Salve. Ho 22 anni e 4 anni fa giocando a calcio ho subito un forte urto nella zona del bicipite femo

Salve. Ho 22 anni e 4 anni fa giocando a calcio ho subito un forte urto nella zona del bicipite femorale, non tanti centimetri sopra al popliteo. Di lì ebbi dunque un ematoma, e grosse limitazioni. Ora dopo appunto 4 anni continuo ad avere un rigonfiamento che si nota se sono in piedi ed una rigidità che non mi permette di avere la mobilità di prima ( la gamba non si estende verso dietro come l’altra). Ho fatto una ecografia pensando ci fosse una fibrosi, che non mostra nulla. Parlando con un fisioterapista mi ha riferito che per lui può essere un accorciamento muscolare dovuto all’urto. Può essere? Io se faccio un po’ di stretching lo sento migliorare, ma è tutto temporaneo. Cosa consigliate di fare?

13 risposte


Buongiorno, premetto che sarebbe necessaria una valutazione clinica accurata e con test specifici per poter rispondere in modo certo alla sua domanda. Tuttavia, anche in presenza di un’ecografia muscolo-tendinea negativa, non si può escludere completamente la presenza di un esito di una precedente lesione muscolare o tendinea. Gli esercizi di stretching possono essere utili in caso di rigidità o ridotta flessibilità muscolare. Tuttavia, per favorire un recupero più completo dell’elasticità e della funzionalità delle fibre muscolari eventualmente danneggiate, sarebbe opportuno associare allo stretching un lavoro di rinforzo muscolare mirato e progressivo, adeguato alle strutture interessate dal trauma. Sarebbe inoltre importante valutare la funzionalità delle strutture muscolari circostanti, che nel corso degli anni potrebbero aver sviluppato dei meccanismi di compenso per sopperire alla ridotta funzionalità della zona precedentemente traumatizzata. Per questo motivo, le consiglierei una valutazione da parte di un fisioterapista esperto che possa individuare le eventuali limitazioni residue e impostare un programma di esercizi personalizzato per il suo caso.

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salve, sicuramente l'ecografia è stata utile a restringere il campo. se con lo stretching migliora sembra una grossa contrattura. da fisioterapista consiglio di stretchare con la leva corretta la struttura muscolare da osteopata consiglio un controllo generale per resettare la struttura muscolare da massofisioterapista consiglio un massaggio decontratturante profondo Saluti


Buongiorno, è importante innanzitutto effettuare una valutazione funzionale accurata con anamnesi, soprattutto considerando che il problema persiste da quattro anni e che è presente una differenza evidente rispetto all’altra gamba. Un accorciamento o una ridotta elasticità degli ischiocrurali dopo un vecchio trauma è possibile, ma non è l’unica ipotesi: possono esserci anche aderenze, alterazioni dello scorrimento dei tessuti o deficit di forza e controllo muscolare. Un’ecografia negativa non esclude necessariamente tutte queste condizioni; nelle problematiche muscolari profonde o croniche, se clinicamente indicato, la RM può fornire informazioni aggiuntive. Il fatto che lo stretching dia beneficio solo temporaneo suggerisce che lo stretching da solo probabilmente non sia sufficiente. Sarebbe utile una valutazione fisioterapica completa confrontando mobilità, forza e funzione delle due gambe, per impostare eventualmente un programma di mobilità e rinforzo progressivo. Dopo quattro anni eviterei quindi di continuare semplicemente a “stirare” il muscolo senza aver prima chiarito la causa della limitazione. Rimango a disposizione.


accorciamento muscolare non direi, o meglio non lo chiamerei cosi, sicuramente però dopo un trauma la fascia di rivestimento del muscolo si è irrigidita ed è rimasta tale. serve aiutarla manualmente a detendersi. Gli esercizi fanno bene ma haime , come confermato, non sono sufficienti.

Dott.ssa Monica Dalla Mora

Dott.ssa Monica Dalla Mora

fisioterapista

San Donà di Piave

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Buongiorno. Dopo quattro anni dal trauma parlerei con cautela di semplice “accorciamento muscolare”, soprattutto considerando che riferisce ancora gonfiore visibile e una limitazione dell'estensione del ginocchio. Il fatto che l'ecografia non abbia evidenziato fibrosi è certamente un dato utile, ma non spiega necessariamente la limitazione funzionale. Sarebbe opportuno valutare direttamente mobilità del ginocchio, forza e capacità di allungamento dei flessori, eventuali differenze rispetto all'altro arto e caratteristiche del gonfiore. Lo stretching può darle una sensazione temporanea di maggiore mobilità, ma dopo quattro anni difficilmente rappresenta da solo la soluzione. Se dalla valutazione emerge effettivamente una problematica muscolo-tendinea, generalmente è più utile associare al recupero della mobilità un programma progressivo di rinforzo, compreso il lavoro eccentrico dei flessori di coscia, adattato alla sua situazione. Vista soprattutto la persistenza del gonfiore e del deficit di movimento, le consiglierei quindi una valutazione fisioterapica/fisiatrica/ortopedica prima di impostare autonomamente ulteriori esercizi. In base all'esame clinico si potrà anche stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.


Buongiorno, dal mio punto di vista l'accorciamento del muscolo non spiega la sintomatologia. Probabilmente c'è un ristagno fluidico in quella zona e un disequilibrio del bacino. Ha fatto delle sedute di osteopatia?


Ciao, è possibile che dopo un trauma importante il muscolo abbia sviluppato degli adattamenti che mantengono nel tempo rigidità e limitazione del movimento. Tuttavia, un semplice “accorciamento muscolare” potrebbe non spiegare da solo la presenza del rigonfiamento che descrivi. Il fatto che lo stretching ti faccia stare meglio è un buon segnale, ma se il beneficio è solo temporaneo probabilmente serve un approccio più mirato. Ti consiglierei una valutazione fisioterapica approfondita per confrontare mobilità e forza dei due arti e capire cosa stia realmente limitando il movimento. Se il rigonfiamento è ancora evidente dopo 4 anni, potrebbe essere utile anche discutere con uno specialista l'eventuale indicazione a eseguire una risonanza magnetica, che studia il muscolo più nel dettaglio rispetto all'ecografia. La buona notizia è che, anche a distanza di anni dall'infortunio, spesso ci sono ancora margini di miglioramento quando si individua correttamente la causa del problema.


Buongiorno, è possibile che dopo un trauma importante sia rimasta una modificazione della struttura e della funzione del bicipite femorale, ma parlerei più correttamente di possibile alterazione della capacità del muscolo di allungarsi e produrre forza, piuttosto che di un semplice “accorciamento” muscolare. A distanza di 4 anni, inoltre, non è detto che il rigonfiamento e la rigidità siano necessariamente dovuti a una fibrosi: l'ecografia negativa non permette da sola di escludere tutte le possibili alterazioni. Il fatto che lo stretching dia un miglioramento, ma solo temporaneo, fa pensare che sarebbe utile non concentrarsi esclusivamente sull'allungamento. Una valutazione fisioterapica completa dovrebbe verificare mobilità, forza del bicipite femorale, controllo dell'arto e anche eventuali problematiche a livello dell'anca, del ginocchio o della colonna. In questi casi è generalmente più utile un percorso progressivo che associ mobilità e soprattutto esercizi di rinforzo, compreso il lavoro eccentrico, piuttosto che il solo stretching. Considerata la durata dei sintomi e la presenza di un rigonfiamento visibile, valuterei anche con il medico se sia indicata una RM, che può fornire informazioni più dettagliate rispetto all'ecografia soprattutto sulle strutture profonde e sugli esiti di una precedente lesione.

Dr. Simone Butti

Dr. Simone Butti

fisioterapista

Lurate Caccivio

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se c'è stato un miglioramento probabilmente conviene continuare, forse anche con della ginnastica Posturale.


Buonasera, si potrebbe essere un esito dell'urto. In tal caso il solo stretching statico non basta, bisognerebbe integrare con degli esercizi mirati volti al recupero e mantenimento della mobilità, includendo probabilmente dello stretching dinamico.


Ciao, vista la storia clinica che racconti è probabile che ci sia stata una lesione muscolare al bicipite femorale, che, se ho capito bene, non è stata risolta con esercizi specifici, quindi la guarigione del tessuto c'è stata, ma l'apposizione delle nuove fibre muscolari non è stata coerente con la sua capacità tensile, quindi le fibre non hanno la capacità di allungarsi totalmente e infatti a riposo è visibile il rigonfiamento. Direi che l'accorciamento muscolare è presente per il motivo sopracitato, infatti lo stretching migliora il quadro; lo stretching però non è l'unica soluzione, perché probabilmente in questo caso bisogna eseguire degli esercizi specifici, soprattutto in contrazione eccentrica, ovvero la contrazione che permette al muscolo di lavorare in allungamento, andando quindi a dare lo stimolo di allungamento e contrazione allo stesso tempo.


Salve, da ciò che riferisci è possibile che ci sia stata una lesione o che comunque il processo di guarigione abbia portato a un accorciamento dei tessuti, soprattutto se reagisce allo stretching (seppur temporaneamente). In questo caso sarebbe indicato fare un programma di rieducazione al carico e alla mobilità con un fisioterapista che può indirizzare meglio gli esercizi e le progressioni per mantenere i benefici ottenuti con lo stretching fatto in autonomia.


sicuramente la situazione fa pensare che a seguito del forte urto si sia creata una lesione muscolare che ha poi provocato una fibrosi ma smentita dal'ecografia. Quindi dato che non risulta nulla di grave insisterei con allungamento e rinforzo mirato.

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