Salve. Da un anno e qualche mese combatto con infezioni di tipo batterico dopo aver fatto diversi es

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Salve. Da un anno e qualche mese combatto con infezioni di tipo batterico dopo aver fatto diversi esami di spermiocolture ed urine.
Prima si chiamava klebsiella, poi diventò morganella (più difficile da estirpare) poi nuovamente klebsilella e così via.
La contaminazione era solo al liquido seminale e non alle urine fino a febbraio/marzo di quest'anno quando in entrambi è stata riscontrata nuova contaminazione stavolta però di escherechia coli (carica 1.000.000).
Da quasi un anno non ho fatto più nessuna terapia antibiotica.
Da febbraio 2025 terapia solo con d-mannosio, mirtillo rosso, e probiotico ECN 1917.
A tutt'oggi però non riscontro veri benefici.
Vero che è passato il dolore pubico ed allo scroto, ma resta il bruciore sulla punta del glande sul canale uretrale nelle fasi post-minzionali (non sempre) e post-eiaculatorio.
E poi le urine (non frequenti - circa 4/5 volta al giorno con due litri di liquidi incorporati) sono spesso un pò torbide e molto maleodoranti.
Dimenticavo!!! Ho 46 anni, non fumo, bevo soltanto latte e acqua, non mangio molto ma comunque tutto preparato in casa (no cibi fritti, piuttosto frutta e verdura), consumo yogurt e soprattutto kefir.
Lavoro in ufficio con un lavoro abbastanza stressante, in famiglia i problemi non mancano mai, e tutto il resto!
Praticavo fino a qualche anni fa dello sport a livello amatoriale.
Adesso mi sono fermato un pò. Faccio però delle lunghe camminate ogni giorno (circa 9.000 passi).
L'ultima volta, (era marzo di quest'anno) quando andai dall'infettivologo in ospedale, dopo avermi sottoposto ad una serie di esami al sangue (non saprei quali) ed alle urine, mi disse che non si trattava di prostatite e che nulla avrei dovuto fare se non continuare con gli ECN 1917.
Potreste suggermi cosa poter fare per uscirmene?
Grazie a chi potrà rispondermi.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Per darle delel rispsote occorre conoscere gli esami sulla cui base sia stata esclusa la congestione infiammatoria pelvico-prostatica ed ogni altro problema della via urinaria. Per quanto espne mi sembra che le colture positive siano sempre e solo state da spermiocoltura... un esame che molto spesso si contamina e quindi con positività molto spesso discutibili: una vera ed utile valutazione si fa con la coltura differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale della vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio) il cui campionamento deve essere fatto da un andrologo/urologo. Certo lo stress spesso gioca contro e sembrerebbe dominate in relazione a quanto espone su suo stile di vita. Credo sia meglio che un buon andrologo la veda e rivaluti gli esami fatti con l'infettivologo almeno in termini di adeguatezza e completezza. Poi occorrerà rifare il punto della situazione con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica. Tutto senza mnimizzare il rapporto prepuzio/glande.

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