Salve, faccio una domanda per un caso relativo al mio anziano padre (78 anni) affetto da tumore all
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Salve,
faccio una domanda per un caso relativo al mio anziano padre (78 anni) affetto da tumore alla prostata in stadio avanzato.
A un anno dai primi sintomi e ad alcuni mesi dalla diagnosi del tumore, la terapia stava andando piuttosto bene, con PSA tornato a livelli minimi, nessun nuovo secondarismo rilevato, e uno stato di salute generale piuttosto buono.
I forti dolori dovuti ai secondarismi ossei sono pienamente sotto controllo tramite applicazione di cerotti Matrifen a dosaggio minimo di Fentanyl.
Pochi giorni fa mio padre è stato colto da un blocco urinario con forti dolori alla vescica e all'uretra culminato in una cateterizzazione effettuata al pronto soccorso.
L'eziologia del blocco è stata ricondotta dal medico del pronto soccorso a un'ostruzione dovuta alla prostata ingrossata. La terapia assegnata è stata 5 gg di Levofloxacina, sostiuzione dell'Omnic (già in assunzione da mesi) con Silodyx, idratazione e mantenimento del catetere a casa per altri 10 gg.
Da allora (ancora sotto Fentanyl nell'ambito della terapia del dolore per i secondarismi ossei) i dolori nella regione pubica sono fortissimi e accompagnati da un incessante stimolo alla minzione estremamente fastidioso.
L'urina è rosa e presenta diversi piccoli grumi di sangue rosso vivo.
Sentiti telefonicamente, l'urologo e il medico di famiglia avevano prescritto rispettivamente Voltaren supposte e un mix Ibuprofene + codeina.
L'oncologo, consultato due giorni dopo nell'ambito del controllo di routine mensile, ha interrotto la terapia ormonale per il tumore e vietato l'assunzione di qualsivoglia antiinfiammatorio ad eccezione del paracetamolo, che non ha mostrato apportare beneficio alcuno sinora.
La visita dall'urologo avverrà nei prossimi giorni.
Ora sono più preoccupato dal fatto che con questo dolore continuo e atroce mio padre possa morire per un infarto che dalla sua pur grave malattia o da un eventuale problema ai reni.
Esiste una qualche terapia non antinfiammatoria per attenuare i dolori e per migliorare la situazione sul piano meccanico? Per quale motivo l'oncologo ha proibito gli antinfiammatori?
Preciso che mio padre ha un filtrato glomerulare sopra 60 e la creatinina in range alle ultime, recenti analisi.
faccio una domanda per un caso relativo al mio anziano padre (78 anni) affetto da tumore alla prostata in stadio avanzato.
A un anno dai primi sintomi e ad alcuni mesi dalla diagnosi del tumore, la terapia stava andando piuttosto bene, con PSA tornato a livelli minimi, nessun nuovo secondarismo rilevato, e uno stato di salute generale piuttosto buono.
I forti dolori dovuti ai secondarismi ossei sono pienamente sotto controllo tramite applicazione di cerotti Matrifen a dosaggio minimo di Fentanyl.
Pochi giorni fa mio padre è stato colto da un blocco urinario con forti dolori alla vescica e all'uretra culminato in una cateterizzazione effettuata al pronto soccorso.
L'eziologia del blocco è stata ricondotta dal medico del pronto soccorso a un'ostruzione dovuta alla prostata ingrossata. La terapia assegnata è stata 5 gg di Levofloxacina, sostiuzione dell'Omnic (già in assunzione da mesi) con Silodyx, idratazione e mantenimento del catetere a casa per altri 10 gg.
Da allora (ancora sotto Fentanyl nell'ambito della terapia del dolore per i secondarismi ossei) i dolori nella regione pubica sono fortissimi e accompagnati da un incessante stimolo alla minzione estremamente fastidioso.
L'urina è rosa e presenta diversi piccoli grumi di sangue rosso vivo.
Sentiti telefonicamente, l'urologo e il medico di famiglia avevano prescritto rispettivamente Voltaren supposte e un mix Ibuprofene + codeina.
L'oncologo, consultato due giorni dopo nell'ambito del controllo di routine mensile, ha interrotto la terapia ormonale per il tumore e vietato l'assunzione di qualsivoglia antiinfiammatorio ad eccezione del paracetamolo, che non ha mostrato apportare beneficio alcuno sinora.
La visita dall'urologo avverrà nei prossimi giorni.
Ora sono più preoccupato dal fatto che con questo dolore continuo e atroce mio padre possa morire per un infarto che dalla sua pur grave malattia o da un eventuale problema ai reni.
Esiste una qualche terapia non antinfiammatoria per attenuare i dolori e per migliorare la situazione sul piano meccanico? Per quale motivo l'oncologo ha proibito gli antinfiammatori?
Preciso che mio padre ha un filtrato glomerulare sopra 60 e la creatinina in range alle ultime, recenti analisi.
Una situazione decisamente complessa dettata da mestastasi del tumore (dove?) e da un consistente aumento del volume prostatico (dovuto al tumore in espansione o a IPB associata?), nonché presubilmente da altre questioni più generali. In queste condizioni non hanno senso i farmaci per la minzione, ma solo il catetere a permanenza che garantisce il drenaggio urinario ed evita non solo ritenzioni acute, ma anche reflussi ureterali da compressione con conseguente danno renale (già il filtrato è basso e non è il caso di farlo scendere ulteriormente). Occorre comprendere per quale ragione sia stata interrotta la terapia ormonale per il tumore... forse vuole modificarla o ritiene necessario associare il chemioterapico o fare una adeguata associazione? Va certamente verificato se sia un tumore ormono-sensibile oppure no. Una volta garantito il deflusso urinario si tratterà di vedere quale sia la reale situazione tumorale (non basta il PSA ematico) magari con la PET/CT con 68 Gallio PSMA per poi prendere decisioni (esiste la possibilità di una terapia con radionuclidi, tipo il Lutezio 177 PSMA, che potrebbe ridurre significativamente le metastasi). Possibile che siano stati eliminati gli antinfiammatori per la loro azione immunosoppressiva e che in ogni caso a poco o nulla servono. Una situazione certamente da valutare attentamente e soprattutto collegialmente tra oncologo per lo stato tumorale, urologo (per l'ostruzione uretrale, l'internista per gli aspetti più generali.
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