Salve, ho 38 anni e mi hanno appena effettuato una microdiscectomia C6-C7 e fusione con protesi mobi
Salve, ho 38 anni e mi hanno appena effettuato una microdiscectomia C6-C7 e fusione con protesi mobile (Zimmer Mobi-C) per ernia cervicale. Tuttavia volevo sapere cosa si può fare per deviazione a sx della colonna cervicale medio prossimale, lussazione rotatoria atlanto-assiale, deviazione a sx dell’apofisi odontoide deformata per artrosi, disallineamento spinose con asimmetria marcata mm paravertebrali posteriori, artrosi unco-vertebrale, disco-artrosi, deformazione dei corpi vertebrali, coinvolgimento bilaterale dei forami di coniugazione ristretti a sx, compressioni sul sacco durale. Poiché essendo nato con torcicollo miogeno congenito operato dalla parte sbagliata a 7 anni con miotenotomia parasternale e paramastoidea (lato sx anziche dx), ciò ha portato a scompensi muscolari e posturali con conseguenti sintomi vagali, cefalea ed emicrania (fastidi anche inghiottire) con ipotetica interferenza sul tronco encefalico (da 3 anni non riesco a portare occhiali da lontano per tensioni\fitte lato sx testa, occhio compreso e addormentamento corteccia visiva con perdita parziali riflessi). In questa situazione si può solo agire a livello fisioterapico\osteopatico con trazioni\pompage e piccole manipolazioni + collaborazione sinergica con optometrista? Esistono tecniche innovative non invasive per riallineare l'atlante? Grazie mille.
7 risposte
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Caro paziente, Ha ben chiara la sua condizione. C’è necessità di avere un piano di esercizi terapeutici specifici che la aiutino mantenere la migliore funzionalità e allineamento possibile.
Salve, la fisioterapia, l'osteopatia e le manipolazioni vertebrali non vanno a modificare le alterazioni anatomiche ma modulano il sintomo. Numerosi studi hanno dimostrato che si fa una lastra prima e dopo una manipolazione vertebrale o una tecnica fisioterapica o osteopatica, la posizione delle vertebre rimane completamente invariata, ma il sintomo migliora. L'effetto di queste tecniche è quindi neurofisiologico, non posturale. Se l'obbiettivo è quindi quello di riallineare, ovvero di rimuovere la causa dei sintomi, rivolgersi a queste figure professionali significa buttare via soldi e rischiare di farsi raccontare falsità, perchè l'unica soluzione è chirurgica. Se l'obbiettivo invece è quello di ridurre i sintomi, allora la fisioterapia è un'ottima soluzione.
Salve, in una situazione così complessa personalmente eviterei di manipolare, anche perché come giustamente ha esposto il collega che mi ha preceduto a livello anatomico/strutturale cambierebbe ben poco. Quello che farei sicuramente sarebbe un 'attenta analisi/valutazione del muscolo-scheletrico disfunzionale dei distretti da lei ben esposti e procederei di conseguenza con una manipolazione fasciale e Neuromuscoloscheletrica. Credo che questo potrebbe aiutarla quanto meno ad alleviare la sintomatologia, poi procederei con esercizio terapeutico accompagnato da sessioni posturali.
Le consiglio una visita osteopatica per eseguire una valutazione funzionale. Auguri per la sua guarigione. Dott. Alberto Giulla
La tua situazione cervicale è molto complessa, perché oltre all’ernia operata hai deformazioni ossee, artrosi, lussazione dell’atlante e deviazioni importanti dovute al torcicollo miogeno congenito e all’intervento sbagliato da bambino. Non esistono tecniche non invasive che possano riallineare davvero l’atlante se è deformato o lussato, perché si tratta di strutture ossee compromesse. Ciò che puoi fare concretamente è lavorare con fisioterapisti e osteopati specializzati in cervicale alta e neurologia per ridurre la tensione muscolare e migliorare la postura, senza manipolazioni forti che potrebbero peggiorare la situazione. Anche la collaborazione con un optometrista neurofunzionale può aiutarti a gestire meglio i sintomi visivi e l’equilibrio. La chirurgia sull’atlante si valuta solo se c’è un rischio neurologico importante o compressione midollare. In pratica, ora l’obiettivo realistico è diminuire dolore e sintomi, migliorare il tuo equilibrio muscolare e imparare a convivere con questa situazione senza farla peggiorare, più che “raddrizzare” ossa che non possono tornare come nuove.
Buongiorno, dopo una microdiscectomia/fusione cervicale e con un quadro anatomico così complesso, non è prudente parlare di “riallineare l’atlante” o proporre manipolazioni, trazioni o pompage senza una precisa indicazione del chirurgo o dello specialista della colonna. In particolare, lussazione rotatoria, alterazioni atlanto-assiali, restringimenti foraminali e sintomi neurologici/vagali richiedono grande cautela. Il riferimento principale dovrebbe restare il neurochirurgo/ortopedico vertebrale che conosce il caso, eventualmente affiancato da fisiatra e fisioterapista esperti in post-chirurgia cervicale. L’osteopatia può essere valutata solo se autorizzata dallo specialista e con tecniche dolci, non manipolative e mirate alla funzione, non a “correzioni” forzate. Cordiali saluti.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




