Buongiorno ho avuto il fuoco di Sant'Antonio curati in tempo e anche con uso di pregabalin....ad ogg
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Buongiorno ho avuto il fuoco di Sant'Antonio curati in tempo e anche con uso di pregabalin....ad oggi la dottoressa mi ha aumentato la dose mat e sera ma il dolore dietro la scapola persiste tanto che dopo un po' in piedi mi devo assolutamente sdraiare. Devo rientrare al lavoro ma sto dolore nn passa. Mi può aiutare? Grazie
Buonasera,
dopo un fuoco di Sant’Antonio può succedere che, anche se l’infezione è stata curata “in tempo”, persista dolore/bruciore nella stessa zona: la cosiddetta nevralgia post-erpetica. Il pregabalin è il farmaco di prima linea appropriato in questi casi, ma gli effetti non sono immediati e variano a seconda della suscettibilità individuale. In molti pazienti si può aumentare gradualmente (in accordo con il medico di riferimento) fino ad una dose di 150-300 mg due volte al giorno, se non ci sono problemi di funzionalità renale e se non insorgono sonnolenza e capogiri. Quando anche alla dose adeguata il beneficio resta scarso, allora ha senso valutare alternative o associazioni: tra le opzioni con evidenza nel dolore neuropatico ci sono la duloxetina, la venlafaxina e l'amitriptilina. In alcuni pazienti si utilizzano anche trattamenti topici (es. cerotti alla lidocaina o capsaicina) soprattutto se il dolore è ben localizzato. Tutte le alternative citate vanno valutate in accordo con il neurologo di riferimento o il medico curante.
Cordiali saluti
dopo un fuoco di Sant’Antonio può succedere che, anche se l’infezione è stata curata “in tempo”, persista dolore/bruciore nella stessa zona: la cosiddetta nevralgia post-erpetica. Il pregabalin è il farmaco di prima linea appropriato in questi casi, ma gli effetti non sono immediati e variano a seconda della suscettibilità individuale. In molti pazienti si può aumentare gradualmente (in accordo con il medico di riferimento) fino ad una dose di 150-300 mg due volte al giorno, se non ci sono problemi di funzionalità renale e se non insorgono sonnolenza e capogiri. Quando anche alla dose adeguata il beneficio resta scarso, allora ha senso valutare alternative o associazioni: tra le opzioni con evidenza nel dolore neuropatico ci sono la duloxetina, la venlafaxina e l'amitriptilina. In alcuni pazienti si utilizzano anche trattamenti topici (es. cerotti alla lidocaina o capsaicina) soprattutto se il dolore è ben localizzato. Tutte le alternative citate vanno valutate in accordo con il neurologo di riferimento o il medico curante.
Cordiali saluti
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