Salve , da qualche anno ó il ferro sempre basso a 5,8 , da tredici anni prendo la mattina il lanzopr
Salve , da qualche anno ó il ferro sempre basso a 5,8 , da tredici anni prendo la mattina il lanzoprazolo , ó fatto più di tre cicli di cura con pillole per il ferro ma senza risultati, puó essere dovuto al lanzoprazolo ??
9 risposte
Salve! Sì, una terapia prolungata con lansoprazolo (IPP) può ridurre l’assorbimento del ferro e quindi contribuire a valori bassi, soprattutto se la carenza tende a ripresentarsi. Però spesso il ferro basso non dipende da un solo fattore: se dopo più cicli di integratore non migliora, è importante fare con il medico una valutazione completa per capire la causa e controllare gli esami giusti (emocromo, ferritina, sideremia, transferrina/saturazione). Il consiglio pratico è: non sospenda l’IPP da solo, ma ne parli con il medico per capire se è davvero necessario continuarlo da anni o se si può ridurre/modificare; inoltre può essere utile assumere il ferro lontano dall’IPP. Se nonostante tutto non risponde, il medico può valutare anche altre strategie (tipo formulazioni diverse o, in alcuni casi, ferro endovena).
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Salve. Sì, il lansoprazolo può contribuire al ferro basso. Riducendo l’acidità dello stomaco, può diminuire l’assorbimento del ferro, soprattutto se assunto per molti anni. Se dopo diversi cicli di integratori i valori non migliorano, vale la pena parlarne con il medico per valutare se il farmaco possa influire e se siano necessari ulteriori controlli o una strategia diversa.
Sì, è una possibilità da prendere seriamente in considerazione. Il lansoprazolo appartiene alla classe degli inibitori di pompa protonica (IPP), farmaci che riducono la produzione di acido cloridrico nello stomaco. Tuttavia l’acidità gastrica svolge un ruolo importante nell’assorbimento del ferro, in particolare del ferro non-eme presente negli alimenti e in molti integratori. Quando l’acidità gastrica viene ridotta per periodi molto lunghi, come nel suo caso (13 anni), può verificarsi una diminuzione dell’assorbimento del ferro, che talvolta rende meno efficaci anche le integrazioni orali. Detto questo, è importante ricordare che una carenza di ferro persistente può avere anche altre cause, ad esempio: - perdite ematiche croniche (gastrointestinali o ginecologiche), - scarso apporto alimentare o dieta poco ricca di ferro biodisponibile, - problemi di assorbimento intestinale, - associazioni alimentari che ne riducono l’assimilazione. Per questo motivo è utile affrontare il problema in modo più ampio: valutare la terapia farmacologica con il medico curante e analizzare anche l’alimentazione e le modalità di integrazione del ferro, perché il momento di assunzione, le associazioni con altri alimenti e la forma chimica dell’integratore possono influenzare molto l’assorbimento. In questi casi può essere molto utile una valutazione nutrizionale personalizzata con un Biologo Nutrizionista, che permetta di analizzare la dieta, individuare eventuali fattori che ostacolano l’assorbimento del ferro e impostare una strategia alimentare mirata per migliorare i livelli di ferritina e sideremia nel tempo.
Sì, il lansoprazolo (come tutti i farmaci della stessa categoria) possono ridurre l'assorbimento del ferro, soprattutto se preso per periodi prolungati. Può provare a distanziare l'assunzione degli integratori di ferro rispetto al lansoprazolo
Salve, L'uso prolungato di lansoprazolo può ridurre l'assorbimento del ferro, pertanto si consiglia di programmare delle sospensioni periodiche. Sarebbe opportuno, inoltre, analizzare le sue abitudini alimentari per ottimizzare l'assunzione di ferro. Rimango a disposizione in caso di necessità
Buongiorno. La letteratura scientifica evidenzia che l'uso prolungato di lansoprazolo (appartenente alla classe degli inibitori di pompa protonica) può causare una sensibile riduzione dell'assorbimento del ferro, sia esso assunto tramite compresse o attraverso gli alimenti. È molto probabile, infatti, che i suoi cicli di cura con somministrazione orale siano falliti proprio per questo motivo: l'assunzione cronica di tale farmaco riduce drasticamente l'acidità gastrica, fondamentale per convertire il ferro nella forma chimica biodisponibile e assimilabile dal nostro intestino. Pertanto, le consiglio di rivolgersi al suo medico curante per rivalutare l'iter terapeutico e individuare la soluzione più adatta a correggere questo deficit, valutando eventualmente formulazioni di ferro alternative e approfondendo la situazione, per capire se effettivamente il deficit sia dovuto all'uso cronico di lansoprazolo. In generale, la carenza marziale può essere dovuta anche ad altre cause (sanguinamenti occulti, sindromi da malassorbimento). Spero di esserle stato utile e le auguro una buona giornata.
è assolutamente possibile che l'assunzione prolungata di lansoprazolo stia ostacolando l'assorbimento del ferro. Le spiego in modo semplice perché questo accade e come si può intervenire. Il legame tra Lansoprazolo e Ferro basso Il lansoprazolo appartiene alla classe degli "inibitori di pompa protonica" (IPP), farmaci che riducono la produzione di acido nello stomaco per proteggerne le pareti. Tuttavia, l'acido gastrico ha un ruolo cruciale per l'assimilazione dei nutrienti: Il ruolo dell'acido: Il ferro che assumiamo attraverso gli integratori o con il cibo (specialmente quello di origine vegetale) ha bisogno di un ambiente fortemente acido nello stomaco per essere trasformato in una forma chimica solubile e facilmente assimilabile dall'intestino. Cosa succede dopo 13 anni: Riducendo drasticamente l'acidità dello stomaco per così tanto tempo, il ferro che lei introduce con le pillole non riesce a essere "attivato" correttamente. Di conseguenza, passa nell'intestino senza essere assorbito, spiegando perché ben tre cicli di cura non abbiano portato a risultati. Cosa si può fare? Strategie pratiche Non deve assolutamente sospendere il farmaco di testa sua, ma può mettere in atto alcune strategie parlandone con il suo medico e con un professionista della nutrizione: Il supporto della Vitamina C: Se assume il ferro per bocca, provi ad accompagnarlo sempre con una fonte generosa di vitamina C (come una spremuta d'arancia o del succo di limone). La vitamina C aiuta a ricreare artificialmente quell'ambiente acido che serve al ferro per essere assimilato. Valutare formulazioni diverse: Esistono in commercio integratori di ferro di nuova generazione (come il ferro liposomiale). Questa formulazione protegge il ferro all'interno di una membrana che gli permette di superare intatto lo stomaco e venire assorbito direttamente nell'intestino, bypassando il problema dell'acidità gastrica. Confronto con il medico: Un valore di ferro così basso merita un confronto approfondito con il suo medico di medicina generale per valutare se sia il caso di cambiare la tipologia di integratore o se procedere con accertamenti mirati per escludere altre cause di malassorbimento. Una volta stabilita la corretta terapia medica, l'aiuto di un dietista sarà fondamentale per strutturare una dieta mirata a massimizzare l'apporto e l'assorbimento di ferro quotidiano attraverso le giuste combinazioni alimentari.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




