salve. Scrivo perché ho sinceri dubbi riguardo al parere del mio dottore. Vengo da una storia di ansia estrema per la quale ho cambiato infinite terapie con pochi risultati. Dopo un ricovero mi hanno somministrato paroxetina, Mutabol (amitriptillina e perfenazina) e delorazepam. Con il mio medico abbiamo ridotto a 20 gocce l’ansiolitico e ad un mg la perfenazina (con 40 mg la paroxetina e 125 amitriptillina). Non stavo bene, però era una situazione sopportabile. Circa 2 mesi fa abbiamo con completamente tolto la perfenazina. Da allora ho picchi di ansia molto elevata che passa dopo una settimana, poi ho cinque o sei giorni in cui mi sento meglio e poi l’ansia ritorna. In oltre ho consumato per una settimana la Litramine, la quale a quanto mi è stato detto impediva l’assorbimento dei farmaci e quindi era come se avessi fatto ulteriori riduzioni. Questo avveniva 3 settimane fa. Il mio dottore ha dato alle prime due crisi la perfenazina come causa, dicendo che il corpo doveva ancora abituarsi, in seguito ha dato la colpa al te, dopo avermelo fatto sospendere ho avuto una settimana migliore e poi è avvenuta un’altra crisi. Il mio medico sostiene che sto avendo gli effetti collaterali di un aumento di farmaci perché è come se li avessi ridotto aumentati insieme dopo una brusca riduzione e dice che oramai la perfenazina non c’entre più niente, addirittura mi aveva proposto di diminuire la paroxetina perché ipotizzava un surplus di serotoninergici, io ho subito risposto di no. Io ho seriamente paura che sia la mancanza di perfenazina perché tutto è cominciato da questa eliminazione ma il mio medico lo esclude del tutto. Ritenete che sia possibile l’ipotesi di uno squilibrio dato dalla Litramine o devo insistere sull’argomento perfenazina?
2 risposte
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La sua situazione non sarà risolta da un farmaco miracoloso o da un medico miracoloso. Comincerà a migliorare quando si fermerà e si rivolgerà verso la sua paura (ansia) e verso il suo senso di vulnerabilità senza cercare di coprirlo (senza successo) con qualche farmaco. Correre da un farmaco all'altro non è, purtroppo, la soluzione secondo il mio parere ma iniziare a sentire, nel suo corpo, l'insicurezza, l'ansia, la paura....ovviamente supportata da qualcuno che possa rimanere fermo e solido vicino a lei mentre sperimenta quello da cui scappa da molto tempo.....ma da li nasce il coraggio per essere nel mondo e vivere la propria vita...
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

