Salve gentili Dottori/Dottoresse. È opportuno suggerire l'utilizzo di farmaci (previa visita psic

20 risposte
Salve gentili Dottori/Dottoresse.

È opportuno suggerire l'utilizzo di farmaci (previa visita psichiatrica) dopo solo 2 sedute da 45 minuti con uno psicoterapeuta?

La prima visita é stata sostanzialmente conoscitiva, dove mi è stato spiegato il tipo di psicoterapia (sistemico-relazionale) e mi è stato chiesto per quale motivo volessi intraprendere una psicoterapia (Sindrome Asperger e Famiglia Disfunzionale con infanzia terribile)

Dopo la seconda seduta, dove mi è stato chiesto di disegnare una mappa dei miei rapporti con familiari, amici e affetti. E descriverli, per lo più persone altamente disturbate (miei familiare ed ex amici).

É la mia prima terapia, ho 26 anni, non capisco perché il suggerimento dell'utilizzo dei farmaci. Ho un amico che li prende, ma che ha cominciato a prenderli perché non si riusciva ad alzare dal letto e fare le attività basilari quotidiane.

Io invece faccio sport tutti i giorni, lavoro e studio. Cosa che ho sempre fatto. Raggiungendo discreti risultati. Ma sono arrivato in terapia appunto perché mi sento vuoto, probabilmente sono sempre impegnato per non pensare ai traumi infantili.

Ha davvero senso assumere farmaci con queste premesse? Cioè non mi è stato molto spiegato il motivo del perché dovrei prenderli.

Grazie a tutti!
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, dopo sole due sedute, proporre una valutazione psichiatrica senza averle spiegato chiaramente il perché può lasciare perplessi, soprattutto se, come racconta, riesce a studiare, lavorare, fare sport e portare avanti la quotidianità con continuità. Il senso di vuoto che sente, legato a traumi infantili e a una storia familiare difficile, merita spazio e ascolto profondo, non necessariamente una risposta farmacologica immediata. In psicoterapia umanistica, per esempio, si lavora proprio sul contatto con le emozioni profonde e sulla ricostruzione dell’identità, mentre un percorso con EMDR potrebbe aiutarla ad affrontare le ferite del passato senza medicalizzarle subito.
Parli apertamente con il suo psicologo psicoterapeuta di questi dubbi: è fondamentale sentirsi compresi e coinvolti nelle scelte terapeutiche. E, se dovesse arrivare comunque a una valutazione psichiatrica, sarà il medico specialista a valutare con attenzione il reale bisogno di un farmaco, in base a una diagnosi chiara. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Grazia Gabriella Fazzino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontedera
Buonasera gentile credo che le sue osservazioni e i suoi dubbi dovrebbero essere parte di un dialogo con il terapeuta che le ha proposto questo tipo di trattamento, per meglio comprenderne il significato e gli obiettivi. Da quanto lei scrive mi pare di capire che lei vorrebbe affrontare in psicoterapia il senso di vuoto che la accompagna e le esperienze traumatiche infantili ai quali lei fa un accenno che certamente potranno trovare lo spazio che meritano dentro un contesto terapeutico
Dott. Alessandro D'Addazio
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buon pomeriggio. Avere dubbi circa la prescrizione di farmaci è legittimo, quando si possiedono poche informazioni. In questi casi, l'opzione migliore è quella di domandare delucidazioni al professionista di riferimento, vale a dire lo psicoterapeuta che ha suggerito la possibilità di un'assunzione ed, eventualmente, lo psichiatra che deciderà di consultare.
Salve la prescrizione dei farmaci la fa un medico generalmente uno psichiatra. Lo psicoterapeuta può consigliare una visita in tal senso se ravvisa dei sintomi che possono agevolare lo stato psico /fisico sofferente della persona che va oltre la norma ( disturbi dell'umore, del sonno ansia generalizzata ecc)
Chieda spiegazioni alla sua terapeuta e si regoli di conseguenza
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno. Purtroppo non è possibile darle una risposta concreta: per poterle prospettare un programma terapeutico è necessaria una appropriata valutazione della situazione clinica all'interno di una consultazione. Se ha dubbi chieda un secondo parere ad un altro specialista. SG
Dott.ssa Federica Di Maggio
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Capisco che il suggerimento di valutare un supporto farmacologico possa averla sorpresa, soprattutto dopo poche sedute. In ambito psicoterapeutico, ogni persona porta con sé una storia unica e complessa, e a volte, anche in assenza di sintomi invalidanti sul piano funzionale, può emergere l'opportunità di affiancare un percorso psicoterapeutico con una valutazione psichiatrica, senza che questo implichi automaticamente l’inizio di una cura farmacologica.
Come terapeuta sistemico-relazionale, il mio compito è anche quello di offrire strumenti e prospettive che possano aiutare nel percorso di consapevolezza e benessere. Il suggerimento di una valutazione specialistica è sempre una proposta, mai un'imposizione, e può servire ad avere una visione più completa della situazione.

Resto a disposizione per chiarire ogni dubbio in uno spazio protetto e dedicato, perché è fondamentale che ogni passo venga compreso e condiviso all’interno della relazione terapeutica.

Dott.ssa Di Maggio Federica
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Anna Maria Chiaia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Buongiorno, credo che sia molto importante motivare e chiarire il perché dell'utilizzo degli psicofarmaci. Potrebbe parlarne direttamente con il suo psicoterapeuta e esprimere i dubbi che sta riportando qui. Una buona psicoterapia deve essere improntata sulla fiducia. Se percepisce che il rapporto è stato inclinato da questa modalità di introdurre psicofarmaci può sempre rivolgersi ad altro specialista per ulteriore parere. Un saluto
Dott.ssa Lisa Saccardo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Sarcedo
Buongiorno, le consiglio di esporre tutti questi dubbi al suo terapeuta e a chiedere spiegazioni sul cosa lo abbia portato a suggerirle dei farmaci dopo pochi incontri. E' lecito che lei lo chieda e necessario che lei abbia tutte le informazioni per poter decidere se seguire questo consiglio o meno. Generalmente prima di proporre un farmaco ci vorrebbe una conoscenza più approfondita del problema e della persona (almeno io opero così), però dipende dalle situazioni, e sicuramente il suo terapeuta saprà darle delle spiegazioni approfondite.
Cordialmente
Dott. Simone Ciuffi
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Sambuceto
Salve, risulta difficile, da professionista, rispondere ad una domanda così delicata. Le posso solo chiedere se ha pensato di fare dei colloqui con altri professionisti psicoterapeuti.
Dott.ssa Laura Garau
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Livorno
Salve,
Da quanto racconta l'indicazione all'assunzione di farmaci può sembrare in effetti almeno prematura, visto che lei dice di avere una vita attiva e tutto sommato ben adattata alle esigenze della realtà esterna. Collega la sua sofferenza e la decisione di intraprendere una psicoterapia ad un vuoto interiore, cioè alla realtà interna, al complesso e doloroso mondo delle relazioni interiorizzate e questa percezione non è opportuno venga attutita e repressa, se ci si vuole lavorare in una psicoterapia.
Forse lo psicoterapeuta sistemico relazionale si è un pò spaventato di questa complessità?
Non lo so, ma forse le conviene sentire anche altri psicoterapeuti, preferibilmente di formazione psicoanalitica, visto il tipo di lavoro a cui sembra interessato, prima di impegnarsi in una terapia per la quale nutre dei dubbi.
Io sono una psicoanalista e sarei disponibile anche on line, se non altro a darle delle ulteriori indicazioni, se lo desidera.
Un cordiale saluto e un augurio

Dottoressa Laura Garau
Dott.ssa Costanza Risiglione
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Salve, grazie per la sua preziosa condivisione.
Quando viene suggerita una visita psichiatrica con la possibile introduzione di una terapia farmacologica c’è sempre una motivazione clinica. È comprensibile chiedersi il perché di tale proposta ed è del tutto legittimo domandare al professionista di spiegare le ragioni alla base di questa scelta.
Comprendo la sua perplessità, ma confrontarsi con un amico non può essere sufficiente per valutare la situazione, perché ogni caso è unico e personale. Il fatto che il suo amico assuma una terapia farmacologica per un determinato motivo non significa che la sua situazione sia meno importante o da sottovalutare: semplicemente, ogni persona segue un percorso diverso, costruito sulle proprie necessità.
Il confronto con il suo psicoterapeuta potrà sicuramente rispondere in maniera più completa alle sue domande.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
capisco bene i suoi dubbi e le perplessità. Il suggerimento di una valutazione psichiatrica per un eventuale supporto farmacologico può arrivare anche nelle prime sedute: questo non significa necessariamente che vi sia un’urgenza o una “condanna” a dover assumere farmaci, ma piuttosto che lo psicoterapeuta ritiene utile valutare tutti gli strumenti possibili per sostenerla nel percorso di cura.

La terapia farmacologica, quando indicata, non è in alternativa alla psicoterapia ma può rappresentare un supporto, soprattutto in presenza di sintomi che possono ostacolare il lavoro terapeutico o la qualità della vita. Tuttavia, come giustamente sottolinea, lei riesce a mantenere impegni quotidiani, lavoro, studio e sport, quindi appare fondamentale che le venga spiegato chiaramente il motivo specifico per cui le è stato proposto un consulto psichiatrico.

Ogni percorso terapeutico è personale: non sempre si tratta di una necessità, ma piuttosto di un’opportunità da valutare insieme allo specialista. Il passo più utile ora è chiedere apertamente al suo terapeuta quali siano gli obiettivi di questo suggerimento, così da avere maggiore consapevolezza e poter decidere in modo informato.

In ogni caso, per approfondire e avere una valutazione personalizzata e chiara, sarebbe utile e consigliato rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Benedetta Bartoli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Salve, la sua domanda è assolutamente lecita, il terapeuta che le ha prescritto i farmaci dovrebbe essere anche psichiatra oltre che psicoterapeuta ed è possibile che con due sedute possa aver valutato l’opportunità di un sostegno farmacologico. Tuttavia la comunicazione con il paziente è impostata te e a quanto racconta non è stato ben chiarito il motivo per cui ha deciso di suggerire un trattamento farmacologico per cui sarebbe opportuno che ne parlasse con lui/lei per avere chiarimenti.
Buonasera, le consiglio di intraprendere percorsi di Mindfulness e di conoscenza del Sè in chiave evolutiva e di svelamento del proprio potenziale.
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo i tuoi dubbi, e sono piu che legittime le domande che ti stai ponendo circa la celerità nel suggerimento di assumere una terapia farmacologia. Credo che riflettere con il tuo terapeuta rispetto le motivazioni che lhanno spinto a consigliarti questo possa esserti d'aiuto nel comprendere da dove arriva questo suggerimento.
Saluti!
AV
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Io credo che sia molto importante che esponga chiaramente i suoi dubbi al suo psicoterapeuta: l'assunzione di farmaci può essere un tema delicato, devono essere chiare le motivazioni e gli obiettivi, e soprattutto deve esserci fiducia sia nei confronti dello psicoterapeuta che della terapia farmacologica. Credo che un dialogo aperto e sincero possa portare molti benefici. è molto importante che lei senta di avere fiducia nella persona con cui lavora, fiducia che probabilmente va ancora in parte costruita, visto che mi sembra di capire che la relazione terapeutica sia ancora all'inizio, però si possono mettere delle buone basi proprio attraverso il dialogo. Se avesse altre domande o dubbi o avesse bisogno di ulteriore supporto mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Gessica Turiello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Salerno
Gentile paziente,
la valutazione fatta dal collega o dalla collega, va contestualizzata in base a tante variabili a me ignote, dato che l'ha visto lei o lui e non io. Suggerire una consulenza psichiatrica, in alcune casistiche specifiche, come ad esempio, la presenza di agitazione psicomotoria con potenziali acting out, ovvero se si temono atti distruttivi o comunque lesivi sia auto che etero diretti, o in presenza di esordio psicotico con sintomi positivi e/o negativi ben circoscritti, è giusto ed eticamente doveroso. Non è possibile per me stabilire i questo spazio se lei possa rientrare in una delle casistiche sopra citate, ma non abbia timore di chiedere al suo terapeuta ulteriori delucidazioni in merito, infondo è suo diritto. Auguri per tutto,
Dott.ssa G.T.
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Salerno
Gentile utente, dal suo racconto sembrerebbe che ci sia un'incongruenza.
Il professionista titolato a prescrivere farmaci è lo psichiatra (non lo psicoterapeuta).
Al massimo, lo psicoterapeuta può (e deve, se necessario) consigliare al paziente di fare anche una consulenza di tipo psichiatrico. Sarà poi lo psichiatra, eventualmente, a prescrivere la terapia farmacologica.
Questo è l'iter. Ora, non mi è chiaro come può aver consigliato i farmaci lo psicoterapeuta, e quindi resto perplessa.
Abbia cura di sé.
Cordialmente
Maria Betteghella
Dott.ssa Anna Marone
Psicologo, Psicoterapeuta
Foggia
Salve, premesso che io sono una psicologa psicoterapeuta e non un medico, mi permetto di esprimere il mio parere dicendo che mi sembra troppo prematuro affermare che ci sia bisogno di assumere farmaci, dopo solo 2 sedute di psicoterapia. Per cui , le suggerisco di chiedere una nuova consulenza psicoterapica.
Dott.ssa Melissa Angelini
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buonasera,
non conoscendo nello specifico la sua storia personale, è difficile rispondere al suo condivisibile quesito sul senso di assumere una terapia farmacologica. Ciò che le posso suggerire, al prossimo appuntamento con il suo terapeuta, è di chiedere nello specifico di spiegarle il motivo che lo ha indotto a consigliare una visita psichiatrica, così da avere lei più chiaro il motivo e, al contempo, non minare l'alleanza terapeutica che si sta costruendo.
Un caro saluto.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.