Salve, a seguito di una colica renale nel febbraio 2024 ho iniziato ad avere disturbi nell'erezione.
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Salve, a seguito di una colica renale nel febbraio 2024 ho iniziato ad avere disturbi nell'erezione. Dapprima in modo abbastanza severo tanto da non riuscire più a raggiungerla. Dopo il consulto con un urologo ho effettuato una cura di 2 mesi con telefil 5mg a giorni alterni e 2 pasticche di permixon al giorno in quanto mi era stata diagnosticata una congestione prostatica. Al termine della cura riuscivo ad avere nuovamente erezioni anche se non più vigorose come prima. Con il passare del tempo ho avuto sempre erezioni ma erano sempre blande, meno rigidità e mi sono recato da un andrologo che mi ha fatto effettuare varie analisi, da tiroide a glicemia, PSA, testosterone e colesterolo. Solo il colesterolo (240) è risultato elevato e mi ha prescritto sildenafil 50 al bisogno e un tampone uretrale. Il tampone è risultato positivo allo strsfilococco aureus e ho effettuato un ciclo di antibiotico che credo abbia debellato il batterio (ho effetuato dopo 1 mese l'esame colturale urine ed è risultato negativo). Sono comunque andato di nuovo dall'urologo e mi ha detto che la prostata è un pò infiammata e mi ha dato 2 mesi di permixon. Io però continuo sempre ad avere una sensazione di bruciore/fastidio quando ho l'erezione (non durante le urine) e quando contraggo i muscoli nell'area perineale sento un leggero fastidio...Mi consiglia altri controlli? permixon va bene o posso sostituirlo con pgprost (consigliato da un urologo online)?Vorrei un parere...Grazie!
Ovvio che non abbia risolto la questione della DE. Manca totalmente una adeguata valutazione di causa e a poco poteva servire il vasodilatatore (tadalafil o sildenafil o analoghi), meno che mai un anti-androgeno come la serenoa (permixon e integratori vari con essa). Nulla ci dice della sua colica e in come sia esitata (calcolo, ostruzione della via urianria, disfunzione renale?) e in sé poteva porre le condizioni generali della DE. Poi esiste, sottovalutato da lei e dal medico, il problema metabolico (colesterolo a 240... ma HDL/LDL/trigliceridi come stanno? quale è il profilo degli acidi grassi? quale quello del glucosio?). Il batterio del tampone era scarsamente significativo in quanto un tampone spesso si contamina e nel caso serviva una coltura differenziale prostato-urinaria. La congestione infiammatoria pelvico-prostatica poi non mi sembra adeguatamente definita né con i dovuti esami genitali né con qulli generlai per valutarne le ragioni. Ora le serve un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, la rivaluti e poi svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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