Richiedo un consulto per mio nonno 70 anni operato 13/ 06/2019 di prostatectomia radicale e linfonod

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Richiedo un consulto per mio nonno 70 anni operato 13/ 06/2019 di prostatectomia radicale e linfonodi, tolto catetere dopo 15 gg previa cistografia, inizia ad avere diversi problemi con blocchi parziali e cateterizzazioni a intermittenza fino al 29 di agosto 2019 quando dopo cistoscopia si evidenzia formazione cicatriziale sul neocollo vescicale, si decide di lasciare il catetere fino alla fine della radioterapia programmata per metà ottobre, inizia quindi le 35 sedute di radio, sopportate malissimo, pieno di dolori e con il bisogno continuo di andare in bagno nonostante la presenza del catetere.
Dopo 10 giorni dalla fine delle sedute di radio a causa del dolore sempre maggiore viene rimosso il catetere e per un mese fino al 24 dicembre 2019 non ci sono più dolori forti ma sopportabili e stimolo un po ridotto il giorno sempre troppo presente la notte.
Il 24 dicembre si blocca per 6 ore e dopo diversi tentativi di cateterizzazione si interviene con posizionamento di catetere sovrapubico, in attesa di fare l intervento di TURP per rimozione formazione cicatriziale sul neocollo vescicale.
Il 20 gennaio 2020 il catetere sovrapubico si occlude nonostante i lavaggi e dopo diversi tentativi di riposizionamento si decide di effettuare l intervento di Turp in urgenza.
Al termine dell intervento completa incontinenza diurna e notturna, spariti i dolori.
Dopo una settimana a casa inizia a sentire stimolo notturno e recuperare continenza notturna grazie anche alle riabilitazioni.
Oggi dopo 3 mesi lo stimolo notturno è diventano continuo, ogni 2 minuti (contati) deve andare in bagno anche solo per 2 gocce di urina, non riesce mai a riposare perché da sdraiato ha questo stimolo.
Abbiamo provato con 4 cicli di compresse cistilex in questi mesi, ma non hanno avuto effetto.
Ora vi chiedo cosa possiamo fare.
Grazie in anticipo.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Certamente la complicazione postoperatoria al tratto vescico-uretrale ha generato uno stato infiammatorio che avrebbe dovuto non far svolgere la radioterapia (poteva essere svolta una terapia farmacologica adeguata) che per sua natura attiva e sostiene processi infiammatori ed esisti cicatriziali. Questi aspetti sono con alta probabilità alla base del quadro clinico di suo nonno. La TURP ha giovato alla ricanalizzazione ma, sulla base del pre-esistente, reattività infiammatoria inevitabilmente presente si è riaccentuata con la sintomatologia attuale. Impossibile da questa sede darvi indicazioni, ma è necessario rivedere suo nonno, con calma e non solo sulla scorta sintomatologica con qualche esame utile a ridefinire la situazione pelvica e l'evoluzione tumorale che non va trascurata e di cui nulla viene riportato.

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