Salve. Prima di porre il quesito faccio una premessa circoscritta in un arco temporale: Ho 46 anni r
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Salve. Prima di porre il quesito faccio una premessa circoscritta in un arco temporale: Ho 46 anni r fino a marzo 2024 non ho mai avuto alcun problema all'apparato genito-urinario. Da quella data è iniziato un calvario: si sono susseguite più volte diverse infezioni batteriche sul liquido spermatico. Batteri del tipo Klebsiella, morganella. Più volte curate con cigli antibiotici brevi (5 giorni). Solo una volta (era agosto 2024) cura antibiotica più lunga di 30 giorni che poco ha dato dei risultati. Dopo tutti questi trattamenti antibiotici, l'urologo di riferimento ed il medico di famiglia mi dicono di non fare nulla e tenermi tutto così. A gennaio 2025 però insorgono i primi fastidi al pene, tipo bruciore, rossore, ecc. ecc. faccio esame alle urine ed urinocoltura e si evince che adesso anche la vescia è stata invasa da un nuovo batterio e.coli oltre che sul liquido seminale. Carica di 1.000.000. Anche sulle urine si riscontra una carica alta di LEUCOCITI con valore 42 (valore normale deve essere tra 0 e 4).
Mi viene suggerito di trattare l'infezione con d-mannosio ed ECN ma non risolvo nulla. Solo il bruciore al pene un pò si attenua. Cambio urologo e al momento mi trovo in fase di terapia antibiotica (bactrim) per 30 giorni, mobic per 10 giorni, deprox supposte per 10 sere, drenasyst. Poichè il problema più grande che mi ha rovinato l'esistenza da aprile 2024 ovvero un mese dopo i primi sintomi della prima infezione, è quello del dolore/bruciore ano rettale che non mia ha consentito di stare comodamente seduto (faccio il commercialista........) l'urologo ha sostenuto, dopo aver effettuato la visita uroglogica non riscontrando patologie sugli organi visionati esterni ed interni, che sulla zona pelvica ci sia stata una compromissione dei nervi dovuta alle continue infezioni e mi ha prescritto, terminato la prima fase antibiotica, di iniziare una seconda cura di tipo neurologico con NEURIDASE, EUCABALIN e LAROXYL. Secondo chi mi risponderà, sulla base di quello che ho scritto potrebbe essere credibile ed una strada da percorrere? Chiedo scusa per il troppo dilungamento ma sono ormai 18 mesi che fastidio/dolore/bruciore in quella zona (ano/rettale) mi hanno rovinato la vita. Dimenticavo: sono stato anche per ben due volte dal proctologo che ha escluso patologie di sua competenza. Ho fatto anche l'esame per la ricerca di sangue occulto sulle feci due volte ed è risultato sempre negativo. Ho fatto anche l'anno scorso infiltrazioni di cortisone, ozonoterapia, fisioterapia lombo/sacrale, ma senza nessun miglioramento. Sono infinitamente grado a chi potrà rispondermi dandomi dei suggerimenti per poter uscire da questo incubo. Faccio presente che il mio stile di vita è molto semplice. Non fumo, non bevo alcolici, ne vini, no bevande gassate, no cibi trattati, no frittura, no carni rosse. Piuttosto pasta, legumi, verdure, latte, yogurt, pesce e carne bianche.
Mi viene suggerito di trattare l'infezione con d-mannosio ed ECN ma non risolvo nulla. Solo il bruciore al pene un pò si attenua. Cambio urologo e al momento mi trovo in fase di terapia antibiotica (bactrim) per 30 giorni, mobic per 10 giorni, deprox supposte per 10 sere, drenasyst. Poichè il problema più grande che mi ha rovinato l'esistenza da aprile 2024 ovvero un mese dopo i primi sintomi della prima infezione, è quello del dolore/bruciore ano rettale che non mia ha consentito di stare comodamente seduto (faccio il commercialista........) l'urologo ha sostenuto, dopo aver effettuato la visita uroglogica non riscontrando patologie sugli organi visionati esterni ed interni, che sulla zona pelvica ci sia stata una compromissione dei nervi dovuta alle continue infezioni e mi ha prescritto, terminato la prima fase antibiotica, di iniziare una seconda cura di tipo neurologico con NEURIDASE, EUCABALIN e LAROXYL. Secondo chi mi risponderà, sulla base di quello che ho scritto potrebbe essere credibile ed una strada da percorrere? Chiedo scusa per il troppo dilungamento ma sono ormai 18 mesi che fastidio/dolore/bruciore in quella zona (ano/rettale) mi hanno rovinato la vita. Dimenticavo: sono stato anche per ben due volte dal proctologo che ha escluso patologie di sua competenza. Ho fatto anche l'esame per la ricerca di sangue occulto sulle feci due volte ed è risultato sempre negativo. Ho fatto anche l'anno scorso infiltrazioni di cortisone, ozonoterapia, fisioterapia lombo/sacrale, ma senza nessun miglioramento. Sono infinitamente grado a chi potrà rispondermi dandomi dei suggerimenti per poter uscire da questo incubo. Faccio presente che il mio stile di vita è molto semplice. Non fumo, non bevo alcolici, ne vini, no bevande gassate, no cibi trattati, no frittura, no carni rosse. Piuttosto pasta, legumi, verdure, latte, yogurt, pesce e carne bianche.
Possibile che a 46 anni sia arrivata al capolinea una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica trascinata per anni in cui la molteplice alternativa batterica (valutata con quali esami? siamo sicuri che non ci fosse contaminazione per esempio da prepuzio troppo coprente e stretto?) era solo espressione della disfunzone e non la cuasa. Ovvio che non rimuovendo mai le ragioni del problema e massacrando il sistema con inutili lunghe terapie antibiotiche altro non ha fatto che scassare il microbiota intestinale/urinario/genitale con tutto ciò che da tale condizione deriva, comprese le nuove crescite batteriche. Ho l'impressione che lo stato pelvico-prostatico sia stato mal valutato e certamente non valutato con i dovuti esami ben eseguiti (lei in fatto nulla riporta nel merito). Non centra nulla la rete neurale e non ha senso un trattamento con gli psicofarmaci che altri disastri rischiano di fare, anche sulla funzione genitale complessiva. Credo sia giunto il momento di riprendere per bene in mano la situazione, con pazienza e senza farmaci far passare almeno 30 giorni cercando di tenere una buona diuresi con frutta/acqua/verdura (un buon volume urinario in sé riduce o anche azzera le infezioni) e poi cercare un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica, presumibilmente senza alcun antibiotico ed evitando percorsi solo sintomatologici... possibile che per ridarle adeguato equilibrio possa essere necessario non meno di un anno.
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