nel settembre 2023 mi praticano una ureterolitotrissia laser. Successivamente mi riprendo e dopo i p

2 risposte
nel settembre 2023 mi praticano una ureterolitotrissia laser. Successivamente mi riprendo e dopo i primissimi controlli, non avendo alcun sintono e sentendomi in forma, non effettuo altri controlli. A febbraio 2026, sempre senza avere alcun sintomo, così per insistenza di mia moglie mi sottopongo ad una ecografia addome completo. Durante l'esame ecografico, il 23.02.2026, viene fuori una marcata idronefrosi sinistra. Il giorno dopo, mi sottopongo ad una TAC che mi conferma la marcata idronefrosi con dilatazione del primo tratto dell'uretere sinistro poco al di sotto del giunto pielo-ureterale. Il successivo 03.03.2026, presso un centro urologico della zona (Ospedale Cardinale G. Panico di Tricase (LE)), tentano di posizionarmi uno stent ureterale che però non riesce per stenosi molto serrata, quindi mi viene posizionata una nefrostomia percutanea per drenare il rene sinistro. Ai controlli successivi l'idronefrosi appare completamente rientrata e anche gli esami del sangue segnalano un piccolo miglioramento. L'01.04.2026 ho eseguito una scintigrafia renale, con funzionalità del rene sinistro del 7%. Da premettere che non ho mai avuto infezioni urinarie. Cosa mi consigliate di fare. Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
La nefrostomia è un intervento estemporaneo d'urgenza, ma la risoluzione del problema passa solo attraverso un intervento di plastica del tratto ureterale stenotico: non credo possa risolversi con un lungo trattamento con uno stent che rischia solo di generare ulteriori problemi. Forse l'aver eseguito la litrotrissia senza una preliminare urotac non fce vedere lo stato ureterale, oppure può essere che qualche frammento del calcolo si sia incuneato poco dopo il giunto generando la reazione infiammatoria ad esito occlusivo: purtroppo male fece a non fare i dovuti controlli... ma ormai occorre porre rimedio per tentare in non meno di un anno al recupero funzionale del rene e vale la pena provare.

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Dott. Federico Bevilacqua
Urologo, Andrologo, Chirurgo
Bologna
Quello che lei descrive sembra essere un caso di esclusione funzionale del rene esito di una probabile ostruzione ureterale trascurata per anni. Se nonostante la presenza della nefrostomia correttamente funzionante, il contributo funzionale separato è rimasto del 7%, è difficile immaginare che ci possa essere una ripresa funzionale del rene sinistro. Le consiglio di consultare il suo urologo di fiducia per avere un indirizzo terapeutico preciso. Un cordiale saluto.

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