Buonasera a seguito di un operazione nel gennaio del 2023 di ernia inguinale (chirurgia open)ho lame
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Buonasera a seguito di un operazione nel gennaio del 2023 di ernia inguinale (chirurgia open)ho lamentato sin da subito dei dolore nella zona inguinale e rossore nella medesima zona. .
Contatto il chirurgo che mi ha operato( non mi ha mai vistato in presenza) mi dice di effettuare un ecografia per verificare se avessi una pubalgia in atto , in effetti l’l’ecografia ha riscontrato una pubalgia.
Successivamente ho effettuato sedute di fisioterapia e lasee ad alta frequenza ma senza risultati.. anzi il problema andava a peggiorare.
Contatto nuovamente il chirurgo mi indica di andare dal fisiatra.
Il fisiatra dopo un accurata visita mi dice di effettuare una Rm del bacino ( dove non so evince nulla ) e mi indica di contattare nuovamente il chirurgo .
Nel frattempo ( perchè tra fare una visita e l’altra sono pssati mesi) il problema è peggiorato perchè si è aggiunta durate la masturbazione un dolore pre eiaculatorio ( spasmi con scossa che brucia) nella zona sopra l’inguine sotto la cicatrice dell intervento.
Vado subito da un urologo che mi dice di effettuare un ecografia testicolare , controllo della prostata , spermiogramma e spermiocultura , fatti tutti gli accertamenti del caso mindice che il problema non è urologico.
Prendo appuntamento da un andrologo che dopo ecografia testicolare dice anche lui che il problema non e andrologico.
Contatto nuovamente il chirurgo che dopo tanti mi invia da un suo collega perche potrebbe esserci una nevralgia in atto ( cosa che lui ha sempre detto che era impossibile in quanto la retina è stara fissata con la colla e a lui non era mai successo).
Quindi mi rivolgo dal collega indicato che mi dice che con circa 5 infiltrazioni di cortisone e lidocaina il problema si sarebbe risolto .. purtroppo dopo 6 infiltrazioni il problema persiste.
Successivamente di mia spontanea volontà esego un rm della zona sovrapubica Dove riscontrano una cicatrizzazione eccessiva.
Il chirugo generale che effettua le infiltrazioni visiona la risonaza ma dice che non è vero che c’è tutta questa cicatrizzazione.
Sempre di mia spontanea voltontà mi reco da un terapista del dolore che dopo un accurata visita sospetta un intrappolamento dei nervi ileoinguinale , ioogastrico e genitofemorale.
La terapia che mi ha prescritto si basa su cerotti alla lidocaina da mettere nella zona per 12 ore al giorno per 2 mesi, se non si fosse risolto o migliorato il problema mi avrebbe fatto provare la Pens.
Visti gli scarsi risultati ho peso appuntamento al San raffaele dal primario di neurofisologia.
Mi scuso per questo preambolo ma avrei una domanda: visto che il mio problema ( solo quando arrivo al
Massimo dell eccitazione ho questa scossa e spasmo) e arrossamento testicolare e inguinale potrebbe essere una compressione del deferente?nel caso è un problema che si potrebbe risolvere?
Grazie per l’attenzione
Contatto il chirurgo che mi ha operato( non mi ha mai vistato in presenza) mi dice di effettuare un ecografia per verificare se avessi una pubalgia in atto , in effetti l’l’ecografia ha riscontrato una pubalgia.
Successivamente ho effettuato sedute di fisioterapia e lasee ad alta frequenza ma senza risultati.. anzi il problema andava a peggiorare.
Contatto nuovamente il chirurgo mi indica di andare dal fisiatra.
Il fisiatra dopo un accurata visita mi dice di effettuare una Rm del bacino ( dove non so evince nulla ) e mi indica di contattare nuovamente il chirurgo .
Nel frattempo ( perchè tra fare una visita e l’altra sono pssati mesi) il problema è peggiorato perchè si è aggiunta durate la masturbazione un dolore pre eiaculatorio ( spasmi con scossa che brucia) nella zona sopra l’inguine sotto la cicatrice dell intervento.
Vado subito da un urologo che mi dice di effettuare un ecografia testicolare , controllo della prostata , spermiogramma e spermiocultura , fatti tutti gli accertamenti del caso mindice che il problema non è urologico.
Prendo appuntamento da un andrologo che dopo ecografia testicolare dice anche lui che il problema non e andrologico.
Contatto nuovamente il chirurgo che dopo tanti mi invia da un suo collega perche potrebbe esserci una nevralgia in atto ( cosa che lui ha sempre detto che era impossibile in quanto la retina è stara fissata con la colla e a lui non era mai successo).
Quindi mi rivolgo dal collega indicato che mi dice che con circa 5 infiltrazioni di cortisone e lidocaina il problema si sarebbe risolto .. purtroppo dopo 6 infiltrazioni il problema persiste.
Successivamente di mia spontanea volontà esego un rm della zona sovrapubica Dove riscontrano una cicatrizzazione eccessiva.
Il chirugo generale che effettua le infiltrazioni visiona la risonaza ma dice che non è vero che c’è tutta questa cicatrizzazione.
Sempre di mia spontanea voltontà mi reco da un terapista del dolore che dopo un accurata visita sospetta un intrappolamento dei nervi ileoinguinale , ioogastrico e genitofemorale.
La terapia che mi ha prescritto si basa su cerotti alla lidocaina da mettere nella zona per 12 ore al giorno per 2 mesi, se non si fosse risolto o migliorato il problema mi avrebbe fatto provare la Pens.
Visti gli scarsi risultati ho peso appuntamento al San raffaele dal primario di neurofisologia.
Mi scuso per questo preambolo ma avrei una domanda: visto che il mio problema ( solo quando arrivo al
Massimo dell eccitazione ho questa scossa e spasmo) e arrossamento testicolare e inguinale potrebbe essere una compressione del deferente?nel caso è un problema che si potrebbe risolvere?
Grazie per l’attenzione
I disturbi che riferisce sono probabilmente riconducibili ad un incarceramento delle strutture anatomiche del canale inguinale forse avvenuta in corso di cicatrizzazione.
Una accuratissima analisi dei sintomi può aiutare a capire la causa ancora più che gli esami eseguiti.
Talvolta solo la rimozione della protesi può essere efficace nella risoluzione dei sintomi, ma onestamente non si può assicurare il risultato purtroppo.
Ma se tutte le terapie hanno fallito potrebbe essere l'unica strada percorribile.
Una accuratissima analisi dei sintomi può aiutare a capire la causa ancora più che gli esami eseguiti.
Talvolta solo la rimozione della protesi può essere efficace nella risoluzione dei sintomi, ma onestamente non si può assicurare il risultato purtroppo.
Ma se tutte le terapie hanno fallito potrebbe essere l'unica strada percorribile.
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