salve a tutti e grazie mille dell'eventuale aiuto.sono un ragazzo di 16 anni e convivo con questa pa

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salve a tutti e grazie mille dell'eventuale aiuto.sono un ragazzo di 16 anni e convivo con questa paura e trauma fin da piccolo per paura che sia una cosa grave.non ho mai parlato di questa cosa con i miei genitori perché mi vergogno e ho paura di cosa potrebbe essere. i problemi sono più di uno.sono tutti riguardanti a quelli del pene.non ricordo bene se questo primo problema fu iniziato da questo episodio ma voi mi potrete dire se sarà determinato da questo o meno,alleta di 7 anni piu o meno o comunque da piccolo,ero a tavola a parlare con mia madre,quando ad un certo punto sento come una fitta al pene, principalmente alla parte superiore del prepuzio,se non ricordo male andai a controllare e vidi che era tutta rossa e gonfia,pero non ci avevo dato importanza perche non pensavo fosse qualcosa da preoccuparsi,anche se ci pensavo di continuo.fattosta che questa cosa è successa in un momento a caso,non stavo facendo nulla,ero semplicemente seduto e fino ai tempi d'oggi e già da un po di anni che ho notato che la "vena" del pene sulla pelle che arriva fino alla punta del prepuzio(la linea del pene)certe volte mi brucia tanto,anche in momenti a caso o quando faccio la pipí,la parte dove ce la linea del pene è tanto rossa e gonfia e sembra che la vena sfoci su una specie di buchino piccolo rosso scuro/violaceo sottostante la linea del pene,come se fosse una radice.per fortuna non tante volte mi prende,e vorrei capire se fosse una vena scoppiata o altro,il secondo problema è quello che purtroppo nel mio pene si genera tanto smegma,certe volte diventa anche difficilissimo toglierlo anche con lavaggi odierni con sapone delicato e acqua tiepida,si forma proprio una patina e i pezzettini sottostanti attaccati all'inizio del pene,diventa difficile toglierlo anche perché ho il pene molto sensibile,appena lo tocco fa male,da fastidio e quindi non riesco neanche a provare a toglierlo,e per lo più faccio fatica ad aprire il pene in generale,certe volte lo riesco ad aprire del tutto solo quando lo apro sotto l'acqua,certe volte con una o a volte addirittura aiutandomi con due mani perché non riesco,altre volte quando lo apro scivola bene altre volte no. se lo provassi a fare a "secco"faccio fatica,ancora di più quando è eretto non riesco ad aprirlo del tutto,il limite è praticamente l'inizio, perché dopo è come se non c'è spazio per farlo scivolare giù,quando poi pratico la masturbazione vedo sempre che dopo aver finito, la vena rossa che sfocia sulla linea del prepuzio con tutta la zona rossa rossa e gonfia aumenta di colore rosso fuoco e brucia.avevo anche provato con la mia ex a fare sesso ma siccome ho il pene sensibile e mi fa male e da eretto non si apre del tutto non saprei cosa fare,ho una paura tremenda del fatto che ho queste cose da anni ma che non abbia mai avuto il coraggio di parlarne per paura.ora come ora vorrei solo capire se fosse un problema grave e che devo trovare il modo di dirlo ai miei genitori in caso di intervento o posso stare tranquillo, magari utilizzando qualche medicinale? grazie mille e buona giornata
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Partiamo dal suo primo ed importante errore: la mancanza di dialogo con i suoi genitori... lo deve fare ora in quanto è ancora minorenne e ogni azione medica deve essere da loro autorizzata, oltre che magari supportata economicamente. Quindi prenda il coraggio a piene mani e ne parli con sua madre o suo padre per farsi portare da un andrologo che la valuti e decida nel merito. Per come descrive la questione il problema era ed è un prepuzio troppo coprente e sempre più chiuso che dà luogo ad importanti ristagni che poi, ovviamente, lei fatica a pulire... ciò induce tutti processi di gonfiore, irritazione ed infiammazione che lei descrive e nel tempo tali fatti possono essere arrivati ad interessare anche l'area pelvico-prostatica. Se così sarà la sola ed unica soluzone è la circoncisone radicale da eseguire al più presto e poi svolgere i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) atti a verificare il suo stato e decidere se servano supporti ulteriori di terapia. Prima agirà e prima si metterà nelle condizioni di far peggiorare la situazione.
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