Salve dottore sono in prediabete al digiuno ho 103. Volevo sapere per quanti mesi devo fare la diet
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risposte
Salve dottore sono in prediabete al digiuno ho 103.
Volevo sapere per quanti mesi devo fare la dieta a basso indice glicemico per fare tornare la glicemia a livelli normali?
Grazie
Volevo sapere per quanti mesi devo fare la dieta a basso indice glicemico per fare tornare la glicemia a livelli normali?
Grazie
Salve,
capisco la sua preoccupazione, ma la prima cosa importante da sapere è che una glicemia a digiuno di 103 mg/dl indica una condizione molto iniziale e spesso reversibile, soprattutto se affrontata per tempo come sta facendo lei.
Per quanto riguarda “per quanti mesi” seguire una dieta, non esiste purtroppo una tempistica valida per tutti. La risposta glicemica dipende da molti fattori individuali, tra cui:
peso corporeo e sua eventuale riduzione,
distribuzione del grasso (soprattutto addominale), livello di attività fisica, familiarità per diabete, qualità del sonno e stress, costanza nel tempo delle abitudini adottate.
In molte persone già dopo pochi mesi di cambiamenti nello stile di vita la glicemia può rientrare nei valori normali, ma in altre può volerci più tempo. Per questo non va vissuta come una “cura a tempo”, bensì come un riequilibrio progressivo dello stile di vita.
È anche importante chiarire un punto: una dieta strettamente low-carb non è obbligatoria in caso di alterata glicemia a digiuno o intolleranza ai glucidi. Spesso non è la quantità assoluta di carboidrati il vero problema, ma: l’eccesso calorico complessivo, la scarsa attività fisica e solo in ultima battuta la qualità dei carboidrati sopratutto raffinati (zuccheri semplici).
Nella pratica clinica, il controllo delle calorie totali associato a un’attività fisica regolare (anche solo camminare a passo sostenuto 30–40 minuti al giorno) risulta più efficace e sostenibile nel migliorare la sensibilità insulinica rispetto a restrizioni drastiche dei carboidrati.
Una dieta a basso indice glicemico, equilibrata e personalizzata, può essere uno strumento utile, ma non deve essere vissuta come una dieta “temporanea” o punitiva. L’obiettivo è trovare un assetto alimentare che lei riesca a mantenere nel tempo, perché è proprio la continuità che fa la differenza.
In sintesi, il messaggio è questo:
- con valori come i suoi c’è un ottimo margine di miglioramento,
- non serve una dieta estrema,
- movimento regolare e equilibrio,
- calorico sono spesso risolutivi.
Con il giusto approccio, è assolutamente realistico riportare la glicemia nella norma e mantenerla stabile nel tempo. Sperando di esserle stato d'aiuto, porgo cordiali saluti. Dr. Lorenzo Signorini
capisco la sua preoccupazione, ma la prima cosa importante da sapere è che una glicemia a digiuno di 103 mg/dl indica una condizione molto iniziale e spesso reversibile, soprattutto se affrontata per tempo come sta facendo lei.
Per quanto riguarda “per quanti mesi” seguire una dieta, non esiste purtroppo una tempistica valida per tutti. La risposta glicemica dipende da molti fattori individuali, tra cui:
peso corporeo e sua eventuale riduzione,
distribuzione del grasso (soprattutto addominale), livello di attività fisica, familiarità per diabete, qualità del sonno e stress, costanza nel tempo delle abitudini adottate.
In molte persone già dopo pochi mesi di cambiamenti nello stile di vita la glicemia può rientrare nei valori normali, ma in altre può volerci più tempo. Per questo non va vissuta come una “cura a tempo”, bensì come un riequilibrio progressivo dello stile di vita.
È anche importante chiarire un punto: una dieta strettamente low-carb non è obbligatoria in caso di alterata glicemia a digiuno o intolleranza ai glucidi. Spesso non è la quantità assoluta di carboidrati il vero problema, ma: l’eccesso calorico complessivo, la scarsa attività fisica e solo in ultima battuta la qualità dei carboidrati sopratutto raffinati (zuccheri semplici).
Nella pratica clinica, il controllo delle calorie totali associato a un’attività fisica regolare (anche solo camminare a passo sostenuto 30–40 minuti al giorno) risulta più efficace e sostenibile nel migliorare la sensibilità insulinica rispetto a restrizioni drastiche dei carboidrati.
Una dieta a basso indice glicemico, equilibrata e personalizzata, può essere uno strumento utile, ma non deve essere vissuta come una dieta “temporanea” o punitiva. L’obiettivo è trovare un assetto alimentare che lei riesca a mantenere nel tempo, perché è proprio la continuità che fa la differenza.
In sintesi, il messaggio è questo:
- con valori come i suoi c’è un ottimo margine di miglioramento,
- non serve una dieta estrema,
- movimento regolare e equilibrio,
- calorico sono spesso risolutivi.
Con il giusto approccio, è assolutamente realistico riportare la glicemia nella norma e mantenerla stabile nel tempo. Sperando di esserle stato d'aiuto, porgo cordiali saluti. Dr. Lorenzo Signorini
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