Salve, mi ritrovo a distanza di quasi due mesi a chiedere aspettando nel frattempo visita ortopedic
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Salve,
mi ritrovo a distanza di quasi due mesi a chiedere aspettando nel frattempo visita ortopedica a fine maggio. Vengo da una situazione abbastanza lunga per un problema che non sembrava e non sembra tuttora impossibile da guarire in breve tempo, ma che però attualmente permane. Dopo la radiografia che riportava frattura dell'apice della testa del perone con rima parzialmente evidente in fase di consolidamento o esito di distacco 'e' gonartrosi con lieve riduzione della rima articolare sul comparto femoro-tibiale mediale, la cui frattura poi è stata 'SMENTITA' dall'ortopedico da cui sono andata mese scorso ma che due settimane fa era nel suo periodo di ferie, dal riscontro del quale è risultata presenza di corticale e quindi consolidamento di una frattura possibilmente vecchia, a mio dire (non ne abbiamo capito l'origine perché non sono riuscita ad associarne una causa differente da quella per cui ero andata), mi sono sottoposta a risonanza in seguito alla decina di giorni prescritti dallo stesso ortopedico per assunzione di antinfiammatori non steroidali, in quanto il problema non s'era risolto del tutto. Dopo tre giorni il ginocchio s'è gonfiato un'altra volta, l'infiammo è piano piano migliorato, ma da allora il gonfiore è rimasto così come dopo quei tre giorni. Senza né migliorare né peggiorare. Dalla risonanza comunque risulta: non lesioni osse focali né evidenza di attuale edema spongioso degli elementi scheletrici del ginocchio. Minuta calcificazione corticalizzata in adiacenza all'apice del malleolo personale, in esiti. Integri i menischi con lievi segni di menisco del corno posteriore del menisco interno. In sede i legamenti crociati ed i collaterali con note di sinovite reattiva del pivot centrale. Non versamento articolare (come aveva riscontrato perfettamente l'ortopedico). Sottilissima falda liquida nel recesso gastrocnemio-semimembranoso. Rotula in asse. Ora, su consiglio del mio medico di base, nell'attesa, ho preso bromelina (per 20 gg. Cura che termina fra poco) che ha aiutato ulteriormente la situazione tranne che per questo gonfiore; il fatto è poi che non più di pochi giorni fa ho provato a 'sforzare' su un gradino (prendendo coraggio) il ginocchio 'malato' e ho sentito infiammo e calore (anche se per breve tempo). Sarà che sono anche in sovrappeso (dalla zona lombare fino alle ginocchia) e posso dare ragione alla non guarigione completa ma ho passato il tempo per lo più stando ferma o stesa, e soprattutto in casa praticamente... grosso modo. Il ghiaccio non sta aiutando granché, a parte che mi fa sentire raramente leggero dolore sul gonfiore, che poi passa altrettanto. Ma forse non devo muovermi per nulla? Fisioterapia sarebbe indicata? Sarebbe da provare altro, volendo? Più che altro per capire se potrò mai partire visto che ho dovuto rimandare un viaggio, per questa situazione. Per me è importante, giusto per sapere se devo mettermi l'anima in pace per la degenza sapendo che dovrò rimandarlo a lungo, o se con determinate altre accortezze posso ridurre le tempistiche.
mi ritrovo a distanza di quasi due mesi a chiedere aspettando nel frattempo visita ortopedica a fine maggio. Vengo da una situazione abbastanza lunga per un problema che non sembrava e non sembra tuttora impossibile da guarire in breve tempo, ma che però attualmente permane. Dopo la radiografia che riportava frattura dell'apice della testa del perone con rima parzialmente evidente in fase di consolidamento o esito di distacco 'e' gonartrosi con lieve riduzione della rima articolare sul comparto femoro-tibiale mediale, la cui frattura poi è stata 'SMENTITA' dall'ortopedico da cui sono andata mese scorso ma che due settimane fa era nel suo periodo di ferie, dal riscontro del quale è risultata presenza di corticale e quindi consolidamento di una frattura possibilmente vecchia, a mio dire (non ne abbiamo capito l'origine perché non sono riuscita ad associarne una causa differente da quella per cui ero andata), mi sono sottoposta a risonanza in seguito alla decina di giorni prescritti dallo stesso ortopedico per assunzione di antinfiammatori non steroidali, in quanto il problema non s'era risolto del tutto. Dopo tre giorni il ginocchio s'è gonfiato un'altra volta, l'infiammo è piano piano migliorato, ma da allora il gonfiore è rimasto così come dopo quei tre giorni. Senza né migliorare né peggiorare. Dalla risonanza comunque risulta: non lesioni osse focali né evidenza di attuale edema spongioso degli elementi scheletrici del ginocchio. Minuta calcificazione corticalizzata in adiacenza all'apice del malleolo personale, in esiti. Integri i menischi con lievi segni di menisco del corno posteriore del menisco interno. In sede i legamenti crociati ed i collaterali con note di sinovite reattiva del pivot centrale. Non versamento articolare (come aveva riscontrato perfettamente l'ortopedico). Sottilissima falda liquida nel recesso gastrocnemio-semimembranoso. Rotula in asse. Ora, su consiglio del mio medico di base, nell'attesa, ho preso bromelina (per 20 gg. Cura che termina fra poco) che ha aiutato ulteriormente la situazione tranne che per questo gonfiore; il fatto è poi che non più di pochi giorni fa ho provato a 'sforzare' su un gradino (prendendo coraggio) il ginocchio 'malato' e ho sentito infiammo e calore (anche se per breve tempo). Sarà che sono anche in sovrappeso (dalla zona lombare fino alle ginocchia) e posso dare ragione alla non guarigione completa ma ho passato il tempo per lo più stando ferma o stesa, e soprattutto in casa praticamente... grosso modo. Il ghiaccio non sta aiutando granché, a parte che mi fa sentire raramente leggero dolore sul gonfiore, che poi passa altrettanto. Ma forse non devo muovermi per nulla? Fisioterapia sarebbe indicata? Sarebbe da provare altro, volendo? Più che altro per capire se potrò mai partire visto che ho dovuto rimandare un viaggio, per questa situazione. Per me è importante, giusto per sapere se devo mettermi l'anima in pace per la degenza sapendo che dovrò rimandarlo a lungo, o se con determinate altre accortezze posso ridurre le tempistiche.
difficile esprimere un parere senza aver valutato quadro clinic,anamnestico e strumentale; aspetterei la valutazione specialistica che permettera' un corretto iter diagnostico e terapeutico
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