Salve, mi chiamo Francesco, ho 51 anni e sono sposato con mia moglie da 20 anni, con due figli di 17
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Salve, mi chiamo Francesco, ho 51 anni e sono sposato con mia moglie da 20 anni, con due figli di 17 e 13 anni.
Il rapporto tra me e mia moglie è sempre andato per il giusto verso, senza sbalzi o eventi particolari che lo potessero minare. Da due anni a questa parte, complice anche un leggero cambiamento di vita (leggi: più tempo per noi e i nostri amici comuni, scuola di ballo in coppia etc), mia moglie si è convinta che la tradisco con una sua ex amica intima, una donna che è entrata nella nostra vita da pochissimo. Da oltre un anno, non fa altro che legare comportamenti miei, situazioni che altrimenti sarebbero banali, discorsi e ogni altro possibile evento occasionale a questa donna: dalle chiamate dei call center (con numero anonimo) a ipotetiche prestazioni sessuali all'interno del mio negozio, passando per fantasiosi raggiri psicologici nei suoi confronti che sarebbero stati studiati da me e dalla mia amante a tavolino, al fine di minare la sua stabilità emotiva. Tengo a precisare subito, oltre al fatto che non ho mai tradito mia moglie in 27 anni di fidanzamento/convivenza e matrimonio, che io amo mia moglie. E che lei sono convinto che mi ama, nel profondo. ma ha questo macigno enorme che si chiama tradimento, al quale non potendo dare un senso pratico (non essendoci mai stato, non ha prove, foto, testimoni, nulla di tangibile: è tutto nella sua mente), crede di poterlo rimuovere ed essere di nuovo felice solo se si separa da me. Ed ha chiesto la separazione, la lettera mi arriverà a breve.
Inutile dire che non avendo tradito mia moglie, io non ho intenzione di accettare una situazione del genere senza provare tutto quello che mi è possibile per recuperare il mio rapporto con lei.
Abbiamo iniziato qualche mese fa una terapia di coppia, ma non è servita.
Lei è andata anche da uno psichiatra per conto suo, ma più che altro lo ha fatto per farsi segnare dei medicinali.
Lei è fermamente convinta che il tradimento c'è stato, si sente pesantemente presa in giro e ferita da me, da lei, dai nostri ex amici (con i quali ha litigato, accusandoli di "sapere tutto" e di non averla mai avvisata, di "tenermi il gioco") e da chiunque altro si azzardi a mettere in discussione le sue ferme convinzioni.
Sono disperato per me, per lei e per i nostri figli: non voglio separarmi per una cosa che non ho fatto.
Le ho proposto di nuovo un percorso psichiatrico di coppia (io ho già iniziato per conto mio), ma lei dice che è troppo tardi. Ma che se ammetto il tradimento, cominceremo la ricostruzione del nostro rapporto e mi vorrà più bene di prima. E questa è la condizione unica che lei pone per darmi una chance, altrimenti darà seguito alla separazione.
Ditemi cosa posso fare. Sono arrivato a pensare di chiedere una perizia psichiatrica per mia moglie, per l'unica donna della mia vita.
Grazie.
Il rapporto tra me e mia moglie è sempre andato per il giusto verso, senza sbalzi o eventi particolari che lo potessero minare. Da due anni a questa parte, complice anche un leggero cambiamento di vita (leggi: più tempo per noi e i nostri amici comuni, scuola di ballo in coppia etc), mia moglie si è convinta che la tradisco con una sua ex amica intima, una donna che è entrata nella nostra vita da pochissimo. Da oltre un anno, non fa altro che legare comportamenti miei, situazioni che altrimenti sarebbero banali, discorsi e ogni altro possibile evento occasionale a questa donna: dalle chiamate dei call center (con numero anonimo) a ipotetiche prestazioni sessuali all'interno del mio negozio, passando per fantasiosi raggiri psicologici nei suoi confronti che sarebbero stati studiati da me e dalla mia amante a tavolino, al fine di minare la sua stabilità emotiva. Tengo a precisare subito, oltre al fatto che non ho mai tradito mia moglie in 27 anni di fidanzamento/convivenza e matrimonio, che io amo mia moglie. E che lei sono convinto che mi ama, nel profondo. ma ha questo macigno enorme che si chiama tradimento, al quale non potendo dare un senso pratico (non essendoci mai stato, non ha prove, foto, testimoni, nulla di tangibile: è tutto nella sua mente), crede di poterlo rimuovere ed essere di nuovo felice solo se si separa da me. Ed ha chiesto la separazione, la lettera mi arriverà a breve.
Inutile dire che non avendo tradito mia moglie, io non ho intenzione di accettare una situazione del genere senza provare tutto quello che mi è possibile per recuperare il mio rapporto con lei.
Abbiamo iniziato qualche mese fa una terapia di coppia, ma non è servita.
Lei è andata anche da uno psichiatra per conto suo, ma più che altro lo ha fatto per farsi segnare dei medicinali.
Lei è fermamente convinta che il tradimento c'è stato, si sente pesantemente presa in giro e ferita da me, da lei, dai nostri ex amici (con i quali ha litigato, accusandoli di "sapere tutto" e di non averla mai avvisata, di "tenermi il gioco") e da chiunque altro si azzardi a mettere in discussione le sue ferme convinzioni.
Sono disperato per me, per lei e per i nostri figli: non voglio separarmi per una cosa che non ho fatto.
Le ho proposto di nuovo un percorso psichiatrico di coppia (io ho già iniziato per conto mio), ma lei dice che è troppo tardi. Ma che se ammetto il tradimento, cominceremo la ricostruzione del nostro rapporto e mi vorrà più bene di prima. E questa è la condizione unica che lei pone per darmi una chance, altrimenti darà seguito alla separazione.
Ditemi cosa posso fare. Sono arrivato a pensare di chiedere una perizia psichiatrica per mia moglie, per l'unica donna della mia vita.
Grazie.
Buongiorno,
la sua situazione è assai complessa.Mi pare certo che sua moglie abbia bisogno di uno psichiatra che la prenda in cura,il problema è se lei è disposta a farsi curare cosa che in genere con queste persone è difficile ma è l'unica strada che può portare ad un assestamento della situazione.Se ci fosse qualche persona di cui sua moglie si fida potrebbe consigliarla di rivolgersi ad uno psichiatra,oppure cercare anche di far venire uno psichiatra a casa magari introducendolo come aiuto alla coppia ma in modo che possa vedere sua moglie,parlarci ed inquadrare al meglio il quadro clinico per poi decidere il da farsi.
Cordialmente
Chiara Rogari
la sua situazione è assai complessa.Mi pare certo che sua moglie abbia bisogno di uno psichiatra che la prenda in cura,il problema è se lei è disposta a farsi curare cosa che in genere con queste persone è difficile ma è l'unica strada che può portare ad un assestamento della situazione.Se ci fosse qualche persona di cui sua moglie si fida potrebbe consigliarla di rivolgersi ad uno psichiatra,oppure cercare anche di far venire uno psichiatra a casa magari introducendolo come aiuto alla coppia ma in modo che possa vedere sua moglie,parlarci ed inquadrare al meglio il quadro clinico per poi decidere il da farsi.
Cordialmente
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Mi spiace molto però io intravedo per mia esperienza clinica le assicuro che non è poco una condizione di disturbo delirante ipotetico sua moglie che non può essere trattato in maniera di forme se non con l'uso di antipsicotici io non so se sua moglie sta seguendo queste terapie mi auguro di sì ma appaiono proprio i disturbi che a lei ha indicato come indicativo di una condizione psicotica del tipo del disturbo delirante ciò può avere conseguenze anche gravi io lo so perché ne sono occupato di psichiatria forense criminologia
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