Protrusione discale dorsale ad arco piatto che si estende nell aria di ingresso dei neuroforami nel

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Protrusione discale dorsale ad arco piatto che si estende nell aria di ingresso dei neuroforami nel segmento L4/5, nonché protrusioni discale dorsomediane ad arco piatto nei segmenti L1/2 e L2/3, ma nessun prolasso o sequestro rilevabile. Spondiloartrosi accentuata caudalmente e parzialmente attivata con versamenti articolari, simile alla sindrome delle faccette articolari. Malpostura e disfunzione lombare. Segni di atrofia muscolare lombosacrale accentuata. Nessuna stenosi del canale spinale rilevabile, nessun restringimento misurabile dei neuroforami
MAL di schiena e stanchezza bacino gambe e piedi da 3 mesi cosa possa fare? il radiologo ha detto che x avere 50 anni gli esami sono quasi normali grazie per eventuale risposta
Buonasera, il referto che riporta descrive un quadro degenerativo lombare piuttosto comune per l’età, con protrusioni discali senza ernie espulse né stenosi del canale o compressioni significative delle strutture nervose. La presenza di spondiloartrosi e segni riferibili a sofferenza delle faccette articolari, associata a malpostura e iniziale atrofia muscolare, orienta verso una lombalgia di tipo meccanico-funzionale più che verso una patologia compressiva importante.
I sintomi che riferisce, come dolore lombare persistente e senso di affaticamento a carico di bacino e arti inferiori, sono compatibili con questo tipo di quadro e spesso sono legati a una condizione di decondizionamento muscolare e alterata biomeccanica piuttosto che a una lesione “grave” visibile agli esami.
In questi casi è fondamentale correlare il referto con la valutazione clinica, perché la risonanza da sola non basta a spiegare completamente i sintomi né a guidare le scelte. È quindi indicata una valutazione specialistica ortopedica o fisiatrica per impostare un percorso mirato e verificare eventuali segni clinici che possano richiedere approfondimenti.
il fatto che non vi siano ernie espulse o stenosi significative è un elemento rassicurante, ma la persistenza dei sintomi da alcuni mesi merita comunque un inquadramento corretto per evitare la cronicizzazione del disturbo. Una visita consente di chiarire l’origine precisa del dolore e impostare il percorso più adeguato nel suo caso specifico.

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