Buongiorno, sottopongo alla vostra attenzione un disturbo piuttosto invalidante che ho da qualche
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risposte
Buongiorno,
sottopongo alla vostra attenzione un disturbo piuttosto invalidante che ho da qualche mese.
Al momento della seduta ho contrazioni riflesse dei muscoli ischiocrurali alla gamba sinistra e dolore al gluteo sinistro che non mi consentono di mantenere la posizione. In caso di mantenimento forzato della posizione il fastidio si irradia lungo la coscia (fino al popliteo) e verso il quadrato dei lombi e, una volta alzato dalla sedia, ho difficoltà nella deambulazione (gamba sinistra rigida) i primi minuti. Stesso discorso al mattino, appena alzato dal letto (non riesco a poggiare il gluteo e ad estendere la gamba sinistra). Nessun problema con il movimento, mentre il fastidio, anche se tollerabile, torna quando mantengo la stessa posizione in piedi per più tempo o la sera. Difficoltà nella flessione del busto a volte associata a rigidità dei paravertebrali. Nessun dolore lombare, solo rigidità nella parte finale della schiena. Rmn lombosacrale con ernia parzialmente espulsa che imprime su S1 (diagnosi dello scorso anno quando non avevo dolore); rifatta a giugno ernia in fase di disidratazione. Emg negativa. Rmn bacino senza esiti. Da ecografia, nessuna lesione muscolare o tendinea del gluteo o della coscia. Trattamento con farmaci: cortisone, miorilassanti e iniezione ecoguidata sul piriforme senza benefici. Terapie strumentali senza benefici. Manipolazioni, massaggi e trattamento osteopatico hanno migliorato la postura ma il problema persiste. Fatto nuoto ed esercizi mirati al rafforzamento del core ed alla mobilità e decompressione della colonna. Al momento ho sentito i pareri di neurochirurghi, fisiatri, fisioterapisti, chinesiologi, osteopati e chiropratici. Grazie a chi possa darmi un suggerimento, non solo sulla diagnosi ma anche su un professionista a cui rivolgermi o su eventuali ulteriori esami da effettuare.
sottopongo alla vostra attenzione un disturbo piuttosto invalidante che ho da qualche mese.
Al momento della seduta ho contrazioni riflesse dei muscoli ischiocrurali alla gamba sinistra e dolore al gluteo sinistro che non mi consentono di mantenere la posizione. In caso di mantenimento forzato della posizione il fastidio si irradia lungo la coscia (fino al popliteo) e verso il quadrato dei lombi e, una volta alzato dalla sedia, ho difficoltà nella deambulazione (gamba sinistra rigida) i primi minuti. Stesso discorso al mattino, appena alzato dal letto (non riesco a poggiare il gluteo e ad estendere la gamba sinistra). Nessun problema con il movimento, mentre il fastidio, anche se tollerabile, torna quando mantengo la stessa posizione in piedi per più tempo o la sera. Difficoltà nella flessione del busto a volte associata a rigidità dei paravertebrali. Nessun dolore lombare, solo rigidità nella parte finale della schiena. Rmn lombosacrale con ernia parzialmente espulsa che imprime su S1 (diagnosi dello scorso anno quando non avevo dolore); rifatta a giugno ernia in fase di disidratazione. Emg negativa. Rmn bacino senza esiti. Da ecografia, nessuna lesione muscolare o tendinea del gluteo o della coscia. Trattamento con farmaci: cortisone, miorilassanti e iniezione ecoguidata sul piriforme senza benefici. Terapie strumentali senza benefici. Manipolazioni, massaggi e trattamento osteopatico hanno migliorato la postura ma il problema persiste. Fatto nuoto ed esercizi mirati al rafforzamento del core ed alla mobilità e decompressione della colonna. Al momento ho sentito i pareri di neurochirurghi, fisiatri, fisioterapisti, chinesiologi, osteopati e chiropratici. Grazie a chi possa darmi un suggerimento, non solo sulla diagnosi ma anche su un professionista a cui rivolgermi o su eventuali ulteriori esami da effettuare.
Salve,
per il problema riscontrato le sconsiglio il nuoto e le suggerisco invece, dopo visita Fisiatrica, uno o più cicli di fisioterapia mirata all'esecuzione di esercizi per la schiena da svolgere sotto la supervisione di un professionista della Riabilitazione che possa correggere gli atteggiamenti posturali e dinamici sbagliati e possa seguirla nel tempo. Utili in questi casi anche le terapie fisiche, in assenza di controindicazioni, come tecarterapia o TENS. Infine, le consiglio la Ossigeno-ozonoterapia eseguita da medico abilitato che può aiutarla a ridurre l'infiammazione e il dolore dovuto alla alterazione dei dischi intervertebrali.
Rimanendo a disposizione,
cordiali saluti.
per il problema riscontrato le sconsiglio il nuoto e le suggerisco invece, dopo visita Fisiatrica, uno o più cicli di fisioterapia mirata all'esecuzione di esercizi per la schiena da svolgere sotto la supervisione di un professionista della Riabilitazione che possa correggere gli atteggiamenti posturali e dinamici sbagliati e possa seguirla nel tempo. Utili in questi casi anche le terapie fisiche, in assenza di controindicazioni, come tecarterapia o TENS. Infine, le consiglio la Ossigeno-ozonoterapia eseguita da medico abilitato che può aiutarla a ridurre l'infiammazione e il dolore dovuto alla alterazione dei dischi intervertebrali.
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Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e dettagliato la sua situazione. La descrizione dei sintomi – contrazioni riflesse ischiocrurali, dolore gluteo irradiato, rigidità mattutina e posturale, e alterazioni funzionali nella deambulazione – delinea un quadro clinico complesso che richiede un’analisi approfondita, integrando i dati strumentali con una valutazione funzionale completa.
Alcune osservazioni chiave:
La sintomatologia riferita, pur non essendo direttamente compatibile con una classica sciatica, sembra comunque indicare una possibile disfunzione radicolare a bassa intensità o una sofferenza del sistema miofasciale, secondaria o associata alla pregressa ernia L5-S1 (parzialmente espulsa, oggi in fase di disidratazione).
La negatività dell’EMG, le immagini RM aggiornate e l’assenza di lesioni muscolari all’ecografia riducono la probabilità di una causa puramente neurocompressiva o strutturale acuta, ma non escludono interferenze funzionali a carico delle catene posteriori e dei recettori posturali.
Il fatto che il dolore sia scatenato da posizioni mantenute staticamente più che dal movimento attivo, può far pensare anche a una componente meccanico-fasciale o a una disfunzione somatica persistente in area sacroiliaca o pelvica, che andrebbe valutata con test clinici specifici.
In questi casi è essenziale:
Una rivalutazione fisiatrica con approccio funzionale, con:
bilancio muscolare e test di reclutamento,
valutazione delle catene cinetiche posteriori e del tono basale muscolare,
screening neurodinamico (per valutare eventuali aderenze o sensibilizzazioni del nervo sciatico o tibiale).
In alcuni casi selezionati, può essere indicata una RMN articolazioni sacroiliache e muscoli pelvici profondi con protocollo dedicato, soprattutto se si sospettano sindromi miofasciali profonde o sacroileiti.
La invito a un consulto presso il mio studio oppure tramite Teleconsulto, dove potremo eseguire una valutazione clinica dettagliata e costruire un percorso realmente personalizzato, superando la frammentazione specialistica che ha probabilmente penalizzato la sua esperienza fino ad oggi.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e dettagliato la sua situazione. La descrizione dei sintomi – contrazioni riflesse ischiocrurali, dolore gluteo irradiato, rigidità mattutina e posturale, e alterazioni funzionali nella deambulazione – delinea un quadro clinico complesso che richiede un’analisi approfondita, integrando i dati strumentali con una valutazione funzionale completa.
Alcune osservazioni chiave:
La sintomatologia riferita, pur non essendo direttamente compatibile con una classica sciatica, sembra comunque indicare una possibile disfunzione radicolare a bassa intensità o una sofferenza del sistema miofasciale, secondaria o associata alla pregressa ernia L5-S1 (parzialmente espulsa, oggi in fase di disidratazione).
La negatività dell’EMG, le immagini RM aggiornate e l’assenza di lesioni muscolari all’ecografia riducono la probabilità di una causa puramente neurocompressiva o strutturale acuta, ma non escludono interferenze funzionali a carico delle catene posteriori e dei recettori posturali.
Il fatto che il dolore sia scatenato da posizioni mantenute staticamente più che dal movimento attivo, può far pensare anche a una componente meccanico-fasciale o a una disfunzione somatica persistente in area sacroiliaca o pelvica, che andrebbe valutata con test clinici specifici.
In questi casi è essenziale:
Una rivalutazione fisiatrica con approccio funzionale, con:
bilancio muscolare e test di reclutamento,
valutazione delle catene cinetiche posteriori e del tono basale muscolare,
screening neurodinamico (per valutare eventuali aderenze o sensibilizzazioni del nervo sciatico o tibiale).
In alcuni casi selezionati, può essere indicata una RMN articolazioni sacroiliache e muscoli pelvici profondi con protocollo dedicato, soprattutto se si sospettano sindromi miofasciali profonde o sacroileiti.
La invito a un consulto presso il mio studio oppure tramite Teleconsulto, dove potremo eseguire una valutazione clinica dettagliata e costruire un percorso realmente personalizzato, superando la frammentazione specialistica che ha probabilmente penalizzato la sua esperienza fino ad oggi.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
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